Il fenomeno della neve chimica in val Padana

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Idrometeora che può avere luogo nei mesi invernali in condizioni di marcata inversione termica, presenza di nebbia, temperature sotto zero e emissioni inquinanti di origine antropica.
Da MeteoLine News, 17 gennaio 2012

Da decenni moltissimi ricercatori si sono scervellati per trovare un sistema che permettesse di produrre la pioggia in modo artificiale. Questo per risolvere il problema della siccità che affligge alcune parti del mondo. Recentemente i Cinesi hanno fatto sapere di aver procurato intense nevicate artificali nei dintorni di Pechino, situazione che poi si rivelò quantomeno dubbia in relazione all’effettiva situazione meteorologica, già nevosa di suo.

Pensate che la neve artificiale però esiste davvero ed è un fenomeno assolutamente non voluto nè cercato. Il fenomeno avviene sotto strette condizioni atmosferiche e trae origine dalla microfisica delle nubi, anzi della nebbia in questo caso.

Ingredente numero uno infatti è la presenza di uno spesso strato nebbioso dovuto a marcata inversione termica invernale. Ci troviamo dunque in zone di pianura e in condizioni di alta pressione. Ciononostante il fattore scatenante per la formazione della precipitazione è la presenza in sospensione nell’aria umida di particelle inquinanti che fungono da nuclei di congelamento.

Le emissioni da parte dei comparti industriali fungono ottimamente allo scopo. Quali sono queste sostanze: soprattutto i silicati, il solfuro e l’ossido di rame, gli ioduri di piombo, mercurio, e cadmio, la cui struttura ricorda vagamente quella di un fiocco di neve e risultano dunque inneschi perfetti.

Le goccioline della nebbia, immerse in ambiente rigorosamente sotto zero (fenomeno della sopraffusione), si aggregano a questa caligine sospesa e, per via del fenomeno detto nucleazione, si trasformano microscopici cristalli di ghiaccio che, una volta raggiunto un peso sufficiente, iniziano a cadere verso il suolo.

E’ la neve, si ma la neve chimica.

Il fenomeno trova condizioni ottimali di formazione sulla pianura Padana, nel periodo più freddo del’inverno e durante periodi caratterizzati da forti campi di alta pressione. Un esempio di tale fenomeno lo vediamo ritratto in questa interessante sequenza, riferita alla città di Verona all’alba del 16 gennaio 2012 e subito dopo a Sedriano (MI) all’alba del 17 gennaio con misto di galaverna e accumuli chimici.
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