«Legge speciale pronta a marzo. La città ha bisogno di più fondi»
Gen 17
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Commissione Ambiente del Senato tra Arsenale, Murano e Dogana Casson: segnale importante di attenzione. Molinari: punto di partenza
Il Corriere del Veneto, 17 gennaio 2012, cronaca di Venezia e Mestre
VENEZIA — Se Antonio D’Alì sarà di parola, Venezia avrà presto la sua nuova Legge speciale. E quindi soldi per la salvaguardia e la manutenzione della città oltre a quelli che ormai hanno preso la strada del Mose. Il presidente della commissione Ambiente del Senato— lunedì in laguna per le audizioni — l’ha detto chiaro: «Spero di riuscire a portare la legge in aula a marzo». Lo sprone è arrivato anche dal prefetto Domenico Cuttaia: «La città chiede un impegno preciso per la revisione della norma e un’attenzione maggiore». D’accordo, oltre la proposta di Felice Casson su cui stanno lavorando i senatori ce ne sarà un’altra del Pdl, poi ci sono quelle alla Camera del Pd Andrea Martella e della Lega (quella dell’ex ministro alla Pubblica amministrazione Renato Brunetta è abortita: «Non è nemmeno mai stata approvata dal consiglio dei ministri» precisa D’Alì), ma metà strada sembra essere già stata fatta. Lo dicono gli stessi parlamentari: qualcuno non si sarebbe mai aspettato che arrivassimo fino a qui, ma Venezia ha bisogno di aiuto. Ne sono ancora più convinti oggi dopo che l’ex pm assieme a sindaco, mezza giunta (mancava però l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin) e consiglieri comunali hanno visitato le conterie di Murano, l’Arsenale e Punta della Dogana dove hanno visto la rete antincendio realizzata «che ci ha permesso di evitare altre tragedie », precisa Giorgio Orsoni. Non a caso la pdl Maria Alessandra Gallone dice: «Abbiamo visto quante cose sono state fatte con i soldi della Legge speciale, Venezia ha bisogno di finanziamenti e per questo stiamo lavorando per fargli avere i fondi necessari. Mi auguro che entro la fine della legislatura sia realizzato un nuovo meccanismo ». Il problema — più che mettere d’accordo tutti—sembra essere proprio quello dei fondi e delle competenze.
I primi da trovare con programma di autofinanziamento oltre ai trasferimenti dallo Stato, le seconde da unificare in modo da rendere tutti i processi più rapidi. Il senatore della Lega Nord Riccardo Villari la butta lì, ma alla cosa ci crede eccome: «Anziché ricevere i fondi da Roma potremmo trovare anche un modo per trattenere qui quelli veneti», dice. Del resto è il principio del federalismo fiscale che chiede da tempo il Carroccio: ogni Regione si trattiene le tasse che i propri abitanti pagano. «Mi sembra che per Roma Capitale i soldi si trovino sempre — continua — non vedo perché per Venezia ci debbano essere tutti questi problemi». La speranza del sindaco è che la presenza in centro storico dei senatori sia un punto di non ritorno per riuscire davvere ad avere un canale diretto di finanziamento per far fronte ad almeno i cento milioni che servono ogni anno per la manutenzione della città. L’obiettivo di Ca’ Farsetti è di recuperare maggior potere decisionale sulle scelte per il suo futuro rispetto a quanto avviene oggi in cui il Comune di fatto non ha nessuna voce in capitolo. Ne sono prova gli oltre cinquanta milioni di euro che aspetta ancora (dieci della Legge speciale degli anni scorsi e 42 dell’ultimo Comitatone) nonostante sia l’ex sindaco Massimo Cacciari (prima) che Orsoni (nell’ultimo anno) abbiamo più volte insistito con il governo. «Oggi (ieri, ndr) è stato dato è un segnale importante per Venezia: è la prima volta che la commissione Ambiente viene in sopralluogo— commenta il senatore Casson, primo firmatario, assieme ad altri ventisei colleghi del disegno di legge speciale — La città è patrimonio di tutti che non può essere trascurato».
Lo spiega bene il relatore del documento Claudio Molinari del Terzo Polo: «Siamo in una fase di raccolta e di approfondimento, il disegno di legge Casson si presta ad essere integrato rispetto al lavoro che stiamo facendo». Non a caso lunedì i senatori hanno ascoltato gli interventi degli enti locali (la Provincia ha sottolineato l’importanza di un’area vasta di applicazione della legge che vada al di là della sola Venezia), delle associazioni ambientaliste, del Porto e degli industriali. «L’impostazione generale è ancora troppo ancorata a schemi ormai superati — ha detto ieri il presidente Luigi Brugnaro —. La specialità veneziana ad esempio non può essere concepita come una situazione unicamente emergenziale. Auspichiamo che la nuova Legge speciale valorizzi il riconoscimento a Venezia dello status di Città metropolitana».
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