BIOENERGIE: PRIMO RAPPORTO SUGLI INDICATORI

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Da Energheia Magazine, 24 gennaio 2012

La Global Bioenergy Partnership (Gbep), l’iniziativa internazionale istituita dal G8 per sostenere un uso piú ampio ed efficiente delle biomasse e dei combustibili presieduta dal Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, ha pubblicato la settimana scorsa un rapporto in cui vengono definiti una serie di indicatori per favorire uno sviluppo sostenibile delle bioenergie.

Presentato durante il World Future Energy Summit di Abu Dhabi, costituisce il primo accordo globale a livello governativo per definire un gruppo di indicatori di sostenibilità in materia. Al suo interno si trovano 24 indicatori di sostenibilità che, insieme alle indicazioni metodologiche per la loro misurazione, coprono gli aspetti ambientali, sociali ed economici dello sviluppo bioenergetico.
Come riportato dal sito dell’Ansa, Corrado Clini ha affermato che «il rapporto Gbep è unico, perchè rappresenta il prodotto di un’iniziativa multilaterale che ha costruito consenso sullo sviluppo sostenibile delle bioenergie. La sostenibilità è la chiave per assicurare che le bioenergie raggiungano il loro potenziale sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. In questo quadro – conclude Clini – gli indicatori offrono un valido strumento per aiutare la definizione di politiche in materia e per monitorare il contributo che le bioenergie possono dare allo sviluppo sostenibile».

Gli indicatori sono già stati misurati a livello nazionale in Giappone, mentre altri partner hanno manifestato la volontà di applicarli nei rispettivi Paesi. Il lavoro del partenariato sta inoltre proseguendo con progetti pilota in Indonesia, Colombia e Ghana.
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VENETO: FONDI CIPE ANCHE A RINNOVABILI

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Da Energheia Magazine, 23 gennaio 2012

Oltre la metà dei fondi CIPE assegnati al Veneto dal Governo andranno alla sostenibilità ambientale: la Regione intende destinare 282 milioni di euro, suddivisi tra produzione energetica da fonti rinnovabili e mobilità.
Ammontano, infatti, a 513,419 milioni di euro le risorse del Fondo per lo sviluppo e coesione che il CIPE, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, ha assegnato alla Regione del Veneto nella riunione svoltasi la settimana scorsa a Roma, approvando il suo programma attuativo FAS (Fondo Aree Sottoutilizzate) 2007-2013.
Come si legge in un comunicato della Regione, i fondi saranno destinati a risolvere le priorità che caratterizzano l’attuale situazione congiunturale: il rilancio economico, la sicurezza del territorio, i trasporti, la tutela dell’ambiente e il risparmio energetico.

Sono Cinque gli Assi prioritari previsti per l’impiego delle risorse. Cento milioni andranno all’asse 1, denominata “atmosfera ed energia da fonte rinnovabile”, per la riduzione dei consumi energetici, l’efficientamento degli edifici pubblici e il sostegno alla mobilità collettiva con priorità alla propulsione ecocompatibile.
La mobilità sostenibile, poi, impegnerà la Regione per 182 milioni, con cantieri previsti a favore del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (SFMR), impianti a fune, sistemi di trasporto collettivo a basso impatto ambientale e piste ciclabili.
Il piano finanziario prevede inoltre di assegnare 61 milioni per la difesa del suolo, 76 milioni per i beni culturali e naturali, 80 milioni per lo sviluppo locale e 14 milioni per l’assistenza tecnica
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VENETO: PRIMATO ITALIANO DI CONNESSIONI

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Da Energheia Magazine, 18 gennaio 2012

Per il terzo anno consecutivo è il Veneto la regione con il maggior numero di impianti da fonti rinnovabili connessi alla rete elettrica.

Come riportato dalle agenzie di stampa, infatti, sono ben 24.352 i nuovi impianti che Enel ha connesso alla rete nel corso del 2011. In pratica 95 impianti al giorno, considerando i soli giorni lavorativi. Una cifra consistente che, aggiungendosi ai 18.786 già connessi fino al 2010, fa più che addoppiare il numero di impianti ”verdi” presenti sul territorio, portandoli a 43.138, e fa della regione uno dei territori con la maggior crescita del settore.

Quattro le province che spiccano per numero di impianti e per potenza complessiva a fine 2011: Treviso, che con 12.062 impianti e oltre 240 megawatt (MW) guida la classifica, aumentando del 250% in un anno la potenza installata; segue Padova con 8.679 impianti che primeggia però per potenza complessiva installata, anch’essa più che raddoppiata in un anno e pari a oltre 280 MW; terzo posto per Vicenza con 7.339 impianti per oltre 200 MW di potenza complessiva, inferiore però a quella di Verona con oltre 250 MW e 5.459 impianti di taglia mediamente più piccola. Chiudono la classifica i quasi 5.850 impianti della provincia di Venezia, che sviluppano complessivamente 128 MW, e Rovigo e Belluno. Se quest’ultima raddoppia, passando da 19 a 37 MW di fine 2011, è la provincia rodigina a far segnare il maggior tasso di crescita. Dai 27 MW di potenza installata a fine 2010 con un balzo di oltre il 400% arriva fino ai 140 MW attuali.

Secondo i dati comunicati da Enel, sul territorio Veneto sono attivi 42.847 impianti fotovoltaici, corrispondenti al 99% circa di tutti gli impianti da fonte rinnovabile attualmente in esercizio. Per quanto riguarda il contributo fornito in Veneto dalle altre fonti rinnovabili, si registra un’inversione di tendenza rispetto al 2010 tra idroelettrico e biomasse: si dimezzano, infatti, le installazioni idrauliche (alle 44 centrali idroelettriche di fine 2010 se ne sono aggiunte, 19, per un totale di 63 impianti); triplicano gli impianti da biomasse passando da 41 del 2010 a 119 complessivi di fine 2011. Crescono del 50% le centrali a biogas (da 66 impianti del 2010 ai 104 del 2011) e si registra la realizzazione di una sola centrale mini eolica messa in servizio, che si aggiunge alle 4 già presenti a fine 2010.
L’idroelettrico si spalma principalmente tra le province di Belluno (29), Vicenza (23) e Treviso (7). Biogas e biomasse, fonti che nella maggior parte dei casi si integrano con altri cicli produttivi, sono diffusi prevalentemente nelle province di Verona, con 62 impianti; Vicenza con 32; Padova 49 e Treviso 31.
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PADOVA: ACCORDO PER SALVARE IL SETTORE FV

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Da Energheia Magazine, 29 dicembre 2011

A Padova sottoscritto un protocollo da Provincia, Camera di Commercio, Ascom, Confesercenti, Upa, Cna, Confapi, sindacati e aziende per salvare cinque mila posti di lavoro nel fotovoltaico.

Le principali realtà padovane del settore si sono ritrovate martedì 27 dicembre in Provincia per firmare il documento d’intesa. Aziende, associazioni di categoria e sindacati vogliono indicare a Governo e agli enti locali le strade per rilanciare il settore fotovoltaico.
Sette le aziende presenti alla firma del protocollo – Solon Spa, Helios Technology Spa, Xgroup Spa, Ecoware Spa, Ambra Sol Srl, Ecoprogetti e Espe Srl – in rappresentanza di circa 200 imprese del distretto. La proposta arriverà presto sui tavoli istituzionali, frutto di un tavolo provinciale del fotovoltaico aperto dall’assessore provinciale al lavoro Massimiliano Barison in marzo, dopo l’approvazione del decreto Romani.

Secondo le parti, a frenare un settore che avrebbe prospettive di crescita notevoli è innanzitutto la mancanza di un Piano energetico nazionale e di un Piano energetico regionale. Senza questi presupposti è impossibile programmare, individuare aree per impianti di grandi dimensioni o garantire incentivi. A rendere ancor più incerta incerta e traballante la situazione sono stati il decreto Romani e il successivo Quarto Conto Energia.
La firma del protocollo si inserisce in un contesto in cui le sette più importanti realtà del distretto hanno dovuto ricorrere alla cassa integrazione con ripercussioni disastrose sull’indotto di artigiani, fornitori e aziende collegate. Già 1.250 lavoratori sono cassintergrati da novembre, altri cinque mila rischiano il posto nei prossimi mesi.
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UE: NEO PRESIDENZA DANESE PUNTA SU EFFICIENZA E FER

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Nel 2012 cambia la presidenza dell’Unione Europea. È il turno della Danimarca che ha dichiarato di voler puntare su efficienza energetica e rinnovabili.
Da Energheia Magazine, 28 dicembre 2011

Il lancio ufficiale della nuova presidente Helle Thorning-Schmidt’s, Primo ministro danese in carica dal 1° gennaio, è previsto a Copenhagen l’11 gennaio prossimo.
Le linee guida dell’Agenda per il 2012, recentemente presentate a Bruxelles dalle autorità danesi, presentano la volontà chiara di guidare l’Europa verso la responsabilità, il dinamismo e un futuro green e sicuro, come ha confermato il ministro danese per gli Affari europei Nicolai Wammen.
Investire nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica potrà dare all’Europa una spinta economica notevole rendendo il mercato più dinamico. Secondo il ministro dell’energia danese, infatti, l’efficienza è uno dei settori di fondamentale importanza per garantire all’Unione un futuro di sviluppo energetico sostenibile, dando ulteriore spazio alle nuove professioni nei settori green.

Il capo del governo danese ha dichiarato che «dobbiamo creare un’Europa verde. Abbiamo bisogno di maggiore crescita senza usare più energia. Può essere fatto: la Danimarca ha dimostrato che è possibile. Abbiamo bisogno di efficienza energetica e di utilizzare più energia rinnovabile. E vogliamo assicurare all’Europa una voce forte al Summit di Rio».
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VENETO: ACCORDO ENERGIA TRA AIEL E REGIONE

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Da Energheia Magazine, 16 dicembre 2011

E’ ufficiale l’accordo tra Regione del Veneto e AIEL – Associazione Italiana Energie Agroforestali per la pianificazione in materia di energia.
La decisione, Pubblicata sul Bur n. 94 del 13/12/2011, prevede per i prossimi tre anni la partecipazione di AIEL al tavolo di lavoro permanente (istituito con delibera di Giunta n. 1032 del 12 luglio 2011) finalizzato alla condivisione degli obiettivi, l’individuazione delle azioni da svolgere e la verifica dei risultati in materia di energia.

Questo tavolo permanente discuterà di pianificazione strategica e di settore, di iniziative a carattere legislativo e regolamentare, di definizione di atti di indirizzo e linee-guida e di semplificazione dei procedimenti.
Non mancheranno, poi, azioni riguardanti le attività di monitoraggio e controllo del raggiungimento degli obiettivi, l’individuazione e l’attuazione di progetti pilota e dimostrativi, la programmazione e l’attuazione di forme di incentivazione e di sostegno, non solo di natura economica, agli investimenti in materia di energia a vantaggio delle imprese venete.
Si parlerà, inoltre, di interventi volti a promuovere e valorizzare le imprese del territorio, operanti nel campo agrienergetico, che hanno raggiunto livelli di eccellenza nel panorama nazionale ed internazionale. Infine, si cerecherà d’implementare forme di agevolazione, non solo economiche, volte a premiare gli investimenti di particolare pregio ambientale.
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SISTEMI A POMPA DI CALORE: COME E PERCHE’ INCENTIVARLI

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Da Energheia Magazine, 16 dicembre 2011

L’edilizia e i relativi impianti di climatizzazione assorbono circa un terzo dell’energia consumata per gli usi finali. Tuttavia, rappresentano fortunatamente un enorme margine di recupero di efficienza: sono, infatti, disponibili tecnologie mature che, soprattutto negli ultimi anni, hanno fatto enormi progressi e consentono di ridurre i consumi energetici senza rinunciare al comfort.

Un beneficio per l’ambiente
Tra le tecnologie impiantistiche, un ruolo di rilievo è giocato dalle pompe di calore, apparecchiature impiegate per il riscaldamento di un fluido – aria o acqua – che devono il loro nome al fatto di trasferire calore da una sorgente a bassa temperatura (aria, acqua o terreno) a una sorgente a temperatura più alta, così come una pompa solleva un fluido da una quota inferiore a una superiore.
In pratica, le pompe di calore trasformano in energia utile il calore presente nell’ambiente (energia a bassa entalpia), altrimenti inutilizzato. Grazie alla Direttiva RES (Renewable Energy Sources) le pompe di calore sono state riconosciute ufficialmente tecnologie che impiegano l’energia rinnovabile presente nell’aria, nell’acqua e nel suolo sotto forma di calore.

La tecnologia delle pompe di calore è nota e utilizzata fin dagli anni Settanta, ai tempi delle prime crisi petrolifere, e oggi è presente sul mercato con diverse soluzioni impiantistiche che la rendono adatta e di facile applicazione per tutte le esigenze: si va dalle tipologie più complesse, con sonde nel suolo o nelle acque di falda, alle più semplici, che utilizzano l’aria esterna anche quando le temperature sono basse. Una soluzione, quest’ultima, molto economica e particolarmente adatta alle nostre zone climatiche. Inoltre, i sistemi a pompa di calore si integrano perfettamente con le altre tecnologie rinnovabili, quali il solare termico e il fotovoltaico.

Costi e vantaggi dei sistemi a pompa di calore
I sistemi a pompa di calore sono una valida alternativa ai tradizionali sistemi di riscaldamento a combustione, costituiscono uno dei sistemi di climatizzazione a ciclo annuale attualmente più efficiente ed efficace e sono in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi 20-20-20 di riduzione dei consumi di energia, di riduzione delle emissioni di gas climalteranti e di incremento dell’utilizzo di fonti rinnovabili: consentono, infatti, risparmi dal 40 al 60 % di energia primaria, con pari riduzione della CO2, e impiegano per il loro funzionamento circa il 75% di energia rinnovabile.

In estate la pompa di calore può invertire il suo funzionamento e trasferire il calore dall’edificio verso l’esterno, rinfrescando gli ambienti. Con un unico impianto le pompe di calore sono pertanto in grado di soddisfare le esigenze della climatizzazione estiva, del riscaldamento invernale e della produzione di acqua calda per usi sanitari. Inoltre, l’adozione di un impianto di climatizzazione con pompa di calore fa crescere la classe energetica dell’edificio, permettendo il raggiungimento di classi elevate sia nelle nuove costruzioni che in quelle esistenti e migliora la qualità dell’aria nelle grandi aree urbane perché l’inquinamento dovuto alla produzione di energia per il funzionamento di questi sistemi è delocalizzato. Si pensi a quali risultati in termini di riduzione di PM10 potrebbero essere raggiunti incentivando l’uso delle pompe di calore per il riscaldamento, soprattutto nei centri cittadini.

Elevata efficienza, utilizzo di energia rinnovabile e duttilità sono caratteristiche che hanno determinato il successo e l’ampia diffusione delle pompe di calore in molti Stati europei. Ci sarebbero, quindi, tutte le condizioni per ritenere che possano essere ampiamente utilizzate anche in Italia. Nel nostro Paese, invece, la tecnologia delle pompe di calore è ancora poco conosciuta dal grande pubblico e non ha ancora avuto l’ampia diffusione che meriterebbe, soprattutto nel settore residenziale.

Gli ostacoli sono attualmente il costo di investimento iniziale, considerato dall’utente ancora troppo elevato rispetto ai tradizionali, ma meno efficienti, sistemi a combustione e da un sistema tariffario elettrico penalizzante. Le tariffe elettriche applicate in Italia sono, infatti, molto più alte rispetto alla media europea: il costo dell’energia elettrica varia da 0,30 €/kWh della tariffa D nel settore domestico ai circa 0,18 €/kWh della tariffa BT, come per il centralizzato e il terziario. Una situazione che, oltre ad essere totalmente ingiustificata, rappresenta un ostacolo allo sviluppo delle energie pulite in Italia.
Prezzo
energia
elettrica     Austria     Finlandia     Francia     Germania     Svezia     Italia
(cent€/kWh)     15,2     10,3     11,57     13     12,3     30 (22)

Tabella – Costo dell’energia elettrica in alcuni Paesi europei

Poiché l’AEEG, Autorità per l’energia elettrica e il gas, esclude la possibilità d’intervenire sul sistema tariffario, introducendo una tariffa ad hoc per le pompe di calore, per colmare questo divario è necessario pensare a un altro strumento di sostegno che indirettamente riallinei i costi medi di gestione ai costi europei.
L’associazione dei costruttori di apparecchiature e impianti aeraulici Co.Aer. chiede da tempo che vengano attivati strumenti di sostegno che agiscano in due direzioni: la riduzione del costo di investimento, con forme di incentivazione snelle e dirette al consumatore che diminuirebbero i tempi di ammortamento, e la riduzione del costo di esercizio. Con l’attivazione di questi strumenti di sostegno, le pompe di calore diventerebbero ancora più convenienti in termini di risparmio sui costi di esercizio rispetto ai tradizionali impianti di riscaldamento a combustione. Scegliendo la tecnologia della pompa di calore l’utente non solo farebbe una scelta ambientalmente corretta, riducendo i consumi energetici senza rinunciare al comfort, ma otterrebbe anche un ulteriore e sostanziale risparmio economico.

Gli incentivi ai sistemi a pompa di calore
Il decreto attuativo sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, l’art. 28 del DL 3 marzo 2011 n. 28, al punto a) recita: «l’incentivo ha lo scopo di assicurare una equa remunerazione dei costi di investimento ed esercizio ed è commisurato alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili, ovvero ai risparmi energetici generati dagli interventi». L’incentivo deve essere, quindi, commisurato in modo tale da premiare, nell’ambito dei sistemi per la produzione di energia termica, la quantità di energia rinnovabile impiegata e/o la quantità di energia primaria risparmiata. Per quanto riguarda i sistemi a pompa di calore, la proposta del Co.Aer. è fondata sulla quota di energia rinnovabile consumata per la funzione di climatizzazione invernale, la sola attualmente contabilizzabile come fonte di energia rinnovabile.

Il sistema di incentivazione proposto dal Co.Aer. ha le seguenti caratteristiche:

• l’incentivo deve avere la stessa remunerabilità della detrazione fiscale del 55% e deve essere di immediata percezione da parte dell’utente;
• deve essere erogato non più in rapporto ai costi di installazione, ma alla quantità di energia rinnovabile consumata (FER);
• deve essere un sistema strutturale garantito per un numero sufficiente di anni (almeno dal 2012 al 2020), tale da indirizzare con efficacia il mercato verso la tecnologia dei sistemi a pompa di calore;
• deve venire erogato annualmente, per dieci anni consecutivi (pari all’incirca alla vita tecnologica della pompa di calore).
L’ideale, in pratica, sarebbe l’introduzione di un bonus di 4,5 cent€ per kWh di energia termica rinnovabile impiegata, per una durata di 10 anni, con un decalage progressivo del 10% ogni due anni.

Come precisa l’art. 28 al punto e) «gli incentivi sono assegnati tramite contratti di diritto privato fra il GSE e il soggetto responsabile dell’impianto, sulla base di un contratto-tipo definito dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas.»
Per quanto riguarda le modalità di erogazione del bonus, in fase di stipula del contratto sarebbe sufficiente che venissero riportati il luogo di installazione (per definire l’area climatica), la potenza della macchina installata (dato riportato sulla documentazione della macchina) e l’efficienza (SPF) della pompa di calore (dato riportato sulla documentazione della macchina). Con questi dati e mediante apposite formule, il GSE sarebbe in grado di quantificare l’energia rinnovabile consumata ogni anno e quindi di elargire il bonus spettante all’utente finale come “detrazione” dalla bolletta.

Per approfondimenti:
www.coaer.it
art. 28 del DL 3 marzo 2011 n. 28

Autore: dott. Giampiero Colli, segretario Assotermica – COAER
e-mail: colli@coaer.it
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IDROELETTRICO: IN VENETO AUTORIZZAZIONI PIU’ FACILI

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Da Energheia Magazine, 13 dicembre 2011

Dimezzare i tempi per le autorizzazioni degli impianti idroelettrici: è l’obiettivo che si propone il provvedimento di semplificazione che è stato adottato dalla giunta regionale del Veneto lo scorso 8 dicembre.

La giunta veneta ha infatti aggiornato il procedimento per il rilascio sia della concessione di derivazione di acqua pubblica, sia dell’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio degli impianti idroelettrici, con capacità di generazione pari o superiore a 100 kW. Una decisione che integra  quanto già disposto a fine 2010, in attuazione del decreto ministeriale contenente le linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Come si legge in una nota regionale, l’assessore Conte ha dichiarato che dopo il primo provvedimento della fine dell’anno scorso si è reso necessario semplificare ulteriormente l’iter amministrativo, con riferimento anche al decreto legislativo n. 28 dello scorso marzo che ha ridotto il termine massimo per la conclusione del procedimento unico.

Secondo una stima degli uffici, le procedure semplificate dovrebbero consentire di passare dagli attuali 520 – 690 giorni per la conclusione dell’iter, a poco più di 300 giorni dalla presentazione delle domande all’ultima seduta della Conferenza di servizi. Le procedure aggiornate sono state raccolte in un testo unico assieme all’elenco dei documenti da presentare.
Le nuove disposizioni si applicheranno non solo ai nuovi procedimenti, ma anche a quelli ancora in corso (circa una trentina) limitatamente alle parti non ancora avviate.
Per le domande di concessione di derivazione ad uso idroelettrico viene inoltre introdotto l’obbligo di un versamento di una somma pari allo 0,03% dell’investimento per coprire le spese istruttorie.
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IDROELETTRICO: IL VENETO TUTELA L’AGRICOLTURA

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Da Energheia Magazine, 2 dicembre 2011

La produzione di elettricità non dovrà penalizzare gli usi agricoli. Questo il veto posto dalla Regione al Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta per Energia Veneta srl, la società interna che cura produzione e vendita di energia da fonti rinnovabili.

Quattro le indicazioni dell’ufficio Controllo atti della Regione del Veneto, fatte proprie dalla Giunta il 15 novembre scorso.
La prima importante annotazione riguarda l’inserimento nello statuto dell’idea che «la produzione di energia elettrica da parte della società non dovrà in alcun modo limitare l’esercizio dell’irrigazione e/o contrastare con il deflusso delle acque e la difesa del territorio», come riporta il quotidiano locale l’Arena.

«Si impone poi che la partecipazione dell’Apv in Energie venete non debba scendere al di sotto del 51 per cento del capitale». Indicazione che fa riferimento anche al fatto che Energie Venete dovrà far fronte alle future rate dei mutui «con i proventi derivanti dalla cessione dell’energia che avrebbero dovuto tradursi in un minor contributo di bonifica e irrigazione a favore del Consorzio, in forza delle compensazioni garantite dal conto energia».

Il terzo diktat riguarda l’amministrazione di Energie venete: la Regione impone che «dovranno essere definiti gli organi della società e la relativa struttura operativa nonché le funzioni del relativo personale».
Ultimo vincolo, rimandare a dopo l’istituzione della società, la definizione dei componenti del Consiglio di amministrazione.
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AMBIENTE: IL MINISTRO PUNTA SU EFFICENZA E FER

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Da Energheia Magazine, 29 novembre 2011

Al via ieri in Sudafrica la Conferenza sui cambiamenti climatici. In preparazione a quest’evento internazionale, il ministro dell’ambiente Corrado Clini ha illustrato la scorsa settimana gli orientamenti governativi dell’Italia e le prospettive dei rapporti internazionali. Oggi alle 14, inoltre, interverrà con un’audizione in Parlamento sulle linee programmatiche del suo dicastero.

A livello mondiale, Clini sottolinea la necessità della riduzione delle emissioni globali di anidride carbonica, al fine di limitare la crescita della temperatura dell’atmosfera. Un obiettivo che secondo il Ministero deve viaggiare in parallelo con il sistema degli incentivi alle fonti rinnovabili.
Per il neo-ministro all’ambiente, nel settore della cooperazione ambientale internazionale l’Italia può giocare un ruolo attivo, così come propositiva è sempre stata la sua azione in ambito europeo.

All’interno dei confini nazionali, infine, il Ministero dell’ambiente evidenzia la priorità di completare la regolamentazione delle fonti rinnovabili, mentre sul versante dell’efficienza energetica è necessario adottare il relativo piano nazionale valorizzando soluzioni tecnologiche e realizzative che sviluppino la capacità competitiva dei campioni nazionali nel settore.

Per quanto riguarda le aree urbane, occhi puntati su una migliore organizzazione dei sistemi di gestione della mobilità, potenziando le tecnologie ad alta efficienza energetica per definire sistemi urbani che riducano la mobilità non necessaria e conseguentemente l’utilizzo dei mezzi privati.
Nell’agenda ministeriale, inoltre, sono in primo piano anche la difesa del territorio dai rischi idrogeologici e la gestione integrata delle risorse idriche.
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