Baita: «Macché monopolio, è riqualificazione»
Ago 28
la Nuova di Venezia — 28 agosto 2010 pagina 16 sezione: CRONACA
Ma quale monopolio. Il «governo delle imprese» non esiste. E la nuova proposta di concessione per l’ex Ospedale al Mare, avanzata da sindaco e commissario, «è l’occasione per passare alla riqualificazione del Lido». Piergiorgio Baita, 62 anni, padovano, è uno degli imprenditori più in vista del Veneto. La sua impresa, la Mantovani, ha praticamente in mano tutte le grandi opere di Venezia e del Veneto: Mose, Passante, tram, ospedali, bonifiche. E ora il Lido, in cordata con Est Capital e Condotte. Si dice che a Venezia ormai Mantovani e Baita comandano più del sindaco. «Ma dai… lavoriamo, è vero. Ma abbiamo risposto a bandi di gara. E spesso, come nel caso del Lido, dell’Alumix e del Mof, siamo stati gli unici partecipanti». Dunque il monopolio non esiste? «Io dico che noi facciamo investimenti, ci mettiamo del nostro. A Venezia non investe più nessuno». Per Mose e tram i soldi li ha messi lo Stato. «Sì, ma per il resto ci assumiamo i nostri rischi. 200 milioni di euro per l’Alumix, 180 per il nuovo mercato ortofrutticolo, adesso 80 per l’ex Ospedale al Mare». Il bilancio del Comune dipende da voi. «Noi abbiamo garantito 80 milioni in pochi mesi. Oltretutto, ripeto, siamo stati gli unici partecipanti alla gara». Adesso però si è scoperto che il terreno è inquinato. Non si potevano fare prima, le analisi? «Quando si è fatto come per il deposito Actv di via Torino e per l’area Mevorach dell’Immobiliare le operazioni si sono bloccate. In questo caso si coinvolgono gli acquirenti nella responsabilità». Ma ci guadagna solo il privato. «Ma no. Io dico quanto costa la bonifica. Decidiamo insieme come pagarla». Ecco lo scambio. Adesso il Comune vi lascia fare anche la darsena, vi concede l’arenile e il Monoblocco. Ho ricevuto stamani la proposta del commissario che ci invita a dare seguito operativo alle nostre proposte. In cambio garantiamo tre spazi, i servizi del Monoblocco al Carlo Stebb, una sede dell’Utap in un locale degli infermieri vicino al cimitero, un locale per i prelievi nell’area di Santa Maria Elisabetta». Conveniente anche per il Comune? «Direi. E poi in questo caso noi non siamo i costruttori, ma solo gli investitori. A lavorare al Lido saranno le imprese veneziane». Restano le tre torri. «Ma sono più basse, il verde è aumentato. Il Monoblocco sarà abbattuto per lasciar posto al verde, la Favorita ridimensionata. E la qualità urbana sarà migliore.
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