Set 01
rassegna-stampala Nuova Venezia
la Nuova di Venezia — 01 settembre 2010 pagina 18 sezione: NAZIONALE
PELLESTRINA. Crescono i cumuli di eternit lungo le strade dopo la tromba d’aria del mese scorso. Erano 14 i siti contati solo qualche giorno fa dalla Municipalità, e frutto dei materiali che la gente ha raccolto dopo il maltempo che ha distrutto tetti e coperture di molte case e magazzini tra San Pietro in Volta, Portosecco e Pellestrina. Il problema è che i siti caratterizzati dagli abbandoni di questo materiale sono raddoppiati, passando a un totale di 30 e con volumi ben superiori ai precedenti. «La gente sta continuando ad abbandonare l’eternit in strada – dice Giorgio Vianello, presidente del decentramento – E’ bene che i residenti si liberino di questi materiali potenzialmente nocivi, ma lo stanno facendo nel modo sbagliato. E c’è evidentemente qualcuno che ne sta approfittando. Siamo convinti che non tutto quell’eternit sia frutto del passaggio della tromba d’aria, e che qualcuno stia trovando una scappatoia per evitare il costo della bonifica». «La Regione ha di recente previsto un finanziamento per la bonifica e lo smaltimenti di prodotti tossici – fa notare Vianello – crediamo quindi che possano rientrare anche questi sotto tale capitolo. Mi rivolgerò alla Regione per poter così chiudere questa partita in tempi ristretti. Più l’eternit resta all’aperto, ammassato e in quelle pessime condizioni, e più rischia di essere pericoloso per la salute della gente».
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Set 01
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la Nuova di Venezia — 01 settembre 2010 pagina 29 sezione: PROVINCIA
MIRA. Ci vorranno quasi vent’anni per bonificare l’area di Dogaletto occupata dai depositi delle ceneri di pirite della ex Veneta Mineraria, in via Bastiette. Fatti due conti, la zona tornerà «pulita» nel 2030. Inoltre, per lo smaltimento dei materiali depositati alla C&C di Malcontenta in via Foscara, arriva un altro stop: l’azienda che aveva vinto l’appalto per lo smaltimento ha rinunciato all’incarico. A spiegare la delicata situazione è l’assessore all’Ambiente Maurizio Barberini. «La questione dei depositi delle ceneri di pirite – dice – potrà essere risolta solo nei tempi lunghi. Un segnale positivo per sbloccare la questione è arrivato 4 mesi fa con il dissequestro dell’area. L’area di proprietà della Veneta Raw Material, ex Italtorbiera e gestita dalla ex Veneta Mineraria era sotto sequestro dal 2002». Barberini spiega come il comune intende procedere. «Nel giro di 2-3 mesi intendiamo raggiungere un accordo con Provincia, Regione e proprietari – spiega – per mettere in sicurezza il sito. Si deve evitare cioè che il materiale inquinante finisca, con le piogge e filtrando il terreno, nelle canalette che portano in laguna e nelle falde acquifere. Per evitare questo, abbiamo già pronto un progetto che prevede la costruzione di un diaframma (un muretto di cemento profondo dai 15 ai 20 metri) che delimiti tutta l’area delle terre rosse, evitando che il materiale inquinante finisca in falda. Il progetto potrebbe anche essere finanziato dai fondi a rotazione per le discariche messi a disposizione dalla Regione. Una operazione fattibile nel 2011-2012». Ma per lo smaltimento dei cumuli di materiale depositato si parla di quasi 20 anni. Il deposito in questione infatti è un cumulo con un’altezza che va dai 7 ai 16 metri e una estensione di 78.174 metri quadrati. Il quantitativo stimato di ceneri di pirite nella discarica è di è di circa 7-800.000 metri cubi. «Una volta messo in sicurezza il sito, si è stimato – dice Barberini – che gli stessi proprietari potrebbero vendere il prodotto che è ancora appetibile sul mercato, a diversi cementifici. L’operazione di completa bonifica però da alcuni calcoli, durerebbe per un periodo che va dai 15 ai 20 anni». Se le prospettive per lo smaltimento delle ceneri di pirite sono lunghissime, ci sono intoppi anche con i materiali della C&C a Malcontenta, azienda anche questa posta sotto sequestro dalla magistratura, dopo l’arresto del proprietario Fabrizio Cappelletto. «L’azienda che aveva vinto l’appalto per bonificare l’area di via Foscara – dice Barberini – ha rinunciato per sue nuove valutazioni su costi e ricavi. Abbiamo contattato l’ azienda arrivata seconda, le trattative sono a buon punto. L’operazione costerà oltre 200 mila euro».
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Set 01
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Il Gazzettino di Venezia e Mestre, 1 Settembre 2010, pagina 13
MARGHERA. Riprendono gli incontri del movimento dei cittadini che stanno contrastando il riavvio ed il potenziamento dell’inceneritore dei rifiuti speciali Sg31 di Porto Marghera.
Chiunque sia interessato a partecipare alla protesta, che vede in prima linea l’Assemblea permanente contro il rischio chimico ma anche molte altre associazioni ambientaliste e l’amministrazione comunale, può partecipare ad un’assemblea domani, giovedì 2 settembre alle 21 presso l’ex-asilo «Sacro Cuore» ora centro Gardenia di piazza Municipio a Marghera. Incontri che si ripeteranno ogni giovedì alla stessa ora.
(La nostra rassegna stampa riprenderà a fine settembre).

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