feb 07
rassegna-stampala Nuova Venezia
Il pat in provincia
La Nuova di Venezia, 07 febbraio 2012, sezione CRONACA
L’emendamento sulle grandi navi «incompatibili» con la laguna ? Quello che fissa al 25% dell’area la lottizzazione sul Quadrante di Tessera? L’abbandono definitivo del tracciato di gronda per la linea Tav?
Non sono elementi definitivamente acquisiti, per il solo fatto di essere stati approvati dal Consiglio comunale: manca ancora il «sì» della Provincia, che non arriverà prima dell’autunno.
«Tutti gli emendamenti al Pat approvati dal Consiglio comunale, per noi valgono quanto le osservazioni al piano che giungeranno nei prossimi mesi», osserva l’assessore provinciale alla Programmazione territoriale, Mario Dalla Tor, «quando a settembre arriveranno sul nostro tavolo, li valuteremo uno a uno – emendamenti ed osservazioni – e solo dopo il sì della Conferenza di servizio tra Provincia e Comune diventeranno validi o saranno bocciati».
Dalla Tor scandisce le parole senza alcun tono polemico, elencando la normativa con fare quasi didattico, ma i comitati che in questi mesi si sono mobilitati contro il passaggio delle grandi navi in Bacino o contro Tessera City hanno un altro versante istituzionale da tenere d’occhio. In pieno marasma sul futuro delle Province, quella di Venezia non intende rinunciare in alcun modo alla delega Urbanistica che gli ha dato la Regione e che presuppone un parere vincolante sui Piani di assetto territoriale presentati dai Comuni, Venezia inclusa. «Non ho letto il maxi emendamento di giunta né gli altri che modificano il testo di Pat che come Provincia avevamo approvato con una serie di prescrizioni vicolanti», conclude Dalla Tor, «non sono validi per il fatto di essere stati approvati dal Consiglio comunale: lo saranno quando approvati dalla Conferenza di servizi Provincia-Comune: li valuteremo come le osservazioni che arriveranno».
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feb 07
rassegna-stampala Nuova Venezia
L’iniziativa del Magistrato alle Acque che conferma il via libera al progetto per realizzare il nuovo scalo
La Nuova di Venezia, 07 febbraio 2012, sezione CRONACA
Un milione e 800 mila euro alla Thetis per uno studio preliminare sul terminal off-shore. Lo ha assegnato alla società di proprietà del Consorzio Venezia Nuova il Comitato tecnico di Magistratura, presieduto dall’ingegnere Giampietro Mayerle. Nell’ultima seduta, a palazzo dei Dieci Savi di Rialto, si è deciso di confermare il via libera al progetto per il nuovo porto in mare, a otto miglia dalla costa, dei petroli e delle merci. E di integrare lo studio già commissionato a Thetis con la parte che riguarda il porto commerciale. Opera proposta al Comitatone, che costerà un miliardo e mezzo di euro. Una parte coperti con la Legge Speciale, il resto dal Porto in project financing. Ennesima grande opera per cui le procedure sono già state avviate, pur in tempi di crisi e di tagli ai fondi della Legge Speciale destinati alla manutenzione della città.
A preparare gli elaborati per la Vas (Valutazione di Impatto ambientale strategica) sarà dunque la società Tethis, presieduta dalla vicepresidente del Consorzio Venezia Nuova Maria Teresa Brotto. Un milione e 800 mila euro per lo studio, mentre un altro milione e 600 mila euro andranno per i controlli sui lavori del Mose già avviati dal Corila. Confermati anche i 5 milioni di euro per le modifiche alla conca di navigazione di Malamocco.
Petroli e cargo in mare, dunque. Mentre per l’ultima emergenza, quella del traffico delle grandi navi passeggeri in bacino San Marco, il Magistrato alle Acque ha fornito all’Autorità portuale uno studio di massima sulla fattibilità dello scavo del canale Contorta Sant’Angelo. Dovrebbe collegare Fusina con l’attuale Marittima, aumentandone la profondità da 2 a 10 metri, consentendo così alle navi di entrare dalla bocca di Malamocco e non più dal Lido. «Per noi non ci sono problemi di natura idraulica», dice l’ingegner Mayerle, «abbiamo raccolto vecchi studi e fatto una relazione per il Porto». Il costo stimato per lo scavo sarà fra i 30 e i40 milioni di euro, una parte dei fanghi non inquinati potrà essere versata per tombare il vicino canale Vittorio Emanuele. Ma il progetto adesso dovrà essere approvato dal governo. Il ministro per l’Ambiente Corrado Clini si era espresso favorevolmente all’ipotesi «fatte salve le compatibilità ambientali». A parere di molti esperti e di alcuni ingegneri lo scavo avrebbe invece conseguenze sull’equilibrio idraulico della laguna. «Come portare un nuovo canale dei Petroli fin dentro la città», dicono i Comitati. Perplessità espresse anche dall’ingegnere idraulico Luigi D’Alpaos dell’Università di Padova. Uno dei massimi esperti di laguna che ha lanciato più volte inascoltato l’allarme sull’erosione della laguna e la perdita in mare dei sedimenti. Con un volume pubblicato dal’Istituto veneto di Scienze lettere ed arti che spiega le motivazioni del suo «no» alla grande opera del Mose.
Ma le progettazioni vanno avanti. Il porto off-shore per petroli e navi commerciali, ma anche lo scavo del canale in laguna. Più lontana l’ipotesi «di lungo termine» di trasferire la Stazione passeggeri ai cantieri del Mose di Malamocco nel 2017. «Non ancora approfondita», dice Mayerle, «noi abbiamo per ora l’impegno di smantellare quella struttura».
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feb 07
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Le navi gasiere bloccate al largo in Adriatico dal cattivo tempo, rifornimenti tagliati di oltre il 10% sulla rete nazionale
La Nuova di Venezia, 07 febbraio 2012, sezione CRONACA
ROVIGO – Il rigassificatore di Rovigo, al largo della costa, da ieri ha ridotto del 75% le sue capacità di fornitura e di immissione in rete di gas naturale. Nessun guasto agli impianti, è il mare grosso che impedisce alle navi gasiere di attraccare l’impianto. L’interruzione va a pesare su una situzione già critica per tutte le forniture di energia al Paese. Il terminale, situato a 15 chilometri al largo, fornisce il 10% del gas naturale consumato ogni anno in Italia e ha una capacità di 8 miliardi di metri cubi. In questo periodo di alta richiesta determinata dal freddo, la produzione era di 20 milioni di metri cubi al giorno. Il blocco degli attracchi ne ha ridotto la capacità a 4-5 milioni al giorno. Erogazioni che vengono fatte sulla base delle scorte stoccate.
«Non dipende da noi – spiega il portavoce dell’Adriatic Lng, la società che gestisce l’impianto – lo stop è stato imposto dalla Capitaneria di porto di Chioggia, in base alle condizioni di sicurezza delle operazioni di ormeggio definite nell’Ordinanza n.°63 del settembre 2008 della stessa Capitaneria».
Le navi gasiere che aspettano al largo in Adriatico sono più d’na, tutte provenienti dal Qatar e la ripresa delle operazioni dipende solo dal perdurare delle avverse condizioni del mare.
Nel caso i rifornimenti non dovessero riprendere in breve tempo, l’approvvigionamento subirebbe un taglio teorico del 10%, cifra che in realtà va alzata dato che non tiene conto dei picchi di questi giorni.
Per fronteggiare l’emergenza, il Comitato per il monitoraggio del ministero dello Sviluppo economico, si è riunito ieri e si riunirà ancora questa mattina. Si è decisa la massimizzare l’erogazione dagli stoccaggi, la produzione nazionale e l’importazione da altre fonti di approvvigionamento. Decisa inoltre «la messa in esercizio di centrali elettriche ad olio combustibile, che consentiranno di contenere i consumi di gas a uso termoelettrico. Attivato il contenimento dei consumi dei clienti industriali. Queste misure tutelano pienamente le utenze domestiche, per le quali sono escluse conseguenze negative».
«L’attuale emergenza – recita un comunicato dell’assessore veneto all’energia Massimo Giorgetti – conferma la bontà delle scelte effettuate dalla Regione Veneto in questi ultimi anni, in particolare quella relativa alla diversificazione delle fonti energetiche». «Di grande importanza la centrale di trattamento, compressione e stoccaggio di Collalto e il metanodotto di collegamento alla rete nazionale».
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feb 07
rassegna-stampail Gazzettino
Il Gazzettino di Venezia e Mestre, 07 febbraio 2012, pagina 29
PORTOGRUARO – I gruppi No Tav Portogruaro, Wwf Veneto Orientale, Fiom, Ya Basta, Coordinamento No Tav Veneto chiedono al Comune di essere informati e coinvolti «quando si presentino questioni legate alla Tav o alla mobilità su ferro che coinvolgessero l’Amministrazione Comunale». La richiesta è stata protocollata ieri in Municipio, accompagnata ad una lettera indirizzata al sindaco e a tutti i consiglieri comunali.
«Abbiamo appreso – sostengono nelle lettera – che Italferr ha incaricato “Sgg – Studio di geologia e geofisica” di Siena di effettuare la microzonizzazione sismica per la progettazione preliminare della linea ferroviaria Venezia-Trieste, tratta aeroporto Marco Polo-Portogruaro. Nelle prime settimane di gennaio la “Sgg” ha comunicato a tutti i Comuni coinvolti l’intenzione di effettuare le operazioni di carotaggio. In particolare, per quel che riguarda Portogruaro, le vie interessate sembra siano: via Frassinella, via Caserate, via Fosse, via Maute, via Pratiguori, Via Giai, via Bertaldo e via Ponte Covra. Con la presente chiediamo copia della corrispondenza riguardante l’argomento e sollecitiamo l’Amministrazione a informare e coinvolgere i gruppi firmatari ogni volta si presentino questioni legate al Tav o alla mobilità su ferro».
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feb 07
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SANT’ERASMO. Il progetto in barena è stato presentato da Ferruccio Falconi
Il Gazzettino di Venezia e Mestre, 07 febbraio 2012, pagina 12
Una grande banchina, costruita su palafitte, lunga mille metri e larga quaranta, sul bàcan di Sant’Erasmo, dietro l’isola artificiale del Mose. È questa l’ultima proposta del comandante Ferruccio Falconi, «uomo di mare» ed ex comandante dei piloti del porto. In sintesi, un nuovo porto a Sant’Erasmo, per le grandi navi passeggeri che arrivano ogni giorno in laguna. L’idea si inserisce nel dibattito innescato sul no al passaggio delle grandi navi in laguna, dopo l’incidente di Costa Concordia all’isola del Giglio.
Una struttura del genere potrebbe ospitare fino a otto grandi navi contemporaneamente, ed, inoltre, potrebbe essere concretizzata in modo modulare, ovvero un pezzo alla volta, per essere testata. «A mio avviso sarebbe la soluzione ideale – dice il comandante Ferruccio Falconi – in quanto in barena non vi è alcun rischio idrogeologico per il flusso di correnti, essendo un “cuore” compreso tra il canale di Lido e quello di Treporti. Il canale di Fusina, invece, è soggetto ad imbonimento per cui sarebbe sbagliatissimo prevedere il passaggio di navi». Secondo Falconi, invece, la banchina su palafitte potrebbe essere realizzata sia dallo Stato che, eventualmente, da compagnie private, inoltre vi sarebbe anche una ricaduta economica anche per il litorale nord visto che i passeggeri potrebbero essere portati con dei ferry boat anche verso Cavallino Treporti. Mentre, per quanto riguarda il collegamento con il centro storico, basterebbe potenziare il servizio Actv già esistente. Un nuovo punto di arrivo sia per le navi passeggeri, che per i container dedicati al trasporto merci. «Innovativa – conclude Falconi – la costruzione su palafitte, mentre il sistema modulare permette di verificare la bontà, o meno, del suo funzionamento e poi eventualmente di poter tornare indietro senza colate di cemento, mentre in Marittima potrebbero continuare ad arrivare le piccole navi o i mega Yacht ». L’idea è lanciata, il dibattito aperto.
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