Inceneritore a Venezia
Gennaio 27, 2010 in Convegni da michele
Il giorno Venerdì 29 Gennaio 2010, presso “l’Auditorium Monteverdi” (Piazzale Giovannacci a Marghera), è indetto dall’Assemblea Permanente Contro il Pericolo Chimico un convegno per far conoscere alla popolazione di Marghera e delle zone limitrofe gli effetti sulla salute dell’inceneritore che “Regione del Veneto” ha in progetto per smaltire i rifiuti provenienti da tutta italia e le possibili alternative ad un tacito consenso.
Al convegno interverranno
E.Da Villa ex assessore provinciale all’ambiente
La situazione attuale dell’inceneritore SG31 e dei progetti di nuovi stoccaggi rifiuti speciali a Marghera
Prof. G.Tamino docente Biologia Università di Padova
La follia dell’incenerimento rifiuti e le alternative possibili
Dott. Cavasin di Medici perl’Ambiente
Effetti degli inceneritori sulla salute dei cittadini

A Venezia l’incidenza di tumori è superiore alla media del Veneto.
Lo diconoi dati del Registro dei tumori del Veneto, pubblicati nel quarto quaderno della Salute del Comune, a cura di Nicoletta Benatelli. I tumori della prostata e del colon-retto sono in significativo aumento, mentre nel sesso femminile l’incidenza maggiore va alla mammella.
In alcune aree del Veneziano, questo è certo, ci si ammala di più.
Mestre e a Marghera ad esempio si osserva un eccesso di tumore del polmone in entrambi i sessi.
In Riviera del Brenta invece si verifica un eccesso di sarcomi, fenomeno legato in maniera forte all’inquinamento degli inceneritori:
per una questione di venti prevalenti le emissioni nocive vanno a concentrarsi sempre nelle stesse aree.
Il rischio di tumori “da inquinamento” risulta infatti particolarmente alto nei comuni di Dolo, Stra, Vigonovo e Fiesso D’Artico, che vengono interessati da venti di Nord Ovest.
Perchè dico no all’SG31.
Una delle cause di proliferazione dei tumori nel veneziano l’ha con precisione e chiarezza identificata il dott. Cavasin di medici per l’ambiente.
La frase è la seguente: lo dicono anche gli ingegnieri che non è possibile sapere esattamente tutte le sostanza gassose che escono dai camini degli inceneritoi.
Escludendo il particolare che non sono solo i miei amici ingegneri che fanno tali affermazioni, ma anche noi chimici ricercatori diciamo le stesse cose, considerando il fatto che siamo noi a fare le analisi chimico-fisiche delle emissioni gassose, ma aggiungo io anche se ciò è tecnicamente possibile è il costo a rendere tale ricerca talmente cara da rischiare di portare l’iniziativa industriale fuori mercato.
Tale affermazione è particolarmente vera perchè l’SG31 era nato per bruciare i rifiuti tossici nocivi prodotti dai nostri impianti Montedison per cui era possibile conoscere e controllare tutte le emissione gassose che uscivano dai camini dell’inceneritore.
Ora se si vuole bruciare centinaia di sostanze che vengono forse non solo dall’Italia ma da tutto il mondo si riesce facilmente a capire quale grossissimo pericolo rappresenta per la salute pubblica tale impianto.
Io sostengo che si rischia di bruciare rifiuti tossico nocivi che vengono non solo dall’Italia ma dal resto del mondo perchè si sta completando l’escavo dei canali portando tale profondità a 11.50 metri guarda caso proprio davanti alla banchina dell’inceneritore SG31. E’ notorio che i rifiuti trasportati via mare costano molto meno che via terra per cui dopo le ” eco balle campane” mi aspetto l’arrivo via mare di rifiuti tossico nocivi dal resto del mondo, tanto noi siamo sempre stati considerati come la pattumiera d’Italia.
Domenico
Ciao a tutti, ho seguito il convegno di venerdì.. Mi chiedevo se fosse possibile avere le dispense che avete presentato così da poterle mostrare ad altre persone interessate?
Da una delle prime interviste rilasciate da Zaia come candidato alla presidenza della Regione Veneto.
«Non sono contrario all’incenerimento ma penso ad esempio a Fusina, tutti mi dicono che è sottoutilizzata rispetto alle potenzialità. Un inceneritore doveva avere un bacino di utenza di un milioone di abitanti, con la raccolta differenziata probabilmente salgono a due milioni e mezzo. Ne bastano un paio nel Veneto».
http://mattinopadova.gelocal.it/dettaglio/regione-zaia-promette-saro-il-manager-del-veneto/1814442/2
ricordiamoci della Jolly Rosso: rifiuti all’uranio bruciati nell’inceneritore SG31:
http://www.comitatodegrazia.org/Blog/rassegna-stampa/espresso/pattumiera-marghera
Se si realizzasse questa pazzia di far confluire in SG31 rifiuti da tutta Italia e oltre non ci sarebbe nessun controllo su cosa arriverebbe. Inoltre si tenga presente che SG31 non e nato per bruciare tutto ma solo per determinati rifiuti, rifiuti che attualmente Porto Marghera non produce più!
Aria nuova a Venezia !
Si sente il beneficio della concertazione tra le amministrazioni di destra di Regione e Provincia.
I turisti a Venezia potranno assaporare i benefici di un inceneritore di rifiuti tossici dalla distanza di poche centinaia di metri.
A 6300 metri da piazza San Marco verrà riattivato l’inceneritore SG31 con ricadute imprevedibili nel territorio.
Sempre più fortunati i ricconi che soggiornano all’Hilton che oltre al vantaggio di trovarsi a soli 4400 metri dall’inceneritore, potranno anche vedere da che parte va il fumo che esce dalla ciminiera.
Bella considerazione…
andrebbe divulgata in lingua inglese a tutte le agenzie turistiche in tutto il mondo.
Magari aumenta il numero dei turisti che ” vogliono cambiare aria “