Laggiù in mezzo al Mar(ghera) ci son camin che fumano…
Marzo 14, 2010 in Marghera, inquinamento, salute da Stefania
…è la mia salute che si consumano!!!
Il nostro territorio, la zona in cui viviamo, paga da decenni un tributo pesantissimo all’inquinamento: tangenziale e passante, grandi navi ed aeroporto, centrali elettriche, polo chimico di Marghera. Porto Marghera, in particolare, è stata la prima zona industriale costruita in Italia nel dopoguerra e la prima a dotarsi di inceneritori di rifiuti industriali (due nel 1960) e urbani (due nel 1962).
Oggi a Porto Marghera sono attivi, oltre agli impianti chimici:
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3 centrali elettriche a gas
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1 centrale elettrica a nafta
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1 centrale elettrica a carbone
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1 centrale elettrica a carbone + CDR (combustibile derivato dai rifiuti)
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1 inceneritore di sfiati e prodotti gassosi
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1 inceneritore per clorurati liquidi
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1 inceneritore di RSU (rifiuti solidi urbani)
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1 impianto di inertizzazione di RTN (rifiuti tossico nocivi)
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1 raffineria (4 milioni di tonnellate di petrolio processati e movimentati ogni anno)
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1 impianto per la lavorazione del cloro-soda con stoccaggio di cloro e CVM
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1500 camini che emettono sostanze tossiche risultato di sfiati industriali o fumi di combustione.
Alcuni di questi impianti sono attivi fin dagli anni ’60 e nel corso del tempo, a volte per inconsapevolezza a volte per dolo, sono stati riversati in acqua, aria e terra composti chimici altamente tossici con gli immaginabili impatti sull’ambiente e sulla nostra salute.
A fronte di un così desolante scenario ogni cittadino di buon senso si augura che si inizi quanto prima a bonificare il territorio e che si cerchi di sostituire le lavorazioni più impattanti con attività meno nocive: la zona di Porto Marghera, infatti, potrebbe essere sfruttata per fieristica (ci sono spazi enormi), cantieristica, darsene per barche di ogni misura (in laguna c’è carenza di posti), centri per lo studio di energie alternative, come ad esempio la produzione di energie da moto ondoso o flussi di masse acquee, che affianchino il centro per lo studio applicativo dell’idrogeno già presente al Vega, eliminazione del ciclo del cloro e sostituzione con la lavorazione di plastiche senza cloro.
Quando, si può chiedere a buon diritto ogni abitante di Marghera, Mestre, Venezia e tutte le zone limitrofe, cominceranno le bonifiche? Quando si inizierà a dare un volto nuovo a questo territorio? Certo, la strada è lunga e complessa, ma quando si comincerà a percorrerla?
Purtroppo la risposta che giunge dai nostri amministratori va nella direzione opposta. La Giunta Regionale uscente sta “coronando” il proprio mandato con una serie di azioni che sembrano voler istituire proprio in casa nostra una filiera del trattamento del rifiuto industriale tossico nocivo, facendo arrivare rifiuti da tutta Italia (e domani chissà, forse anche da altre parti d’Europa). In pochi mesi sono state infatti concesse autorizzazioni per l’aumento di lavorazioni a diverse aziende che trattano rifiuti industriali: vedi qui
Noi non vogliamo “rifilare” ad altri i nostri rifiuti ma parallelamente non vogliamo diventare la discarica dei rifiuti del resto della nazione: ogni territorio deve gestire gli scarti che produce ed esserne responsabile, anche perché fino a quando sarà possibile portare i propri rifiuti “in un altro posto”, lontano da casa propria, non ci sarà mai la volontà di attivarsi per crearne il meno possibile. L’inceneritore SG31 ha lavorato dal 1972 proprio in quest’ottica: costruito e predisposto per trattare i fanghi di Porto Marghera, è stato in funzione fino a circa un anno fa; è stato poi disattivato perché il nostro polo industriale non produce più sufficiente materiale di scarto per giustificare economicamente il funzionamento dell’inceneritore. I nostri amministratori, la Giunta Regionale presieduta da Galan, anziché cogliere quest’occasione come il primo passo verso una nuova Marghera, hanno ben pensato di incatenare una volta di più questo territorio al ruolo di pattumiera, di fogna chimica, e questa volta a disposizione di chiunque, in Italia, vorrà scaricare da noi i propri scarti industriali tossico-nocivi. Ci ritroveremo quindi ad avere nel nostro territorio, oltre a tutto quello che già c’è, anche l’inquinamento da sostanze non prodotte qui, sostanze per le quali l’inceneritore SG31, è bene ricordarlo, non era stato predisposto.
Oltre al maggior inquinamento da rifiuto tossico si scaricherà nel nostro Comune anche l’aumento di PM10 prodotte dal traffico dei mezzi che porteranno qui i rifiuti dalle altre regioni.
Ognuno di questi fattori (inceneritori, traffico, trattamento rifiuti industriali tossico-nocivi) ha sulla salute effetti devastanti. Le diossine, prodotto dell’incenerimento, non vengono metabolizzate dal nostro organismo e si cumulano nelle nostre cellule; già col latte materno, il primo alimento, le diossine vengono passate al neonato. Sono in aumento costante le patologie infantili: oltre alle problematiche respiratorie (allergia, asma, broncospasmo) sono in costante aumento del 2% annuo i tumori infantili; l’incremento più consistente riguarda proprio i bimbi sotto l’anno di età: + 3,2%. Le polveri sottili, combinandosi con inquinanti quali ossidi di azoto e ossi di zolfo, veicolano all’interno del nostro corpo acidi che attaccano il sistema respiratorio e residui tossico/cancerogeni delle combustioni; questo incide sulla mortalità sia a breve termine (+ 3%) che a lungo termine per cause cardiovascolari, respiratorie e per tumore polmonare. Nel veneziano sono stati rilevati aumenti significativi dell’incidenza delle neoplasie maligne dei tessuti molli e dei sarcomi con sedi viscerali.
I nostri amministratori conoscono questi fatti: la Regione ha pubblicato un documento intitolato “ESPOSIZIONE AMBIENTALE A DIOSSINE EMESSE DAGLI INCENERITORI – STUDIO DEI SARCOMI NELLA PROVINCIA DI VENEZIA”, la stessa Regione che sta ora concedendo le autorizzazioni ad emettere ancora più diossine! I nostri amministratori, che in teoria dovrebbero lavorare per il nostro bene, stanno svendendo la nostra salute per il profitto dei pochi (forse i soliti “amici degli amici”?). Questo gli amministratori di oggi.
E quelli di domani? Brunetta e Zaia (candidati rispettivamente alle cariche di Sindaco di Venezia e Governatore del Veneto) hanno già rilasciato dichiarazioni sulla presunta “vocazione” di Porto Marghera ad ospitare lavorazioni chimiche pericolose, tutto ciò a 6,4 km da piazza Ferretto a Mestre, a 4 km dal parco San Giuliano, a 5 km da piazza Mercato a Marghera, a 6,2 km da piazza San Marco a Venezia.
Sappiano anche, questi amministratori, che noi cittadini di Venezia, Mestre, Marghera, di Malcontenta, della Riviera del Brenta, della provincia tutta vogliamo poter dire
“IL TERRITORIO IN CUI VIVIAMO”
e non
“IL TERRITORIO IN CUI MORIAMO DI TUMORE”.
Sei stata chiarissima, precisa e puntuale: complimenti.
Hai ragione bisogna cercare di far arrivare lontano il messaggio che è ora di cambiare e che non siamo più disposti a tollerare che si continui ad inquinare l’ambiente che è la nostra casa comune per interessi di pochi ed incapacità dei politici!
Lo inserisco su facebook e mi piacerebbe che me lo dicessi in un intervista da mettere su Youtube per far circolare sui siti… ci stai? Oggi vado in Provincia .. ci sarai? oppure mercoledì in municipio a Mestre?
Grazie e buona giornata
Ferdinando Rizzardo
Grazie mille.
Volentieri per il video: più persone riusciamo a raggiungere, con qualunque modo, e meglio è.
Oggi non ho potuto andare in Provincia per via del lavoro ma giovedì sarò sicuramente a Mestre per il consiglio comunale. Ci vediamo lì. Una volta preso il pass dovremmo avere un po’ di tempo.