Marghera, due volte no ai veleni

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RIFIUTI:  il Consiglio comunale ha bocciato entrambi i progetti sull’area

Maggioranza e opposizione ai ferri corti, ma votano tutti no alla delibera regionale

Il Gazzettino di Venezia e Mestre, venerdì 19 marzo 2010, pagina 11

Alla fine il Consiglio comunale straordinario ha votato compatto, all’unanimità, sia la delibera contro il progetto Alles per trattare a Fusina 300 mila tonnellate di rifiuti ogni anno, sia l’ordine del giorno aggiunto all’ultimo minuto contro l’inceneritore SG31 di Marghera dal titolo “Marghera non deve diventare la pattumiera del Veneto”.
Hanno votato a favore addirittura le opposizioni, Pdl e Lega, dopo aver accusato la maggioranza di fare campagna elettorale sfruttando argomenti delicati come la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente e in particolare i Verdi di essere «ambientalisti per caso». Il dibattito ha assunto toni molto caldi, con accuse reciproche («la Lega a Venezia vota contro gli inceneritori, ma il ministro candidato a guidare il Veneto, Luca Zaia, ha detto che a Marghera porterà tutti i rifiuti del Veneto» ha detto il Verde Beppe Caccia accusando Alberto Mazzonetto, capogruppo della Lega, di essere succube di Zaia e di barare), e fischi e urla del pubblico riunito numeroso nella sala del Consiglio comunale in via Palazzo a Mestre. Non si è mai arrivati nemmeno lontanamente a problemi di ordine pubblico anche se Mazzonetto, ad un certo punto, ha chiesto alle forze dell’ordine di far rispettare l’ordine pubblico perché in altre occasioni gli esponenti della Lega erano stati strattonati. La richiesta è stata sommersa da un’altra serie di fischi e buu del pubblico. Ma i momenti più accesi sono stati all’inizio quando il presidente del Consiglio, l’esponente del Pdl, Renato Boraso, ha tentato di non accettare l’ordine del giorno, proposto da Caccia, che allargava la discussione dall’impianto di Alles al futuro e alla tutela di tutta Porto Marghera. Cannonate, più che altro a salve, sono partite dai banchi dell’opposizione e altrettante sparate da quelli della maggioranza, ma alla fine hanno trovato un accordo girando gli obici di 90 gradi e concentrando il fuoco su Boraso. Il centrosinistra lo ha accusato di fare melina e di non voler rispettare la volontà del Consiglio (perché ha chiesto alla segreteria generale un parere sul fatto che gli impianti Alles e SG31 fossero o meno la stessa cosa, e perché ha dato lezioni di diritto al senatore del Pd ed ex magistrato, Felice Casson). Il centrodestra lo ha addirittura sfiduciato, prima Antonio Cavaliere poi Mazzonetto, perché non ha saputo condurre l’assemblea «permettendo di votare una cosa che non ha senso perché non c’è alcuna urgenza» e dando un vantaggio elettorale agli avversari.
Alla fine, naturalmente, nessuno si è azzardato a dire che vuole riempire Marghera di veleni, così la delibera contro il progetto di Alles è passata all’unanimità con i voti anche del centrodestra, mentre quella sull’SG31 e su tutta Porto Marghera è stata votata all’unanimità, ma dal solo centrosinistra perché i consiglieri di opposizione se n’erano andati. Prima della questione rifiuti, il Consiglio ha approvato anche la variante al piano di alienazioni degli edifici pubblici sul quale il Comune conta per salvare il bilancio. Anche in questo caso le opposizioni erano contrarie, accusando la maggioranza di non aver saputo amministrare, ma uno solo ha votato contro, uno si è astenuto e due non hanno partecipato.

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