Set 30
rassegna-stampail Gazzettino
Il Gazzettino di Venezia e Mestre, 30 settembre 2010, pagina 16
MARGHERA. Dopo aver disinnescato la «bomba Sg31», si proceda verso il «rifiuto zero» ovvero verso la riduzione a monte dei rifiuti, sia urbani che industriali. L’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin, all’indomani della notizia dell’accordo tra Comune, Regione e Veritas che allontana i rifiuti pericolosi del Veneto dall’Sg31 di Porto Marghera, fa un ragionamento di prospettiva. «Occorre contrastare gli imballaggi eccessivi, bandire i sacchetti di plastica, sviluppare la raccolta differenziata, portando Venezia – scrive in una nota Bettin – al vertice tra le città medio grandi, potenziare la capacità di recuperare materia dai rifiuti, sviluppando il distretto del riciclo a Porto Marghera, puntando a ridurre progressivamente i rifiuti prodotti e gli scarti residui, nella logica di “rifiuti zero”». Secondo l’assessore, bisogna arrivare anche a ridurre i rifiuti di origine industriale, modernizzando gli impianti esistenti. Un processo da attuare sotto la regia di soggetti pubblici. «Solo a queste condizioni – conclude – la svolta che può realizzarsi con l’accordo appena raggiunto sulla vicenda SG31 e inceneritore di rifiuti urbani potrà dare risultati decisivi. La partecipazione e la mobilitazione dei cittadini, il coinvolgimento delle istituzioni, la trasparenza degli atti e delle decisioni sono condizioni fondamentali per giungere a questo risultato.»
Set 30
rassegna-stampala Nuova Venezia
Il presidente della Municipalità Vianello: «In questi anni silenzio scandaloso». Cittadini, associazioni e ambienti politici minacciano l’azione legale collettiva
la Nuova di Venezia — 30 settembre 2010 pagina 20 sezione: NAZIONALE
PELLESTRINA. L’incubo diossina sta provocando rabbia e timori sull’isola di Pellestrina. Le prime reazioni ieri, dopo le notizie relative alla nube che avrebbe raggiunto nel luglio di tre anni fa l’area di San Pietro in Volta dopo il rogo alla Polimeri di Marghera. Ciò ha scatenato dure reazioni. Cittadini, associazioni e ambienti politici minacciano l’azione legale collettiva. «Come presidente della Municipalità e come cittadino di Pellestrina farò di tutto per scoprire come stanno davvero le cose – taglia corto Giorgio Vianello – Se è vero quanto sta emergendo dal processo, è una pura follia che non si sia detto nulla alla gente. Qui ci sono i termini per arrivare a una class action da parte dei residenti. Adesso cercheremo di ragionare sul da farsi. Di sicuro potrebbero partire delle raccolte di firme, ma tutto ciò è scandaloso. Perchè Comune, Asl 12 e altri enti preposti non hanno parlato alla popolazione? Forse aspettavano che la cosa finisse nel dimenticatoio o nemmeno loro sapevano perchè altri hanno taciuto?». Il timore principale, adesso, è quello legato alla salute dei cittadini. «Come prima cosa interpelleremo i medici di base e gli ospedali per capire se si sono manifestate patologie particolari in questi ultimi tre anni – garantisce Vianello – ma si dovrà andare a fondo della vicenda». Oggi il problema finirà anche sui banchi del Consiglio comunale a Cà Farsetti. «E’ il minimo – sostiene il consigliere Alessandro Scarpa “Marta” – Già tre anni fa chiedemmo spiegazioni, ma tutto finì senza esito. Adesso salta fuori che ci sono state misurazioni oltre ogni limite, situazione che a Pellestrina ci spinge nella direzione di rivolgerci agli avvocati per tutelare gli abitanti esposti alla diossina senza saperlo. Ne chiederò conto al sindaco Orsoni. Ma in quel periodo dove erano Cnr, Arpav, Asl 12, Comune e gli altri enti preposti al controllo? Non si può giocare con la salute della gente e, vista la sostanza di cui si parla, con la vita stessa delle persone». La diossina è infatti una delle sostanze tossiche più pericolose. Molte zone di San Pietro in Volta sono adibite a orti privati, e c’è chi ora teme si essersi cibato di prodotti divenuti pericolosi per la salute. «Non sappiamo più cosa dire o fare, sembra che la cattiva sorte si sia accanita su quest’isola – commenta Lorenza Vianello dal direttivo dell’associazione Tra Mare e Laguna – Non bastavano la crisi economica, i problemi della pesca, la chiusura dei Cantieri De Poli e le tante famiglia rimaste senza lavoro. Poi ci si è messa la tromba d’aria di due mesi fa, e adesso scopriamo di essere stati esposti alla diossina. Sinceramente non ne possiamo più e non sappiamo a chi appellarci. Ma perchè non ci è stato detto nulla e lo scopriamo solo adesso, a tre anni di distanza, che siamo stati investiti in pieno da una nube tossica?». Ieri sull’isola non si parlava d’altro nella preoccupazione generale. D’altro canto, secondo i tecnici del Magistrato alle Acque che hanno raccolto i dati dalle centraline poste a Pellestrina, nei giorni successivi all’incendio, i valori di diossina riscontrati sull’isola – in particolar modo nella zona di San Pietro in Volta – sono stati cento volte superiori ai limiti di legge. E dalle immagini ricavate dai satelliti che il giorno dell’incendio alla Polimeri fotografarono l’area di Pellestrina, si vedrebbe chiaramente la nube sopra San Pietro in Volta. Ma di tutto ciò, la popolazione non venne minimamente a conoscenza.
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Set 30
rassegna-stampala Nuova Venezia
la Nuova di Venezia — 30 settembre 2010 pagina 20 sezione: NAZIONALE
PELLESTRINA. E’ il 3 luglio del 2007 quando una nube di fumo nero si solleva dall’area del Petrolchimico di Marghera. Scatta l’allarme e si viene poi a sapere che un incendio si è verificato al cracking della Polimeri Europa. A provocarlo, la fuoriuscita di olio grezzo da una tubatura. Al processo in corso, per il quale vi sono sei indagati, dopo la relazione arrivata sul tavolo del pm Lucia D’Alessandro, in merito alla nube di diossina finita su San Pietro in Volta, l’accusa verso i sei dirigenti e dipendenti per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio è passata da incendio colposo a disastro colposo.
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Set 30
rassegna-stampaEnergheia Magazine
Da Energheia Magazine, 30 settembre 2010
Foglie artificiali in grado di produrre energia elettrica a partire dalla luce: è l’ultima creazione dei ricercatori del North Carolina State University. La ricerca condotta dagli studiosi mostra come sia possibile realizzare dispositivi fotovoltaici imitando la natura e apre la strada ad una nuova generazione di celle solari.
I dispositivi si compongono di un gel acquoso in cui sono immerse molecole di clorofilla, sensibili alla luce, ed elettrodi ricoperti da uno strato di nanotubi di carbonio o di grafite. Colpite dai raggi solari, le molecole di clorofilla producono energia con un meccanismo simile a quello utilizzato dalle piante per produrre l’energia indispensabile alla loro sopravvivenza.
L’uso pratico di questa tecnologia, tuttavia, è ancora lontano: i ricercatori proseguiranno ora per migliorare tale sistema, lavorando soprattutto sull’efficienza delle foglie artificiali, ancora troppo bassa per applicazioni pratiche.
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Set 30
rassegna-stampaEnergheia Magazine
Da Energheia Magazine, 30 settembre 2010
Cinquanta milioni di euro per il finanziamento di progetti di ricerca fondamentale. Per favorire il ricambio generazionale e il sostegno alle eccellenze scientifiche emergenti presso gli atenei e gli enti pubblici di ricerca afferenti al MIUR, il Ministero ha varato il programma “Futuro in ricerca”.
Il programma si rivolge, tramite tre linee di intervento differenziate, a dottori di ricerca, giovani docenti o ricercatori che si propongano come Responsabili di progetto (Principal Investigator) di progetti di ricerca fondamentale, anche a rete, di durata almeno triennale.
Le tipologie di ricerca ammesse al bando devono rientrare in uno qualsiasi dei settori scientifici definiti dall’European Research Council. Saranno peraltro considerate prioritarie le tematiche relative alle energie alternative e/o sostenibili, all’agricoltura e ambiente, al patrimonio artistico-culturale e ambientale, alla mobilità sostenibile, all’homeland security, alla salute e alle scienze della vita, ritenute strategiche per l’economia nazionale.
Il costo relativo a ciascun progetto deve risultare compreso tra euro 300.000 ed euro 1.200.000.
La scadenza per la presentazione delle domande di finanziamento è fissata al 23 novembre 2010, alle ore 17.00, per i coordinatori di progetto (modello A), e al 15 novembre 2010, alle ore 17.00, per i responsabili di unità (modello B).
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