Bonifiche, verso il commissario
Gen 27
PORTO MARGHERA. Istituzioni locali e ministero dell’Ambiente alla stretta finale. Proposta al vaglio assieme a quella di una legge per ridurre tempi e burocrazia. Interventi attesi da oltre un decennio.
Il Gazzettino di Venezia e Mestre, 27 gennaio 2012, pagina 9
Anche per le bonifiche di Porto Marghera si va verso un commissario straordinario. Non è ancora deciso ma Comune, Regione, Provincia e ministero dell’Ambiente ne stanno discutendo proprio in questi giorni, e lo stesso ministro Corrado Clini alcuni giorni fa ha annunciato che entro poche settimane il problema sarà risolto. Tre sono i cardini del nuovo sistema, in via di definizione, che permetterà di dare finalmente certezze ai possibili investitori interessati alle aree della zona industriale, e porrà fine a vent’anni di paralisi decisionale ed economica: in primo luogo le bonifiche dei terreni saranno effettuate con modalità e accuratezza diverse in base al futuro utilizzo dell’area; in secondo luogo pareri e autorizzazioni necessarie dovranno essere simultanei e avere una tempistica breve; terzo ed ultimo punto, lo strumento finale per attuare i primi due fattori. Proprio di questo si sta discutendo ora: se affidarsi ad una legge che renda più rapide e agili le norme esistenti, e garantisca tempi più certi e veloci, o nominare un nuovo commissario ad acta, come è stato fatto per l’escavo dei fanghi dei canali industriali o per il Passante.
Se la promessa del ministro sarà mantenuta, entro qualche settimana si saprà quale linea di pensiero risulterà vincente: quella caldeggiata da amministratori come l’assessore regionale Renato Chisso, per il commissario, o quella preferita dal sindaco Giorgio Orsoni, per una società a partecipazione pubblica che sia in grado di gestire e ricollocare le aree industriali. In una società del genere il Comune avrebbe più voce in capitolo per garantire che possano approdare a Marghera solo quegli investitori che vogliono realizzare progetti compatibili con il territorio.
La terza via potrebbe essere un commissario che si occupa delle bonifiche e che opera nell’ambito di un accordo di programma, o di una società pubblica o a partecipazione pubblica, che gestisce il riutilizzo delle aree una volta bonificate.
Renato Chisso a metà maggio dello scorso anno aveva annunciato che nel giro di tre mesi, se tutti i soggetti coinvolti avessero fatto la loro parte, si sarebbe potuti arrivare all’accordo di programma per dare gambe al riconoscimento di area di crisi complessa per Porto Marghera che il ministro Paolo Romani aveva sancito la settimana prima con un decreto: questo significa agevolazioni per gli investitori e soldi per gli amortizzatori sociali. Perciò aveva sollecitato un accordo tra Regione, Provincia, Comune, industriali, artigiani e sindacati riuniti nel Tavolo di lavoro permanente su Porto Marghera, assieme ai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico. I ministri, nel frattempo, sono cambiati ma l’emergenza in questa zona industriale è sempre la stessa: le multinazionali se ne ne sono andate quasi tutte, i lavoratori sono sempre meno (e quelli che rimangono sono a rischio), la maggior parte dei terreni è sempre inquinata. Perciò occorre far presto.
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Gen 27, 2012 @ 16:28:52
Io preferirei un commissario per il disinquinamento e una società per ricollocare le aree bonificate.
Circa una ventina di anni or sono Cacciari da sindaco di venezia aveva fondato PROMO MARGHERA per bonificare e ricollocare le aree di PM.
Ricordo che l’iniziativa era miseramente fallita.
Domenico