Diario incidenti e fatti a Porto Marghera – premessa e anni 80

Febbraio 18, 2011 in Marghera, incidenti, salute, sicurezza da Stefania

DIARIO DI INCIDENTI, FUORI SERVIZIO E MALFUNZIONAMENTI VARI ACCADUTI AL PETROLCHIMICO DI P.MARGHERA DAL MESE DI AGOSTO 1987 AD OGGI, GENNAIO 2011

redatto da: Associazione AMBIENTEVENEZIA, Agenzia d’Informazione COORLACH, Associazione Gabriele Bortolozzo,  Medicina Democratica

PREMESSA

Abbiamo pensato di fare questo diario dopo aver sentito parlare gli avvocati difensori degli imputati al Processo Petrolchimico all’aula bunker di Mestre nel 1997.

Dai loro discorsi sembrava che al petrolchimico non fosse  mai successo niente e che l’ ambiente interno della fabbrica sia quasi paradisiaco! Una vera oasi di pace!

Basta  leggere questi post pagine per rendersi conto che la realtà  era ed è  del tutto differente!.

QUESTO DIARIO E’ FATTO PER NON DIMENTICARE I CRIMINI COMMESSI GIORNO DOPO GIORNO CONTRO L’UOMO E L’AMBIENTE

Le fonti delle notizie riportate in sintesi sono: Gazzettino, Nuova Venezia, il Giornalino interno RESIDUO, Volantini, comunicati RSU, interventi di lavoratori in assemblee generali, informazioni ottenute presso Enti Pubblici.

Questo lavoro é stato reso possibile dal minuzioso lavoro di un gruppo di lavoratori che non ha voluto omologarsi al clima di omertà che sta’ sempre di più dilagando all’ interno della fabbrica; un clima nel quale é “normale” tacere , nascondere o minimizzare i fatti anche più evidenti.

Sicuramente il lavoro è da considerarsi incompleto in quanto, viste le difficoltà di circolazione delle notizie, ci sono diversi “buchi temporali” che non si è riusciti a “colmare”.

Riteniamo questo lavoro estremamente utile non solo come memoria storica ma anche come strumento utile alle Autorità competenti per imporre modifiche e migliorie che rendano sia l’ambiente di lavoro che il territorio veramente sicuro ed ambientalmente compatibile.

Note sparse su impianti del ciclo cloro – CVM –PVC – DCE

Note sparse su impianti del ciclo cloro – CVM –PVC – DCE

18/08/1987    Mercurio in laguna dal Petrolchimico. Incidente tecnico all’impianto che produce cloro soda CS. Per circa un’ora dall’impianto sotto pressione vi è uno sfiato di idrogeno e vapori contenenti mercurio. La perdita di mercurio è stata considerevole; l’impianto si trova a ridosso della laguna e il mercurio, condensandosi, è finito in gran quantità in acqua.

20/04/1988    Un carico di bidoni contenenti residui tossici di cloruro di vinile, prodotti dalla Montedison è stato caricato ieri a Marghera su una nave che oggi dovrebbe salpare con destinazione Nigeria .

16/10/1988    Problematiche ambientali vengono  rilevate nella bozza di Rapporto della società  America Appraisal incaricata  (da Montedison ed ENI) di una valutazione degli impianti nel 1988 in vista della costituzione della Joint Venture Enimont
“…. Relativamente alle emissioni in atmosfera si evidenziano per le alte concentrazioni di inquinanti gli impianti  CV6, CV22, CV23, CV24, ……)
Il rapporto affronta anche altre problematiche ambientali  alle quali però i responsabili degli impianti forniscono  documentazione “insufficiente” , non vengono fornite analisi relative alle acque clorurate inviate  all’impianto CS30 per strippaggio e alle acque di processo inviate al depuratore biologico; vengono rilevati problemi anche nella gestione dei rifiuti  “ i rifiuti solidi vengono inviati in parte a discarica non caratterizzata, in parte all’inceneritore Monteco, in parte vengono stoccati provvisoriamente all’interno dello stabilimento……… si raccomanda un’indagine più approfondita sui terreni interni agli stabilimenti Enichem e Montedison  utilizzati in passato per lo smaltimento dei rifiuti, onde accertare eventuali pericoli di contaminazione delle falde sottostanti……      ( il documento America Appraisal è stato sequestrato dalla GdF nel corso delle indagini (1996 e 1997) che hanno portato al maxiprocesso Petrolchimico di Porto Marghera si accerta inoltre che  nella versione definitiva di questo rapporto alcune parti particolarmente compromettenti vengono censurate e tolte)

11/11/1988    Viene annunciato un aumento di produzione di CVM e un investimento di 10 miliardi; dovrebbero essere eliminate con l’introduzione di nuova tecnologia le 50 tonnellate anno di acido cloridrico e ossido di carbonio che escono dalle due fiaccole del CVM alte 150 e 170 metri.

24/02/1989    Fuoriuscita dal CV6 di 100 kg di CVM.

15/06/1989    Presso la Camera di Commercio di Venezia si tiene un convegno su “Ambiente di lavoro e Salute” promosso da ULSS 36, Ministero dell’Ambiente, Regione Veneto.  Convegno interessantissimo, ma vogliamo riferire la posizione a dir poco spudorata portata avanti da Montedison, nella persona del dott. Giudice, responsabile nazionale e locale del Servizio Sanitario Aziendale, che sul problema dei danni causati dal CVM (noto cancerogeno riconosciuto come tale da tutti gli organismi internazionali e confermato da tutte le relazioni precedenti dello stesso convegno), dirà che tutte le analisi e ricerche del servizio sanitario non rilevano alcun danno e che i lavoratori che sono a contatto con la sostanza hanno una salute media più buona rispetto agli altri che lavorano a contatto con altre sostanze meno nocive; aggiunge che certe normative di legge e restrizioni sono state fatte  in periodi particolari e sotto spinte emozionali e che é tempo di ridimensionare il problema. In conclusione afferma che il CVM non dà alcun problema!!!

22/06/1989    Viene ripetuta la notizia data l’11/11/88 dei nuovi investimenti per aumentare la produzione del CVM e della eliminazione delle emissioni di acido cloridrico e ossido di carbonio (50 ton/anno), evidentemente non avevano fatto assolutamente niente in questi 7 mesi.

01/07/1989    Il CVM può uccidere! Sentenza storica del pretore di Mestre che dà ragione alla vedova di un lavoratore autoclavista del CV14 morto per angiosarcoma al fegato.

18/11/1989   L’agenzia di informazione Coorlach organizza incontro dibattito su “Problemi ambientali delle zone industriali” presso in Municipio di Marghera . ore 15 . Partecipano : Luigi Mara di Medicina Democratica di Castellanza; Ezio da Villa Commissione Ambiente Consiglio di Quartiere Marghera; Stefano Patron Presidente Consiglio Quartiere Malcontenta; il Consigliere Provinciale Mario Santi; il Consigliere Regionale Toniolo; Paolo Cacciari per Lega Ambiente; e altri di Medicina Democratica e  Movimento Consumatori.
Si è parlato di Jolly Rosso,  dei dubbi sull’incenerimento presso il CS28. Viene presentato tra  le altre cose anche  il Dossier intitolato “Il rifiuto selvaggio- il traffico dei rifiuti tossici” dell’agenzia Coorlach, dove si ricostruisce il meccanismo del business esportazioni, recupero e reimportazioni dei rifiuti. Il dossier verrà stampato integralmente sotto il titolo “Mercanti di Veleni nel n° 76 di Medicina Democratica di maggio-giugno 1991. I giornali locali ripresero più volte il dossier e i suoi contenuti più volte dando molta pubblicità all’argomento.
Riportiamo solo parte della vicenda legata al Petrolchimico

Prima parte — L’esportazione:
L’interrogazione parlamentare di Michele Boato (originata da lettera anonima fattagli pervenire da operai Montedison) fa esplodere il caso.
Presso lo stabilimento Montedipe di P.Marghera, stanno succedendo cose strane, lavoratori in tuta bianca a completa protezione biologica , stanno manipolando e caricando misteriosi fusti su containers. A dette degli esperti contengono rifiuti non smaltibili in loco neanche con impianti ad alta tecnologia, si tratterebbe di residui di lavorazione del ciclo di produzione del CVM in fanghi.
Salterà fuori successivamente, che se non fosse scoppiato il caso la Montedison aveva intenzione di inviare in Nigeria  7.000 bidoni.
La ditta che sta procedendo al lavoro di raccolta  ed esportazione dei rifiuti è la ditta PEI (Piattaforma Ecologica Industriale) (il Presidente Jeroncich, è stato fino a pochi anni prima dipendente del petrolchimico e vanta amicizie politiche a tutti i livelli) la PEI si appoggia all’Agenzia Marittima Bonistalli, la quale in Nigeria ha come corrispondente Gianfranco Raffaelli della Iruekpen Construction Company.
I Container raccolti dalla ditta PEI partono da Marghera il 21/4/88 su due treni per Livorno Proto Nuovo dove dovranno essere caricati su una nave danese.
Fioccano le denuncie, il Pretore di Mestre indaga e ordina all’ULSS di raccogliere dati per verificare eventuali reati; le dichiarazioni delle autorità competenti sono tranquillizzanti dicono che tutto è a posto che le autorizzazioni sono in regola.
La nave danese parte con un ritardo di pochi giorni e scarica il suo carico a Port Koko inNigeria. Nello stesso periodo o poco dopo un funzionario della Montedison, il dott.Munerato, amico politico di Jeroncich và in Nigeria per passare un periodo di vacanze! Strana coincidenza!  ( da Dossier il Rifiuto Selvaggio- il traffico dei rifiuti tossici -  Agenzia Coorlach novembre 1989)

Seconda Parte — Il Ritorno dei bidoni:

Maggio 1988 la vicenda del cargo siriano Zanobia  con il suo carico di bidoni tossici fa esplodere a livello internazionale il problema dei rifiuti tossici esportati dall’Italia i siriani rispediscono al mittente dei bidoni che avevano girato per un anno il mondo senza che nessuno li volesse.
Lo scandalo internazionale ha una ripercussione immediata: la Nigeria obbliga il governo italiano a riprendersi i rifiuti tossici scaricati a Port Koko.
I “poveri rifiuti della Montedison di P.Marghera “ non hanno potuto rimanere in africa che un paio di mesi, vengono mescolati assieme a molti altri accumulati li per anni e caricati nelle stive della Karin B, Deep Sea Carrier, Ken Sea e si apprestano al rientro in patria.
La Monteco e l’Eni Ambiente partecipano in Nigeria al recupero dei rifiuti caricati nella Karin B.
Il 14/9/88 Sulle pagine del Tirreno appare intervista del sedicente ing Jeroncich della PEI, sentito come grande esperto del settore. Jeroncich  sponsorizza la soluzione di inviare i bidoni che tornano ai forni inceneritori della Monteco di P.Marghera e Monteco.
Anche il Libano pretende che l’Italia si riprenda indietro 12.000 bidoni scaricati nell’86.
Il Ministero dell’Ambiente incarica la Monteco del recupero, Monteco attraverso un giro di sub appalti incarica: San Giusto Rinascita, PEI, Pulitecnica.
Gli esportatori indirettamente vengono premiati !
I tecnici italiani caricano 9932 didoni e 23 container di terriccio contaminato nella Jolly Rosso. Il 6/1/89  parte dal Libano e arriva a La Spezia il18/1/89.
La nave resta ferma col suo carico sino a marzo
Saltiamo la polemica e le guerre locali contro i bidoni…….., viene sistemato da imprese “amiche” il capannone Cs1 del petrolchimico di Marghera, lavori preventivati in 300 milioni; i costi però lievitano ad 1 miliardo, verrà affittato per 50 milioni al mese.
Il 14/7/89 arriva il primo treno con i bidoni al petrolchimico.
Il 13/6/89 la Regione Veneto affida l’incarico di incenerire i bidoni alla Monteco, nei forni di P.Marghera e Ferrara.
(estratto da Dossier  “Il rifiuto Selvaggio, Il traffico dei rifiuti Tossico Nocivi “ Agenzia Coorlach – Novembre 1989)

Diario incidenti e fatti a Porto Marghera – 1991-1996

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