Diario incidenti e fatti a Porto Marghera – 1997-1998
Febbraio 18, 201103/03/1997 Aula Bunker di Mestre – Prima udienza del processo preliminare per la strage e disastro ambientale ai 27 manager del Petrolchimico di Marghera. Per convocare le persone offese e danneggiate il gip Gioacchino Termini ha affittato pagine intere di giornali locali e nazionali per pubblicare i nomi dei 119 morti e dei 377 lavoratori ammalati per aver lavorato a contatto del CVM e PVC.
L’aula è gremitissima oltre che dalle parti danneggiate anche da folte delegazioni di associazioni ambientaliste.
14/08/1997 Medicina Democratica, Allca-Cub, Agenzia Coorlach, AmbienteVenezia, Scrivono alla Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente e del Ministero Beni Ambientali contro il progetto di potenziamento di aumento produttivo dell’impianto EVC del Petrolchimico CV 22/23; si chiede di esprimere un parere contrario alla Valutazione di impatto ambientale per :
essere impianti a rischio e localizzati nel cono di atterraggio dell’aeroporto di Tessera; perché gli effetti sulle popolazioni di cancerogeni come CVM e DCE che vengono rilevati per ricaduta nel territorio in quantità non trascurabili.
14/10/1997 Camini del Petrolchimico sotto sequestro. Sui quotidiani locali esce con molta evidenza questa notizia; il gip Ramacci ha emesso un provvedimento di sequestro condizionato (senza fermata dell’impianto) nei confronti di 22 camini dello stabilimento multisocietario nell’ambito di un’inchiesta sull’inquinamento atmosferico. Dagli articoli traspare un giudizio del gip che in pratica afferma che quasi tutti gli stabilimenti sono fuori norma rispetto alle leggi. Come la mettiamo con le dichiarazioni delle industrie che da anni affermano di essere sotto i limiti per le emissioni atmosferiche?
08/11/1997 Medicina Democratica, Allca-Cub, Agenzia Coorlach, AmbienteVenezia, Scrivono alla commissione tecnica regionale opponendosi al progetto di potenziamento di aumento produttivo dell’impianto EVC del Petrolchimico CV 22/23; si chiede di esprimere un parere contrario alla Valutazione di impatto ambientale per :
essere impianti a rischio e localizzati nel cono di atterraggio dell’aeroporto di Tessera; perché gli effetti sulle popolazioni di cancerogeni come CVM e DCE che vengono rilevati per ricaduta nel territorio in quantità non trascurabili.
14/11/1997 Il Giudice delle indagini preliminari Gioacchino Termini chiude la fase di un lunga serie di udienze iniziate il 3/3/97 con una sentenza storica di rinvio a giudizio di 31 dirigenti e manager di Montedison ed Enichem per i reati di strage e disastro ambientale. Il lavoro di denuncia di Gabriele Bortolozzo, di Medicina Democratica, di pochi altri lavoratori e del duro lavoro del giudice Casson finalmente è stato premiato e riconosciuto.
Il giorno successivo il Manifesto esce con il titolo di prima pagina: Banditi Chimici
16/11/1997 Le reazioni e le dichiarazioni alla sentenza del giudice Termini sono molte, ma quelle del responsabile regionale della CGIL Luciano De Gasperi sollevano una polemica che vede il sindacato dei chimici contro le associazioni ambientaliste, Medicina Democratica e Rifondazione Comunista. La polemica dura con toni sempre più accesi qualche settimana.
Le affermazioni di De Gasperi contestate sono : “ Questo processo riguarda il passato, il presente è un’altra cosa. Porto Marghera è oggi il posto d’eccellenza dell’industria chimica italiana” “ Oggi al petrolchimico si applicano le leggi nazionali e internazionali che tutelano ambiente e salute.” “E’ un cattivo servizio alla causa ambientalista dipingere l’industria chimica come un nemico”
I sindacalisti che hanno fatto di tutto per delegittimare, fermare Gabriele Bortolozzo attaccandolo personalmente ora che sono stati battuti assieme ai loro padroni tentano di modificare il senso del processo tentando di relegarlo a cosa che si riferisce a cose vecchie ed abbondantemente superate. Non le giuste polemiche e contraccuse ma i fatti contenuti in questo diario dimostreranno quanto false e fuorvianti siano le affermazioni del sindacato dei chimici.
27/01/1998 Ore 12 – Reparto CV23 – Fuoriservizio dell’analizzatore in continuo del termocombustore (manutenzione)
05/03/1998 Ore 10 – Reparto CV23 – Fuori servizio del termocombustore (E79) blocco e ripristino alle ore 18. Utilizzato nel frattempo il forno del CS28.
13/03/1998 Aula Bunker di Mestre – Prima udienza del Processo Petrolchimico per strage e disastro ambientale. Gli imputati sono il gotha della chimica italiana accusati di essere responsabili della morte di 119 lavoratori e della malattia di altri 377.
L’aula è gremita all’inverosimile, presenti anche i rappresentanti di molte associazioni ambientaliste e dei centri sociali.
13/03/1998 Processo Petrolchimico – durante lo svolgimento del processo emergeranno documenti e notizie estremamente importanti che smentiscono la versione del sindacato dei chimici che in sintesi dice: “ Questo processo riguarda il passato, il presente è un’altra cosa. Porto Marghera è oggi il posto d’eccellenza dell’industria chimica italiana” “ Oggi al petrolchimico si applicano le leggi nazionali e internazionali che tutelano ambiente e salute.”
Emerge infatti che: tra i lavoratori che si sono costituito come parti lese e parti civili ci sono lavoratori che assunti negli anni ‘70 hanno lavorato solo sugli impianti nuovi del ciclo CVM/PVC e che hanno subito danni accertati da documentazione medica .
Problematiche ambientali rilevate nella bozza di Rapporto ( 16/10/1988) della società America Appraisal incaricata di una valutazione degli impianti nel 1988 in vista della costituzione della Joint Venture Enimont
“…. Relativamente alle emissioni in atmosfera si evidenziano per le alte concentrazioni di inquinanti gli impianti CV6, CV22, CV23, CV24, ……)
Il rapporto affronta anche altre problematiche ambientali alle quali però i responsabili degli impianti forniscono documentazione “insufficiente” , non vengono fornite analisi relative alle acque clorurate inviate all’impianto CS30 per strippaggio e alle acque di processo inviate al depuratore biologico; vengono rilevati problemi anche nella gestione dei “ i rifiuti solidi vengono inviati in parte a discarica non caratterizzata, in parte all’inceneritore Monteco, in parte vengono stoccati provvisoriamente all’interno dello stabilimento……… si raccomanda un’indagine più approfondita sui terreni interni agli stabilimenti Enichem e Montedison utilizzati in passato per lo smaltimento dei rifiuti, onde accertare eventuali pericoli di contaminazione delle falde sottostanti…… ( il documento America Appraisal è stato sequestrato dalla GdF nel corso delle indagini che hanno portato al maxiprocesso Petrolchimico di Porto Marghera)
Fino all’agosto 1995 non fu presentato alcun progetto di bonifica delle aree interne dello stabilimento, e appunto nell’agosto del 1995 Enichem si limitò a denunciare alle autorità competenti l’esistenza delle sole aree n.31 e n.32 come siti contaminati da rifiuti tossico nocivi omettendo ancora una volta di segnalare l’esistenza di tutti gli altri luoghi utilizzati come discariche in passato e accettando che le aree contaminate continuassero a inquinare il terreno e le falde acquifere sottostanti….. ( pag 66 Cronache dalla chimica di Paolo Rabitti)
Inquinamento della laguna
Alla luce degli accertamenti e studi effettuati alla fine del 1996 sia dall’Autorità Giudiziaria che da diverse Autorità Amministrative (Istituto Superiore di Sanità, Comune di Venezia, Magistrato alle Acque di Venezia) hanno tutti confermato il grave inquinamento causato nella zona industriale della laguna di Venezia, inquinamento che accenna a diminuire man mano che ci si allontana dalla “fascia” industriale lagunare. Tale discorso vale anche per l’inquinamento determinato dalla lavorazione e dalla trattazione (in qualsiasi maniera ) del cloro. Negli elaborati tecnici si riportano dei grafici estremamente significativi che costituiscono una sorta di “DNA” o impronta genetica del cloro. Si parla di “ contaminazione della zona industriale dovuta, come risulta dalla caratteristica impronta del cloro che accompagna tutti i sedimenti analizzati in tale zona e dalle verifiche dirette effettuate recentemente sugli scarichi del petrolchimico, all’immissione non controllata di reflui contenenti PCDD(Diossine) e PCDF (Furani) provenienti dagli impianti di produzione del cloruro di vinile e dei composti organici clorurati”
Questi scarichi hanno avuto carattere continuativo fino al 1978 anno nel quale è stato avviato impianto di abbattimento dei composti clorurati organici volatili, che però era inefficace per le emissioni di PCDD e PCDF, che solo nel 1995 l’Enichem ha provveduto a limitare mediante installazione di impianti di filtrazione dei reflui a seguito di un intervento della magistratura penale.
La contaminazione industriale da PCDD e PCDF si è trasmessa dagli scarichi ai sedimenti e dai sedimenti agli organismi viventi ( molluschi e pesci) con gravi contaminazioni della catena alimentare; infatti è da ricordare che molluschi e pesci vengono tutt’ora abusivamente pescati e commercializzati.
Sicurezza nei luoghi di lavoro – Monitoraggio e rilevazione del CVM nei reparti di produzione. Su questo argomento è interessante leggere quanto descritto da Paolo Rabitti nel Libro “Cronache dalla chimica” da pag 98 a pag 103 in reazione alle verifiche effettuate su incarico del gip Casson a giugno e luglio del 1996 negli impianti CV 22/23 e CV24/25 l’impianto automatico di rilevazione risulta starato e modificato e non è in grado di rilevare la reale concentrazione del CVM in aria nei vari punti di rilevamento …… solo dopo queste verifiche della magistratura viene installato nuovo sistema di rilevazione del CVM nei luoghi di lavoro.
E’ questa l’eccellenza e la chimica compatibile certificata dal sindacato dei chimici?
20/05/1998 Al Processo Petrolchimico le aziende offrono 60 miliardi di lire come risarcimento per i lavoratori morti ed ammalati. Nel frattempo in questi giorni ci sono manifestazioni dei lavoratori del petrolchimico in difesa dei loro posti di lavoro e per il 6 e 7 giugno un referendum autogestito con 60 gazebo/urne in città contro le produzioni cancerogene organizzato da ambientalisti e centri sociali; al referendum parteciperanno 20.000 cittadini .
26/06/1998 Ore 4 e 48 – Reparto CV 24 – Fuga di CVM per rottura della guardia idraulica a protezione di una autoclave nella fase di scarico e lavaggio.
E’ uno dei tanti incidenti dei quali l’azienda tenta di non comunicare, ma dei quali veniamo a sapere e che denunciamo con esposto alla Magistratura. Mazzolin e Mara come Medicina Democratica consegnano a Casson esposto durante seduta del processo all’aula Bunker.
28/06/1998 Ore 0 .50 – Reparto CV 22 – Blocco dei reattori di ossiclorurazione , scarico di Mix di reazione dalla candela fredda dopo lo sfondamento della guardia idraulica.
02/07/1998 Reparto CV22/23 – Mille metri cubi di acido cloridrico e azoto escono da un camino dell’EVC in seguito ad un guasto all’impianto CV22/23. Di questo incidente nelle comunicazioni ufficiali non si trova notizia ,che però si acquisisce dalle pagine dei giornali (riepilogo incidenti Gazzettino 10/3/2001 pag II)
03/08/1998 Ore 20 e 26 – Reparto CV24 – Fuga di CVM per rottura della guardia idraulica di protezione di una autoclave nella fase di scarico e lavaggio.
15/08/1998 Ore 4 e 24 – Reparto CV24 – Fuga di CVM per rottura della guardia idraulica di protezione di una autoclave nella fase di scarico e lavaggio.
20/08/1998 Ore 4 e 30 – Reparto CV22 - Si blocca il termocombustore B502 (E79) per 10 ore e per 10 ore si hanno sfiati in atmosfera . Cosa e quanto non viene indicato (CVM? DCE? …?) .
09/09/1998 Ore 16 e 35 – Reparto CV22 – Apertura di una valvola di sicurezza a protezione di una colonna di distillazione con mancato intervento immediato del termocombustore. Dai giornali emerge che è fuoriuscito CVM e viene dichiarato l’errore umano.
22/09/1998 EVC rinuncia al progetto di raddoppio della produzione di PVC e CVM e lancia la proposta di un Bilanciamento delle produzioni; si vuole portare la produzione di CVM a 280.000 tonn/anno e PVC a 260.000 tonn/anno da fare all’interno di un progetto di miglioramenti di sicurezza e impatto ambientale.
13/10/1998 Ore 14 e 5 - Reparto CV24 – Spanto di acqua contaminata da CVM (50 litri). Durata dello spandimento circa due minuti.
17/10/1998 Ore 14 e 20 – Reparto CV23 – Fuori servizio del termocombustore (E79), blocco e ripristino alle ore 15 e 30. Rilascio Dicloroetano e ossido di carbonio.
21/10/1998 I Ministri Lavori Pubblici e Ambiente firmano Accordo sulla Chimica – 1.575 miliardi di lire solo a Porto Marghera
05/11/1998 Ore 12 e 55 – Reparto CV23 - Fuori servizio del termocombustore (E79), blocco e ripristino alle ore 20 e 30. Emissione dichiarata di 65 kg di Composti Organici Volatili ( di cui 3,6 di CVM )
31/12/1998 Ore 16 e 40 – Reparto CV24 - Scatta l’allarme interno per una fuga di CVM di “modestissima concentrazione” a detta dell’azienda, l’allarme rientra alle ore 17 e 12. Le Autorità esterne vengono avvertite con un’ora e un quarto di ritardo e sui giornali è polemica aperta.
