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10.000 firme non sono uno scherzo!

Febbraio 16, 2010

Questa mattina una delegazione ha consegnato in Regione le 10.000 firme della popolazione contro la riattivazione ed il potenziamento dell’inceneritore SG31, inceneritore di rifiuti chimici e industriali tossico-nocivi.

Consegna 10000 firme NO SG31 in Regione Veneto

La Giunta Regionale, ormai agli sgoccioli del mandato, sta ballando il proprio “canto del cigno”: con una velocità ed una solerzia che stupirebbero perfino il Ministro della Pubblica Amministrazione, sta cercando in tutti i modi di portare a compimento l’iter di autorizzazione per la riattivazione dell’inceneritore. Trafile burocratiche che normalmente si svolgono nell’arco di mesi si stanno compiendo di settimana in settimana, in modo da poter consegnare alla prossima giunta un bell’impianto vecchio (del 1972) e fumante (diossine).

Tutto questo sta avvenendo tentando di tenere i cittadini il più possibile all’oscuro: difficilissimo sapere le date e gli orari delle riunioni di Giunta, impossibile conoscere gli ordini del giorno. Sospetta inoltre la coincidenza col periodo del carnevale, argomento che a Venezia in questi giorni riempie le testate giornalistiche e  manifestazione nella quale una delegazione diretta agli uffici della Regione rischia di essere confusa con un corteo qualsiasi.

Ma nessuno sta scherzando. Diecimila persone hanno espresso la propria volontà, diecimila persone chiedono di vivere in un ambiente migliore, diecimila persone rivendicano il proprio diritto alla salute e questi argomenti non sono burle.

Anche se domani è martedì grasso 10.000 firme non sono uno scherzo.

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Tra più litiganti il cittadino gode?

Febbraio 14, 2010

Alla vigilia delle elezioni sono iniziate le usuali battaglie fra i vari esponenti politici. Un tema importante per l’area veneziana (sia per il territorio comunale che per le zone limitrofe) è l’inquinamento chimico e industriale.  Altrettanto importante è che noi cittadini siamo informati delle posizioni dei vari candidati: dobbiamo sapere chi è disposto a svendere la nostra salute per il profitto dei soliti “amici” e chi invece è favorevole a cercare di costruire un ambiente migliore.

Dalla Nuova di Venezia — 17 gennaio 2010   pagina 29   sezione: CRONACA

«BENVENUTI, MA SULL’INCENERITORE NIENTE SCONTI»

MARGHERA. L’apertura della sede di via Mezzacapo non è passata inosservata e ha stuzzicato i commenti di alcuni personaggi politici. «Zaia e i suoi non pensino di trasformare Porto Marghera nell’inceneritore dei rifiuti del Trevigiano – dice Gianfranco Bettin, candidato alle Primarie del Pd – L’inaugurazione della sede di un partito è una buona notizia, perché la partecipazione politica fa bene alla democrazia. Ma Zaia e gli altri leghisti non saranno altrettanto benvenuti se verranno a inaugurare gli inceneritori di rifiuti che vorrebbero trasferire a Marghera. È quanto dichiarato più volte di recente sia da Zaia che da altri esponenti della Lega e del Pdl. Vorrebbero fare di Marghera il loro inceneritore e la loro pattumiera. Ci provino a portare qui i loro rifiuti, per tener puliti i loro bei giardinetti trevigiani. Non sarà così facile come aprire una sede di partito». Simili le posizioni di Simone Venturini dell’Udc: «Ricordo alla gente le affermazioni di Zaia sull’inceneritore di Fusina. La nostra città non vuole diventare pattumiera né di Treviso né del Veneto. I cittadini di Marghera non hanno bisogno degli slogan privi di contenuto della Lega. A Marghera serve una nuova classe di politici che sappia affrontare con serietà i temi della legalità, del lavoro e della solidarietà, senza usare demagogia e senza ricorrere a estremismi. La Lega non ha mai lavorato per il bene della città e non basterà l’inaugurazione di una sede per conquistare i voti di Marghera». (mi.bu.)

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Inceneritore a Venezia

Gennaio 27, 2010
convegno inceneritore venezia

convegno inceneritore venezia

Il giorno Venerdì 29 Gennaio 2010, presso “l’Auditorium Monteverdi” (Piazzale Giovannacci a Marghera),  è indetto dall’Assemblea Permanente Contro il Pericolo Chimico un convegno per far conoscere alla popolazione di Marghera e delle zone limitrofe gli effetti sulla salute dell’inceneritore che “Regione del Veneto” ha in progetto per smaltire i rifiuti provenienti da tutta italia  e le possibili alternative ad un tacito consenso.

Al convegno interverranno

E.Da Villa ex assessore provinciale all’ambiente
La situazione attuale dell’inceneritore SG31 e dei progetti di nuovi stoccaggi rifiuti speciali a Marghera

Prof. G.Tamino docente Biologia Università di Padova
La follia dell’incenerimento rifiuti e le alternative possibili

Dott. Cavasin di Medici perl’Ambiente
Effetti degli inceneritori sulla salute dei cittadini

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SG31 non brucerà il nostro futuro

Dicembre 10, 2009

manifestazione contro la riapertura dell’inceneritore SG31

LA REGIONE USA I NOSTRI SOLDI PER AVVELENARCI

  • Nel 1972 viene attivato l’inceneritore SG31, progettato e costruito per trattare i rifiuti chimici e industriali di Porto Marghera
  • Nel 2008 l’inceneritore SG31 viene fermato perché il polo chimico di Porto Marghera non produce abbastanza rifiuti per alimentarlo
  • Oggi la Regione vuole acquistare dai privati l’inceneritore, un impianto attualmente fermo ed economicamente in perdita
  • Domani la Regione intende lucrare riattivando e potenziando l’impianto SG31 per bruciare rifiuti tossici provenienti da tutta Italia

DIOSSINA_________________________ Seveso
ISOCIANATO DI  METILE___________ Bhopal
AMIANTO_________________________Casale Monferrato
CVM (cloruro di vinile monomero)__Marghera

FERMIAMOLI SUBITO!!!  NO A MARGHERA PATTUMIERA CHIMICA D’ITALIA

La riattivazione dell’inceneritore SG31 comporta lo stoccaggio ed il trattamento di 100.000 tonnellate di rifiuti tossici l’anno, trasportati da circa 16.000 autotreni con conseguente aumento delle polveri sottili.
La società che gestisce il trasporto e lo stoccaggio dei rifiuti è la S.T.E. (Servizi Tecnologici per l’Ecologia) di Jeroncich, indagato in passato per traffico di rifiuti, e Gavioli, che ha appena chiuso la SIRMA per sfruttarne i terreni lasciando senza lavoro 200 persone.
Il piano regolatore regionale vieta l’insediamento di questi impianti a Marghera ma la commissione V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) può superare il divieto e dare il via libera alla Regione.
La Regione sta pensando anche di potenziare l’impianto SG31 del 25% mettendo in funzione un forno gemello di quello attualmente esistente.

E’ QUESTA LA RICONVERSIONE ECOCOMPATIBILE DELLA VECCHIA AREA INDUSTRIALE  DI  PORTO MARGHERA  CHE TUTTI  PROMETTONO?

Altro che bonifiche e salvaguardia dei posti di lavoro, business per i soliti e tumori per molti!!!

Incontro cittadini ogni giovedì alle 21.00 a Marghera – piazza del Municipio 14

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Rifiuti tossici da tutta Italia a Marghera

Ottobre 4, 2009

Dalla Nuova di Venezia — 03 ottobre 2009   pagina 20   sezione: CRONACA

Rifiuti tossici, la Regione ne vuole di più

La Regione è pronta ad autorizzare, entro 3 anni, l’aumento, da 100 a 125 mila tonnellate annue, di rifiuti tossici da smaltire nell’inceneritore Sg31 venduto da Spm alla Sifa, attraverso una nuova società (Sima). Rifiuti che saranno conferiti in gran parte dalla Ste di Jeroncich e Gavioli – in attesa della relativa autorizzazione (Via) – che li farà arrivare da tutta Italia. L’aumento della potenzialità dell’inceneritore è previsto nella delibera approvata dalla Giunta regionale il 4 agosto scorso.  La Giunta regionale ha deciso di «resuscitare» e potenziare la «piattaforma ambientale» con i depuratori biologici e l’Sg31, l’inceneritore di fanghi tossici del Petrolchimico ora chiuso per mancanza di materia prima da bruciare data la fermata delle molti industrie chimiche che prima lo utilizzavano. Tant’è che i pochi scarichi reflui e i fanghi di risulta delle industrie ancora attive, vengono ora inviati in discariche e inceneritori tedeschi.  Nella delibera approvata dalla Giunta il 4 agosto scorso – pubblicata sul Bur del 29 settembre – è previsto, infatti, l’acquisto di tutta la «piattaforma ambientale», attualmente di proprietà del consorzio Spm e che include l’inceneritore Sg31, attraverso la concessionaria Sifa, la società compartecipata da Veneto Acque (Regione), Veritas e Gruppo Mantovani che gestisce il Pif (Progetto integrato Fusina) per depurare, prima dello scarico a mare, le acque civili e industriali di tutta Mestre e Marghera.  L’operazione prevede l’acquisto «di ramo d’azienda» attraverso una nuova società (la Sima costituita da Spm che è il consorzio delle industrie del Petrolchimico) della quale Sifa acquisirà il controllo totale. In questo modo Sifa potrà utilizzare la piattaforma ambientale dell’Sg31, non solo per smaltire i reflui del Petrolchimico, ma anche quelli delle altre industrie (obbligate a trattare le loro acque di scarico nell’ambito del Pif) e, in più, le 100 mila tonnellate di rifiuti tossici, liquidi e solidi provenienti da tutta Italia – da stoccare in un’area depositi acquistandola direttamente da Syndial-Eni – come prevede il progetto della Ste srl di Jeroncich e Gavioli in attesa del Via regionale.  Nella delibera della Giunta è espressamente previsto che sarà rilasciata «entro tre anni dall’entrata in esercizio dall’impianto di incenerimento, l’autorizzazione a trattare rifiuti liquidi compatibili, adeguando la filiera di trattamento e incrementando la potenzialità del sistema, comunque nella misura massima del 25% del volume attualmente autorizzato» pari a 125 mila tonnellate di rifiuti tossici. -
Gianni Favarato

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