Biogas, centrale bocciata Decisivo il no regionale

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Mirano, esultano comitati e partiti che si erano battuti contro l’impianto Ma la società proponente potrebbe decidere di ripresentare il progetto
La Nuova di Venezia, 01 febbraio 2012, sezione CRONACA

MIRANO – Decide la Regione, via la centrale da Mirano. Il biogas sparisce dalle carte, bocciato senza appello dalla conferenza dei servizi riunita ieri nel palazzo della Regione in via Torino a Mestre. Vincono i cittadini, le associazioni e i partiti che lo scorso novembre portarono a galla un progetto che fino a quel momento passava di cassetto in cassetto. I terreni di via Porara resteranno agricoli, le strade libere dai rimorchi. Almeno per ora. Perché il vuoto legislativo continua e anche se ieri la Regione ha dato una mano a Mirano, ora è una corsa contro il tempo per far approvare una pianificazione regionale che eviti la presentazione di altri progetti simili in zone improprie. Quello della società Bio 4 Energy di Vigonza non ha trovato sponde: ai no scontati di Comune, Provincia e Sovrintendenza ai beni ambientali, si è aggiunto proprio quello della Regione, tramite la direzione agroambiente, su cui si erano concentrati i pressing degli ultimi giorni. Un parere determinante quello della direzione regionale. No anche dall’Ulss 13, che non ha recepito le integrazioni presentate dalla società. A dare un assenso condizionato al progetto è rimasta solo l’Avepa, l’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura, lasciata sola anche dal Ministero dello sviluppo che non ha partecipato alla riunione. Così il peso dei pareri contrari ha schiacciato qualsiasi velleità della Bio 4 Energy: 87 punti su 100 a favore del no. Viva soddisfazione da parte di una dozzina di rappresentanti dei comitati e delle associazioni miranesi presenti in sala, tra cui le Acli e Italia Nostra. Soddisfatta Annamaria Tomaello, Udc, che con sé aveva portato circa 3.500 firme raccolte dai partiti di centrosinistra tra i cittadini. «La vittoria è soprattutto loro – afferma – c’era di mezzo la salute dei cittadini e i miranesi hanno saputo farsi valere». «Un risultato positivo – aggiunge per le Acli Franco Marchiori – frutto della forte opposizione popolare organizzata dai partiti di centrosinistra, a cui si sono aggiunti esponenti del Pdl. È stato evitato un impianto all’interno di un’area agricola in prossimità del centro urbano che avrebbe avuto un forte impatto sul paesaggio e fonte potenziale di inquinamento». «E’ l’esito per il quale ci siamo battuti e per il quale hanno battagliato con grande civiltà tanti cittadini, rimediando agli errori dell’ex sindaco Cappelletto – affermano i consiglieri regionali Bruno Pigozzo, Pd e Pietrangelo Pettenò, Prc – è stata dimostrata l’incompatibilità tra questo tipo di impianto e l’area urbanistica individuata. Rimane l’enorme vuoto normativo dovuto all’assenza di un piano energetico regionale, indispensabile per stabilire a monte quali aree non debbano essere toccate».
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