Dai cocci di vetro arriva la ricchezza
Gen 09
Tratto da GENTE VENETA, n.1/2012, 09 gennaio 2012
E’ la nuova Marghera che si fa strada, che rinasce – neanche tanto metaforicamente – dalle proprie ceneri, facendo fruttare i punti di forza che l’hanno resa grande per decenni. Stavolta la sua ricchezza viene dai rifiuti. Rifiuti “buoni”, pronti a diventare nuova materia prima.
Nell’Ecodistretto di Fusina, voluto dall’amministrazione comunale per concentrare le attività industriali del riciclo (si veda GV 28/2011), sta per arrivare accanto agli impianti di Veritas già presenti un nuovo “inquilino”. Si tratta di uno dei leader europei del riciclaggio del vetro, la Paté, che ha appena stretto un accordo con Veritas per realizzare un impianto in grado di trattare 250 mila tonnellate di rottame di vetro, quanti cioè ne produce in un anno mezzo Triveneto. Entrano cocci ed esce “vetro pronto al forno”, una materia prima seconda usata per produrre nuovo vetro, con costi e consumi inferiori rispetto all’utilizzo delle materie prime tradizionali: fonde infatti a una temperatura più bassa rispetto alle sabbie.
Da Vetrital a Ecoricicli. Ancora nel 2009 il Gruppo Veritas aveva rilevato la società Vetrital in crisi: «Se non fossimo intervenuti», spiega Alberto Ferro, presidente di Ecoricicli, «avremmo rischiato, oltre a danni occupazionali, anche il fermo della raccolta differenziata». Ecoricicli Veritas – è il nuovo nome dell’azienda – ha un impianto per la lavorazione del rottame di vetro a Musile di Piave. Si voleva da un lato migliorare la qualità del vetro trattato; dall’altro iniziare a mettere dei mattoni di qualità nell’Ecodistretto di Fusina.
La ricerca di un partner tecnologico per sviluppare la filiera del vetro ha dato i suoi frutti. Si sono presentati i due principali gruppi europei e un raggruppamento di imprese italiane, che insieme pesano quanto un terzo dell’intero mercato nazionale. La scelta è caduta sul gruppo francese Paté, secondo (di poco) in Europa nel riciclo del vetro, proprietario di otto impianti tra Francia, Paesi Bassi e Germania. David Paté, il fondatore e direttore generale del gruppo che ha preso il suo nome, è un ex dentista che ha fatto la fortuna riciclando il vetro. Ora dalla joint venture tra francesi e veneziani è stata costituita la Ecopaté srl, per il 60% di Paté Sas e per il 40% di Ecoricicli Veritas.
Verso il nuovo impianto di Marghera. Dal 1° gennaio 2012 i nuovi partner hanno iniziato a operare nell’impianto di Musile; entro il primo semestre di quest’anno ne miglioreranno la tecnologia in modo da renderlo il più avanzato d’Europa, e quindi del mondo. La produzione passerà da 114 mila a 174 mila tonnellate. Ma siccome il sito produttivo di Musile non può crescere oltre un certo limite, nel frattempo prepareranno il progetto del nuovo impianto che si costruirà a Fusina, pronto entro il primo trimestre 2013: entro il 2014 sarà pronto ed entrerà in funzione fra tre anni esatti. Musile a quel punto o chiuderà o si specializzerà in qualche particolare lavorazione.
I punti forti di Marghera. Spostare l’attività a Marghera, poi, è vantaggioso sotto tanti punti di vista. Intanto si possono avere economie di scala (si pensi ai servizi ausiliari a questo genere di impianti). Poi quello che è di scarto per una filiera può essere materia prima per un’altra: è il caso, ad esempio, degli inerti, per i quali si sta mettendo a punto un apposito impianto. Infine ci sono le banchine per le navi e i binari per i treni: se ne può avvantaggiare il trasporto di materiali poveri come questi, troppo costosi se effettuati solo su gomma. Sono, guarda caso, gli stessi punti di forza che hanno favorito lo sviluppo di Porto Marghera: ieri nella petrolchimica o nell’industria dell’alluminio, oggi nel recupero della materia.
A servizio del Prosecco. Nello specifico, poi, Marghera non è così lontana dalle aziende che producono bottiglie, che a loro volta non possono essere lontane da chi le riempie, ad esempio di vino, che viene poi esportato in tutto il mondo. Non è solo una battuta quella del sig. Patè, che ha detto che dopo le bottiglie per lo champagne vuole fare quelle per il Prosecco. Prosit.
E’ per questo che il mercato legato al rottame di vetro, da noi, ha un futuro. «L’Italia, e in particolare il Nordest, è un importatore di questa materia prima seconda, specie dalla Germania», ricorda Alberto Ferro. «E’ più il vetro che utilizziamo per realizzare bottiglie, che poi vengono mandate in giro per il mondo, che quello che viene raccolto dalle nostre case. L’impianto che si farà a Marghera sarà il più avanzato e uno dei più grandi di questo genere». Crescerà anche l’occupazione: dai 12 dipendenti attuali si arriverà a 30.
E ora carta, plastica e inerti. Nel frattempo sono stati aperti i bandi per individuare altre aziende interessate a investire nel riciclo in altri ambiti, come la carta (tre le aziende che si sono già fatte aventi) e la plastica. L’impianto per trattare gli inerti è già pronto, aspetta solo l’autorizzazione della Provincia per entrare in funzione. «Migliorerà il trattamento degli scarti degli altri processi», spiega l’assessore all’Ambiente del Comune di Venezia Gianfranco Bettin. «E’ la frontiera più avanzata: lavorare sugli scarti estremi. Siamo già pronti: è la burocrazia che è indietro».
Cultura del riciclo e nuova Marghera. L’iniziativa di Ecopaté, spiega Antonio Paruzzolo, assessore veneziano alle Attività produttive, «è di grande interesse economico e ambientale: favorisce sempre più il formarsi di una cultura del riciclo e quindi del riutilizzo delle materie prime seconde. E’ una sfida, che farà crescere una nuova coscienza nei cittadini, più consapevoli di questi processi. Tutto questo avviene in un luogo simbolo dell’industria degli anni passati, che ora viene riportata al centro, divenendo la bandiera della reindustrializzazione di Marghera, attraverso lavorazioni compatibili, che usino il minor apporto possibile di energia».
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