L’Istituto superiore di sanità: «A Venezia un eccesso di tumori»

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Quattro anni di studi di 32 ricercatori su Marghera e le altre aree Sin. Bettin: soldi subito per le bonifiche. Sciarrone (Usl): non è più così
Il Corriere del Veneto, 11 gennaio 2012, cronaca di Venezia e Mestre

MESTRE – Nessuno più respira cloruro di vinile nei capannoni senza la minima sicurezza. L’amianto è bandito da quasi due decenni. Eppure i «killer» di Porto Marghera continuano a essere un pericolo per la salute. Anche oggi che le fabbriche sono chiuse e gli operai in cassa integrazione. Lo mette nero su bianco il ministero della Salute con il progetto «Sentieri» nel primo «Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio di insediamento». Tra il 2007 e il 2010 un’equipe di 32 ricercatori ha studiato rapporti medici e vagliato documentazioni di 44 dei 57 siti di interesse nazionale, per un totale di 6 milioni di cittadini di 298 comuni. Nelle 200 fitte pagine di dati e osservazioni, un capitolo è dedicato all’area Sin più grande del Paese: Marghera. «E’ presente un eccesso per tutti i tumori e le malattie dell’apparato digerente, del polmone e della pleura», si legge nella ricerca. Tumori a fegato, polmone, pleura, vescica, mesotelioma e cirrosi epatica sono le patologie con più alta incidenza nel veneziano e i ricercatori non hanno dubbi: sono associate al lavoro.

Tra il 1988 e il 2002 l’incidenza del mesotelioma tra gli uomini è stata del 2,94, un aumento che per i 32 studiosi va «ricondotto all’esposizione nel polo produttivo». Tra il 1995 e il 2005 poi le segnalazioni di malattie professionali all’Usl 12 sono aumentate mentre nel resto d’Italia diminuivano. Non solo: il tasso di mortalità per tutti i carcinoma è al di sopra della media nazionale: l’indicatore del rapporto standardizzato di mortalità sale a 133 contro la base di 121 per il fegato e al 177 per la vescica. Gli esiti della ricerca, che confermano quanto dimostrato in passato dalla stessa Usl, sono stati pubblicati e consegnati all’amministrazione in questi giorni. «Lo studio trae conclusioni di angosciante gravità – dice l’assessore all’ambiente Gianfranco Bettin — oggi a Marghera la situazione è diversa ma resta l’eredità del passato». Inquinanti nei terreni, discariche prive di qualsiasi sicurezza e cumuli d’amianto che emergono anche in zone dove nessuno se lo aspettava, come al Lido. «Serve con urgenza una riforma del sistema delle bonifiche e un finanziamento straordinario per attuarle », tuona Bettin. Lo studio del progetto «Sentieri» suggerisce di continuare la ricerca.

I dati nelle mani degli studiosi si fermano al 2005, ma l’Usl 12 ha sempre sotto controllo l’andamento dei tumori: tra il 2005 e il 2009 i tumori sono aumentati del 40 per cento, in particolare al colon. Proprio per questo i ricercatori raccomandano «di acquisire dati per valutare lo stato attuale dell’inquinamento ambientale e dell’esposizione occupazionale ». I risultati di «Sentieri » tuttavia non convincono Rocco Sciarrone, responsabile del Servizio di salute pubblica e prevenzione dell’Usl 12. «Condurre ricerche epidemiologiche è complesso, bisogna tenere conto di molti fattori come territorio, ambiente, attività in essere e flussi residenziali – dice – Senza un’analisi elaborata si rischia di creare spavento e allarmismo ». Sciarrone non nega che a Venezia il 50 per cento delle neoplasie al polmone siano dovute dall’amianto ma l’esposizione risale a 30 anni fa. «Quando si legge nello studio che aumentano i tumori si tratta di effetti del passato – conclude – oggi non possiamo assolutamente dire che è ancora così». Ad esempio, per Sciarrone, gli effetti del Passante si vedranno non prima di 15 anni e per quelli delle discariche ci vorranno altri 20 o 30 anni. E anche se di soldi per la ricerca non ce ne sono, «noi continuiamo a raccogliere e analizzare dati».
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