Ricercatore veneziano è l’Archimede del vapore
Dic 06
Paolo Franceschetti ha inventato Solwa, una sorta di serra solare che l’Onu ha inserito tra le dieci idee per lo sviluppo dell’umanità
Il Gazzettino di Venezia e Mestre, 6 Dicembre 2010, pagina 6
Il colpo di genio: Archimede lo ebbe entrando in una vasca da bagno, Newton facendo un pisolino sotto un melo, e via dicendo. Intuizioni partite dalla vita di tutti i giorni e che poi hanno rivoluzionato la scienza e il mondo. Grosso modo quanto capitato a Paolo Franceschetti, ventisettenne ricercatore di Ca’ Foscari, che facendo bollire l’acqua della pasta ha avuto un’idea folgorante: recuperare il vapore acqueo condensato sul coperchio della pentola e farne acqua potabile. Un’intuizione che è diventata un’invenzione, con la costruzione di un piccolo impianto di depurazione e desalinizzazione dell’acqua che funziona ad energia solare.
Tante sono le possibili applicazioni della serra solare, chiamata SOLWA (SOLarWAter), che l’Onu ha inserito tra le dieci idee per lo sviluppo dell’umanità e per il progresso del mondo. La serra ad evaporazione costa poco, è fatta di materiali di recupero e potrebbe portare acqua potabile in ogni parte della terra. Così si sono fatti avanti i governi di Bolivia, Marocco, Perù ed Etiopia. Ma anche le grandi multinazionali dell’acqua, pronte a boicottare l’invenzione di Franceschetti.
Dalla pastasciutta alla serra. Come mai?
- L’idea mi è venuta facendo la pasta, perché il processo è lo stesso. Il vapore che si ferma sul coperchio è acqua potabile, basta saperla recuperare. Facendo evaporare l’acqua, si eliminano i sali e la maggior parte degli inquinanti. L’importante è che nell’acqua da depurare non ci siano tracce di alcool o derivati del petrolio.
Alcuni stati possiedono già grossi impianti di desalinizzazione, ad esempio Israele e Dubai.
- Esatto, ma sono tecnologie costose e dispendiose, non tutti possono permettersele, meno ancora saperle gestire. In Israele, per produrre acqua, si deve ricorrere all’energia nucleare, mentre a Dubai si usano enormi quantità di petrolio. Il tuo SOLWA sfrutta invece l’energia solare.
- Sono un teorico della sostenibilità (faccio parte di Legambiente) e del basso impatto ambientale. Per realizzare SOLWA si usano materiali di recupero e un piccolo pannello fotovoltaico. Diciamo che con un kit da 200 euro ogni famiglia potrebbe produrre acqua potabile senza inquinare.
Possibile che nessuno ci avesse pensato?
- In realtà l’intuizione rivoluzionaria consiste proprio nel non far bollire l’acqua, servirebbe troppa energia. Nella mia serra faccio evaporare l’acqua a una temperatura bassa, attorno ai 20°, sfruttando il secondo principio dell’evaporazione. Il segreto consiste nel creare un cuscinetto d’aria secca che istiga la naturale evaporazione.
Quanta acqua è in grado di produrre il SOLWA?
- Il prototipo che ho costruito all’Università di Padova produce 5,8 litri d’acqua potabile al giorno, trattando 10 litri. Ma i nuovi prototipi che sto per esportare in Peru e Etiopia arriveranno a 10 litri, perché lì c’è più energia solare.
Il ruolo dell’università: l’ennesima idea senza quattrini?
- Il prototipo l’ho creato con l’aiuto di qualche amico: un idraulico, un elettricista, mentre l’università di Padova non aveva un soldo per aiutarmi nel progetto che era parte integrante della mia tesi di laurea. Ora sono diventato ricercatore presso la facoltà di Scienze Ambientali di Ca’ Foscari e il mio dottorato è proprio finalizzato al miglioramento del SOLWA.
E le istituzioni?
- Per fortuna ho ricevuto l’appoggio di Veneto Sviluppo e dell’assessorato allo Sviluppo e alla Cooperazione della Regione Veneto. Il primo mi aiuterà a brevettare nel mondo la mia invenzione, il secondo ha stanziato 20mila euro per i miei viaggi. Devo correre ad un sacco di conferenze e a presentare la mia invezione a quegli stati che hanno manifestato interesse.
Tra i quali Bolivia e Marocco. Ma anche le multinazionali dell’acqua ti hanno cercato.
- Certo, ma non erano intenzionate a sostenermi. Anzi, mi hanno fatto intendere che si opporranno alla mia invenzione, anche al punto di comprare il brevetto e di lasciarlo in un cassetto.
Gen 17, 2011 @ 20:25:09
Buonasera,
sono un consulente ambientale che si occupa di rapporti con gli stati esteri e avevo la necessità di contattare il dottor Franceschetti in relazione al progetto solwa.
Per qualsiasi necessità le lascio un recapito telefonico dello studio 043838553 o 3474261634. Grazie e buona serata
Saluti,
Gava Loretta
Mar 15, 2011 @ 13:54:10
Sarei felice se il dottor Franceschetti creasse su Facebook una pagina dedicata al Solwa, in modo da poter diffonderne la conoscenza anche al grande pubblico. Per tutti noi è importante che tali invenzioni siano conosciute – e supportate dal maggior numero di persone possibili. Grazie.
Gen 22, 2012 @ 16:10:49
Buongiorno,
mi chiamo Manuele Raimondi ho 34 anni. Sto cercando in tutti i modi di aprire un’azienda artigiana impegnata nel settore delle nuove energie rinnovabili ed ecosostenibili.
Il progetto del Dott. Franceschetti mi sembra eccezionale e proponibile anche nelle nostre zone(io sono di ferrara)
Se qualcuno potesse mettermi in contatto col dott. Franceschetti per scambiare qulche idea ne sarei davvero felice.
grazie