Tav, la fermata della discordia

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IL COMMISSARIO. Bortolo Mainardi replica a Marchi: «I tracciati non li decido io». CENTENARO (PDL). «Le dichiarazioni del sindaco evidenziano una vicinanza alle posizioni del centrodestra». CACCIA (IN COMUNE). Il Pat puntava su Mestre «Cancellata dalle carte la fermata a Tessera».
Il Gazzettino di Venezia e Mestre, 16 febbraio 2012, pagine 14 e 15

Orsoni uno di noi. Le dichiarazioni del sindaco sul «tema irrinunciabile» dell’arrivo dell’Alta velocità in aeroporto hanno riaperto, com’era inevitabile, il dibattito sul futuro della Tav a Nordest. Con i sostenitori di due tesi opposte che fanno a gara ad attribuire alle parole del sindaco una conferma delle proprie ragioni. Così Saverio Centenaro (Pdl), vice presidente del Consiglio comunale, rileva che «le dichiarazioni del sindaco sulla Tav a Tessera evidenziano la vicinanza politico-amministrativa di Orsoni alle nostre posizioni». Uno degli emendamenti del Pdl al Pat, ricorda Centenaro, «prevede la fermata in zona aeroportuale e la riorganizzazione di tutta la zona». Ma lo stesso Piano urbanistico passato a fine gennaio a Ca’ Farsetti recita l’esatto opposto: «Il Pat – sta scritto nel maxi-emendamento di Giunta – individua nel nodo della stazione di Mestre l’occasione di creare un altro importante nucleo di polarità urbana».
Per questo il Pdl chiede ora a Orsoni di fare chiarezza: «Il sindaco – insiste Centenaro – deve uscire allo scoperto e non tirare il sasso per poi nascondere la mano dietro una maggioranza che la pensa al contrario». Un altro esponente azzurro, Sebastiano Costalonga, denuncia che «il sindaco “dice e fa” il contrario di quello che viene votato in Consiglio comunale e spesso all’insaputa della sua stessa maggioranza».
Dai banchi della maggioranza però uno dei registi del maxi-emendamento, Beppe Caccia (lista “In Comune”), non vede alcuna contraddizione nelle parole del sindaco: «Il Pat appena votato dice cose molto precise, nel sostenere che l’Alta velocità-Alta capacità è un servizio di qualità che dev’essere dato. E il trasporto su rotaia assume un valore strategico, anche per lo sviluppo del tram e dei servizi per i pendolari. In questa ottica è previsto che il progetto Sfmr colleghi l’aeroporto Marco Polo. Il progetto è approvato ma la Regione sconta vent’anni di ritardo». E per rafforzare la propria tesi Caccia ricorda che «il Pat ha cancellato la fermata della Tav a Tessera dalla propria cartografia».
In sostanza, per il consigliere di maggioranza il sindaco avrebbe solo avallato il collegamento ferroviario con l’aeroporto attraverso la metropolitana di superficie e la bretellina da Dese a Tessera. Ma non è di questo avviso il presidente della Save Enrico Marchi, che ha salutato con soddisfazione le parole di Orsoni contestando però l’iniziativa del commissario Bortolo Mainardi di cercare un tracciato alternativo a quello che prevede la fermata della Tav all’aeroporto. A questo proposito interviene lo stesso Mainardi: «Ho sempre detto e ribadito – spiega – che lo studi odi fattibilità sulla linea ferroviaria esistente da Mestre-bivio Carpenedo a Portogruaro è l’eventuale ipotesi alternativa al progetto preliminare Italferr 2010 della sola tratta aeroporto Marco Polo-Portogruaro. Non è mio compito dissertare né tantomeno decidere sui tracciati della Tav», conclude Mainardi, per aggiungere che la fermata dell’Alta velocità all’aeroporto «è prevista nei progetti preliminari in fase di iter autorizzativo e confermata dalle scelte politiche e amministrative». E intanto un autorevole esponente del centrosinistra, il deputato Pd Andrea Martella, sta con Orsoni: «Quella della fermata dell’Alta velocità è una scelta dalla quale dipende una parte fondamentale dello sviluppo di Venezia». Uno a uno, palla al centro.
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La Cia plaude al commissario Viola (Pd): «Servono i tunnel». GLI AGRICOLTORI: «Un altro percorso è possibile».

L’obiettivo era riaprire il dialogo fra istituzioni ed enti locali sul tracciato dell’Alta velocità. Ma l’incontro di martedì fra il commissario Mainardi e i sindaci interessati dal percorso veneto dell’Alta velocità sembra avere aperto nuove polemiche. Per l’on. Rodolfo Viola (Pd) «non è pensabile che il commissario nominato otto mesi fa abbia acconsentito solo ora di incontrare i sindaci e sulla pressione dei Comuni che avevano visto arrivare sui propri territori le aziende che dovevano svolgere le indagini geologiche su quel tracciato».
Per Viola inoltre è necessario limitare l’impatto ambientale «prevedendo le necessarie opere come ad esempio il passaggio in tunnel per l’attraversamento dei centri abitati». Lo sviluppo sostenibile per Viola «significa non dare più importanza a una delle due parole (il sostantivo o l’aggettivo) come dice Maianrdi ma farle convivere nell’interesse dei territori e dei cittadini interessati».
Dalla parte del commissario si schiera però Paolo Quaggio, presidente provinciale degli agricoltori della Cia Venezia: «Risale al 2008 – ricorda – un documento della Cia Venezia che proponeva la realizzazione della Tav a fianco di infrastrutture esistenti: l’autostrada (come annunciato dal Friuli Venezia Giulia riguardo al tratto friulano) o la ferrovia. Realizzare la TAV a fianco della ferrovia, consumando meno suolo e già compromesso, e creando delle gallerie per superare i centri abitati, è un’ipotesi seria e realizzabile». La Cia Venezia ha costituito, assieme a Confagricoltura, Copagri e Legambiente, il comitato “L’altra Tav”, che riconosce l’importanza di questa infrastruttura, a patto che essa non tagli una delle aree agricole più integre della nostra provincia.
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L’INCONTRO A TESSERA. Il direttore Enac conferma: «La seconda pista si farà». Il comitato cittadini ha chiesto garanzie su rumori e sicurezza: «Se va avanti così i nostri paesi diventeranno parte dell’aeroporto».

Il 2030, per l’aeroporto, è domani mattina. La seconda pista, quindi, è già oggi una necessità. «Questo ci ha detto il direttore dell’Enac, Valerio Bonato, e ha pure aggiunto che dobbiamo abituarci all’idea che questo non è più l’aeroporto di Tessera, ma è lo scalo del Veneto». Deborah Onisto, che è anche componente del gruppo comunale Pdl, ieri mattina ha partecipato all’avvio dei lavori della Commissione sicurezza/ambiente al Marco Polo. La rappresentante del “Comitato di Cittadini di Ca’ Noghera, Tessera e Campalto contro l’inquinamento acustico, atmosferico ed ambientale da traffico aeroportuale” ha consegnato alla Commissione il documento con le richieste per una maggiore tutela della salute, oltre che del business.
Il direttore dell’Enac ha spiegato ai rappresentanti del Comitato che, con il Comune, l’aeroporto sta elaborando un progetto energia che consiste, tra l’altro, nella limitazione dell’inquinamento luminoso. «A noi, però, preme molto di più l’inquinamento atmosferico e quello acustico» continua Onisto.
Le richieste dei cittadini comprendono una nuova Valutazione di impatto ambientale («vogliamo capire quanto aumento ancora di passeggeri e di voli può sostenere l’attuale aeroporto»), la bocciatura del passaggio alla fascia 4 di livello di rumore (da 60 a 65 decibel), la revisione del carente sistema di monitoraggio acustico e il contenimento del rumore aeroportuale, magari con una “tassa sul rumore” sugli aerei. Infine: «Vogliamo sapere se esiste un Piano di rischio di incidente aggiornato alla nuova dimensione della movimentazione aeronautica. Il direttore Bonato non ci ha risposto ma si è detto disponibile a venire a spiegare i progetti di sviluppo aeroportuali ai cittadini».
Il Comitato organizzerà presto un’assemblea pubblica, «anche perché ringraziamo l’Enac di averci ricevuti ma non siamo soddisfatti delle risposte».
Riguardo ai rumori, ad esempio, i cittadini hanno fatto presente l’aumento del numero di voli che decolla verso Sud, cioè proprio sopra le teste della gente di Tessera e Campalto. «Bonato ci ha risposto che i voli partono quasi tutti verso Nord, e che verso Sud non si può per problemi tecnici legati ai venti prevalenti – continua Onisto -. Quando gli abbiamo fatto presente che l’anno scorso per i 6 mesi di chiusura dell’aeroporto di Treviso, abbiamo avuto sopra le teste 100 decolli al giorno, ha abbozzato che probabilmente il vento era favorevole». Il timore dei cittadini è che, se il Comune concederà l’aumento della soglia di rumore, con gli attuali ritmi di incremento dei passeggeri «presto i nostri paesi diventeranno un’estensione della pista del Marco Polo».
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Dal Passante all’Alta capacità. Tanti progetti per la linea dei Bivi. IL PERCORSO. Una parte del tracciato ripristinata nel 2010.

Da Passante corto a strada urbana a linea dell’Alta capacità per le merci. Negli ultimi tre lustri sulla linea ferroviaria dei Bivi, ex raccordo ferroviario militare, si sono esercitati urbanisti e amministratori regionali, provinciali, comunali e di quartiere. Finora senza alcun esito, dato che il tracciato dismesso 18 anni fa è stato parzialmente raittivato nel 2010 da Rfi nella sua funzione originaria, ovvero come linea ferroviaria, con la funzione di collegare la Mestre-Udine (dal bivio Marocco) alla Mestre-Padova a uso dei treni merci.
Ma lungo il tracciato dei Bivi, una dozzina di chilometri che scavalca a Nord il nodo di Mestre, sarebbe dovuto transitare il Passante di Mestre, nella versione mignon ipotizzata dalle amministrazioni rossoverdi di Comune e Provincia. Non se ne fece nulla perché, nel frattempo, era prevalsa la decisione di un tracciato autostradale, il Passante di Mestre. Nel frattempo lungo i Bivi sono state ipotizzate piste ciclabili e vie di collegamento fra il Terraglio e la Castellana, mentre a Est della Pontebbana sono cresciuti quartieri residenziali come alla Favorita e a Borgo Forte. Senza però abbandonare l’ipotesi di ripristinare il collegamento che passa sotto il cavalcavia del Terraglio e, al bivio Carpenedo, si ricongiunge alla linea ferroviaria per Trieste.
È qui che, secondo il commissario Mainardi, potrebbero passare le merci lungo un tracciato ad alta capacità, senza transitare per Mestre. I nuovi sottopassi realizzati a Ca’ Solaro, del resto, sono stati progettati con la previsione di un possibile ripristino della linea ferroviaria dismessa e forse accantonata troppo in fretta dagli amministratori pubblici.
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RIFIUTI. Rinviata la commissione su Alles.

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Il Gazzettino di Venezia e Mestre, 16 febbraio 2012, pagina 17

Rinviato ancora una volta il verdetto sul progetto di Alles, la società del gruppo Mantovani che intende ingrandire l’impianto per il trattamento di rifiuti tossici a Malcontenta. La Commissione Via regionale tornerà a riunirsi, sulla questione, tra qualche settimana perché Arpav ha chiesto ulteriori approfondimenti sui documenti. L’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin, ribadisce che sarà presente ogni volta che sarà necessario per dire che «il Comune ha già bocciato quel progetto. Comporta una significativa quantità di rifiuti da trattare (da 180 mila fino a un massimo di 230 mila tonnellate annue) ma soprattutto prevede un enorme aumento del tipo di rifiuti. Anche la Provincia ha già detto di no. Se passasse un progetto del genere rischieremmo di aprire la strada alla trasformazione di Porto Marghera in un polo globale di smaltimento dei rifiuti provenienti da tutta Italia».
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Slitta il progetto di Alles

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La Commissione «Via» rinvia il voto sull’aumento di fanghi pericolosi da trattare
La Nuova di Venezia, 16 febbraio 2012, sezione CRONACA

MARGHERA – Scontro rinviato tra la Regione, il Comune e la Provincia di Venezia sull’ennesima richiesta di autorizzazione per trattare rifiuti pericolosi e nocivi, provenienti da chissà dove a Porto Marghera, già «martoriata» da discariche tossiche, inceneritori, montagne di fanghi contaminati e immense aree da bonificare. Ieri, infatti, c’è stato un nuovo rinvio del verdetto della Commissione regionale per la Via (valutazione dell’impatto ambientale) sul progetto di Alles spa che vuole potenziare il suo impianto di via dell’Elettronica (affacciato al canale Sud) un massimo di 230 mila tonnellate annue di rifiuti di 70 tipologie diverse, molte delle quali catalogate come «pericolose». Il progetto di Alles spa (gruppo Mantovani) è stato depennato dall’ordine del giorno di ieri mattina della Commissione regionale per il Via che dovrebbe, comunque, esaminarlo in una prossima seduta.

«Non so il motivo del rinvio – ha commentato Gianfranco Bettin, assessore comunale all’Ambiente – ma resta chiara la nostra opposizione al progetto di Alles che è stato bocciato non solo dall’intero consiglio comunale, ma anche da quello provinciale e dall’Arpav. Non accetteremo mai di modificare decisioni già prese al riguardo dall’amministrazione comunale con una specifica variante del piano regolatore generale. A Porto Marghera si trattano e si possono trattare rifiuti di vario genere, ma non quell provenienti dall’esterno e per giunta pericolosi». L’impianto di Alles, in via dell’Elettronica, è già autorizzato per il «deposito preliminare, il ricondizionamento, il raggruppamento ed il trattamento chimico fisico dei rifiuti fangosi e di terre di scavo, sia pericolosi che non pericolosi» poi smaltiti in discariche autorizzate, come rocce da scavo, fanghi di dragaggio, fanghi provenienti da trattamento, bonifica e pulizia delle strade. Se il nuovo progetto verrà autorizzato aumenterà non solo la quantità di rifiuti pericolosi come i fanghi contaminati, ma anche il via vai di camion e chiatte che dovranno trasportare da fuori provincia la maggior quantità di materiali da trattare e poi portare in discarica.
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Tav e stazione, si apre lo scontro sul collegamento con Tessera

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La Nuova di Venezia, 16 febbraio 2012, sezione CRONACA

Il commissario straordinario per l’asse ferroviario Venezia-Trieste replica all’attacco del presidente della Save Enrico Marchi, che saputo della scelta di valutare un secondo tracciato per il collegamento Tav con Portogruaro lo ha accusato di essere un «dilettante». Bortolo Mainardi non risponde all’accusa ma precisa quello che ha detto al vertice coi sindaci in Provincia. «Ho ribadito che lo studio di fattibilità sulla linea ferroviaria esistente da Mestre (bivio Carpenedo) a Portogruaro è l’eventuale ipotesi alternativa al progetto preliminare di Italferr 2010 per la sola tratta Aeroporto Marco Polo-Portogruaro di 61,5 km». Mainardi spiega che non è tra i suoi compiti «dissertare o decidere sui tracciati della Tav, decisive sono le scelte della politica. La fermata dell’alta velocità all’aeroporto è prevista dai progetti preliminari in fase di iter autorizzativo e confermata dalle scelte politiche e amministrative. Al commissario spetta monitorare, sollecitare e vigilare sulla loro attuazione». Mainardi insomma chiarisce a Marchi che il collegamento via tunnel sotto la gronda lagunare tra Mestre e aeroporto non è toccato dalla scelta di valutare un secondo tracciato per il collegamento verso Portogruaro, quadruplicando la vecchia linea. Marchi alle parole di Mainardi ha preferito quelle del sindaco Orsoni, che ritiene «irrinunciabile» l’arrivo al Marco Polo ma ha confermato timori e preoccupazioni da fugare circa la realizzazione del tunnel sotto la gronda lagunare. Meglio il tunnel di collegamento con Mestre o un collegamento via Bivio di Dese, tutto da studiare, con l’aeroporto. Il dibattito tocca anche il ruolo della stazione di Mestre. A favore dell’arrivo al Marco Polo della Tav si schiera anche il deputato Pd Andrea Martella. «E’ una occasione da non perdere sia a beneficio del sistema porto-aeroporto, sia per recuperare centralità e dare a Venezia la dimensione metropolitana a cui può aspirare». E il collega Rodolfo Viola spiega che tanti errori finora sono stati compiuti su questo progetto e chiede: «Chi pagherà i milioni di euro buttati per la progettazione preliminare del tracciato litoraneo?». Sostegno al commissario Mainardi arriva dalla Cia di Venezia, la Confederazione degli agricoltori. «L’idea di far correre la Tav a fianco dell’attuale linea ferroviaria è quella più sensata», dice il presidente Paolo Quaggio che con Confagricoltura, Cofagri e Legambiente ha dato vita al comitato “L’altra Tav”. «Ora ci aspettiamo ora un progetto realmente condiviso».

Sulle parole di Orsoni si è scatenato anche il dibattito politico in Comune. I socialisti di Giordani lo sostengono. E anche il Pdl con Saverio Centenaro, provocatoriamente, si dice vicino a Orsoni. «Le sue dichiarazioni sulla Tav evidenziano la vicinanza politica-amministrativa del sindaco alle nostre posizioni. Un nostro emendamento al Pat prevede la fermata in zona aeroportuale. Il sindaco quindi aderisce al nostro emendamento». Sebastiano Costalonga invece lo attacca: «Dice che la Tav è irrinunciabile ma il Consiglio vota altro: il sindaco non dice la verità solo per tenere unità la sua stravagante coalizione». E la Federazione della Sinistra interroga sui carotaggi dello studio Sgg di Siena per le microzonizzazioni sismiche legate al progetto preliminare, invitandolo a tenere informati i cittadini sulle novità legate al progetto Tav a Venezia.
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Stazione, un gruppo del Rivolta occupa l’ufficio «Freccia Rossa»

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PROTESTE NO TAV. I dimostranti hanno smontato mobili e computer e li hanno messi sulla pensilina esterna.
Il Corriere del Veneto, 16 febbraio 2012, cronaca di Venezia e Mestre

VENEZIA – Un gruppo di giovani del Centro sociale «Rivolta» di Marghera ha occupato l’ufficio dei treni «Freccia Rossa» alla stazione di Venezia nell’ambito di una protesta contro il progetto della Tav. I dimostranti – alcune decine – hanno smontato e prelevato mobili, computer e suppellettili che hanno poi sistemato sulla pensilina esterna.

Un portavoce del «Rivolta», Michele Valentini, ha spiegato che si tratta di una manifestazione di solidarietà nei confronti delle popolazioni della Val di Susa che si oppongono alla grande infrastruttura, e nello stesso tempo di un atto di protesta contro il progetto che prevede il passaggio in Veneto della linea Tav. La dimostrazione non ha avuto alcuna conseguenza, al momento, sul traffico ferroviario.
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