Mose pronto nel 2015; il 3 marzo via al varo dei cassoni

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Tratto da GENTE VENETA, n.5/2012, 4 Febbraio 2012

Inizia il 3 marzo il viaggio dei cassoni che ospiteranno le paratoie contro l’“acqua granda”. Prende il via una fase nuova dell’operazione Mose. Una fase che inizierà dalla bocca di porto del Lido.
All’inizio del prossimo mese, infatti, l’enorme cantiere realizzato nella conca di navigazione sul lato di Treporti comincerà ad essere allagato. Passeranno nove settimane e a quel punto comincerà il viaggio vero e proprio di questi alloggiamenti in cemento armato verso la loro destinazione definitiva.
Il punto sui lavori condotti dal Consorzio Venezia Nuova è stato fatto sabato scorso durante un dibattito promosso dalla parrocchia dei Frari. Una delle molte e partecipate iniziative che la comunità parrocchiale realizza nel teatro-patronato.
Flavia Faccioli, responsabile della comunicazione del Consorzo Venezia Nuova, scandisce le prossime tappe e le loro modalità. I cassoni, ad uno ad uno a partire da quello di spalla da collocare accanto all’isola artificiale da poco terminata, saranno trainati da un catamarano, che si sposterà tramite un sistema di cavi nel canale di bocca.
Il mezzo li trasporterà fino al punto di posa dove ogni elemento sarà zavorrato e calato all’interno della trincea, creata sul fondo del canale. Attraverso delle guarnizioni sarà comunque garantita l’impermeabilità della galleria che unirà il sistema degli alloggiamenti e che consentirà il percorso in asciutto da una parte all’altra della bocca di porto.
A quel punto, nel maggio del 2013, cominceranno ad essere installate le paratoie, cui è collegato l’elemento maschio della cerniera, mentre l’elemento femmina è solidale al cassone posto nel fondale.
La previsione è che a metà del prossimo anno la bocca di porto del Lido possa essere pronta per le prime prove di funzionamento delle dighe mobili.
L’intero sistema di barriere alle tre bocche di porto dovrebbe essere ultimato entro il 2015 per essere funzionante in maniera ordinaria nel 2016: il tutto se i finanziamenti statali non si faranno attendere: l’ultima tranche da 380 milioni, da poco arrivata, ha permesso di non rallentare i lavori. Ma si tratta di soldi stanziati nell’ormai lontano 2008. E l’imperativo, oggi, è chiudere – bene e in tempi ragionevoli – quest’opera fondamentale per Venezia.
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