Vega butta il mattone e punta tutto sull’eco-tech

No Comments

Tratto da GENTE VENETA, n.45/2011, 22 novembre 2011

Raccontano le cronache del 2007 che la passata amministrazione del Parco scientifico e tecnologico di Marghera prevedeva, per la fine del 2011 di aver terminato la costruzione di Ursa, Maior, Proxima e Centauri, quattro nuovi edifici che, con i loro 64mila metri quadri, avrebbero raddoppiato la superficie utile del Parco, dando vita a Vega 2.
La rivoluzione di Vega. Nulla di tutto ciò si vede oggi. Quel che c’è è una spianata su cui ancora niente è stato costruito. E mai come stavolta si può dire che il cambio del vertice dirigenziale – da poco più di due anni presidente è l’imprenditore Luigi Rossi Luciani, direttore l’ex vicesindaco di Venezia Michele Vianello – ha prodotto un capovolgimento di progetti e obiettivi.
Sintetizza Vianello: «La parte immobiliare la stiamo dismettendo tutta. Noi ci dedichiamo a ricerca e progettazione».
Chi investe è l’Europa. Tradotto significa che l’area di Vega 2, bonificata e ripulita, è in vendita. Il Piano regolatore prevede, oltre all’uso di parco scientifico, anche un utilizzo commerciale e direzionale.
Quel che è certo è che il nuovo corso di Vega si sta sviluppando su un cocktail in cui predominano tre ingredienti: l’Ict, cioè le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, le nanotecnologie e l’ambiente.
L’Ict – il mondo dei computer, del web e delle reti di comunicazione – è da anni la passione di Vianello, che anche da vicesindaco si è molto adoperato in questa direzione. L’ambiente è un’emergenza, ma anche un’opportunità, che non si può non vedere. Le nanotecnologie sono uno dei settori più promettenti, già avviato e sviluppato con la passata dirigenza di Vega, e oggi in continua crescita.
Più o meno mixati, i tre ingredienti stanno dando vita a diversi progetti. Per tutti, visto che le idee senza quattrini non camminano, si è scelto di cercare la strada di un certo finanziatore: l’Europa.
Una strada che sta funzionando: il primo sì, del valore di 1,3 milioni di euro, è arrivato per costruire un impianto pilota capace di ripulire e rendere innocui i fanghi più sporchi e velenosi dei canali lagunari.
Vega: fucina, non albergo, delle novità. Ma altri tre progetti (vedi sotto) hanno preso la via dell’Unione europea e ne attendono l’esame. «E’ una strada, quella dell’Europa – chiarisce Michele Vianello – che dà più vantaggi. Il primo è la velocità: in un anno viene fatta la valutazione e si sa se il progetto è promosso o bocciato. Il secondo vantaggio è che parte dell’importo viene pagata subito, per cui si può partire con la realizzazione disponendo della liquidità necessaria».
L’idea, quindi, è che un Parco scientifico che si rispetti dev’essere una fucina, più che un albergo, delle novità. Si è rovesciato il cannocchiale, insomma, per guardare Vega.
Link all’articolo

«Pericoloso tagliare l’Arpav» Dirigenti contro la Regione Niente referendum su Veneto City

Leave a Reply