Per i candidati … domanda N.3 – Gestione dell’emergenza PM10
Marzo 15, 2010 in inquinamento, politica, salute da Anthony
Gent. Candidato,
in qualità di candidato Sindaco del Comune di Venezia riteniamo opportuno rivolgerle alcune specifiche domande sulle sue proposte che riguardano la relazione tra la salute ed il critico contesto ambientale del territorio veneziano.
Per quanto riguarda il quadro complessivo delle interazioni salute ambiente con un focus specifico sul nostro Comune la rimandiamo agli approfondimenti di autorevoli esperti medici riportati sui Quaderni della Salute N.1, 4 e 5. Gli aspetti critici di tali interazioni, su scala locale e globale sono riportati nel contributo “La sfida politica. Inquinamento e danni alla salute. Un cambiamento è urgente nel nostro modello di vita”, nel Quaderno N.5; un’analisi puntuale delle fonti di impatto è invece presente nel contributo “La mappa dell’inquinamento veneziano. Dal ciclo del cloro allo smog.”, nel Quaderno N.1.
Di seguito sono riportate le domande che le poniamo. Cordialmente, Anthony Candiello
Domanda n.3 – Gestione dell’emergenza PM10
L’inquinante più evidente nell’intera Pianura Padana, in Veneto ed in particolare a Venezia, è rappresentato dalle polveri fini. Tra queste, la frazione pm10 è sotto attenzione per via dei gravi impatti sulla popolazione.
Le centraline di Arpav riportano medie annuali di pm10 che oscillano tra 43 e 57 μg/mc, che si sono tradotti nel superamento delle soglie di legge in quasi metà dei giorni negli ultimi anni. Similmente avviene per le centraline di Marghera dell’Ente Zona Industriale, che oscillano tra 31 e 63, con picchi di 123 μg/mc. Valori mediamente elevati sono presenti da tempo nel veneziano: le concentrazioni medie giornaliere di pm10 nel territorio veneziano sono mediamente prossime al valore limite di 50 μg/mc ed associate ad alti valori di ozono. Non sono solo le medie, ma anche i valori assoluti a preoccupare.
Dati scientifici indicano che agli attuali valori di 50mg/mc si ha un 3% di mortalità generale da attribuirsi alle polveri sottili nel breve termine, ovvero nel giorno stesso o entro qualche giorno dall’esposizione. Studi sistematici di lungo termine hanno invece stimato che i livelli correnti di polveri sottili in aree urbane comporterebbero un aumento della mortalità generale di circa il (!!!) 15%.
Il dato in sé potrebbe suggerire i soliti interventi palliativi quali le (pur meritevoli) domeniche ecologiche, che si traducono in 2-3 giornate l’anno nel quale si fermano i veicoli leggeri in transito urbano, o in interventi leggermente più ampi che coinvolgono i mezzi leggeri meno ecologici. L’analisi del dato fornito da Arpav nel 2007 sulle responsabilità emissive da pm10 nel Comune di Venezia suggerisce però interventi di tutt’altra tipologia: valori residuali, prossimi al 3% del pm10 sono attribuibili ai mezzi leggeri.
Mentre si trascurano percentuali che sfiorano il 50% per quanto riguarda le centrali a carbone, percentuali a due cifre per quanto riguarda gli inceneritori e responsabilità per circa un terzo del totale per le attività industriali. Di qui la proposta: non è che sia il caso, nelle domeniche ecologiche, di fermare invece le centrali a carbone?
D3. Quali sono gli interventi immediati che propone per la futura Amministrazione al fine di incidere con efficacia nel merito delle alte concentrazioni presenti tutto l’anno a Venezia di pm10? Avete in programma interventi a riduzione della produzione di pm10 di centrali elettriche, inceneritori ed attività industriali?