L’ambiente penalizza la Venezia metropolitana

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L’Ocse rilancia la Pa-Tre-Ve ma avverte: «Poca innovazione»
Il Gazzettino di Venezia e Mestre, 06 marzo 2011, pagina 9

Venezia, con Padova e Treviso è già di fatto una regione metropolitana di tutto rispetto nel panorama mondiale, con parametri demografici che tra l’altro la metterebbero davanti a Vienna, Stoccolma, Vancouver, Dublino e persino Torino. Sui parametri economici occupazionali e di crescita si piazza nella parte alta della classifica, ma questa città-regione è ancora tutta da inventare e da connettere. E, soprattutto, Venezia vanta un’attrattiva unica al mondo ma il deterioramento delle condizioni ambientali rischia di “mangiarsi” progressivamente questa capacità.
      Lo afferma il rapporto su Venezia metropoli dell’Ocse, un volume di 265 pagine edito da Marsilio nella versione italiana, che è stato presentato ieri nella sede della sede della Fondazione di Venezia, che ha finanziato la ricerca.
      Il presidente (autosospeso) Giuliano Segre ha preferito non presenziare sul tavolo dei relatori, ma ha comunque fatto da “padrone di casa” accogliendo i numerosi ospiti prima di defilarsi.
      Una scarsa attenzione all’ambiente potrebbe compromettere il fascino di Venezia e quindi della città regione. “Oltre ai problemi legati all’impatto del cambiamento climatico – si legge nel rapporto – altre sfide di carattere ambientale hanno accresciuto i costi per le aziende e i lavoratori. Tra questi: la pessima qualità dell’acqua (inquinamento in laguna), la contrazione delle risorse idriche (le perdite dalla rete sarebbero superiori al 37 %) e una diminuzione della qualità dell’aria (traffico e industrie)”.
      I dati raccolti scientificamente dall’Ocse rimettono dunque in carreggiata la vecchia e mai decollata Pa-Tre-Ve e allo stesso tempo sancisce l’inadeguatezza di una città metropolitana a livello provinciale. «Il primo banco di prova – ha spiegato Marino Folin, presidente di Venezia 2000 – potrebbe essere l’Expo 2015, che vedrà questo territorio protagonista con delle sue offerte.
      Se la città-regione di venezia ha un prodotto pro capite di quasi 40mila dollari e livelli di produttività del lavoro paragonabili a quelli di Francoforte, Londra o Monaco, il tallone d’Achille si chiama formazione e mobilità.
      «Il tasso di scolarità è ancora troppo basso – spiega Mario Pezzini, direttore del Centro Sviluppo dell’Ocse – e non c’è sufficiente collegamento tra Università e impresa. Il livello di investimenti ricerca e sviluppo è insufficiente e quindi non si innova. Che significa? Che se si continuerà a pensare che la Cina prima o dopo raggiungerà la piena occupazione e quindi dovrà aumentare i salari, si sbaglia di grosso. Occorreranno decenni e in quel momento la loro forza lavoro sarà altamente qualificata. Già oggi, nei test condotti tra i quindicenni sulle loro conoscenze, i cinesi sono di gran lunga più avanti».

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