Per i candidati … domanda N.1 – Misura degli effetti

Marzo 15, 2010 in inquinamento, politica, salute da Anthony

Gent. Candidato,

in qualità di candidato Sindaco del Comune di Venezia riteniamo opportuno rivolgerle alcune specifiche domande sulle sue proposte che riguardano la relazione tra la salute ed il critico contesto ambientale del territorio veneziano.

Per quanto riguarda il quadro complessivo delle interazioni salute ambiente con un focus specifico sul nostro Comune la rimandiamo agli approfondimenti di autorevoli esperti medici riportati sui Quaderni della Salute N.1, 4 e 5. Gli aspetti critici di tali interazioni, su scala locale e globale sono riportati nel contributo “La sfida politica. Inquinamento e danni alla salute. Un cambiamento è urgente nel nostro modello di vita”, nel Quaderno N.5; un’analisi puntuale delle fonti di impatto è invece presente nel contributo “La mappa dell’inquinamento veneziano. Dal ciclo del cloro allo smog.”, nel Quaderno N.1.

Di seguito sono riportate le domande che le poniamo. Cordialmente,  Anthony Candiello

Domanda n.1 – Misura degli effetti

Il contesto veneziano, stanti le innumerevoli fonti di impatto in termini di inquinamento (trasporti e logistica, porto, aeroporto, produzione elettrica, inceneritori, industria chimica, tangenziale e mobilità urbana, inquinamento pregresso) e stanti le caratteristiche territoriali (dei suoli e delle acque, che non consentono di limitare la diffusione degli inquinanti, geografico-morfologiche, che impediscono agli inquinanti in aria di disperdersi efficacemente, dell’ecosistema lagunare nelle sue relazioni pericolose con il ciclo alimentare), dovrebbe richiedere agli Amministratori una particolare attenzione agli effetti sulla salute dei cittadini.

Gli inquinanti cui sono esposti i cittadini veneziani sono pm10, ossidi di azoto e di zolfo, in misura massiva, ma anche diossine, cloroderivati, idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti, ed in definitiva praticamente l’intera tassonomia di inquinanti che le attività umane sono in grado di produrre quale sottoprodotto non desiderato, vista l’ampiezza e la durata delle produzioni di ogni tipo che sono state o sono tuttora insediate a Porto Marghera.

Il paradosso è che, invece, non vi è alcun Osservatorio Epidemiologico Permanente che si occupi di quantificare, qualificare e storicizzare gli effetti sulla salute dei cittadini e dei lavoratori che possa confrontare gli effetti con le informazioni sui percorsi lavorativi, di mobilità, di spostamento di abitazione e con altre informazioni utili per avere una rilevazione oggettiva di quanto nella salute è indotto dai fattori esterni antropogenici – sui quali è pertanto possibile intervenire. Le analisi svolte sul territorio veneziano, pur di valore, sono sporadiche, specifiche, estemporanee e paragonabili in volume a quelle svolte in comuni Italiani collocati in aree prive di fonti di impatto.

Fino ad arrivare al caso-limite dell’incomprensibile black-out informativo che ha oscurato per il quinquennio 2003-2009 i dati sulle patologie degenerative veneziane al Registro Tumori del Veneto.

D1. Quante e quali risorse economiche verranno impegnate per condurre un programma di indagini epidemiologiche in grado di dare misura e correlazione tra gli effetti sulla salute e le fonti di impatto, considerando anche gli aspetti professionali?

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