Ruoss (Unesco): «Venezia può essere il faro della ricerca sul clima»

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Tratto da GENTE VENETA, n.45/2011, 20 novembre 2011

Venezia ha tutti i numeri per diventare la città fulcro, a livello globale, dell’azione di contrasto ai cambiamenti climatici. La Serenissima del XXI secolo può tornare a essere un faro per il mondo. Ne è convinto Engelbert Ruoss, direttore dell’Ufficio di Venezia dell’Unesco, che così si è espresso a margine dell’iniziativa “La ricerca scientifica pr uno sviluppo sostenibile” organizzata assieme a Ca’ Foscari nell’ambito della Giornata Mondiale della Scienza.
Ruoss fa presente che «la vita scientifica e culturale a Venezia è la base per lo sviluppo della città per il futuro. Venezia, che è un patrimonio culturale dell’Unesco, non deve essere solo una città turistica ma deve tornare a promuovere le competenze e le eccellenze per aprire nuove opportunità e scenari per diventare un modello anche per lo sviluppo sostenibile».
Inoltre, continua Ruoss, «occorre integrare scienza e cultura in modo particolare per favorire lo sviluppo di quei siti nominati patrimonio culturale dell’Unesco, a cominciare proprio da Venezia».
«Peccato – conclude Ross – che sia saltata la conferenza “Il futuro di Venezia e della sua laguna nel contesto del cambiamento climatico” (che era stata organizzata dall’Unesco a Venezia ed è stata poi cancellata, pare su volere del Ministro Brunetta, ndr). Poteva essere quella piattaforma che serviva a dare il la allo sviluppo. Speriamo di riuscire a riorganizzarla nel 2012».
E la giornata come è andata? Promozione dello sviluppo della ricerca scientifica, condivisione di risorse, conoscenze e dati, accoglienza e mobilità internazionale di ricercatori: è questo l’impegno sancito da 15 enti di ricerca della città che a tal fine hanno siglato la Dichiarazione di Venezia per la collaborazione nella ricerca.
E molto soddisfatto si è detto il rettore di Ca’ Foscari Carlo Carraro: «In Italia la Giornata mondiale della Scienza non ha una grande rilevanza, ma il tentativo odierno è quello di riportare in primo piano quella che dovrebbe essere una priorità anche per il nostro Paese, la ricerca appunto perché attraverso essa si crea sviluppo».
Il prof. Tino Cortesi, pro-rettore di Ca’ Foscari per le politiche di valutazione e di innovazione, rammenta che la novità di questa giornata di convegno consiste nel fatto che l’attività di rete avviene con un approccio non solo legato alla scienze dure o naturali, ma è più multidisciplinare, così come necessario per un futuro sostenibile.
Gli enti che hanno sottoscritto l’accordo sono Ca’ Foscari, l’Accademia di Belle Arti, Climate Policy Initiative, il Conservatorio di musica Benedetto Marcello, Corila, la Fondazione Eni Enrico Mattei, la Fondazione Giorgio Cini, la Fondazione Ospedale San Camillo, Ismar-Cnr, l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, lo Iuav, lo Studium Generale Marcianum, Venezia Ricerche e il Vega.
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