Per i candidati … domanda N.2 – Intervento sulle fonti

Marzo 15, 2010 in inquinamento, politica da Anthony

Gent. Candidato,

in qualità di candidato Sindaco del Comune di Venezia riteniamo opportuno rivolgerle alcune specifiche domande sulle sue proposte che riguardano la relazione tra la salute ed il critico contesto ambientale del territorio veneziano.

Per quanto riguarda il quadro complessivo delle interazioni salute ambiente con un focus specifico sul nostro Comune la rimandiamo agli approfondimenti di autorevoli esperti medici riportati sui Quaderni della Salute N.1, 4 e 5. Gli aspetti critici di tali interazioni, su scala locale e globale sono riportati nel contributo “La sfida politica. Inquinamento e danni alla salute. Un cambiamento è urgente nel nostro modello di vita”, nel Quaderno N.5; un’analisi puntuale delle fonti di impatto è invece presente nel contributo “La mappa dell’inquinamento veneziano. Dal ciclo del cloro allo smog.”, nel Quaderno N.1.

Di seguito sono riportate le domande che le poniamo. Cordialmente,  Anthony Candiello

Domanda n.2 – Intervento strutturale sulle fonti

È dagli anni ’70 che il modello industriale, basato su elevati volumi di produzioni ad alto impatto ambientale, ha dimostrato una strutturale incapacità di sostenere lo sviluppo economico (e sociale) del territorio veneziano, come evidenziano tutte le analisi economiche ed occupazionali – senza considerare i gravissimi danni arrecati al territorio sul piano ambientale, urbanistico e sanitario. La monocultura che lo ha guidato è tuttavia ancora pienamente operativa, molta dell’attuale classe dirigente che guida amministrazioni, società pubbliche e private si è formata in un tale humus ed è spesso non in grado anche solo di immaginare percorsi diversi e più avanzati.

Un intervento strategico di elevato profilo, quale quello che sarebbe lecito aspettarsi dalle massime responsabilità amministrative locali, dovrebbe considerare prioritaria l’individuazione di un modello sostenibile di sviluppo che trascenda dalle facili logiche di conservazione dell’esistente oltre ogni ragionevole limite (la strategia finora perseguita) o della transizione facile verso comparabili produzioni massive ad elevato impatto ambientale e basso contenuto competenziale con l’aggravante di avere una bassa intensità di lavoro. Di cui sono esempi recenti l’allungamento dei tempi di permanenza della raffineria, il business in espansione delle centrali elettriche a combustibili fossili (in particolare a carbone), il nuovo modello “pattumiera” centrato su trattamento ed incenerimento di altissimi volumi (dell’ordine di centinaia di migliaia di tonnellate) di rifiuti in gran parte pericolosi, provenienti da fuori comune; ed anche le varianti meno qualificate della logistica, dove si sposta merce senza alcuna lavorazione aggiunta, con il risultato di un ennesimo ciclo ad elevati volumi con il suo enorme impatto rappresentato da grandi e grandissime navi ed un traffico continuo di autotreni pesanti.

D2. Quali sono le strategie proposte dalla coalizione da lei guidata in merito a modelli di sviluppo sostenibili per la terraferma veneziana in grado di rendere concreto e fattuale il processo di riconversione e di ridurre progressivamente l’inquinamento?

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