Rifiuti tossici da tutta Italia a Marghera

Ottobre 4, 2009 in inceneritore da Stefania

Dalla Nuova di Venezia — 03 ottobre 2009   pagina 20   sezione: CRONACA

Rifiuti tossici, la Regione ne vuole di più

La Regione è pronta ad autorizzare, entro 3 anni, l’aumento, da 100 a 125 mila tonnellate annue, di rifiuti tossici da smaltire nell’inceneritore Sg31 venduto da Spm alla Sifa, attraverso una nuova società (Sima). Rifiuti che saranno conferiti in gran parte dalla Ste di Jeroncich e Gavioli – in attesa della relativa autorizzazione (Via) – che li farà arrivare da tutta Italia. L’aumento della potenzialità dell’inceneritore è previsto nella delibera approvata dalla Giunta regionale il 4 agosto scorso.  La Giunta regionale ha deciso di «resuscitare» e potenziare la «piattaforma ambientale» con i depuratori biologici e l’Sg31, l’inceneritore di fanghi tossici del Petrolchimico ora chiuso per mancanza di materia prima da bruciare data la fermata delle molti industrie chimiche che prima lo utilizzavano. Tant’è che i pochi scarichi reflui e i fanghi di risulta delle industrie ancora attive, vengono ora inviati in discariche e inceneritori tedeschi.  Nella delibera approvata dalla Giunta il 4 agosto scorso – pubblicata sul Bur del 29 settembre – è previsto, infatti, l’acquisto di tutta la «piattaforma ambientale», attualmente di proprietà del consorzio Spm e che include l’inceneritore Sg31, attraverso la concessionaria Sifa, la società compartecipata da Veneto Acque (Regione), Veritas e Gruppo Mantovani che gestisce il Pif (Progetto integrato Fusina) per depurare, prima dello scarico a mare, le acque civili e industriali di tutta Mestre e Marghera.  L’operazione prevede l’acquisto «di ramo d’azienda» attraverso una nuova società (la Sima costituita da Spm che è il consorzio delle industrie del Petrolchimico) della quale Sifa acquisirà il controllo totale. In questo modo Sifa potrà utilizzare la piattaforma ambientale dell’Sg31, non solo per smaltire i reflui del Petrolchimico, ma anche quelli delle altre industrie (obbligate a trattare le loro acque di scarico nell’ambito del Pif) e, in più, le 100 mila tonnellate di rifiuti tossici, liquidi e solidi provenienti da tutta Italia – da stoccare in un’area depositi acquistandola direttamente da Syndial-Eni – come prevede il progetto della Ste srl di Jeroncich e Gavioli in attesa del Via regionale.  Nella delibera della Giunta è espressamente previsto che sarà rilasciata «entro tre anni dall’entrata in esercizio dall’impianto di incenerimento, l’autorizzazione a trattare rifiuti liquidi compatibili, adeguando la filiera di trattamento e incrementando la potenzialità del sistema, comunque nella misura massima del 25% del volume attualmente autorizzato» pari a 125 mila tonnellate di rifiuti tossici. -
Gianni Favarato

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