Corteo acqueo contro l’inceneritore di Marghera
Febbraio 17, 2010 in Manifestazioni, inceneritore da Stefania
Dalla Nuova di Venezia — 16 febbraio 2010
Venezia, corteo acqueo contro l’inceneritore di Marghera
I manifestanti erano a bordo di tre imbarcazioni con striscioni contro il trattamento dei rifuti tossico-nocivi e una finta ciminiera da cui usciva fumo grigio. Alla sede della giunta regionale sono state portate oltre 10.000 firme di cittadini di Marghera, Mestre e Venezia che chiedono alla Regione di rinunciare al progetto sull’inceneritore Sg31
VENEZIA. Corteo acqueo a Venezia di una delegazione dell’Assemblea permanente contro il rischio chimico di Marghera e di esponenti delle associazioni ambientaliste per protestare contro il progetto della Regione sull’inceneritore Sg31. Il corteo è partito da piazzale Roma e ha raggiunto palazzo Balbi, sede della Regione.
I manifestanti erano a bordo di tre imbarcazioni con striscioni contro il trattamento dei rifuti tossico-nocivi provenienti da tutta Italia nell’impianto di Marghera e una finta ciminiera da cui usciva fumo grigio. Fra musica e slogan contrari alla riapertura dell’Sg31, sono state portate alla sede della giunta regionale oltre 10.000 firme di cittadini di Marghera, Mestre e Venezia – sottolineano i promotori – che chiedono alla Regione di rinunciare al progetto. “Farebbe del nostro territorio la pattumiera dell’intero Veneto”, dicono infatti gli ambientalisti.
Assente l’assessore Marangon, trattenuto a Rovigo da impegni istituzionali, una piccola delegazione è stata ricevuta dal capo di gabinetto della giunta Regionale e da un dirigente del settore Ambiente, ai quali, dopo aver espresso soddisfazione per il nuovo rinvio della delibera che avrebbe dato il via libera al riavvio dell’SG 31, i manifestanti hanno presentato due richieste:
la prima, che la Regione si presenti a Marghera per illustrare pubblicamente le proprie intenzioni sull’SG 31, confrontandosi con la popolazione, prima di approvare qualsiasi atto;
la seconda, che in ogni caso la convenzione contenga l’obbligo di trattare a Marghera esclusivamente fanghi biologici provenienti dal ciclo integrato delle acque del bacino locale, vietando esplicitamente la possibilità di alimentare la piattaforma SG 31 con fanghi o altri rifiuti speciali e tossico-nocivi provenienti dall’esterno.