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ECCO LA CITTA’ E IL TERRITORIO CHE VOGLIAMO

Gennaio 1, 2012

Inseriamo il comunicato che ci è arrivato dalle associazioni  che stanno presidiando il dibattito sul nuovo piano di assetto territoriale del comune di Venezia.

SINTESI DI PROPOSTE PER IL DIBATTITO SUL PIANO DI ASSETTO TERRITORIALE E SULLA  NUOVA LEGGE SPECIALE PER VENEZIA
MODELLI DI SVILUPPO SCELLERATI HANNO PRODOTTO LA DEVASTAZIONE AMBIENTALE E SOCIALE CHE È SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI !
SOLO LA PRESA DI COSCIENZA E LA MOBILITAZIONE DEI CITTADINI PUÒ MODIFICARE E MIGLIORARE QUESTA SITUAZIONE.

Le associazioni AmbienteVenezia – Assemblea Permanente NOMOSE -Coordinamento Cittadino contro le grandi navi – Medicina Democratica -Associazione Gabriele Bortolozzo  auspicano l’approvazione di un Piano di Assetto Territoriale  e di una nuova una legge  speciale per Venezia in grado di recepire le seguenti proposte:

Venezia e la laguna sono un bene comune del mondo intero e non una merce e come tale va sottratto alla privatizzazione ed a ogni speculazione. Per la salvaguardia della laguna, oggi soggetta ad un drammatico processo erosivo, che le opere del MoSE rischiano di rendere irreversibile, va redatto un nuovo piano per un riequilibrio idrogeologico e morfologico che inverta i processi in atto che altrimenti a breve la trasformeranno in un braccio di mare.
Il Parco dell’intera laguna potrebbe esserne lo strumento di gestione attiva.

L’attività e lo sviluppo portuale, in un sistema di rete con gli altri porti dell’alto Adriatico  in virtù di una selezione dei traffici e delle carattersiche-dimensioni degli scafi, vanno sempre rapportati con il riequilibrio lagunare.  Navi crociera, petroliere, porta containers, molte delle quali  con stazze già incompatibili con la laguna, diventeranno sempre più grandi e  non possono più attraversarla perché richiedono lo scavo di canali che aumenteranno l’erosione e distruggono la morfologia dei fondali.
In un quadro di differenziazione portuale delle tre bocche ( Lido passeggeri, Malamocco commerciale , traghetti ,Chioggia pescherecci ) è auspicabile la realizzazione di un sistema di strutture a mare con basso impatto ambientale per quelle navi che richiederebbero profondità di canali incompatibile con l’equilibrio lagunare ( un apposito terminal passeggeri in prossimità della bocca di Lido e boe  galleggianti a mare con collegamento pipelines per petroliere e gasiere evitando così attraversamenti lagunari pericolosissimi ).

Il sistema  MoSE è inutile perché esistono efficienti alternative, pericoloso come dimostrano gli studi di “Principia” sul rischio di  tenuta delle paratoie in particolari condizioni di mare, (pericolo di collasso), dannoso e incompatibile con il sistema lagunare e le attività portuali per  le previsioni sul numero delle chiusure e sui danni alle attività portuali e sull’aumento dei livelli di inquinamento delle acque lagunari. Bisogna bloccare i lavori del MoSE, con varianti in corso d’opera, riconvertendo le opere marittime realizzate, attraverso soluzioni progettuali delle bocche sperimentali, graduali e reversibili.  Se il drammatico trend di aumento del livello medio marino risultasse confermato non c’è progetto alle bocche di porto e in laguna che tenga! Bisognerebbe chiudere le paratie quasi tutti i giorni (due volte al giorno d’inverno). Quindi per la riduzione dei livelli di marea in laguna vanno innalzati i fondali alle bocche (che possono ridurre tutte le maree fino a 28 centimetri) e perseguite quelle ricerche sulla iniezione di fluidi negli strati geologici profondi (insufflamento di acqua salata a 700-900 metri di profondità ) volti al sollevamento  di grandi porzioni di territorio. Queste tecniche vengono già utilizzate per immagazzinare ed estrarre gas nei depositi profondi con conseguenti innalzamenti e abbassamenti dei suoli come risulta da una ricerca del dipartimento di Geologia di Padova: con questa tecnica  si può, in 5 anni e in sicurezza, alzare tutta la città fino 35 centimetri.

Il turismo a Venezia da risorsa è divenuto, con i suoi 21 milioni e mezzo di turisti annui (in crescita) una distruzione, anche fisica, della città e l’espulsione continua degli abitanti. E’ necessario non solo un governo dei flussi ma la costruzione di una politica territoriale conseguente (PAT e nuovi strumenti urbanistici) e una revisione radicale della mobilità. Al fine di velocizzare il traffico locale e di decentrare quello turistico vanno ristrutturati in ragione degli utenti (turisti da un lato, residenti, pendolari per lavoro e studenti dall’altro) i punti di penetrazione, d’arrivo e di attraversamento: Fusina, Tessera e Punta Sabbioni per i turisti, metropolitana di superficie (SFRM) e riorganizzazione dei vettori acquei, ove serva con linee veloci con meno fermate, per tutti gli altri. Non é possibile alcuna metropolitana sotto la laguna o la città sia  per la pericolosità distruttiva del fondo (caranto), della morfologia lagunare e delle falde acquee sotterrane. Ma soprattutto perché, di fatto -come dimostrano ormai tutti gli studi- al solo servizio di un aumento turistico incontrollato collegato ad una fermata dell’alta velocità  a Tessera. Un attraversamento in galleria sotto tutta la gronda lagunare del treno per la TAV, è altrettanto distruttivo della metropolitana subacquea.

Una diversa politica territoriale deve innanzitutto bloccare ed invertire la trasformazione della città in un albergo diffuso (hotel, pensioni bed&breakfast) ripristinando le norme che governano i cambiamenti d’uso degli immobili. Debbono essere incentivata invece tutta la residenzialità, sociale e studentesca, con un governo del mercato immobiliare ora selvaggio e devono essere garantite le possibilità manutentive degli immobili di residenza locale con opportune agevolazioni.

E’ necessario  un welfare municipale fiscale che garantisca casa, reddito, cultura e servizi a tutti,  all’insegna di un nuovo patto solidale tra generazioni come il mantenimento e potenziamento delle strutture universitarie legandole alle funzioni della città e incentivandone la distribuzione in ogni sestiere. Venezia deve essere anche città per i giovani ed i bambini con gli opportuni servizi servizi scolastici e culturali: luoghi di aggregazione (non solo di consumo) in spazi (spesso ora dismessi) per il gioco, la musica, il teatro e i concerti e, in genere, le attività autoprodotte.

La democrazia partecipata da esigenza è divenuta una necessità: le decisioni importanti sulle scelte amministrative -soprattutto quelle problematiche- devono prevedere procedure informative fin dall’inizio e di consultazione popolare prima delle decisioni amministrative.

Federalismo solidale, anche fiscale, che non sia un nuovo centralismo delle Regioni, ma una democrazia partecipata a livello di municipi, con piena cittadinanza di tutti, compresi gli immigrati, a cui garantire il diritto di voto amministrativo.

Riconversione produttiva e bonifica dei suoli di Porto Marghera , per insediarvi attività veramente eco-compatibili.  Bisogna cambiare modelli e sistemi produttivi:
•    messa al bando dei cicli produttivi che utilizzano e producono prodotti cancerogeni e genotossici,
•    messa al bando dei cicli produttivi e stoccaggi rientranti nelle “Direttive Seveso”,
•    Incentivazioni ed agevolazioni per attività ecocompatibili rientranti nel settore della “Green Economy
•    Riduzione al minimo e superamento dell’incenerimento dei rifiuti; privilegiando azioni, metodologie e tecnologie miranti alla riduzione dei rifiuti e imballaggi all’origine e  potenziando al massimo la selezione, recupero e riutilizzo.
•    Riduzione al minimo e superamento del sistema di produzione di energia elettrica derivante da carbone e derivati del petrolio; privilegiando la produzione di energia veramente pulita derivante da: solare termico, fotovoltaico, geotermico, eolico e uso delle correnti e onde marine.
•    Incentivazione e agevolazioni per attività relative alle bonifiche, al restauro e difesa del territorio, della laguna e della città storica.
•    Tutti i lavoratori coinvolti nelle chiusure e ristrutturazioni di impianti e cicli produttivi dovranno avere massima garanzie sul mantenimento del  reddito fino al loro reinserimento in altre attività dell’area industriale.
L’area industriale di Porto Marghera bonificata avrà un ruolo strategico fondamentale  per ospitare nuove attività economiche ecocompatibili  e di ricerca per evitare e neutralizzare nuovo consumo di suolo con cementificazioni per progetti estremamente discutibili come:Veneto City, Marco Polo City, Città della Moda.

AmbienteVenezia -  – Medicina Democratica -Associazione Gabriele Bortolozzo
Assemblea Permanente NOMOSE -Coordinamento Cittadino contro le grandi navi

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Cronaca di un disastro ambientale annunciato

Maggio 1, 2011

DISCARICA DI FORNASE – Un disastro ambientale annunciato

La discarica di Spinea sita in via Prati, località Fornase, è stata attiva dal 1991 al 1998 ed è stata realizzata e gestita dall’allora ditta Ecoveneta SpA, ora Integra srl. Dalla chiusura della discarica, numerosi sono stati gli interventi di Ecoveneta per cercare di arginare le ripetute fuoriuscite di percolato, un liquido refluo denso di inquinanti, organici e non, che trae origine dalle infiltrazioni d’acqua tra i rifiuti e dalla loro compattazione.

Ora la Commissione regionale VIA, ha dato corso al progetto di Integra srl (ex Ecoveneta SpA) “per la messa in sicurezza definitiva e contestuale adeguamento del sistema di copertura finale mediante ricarica superficiale con rifiuti inerti” relativo alla discarica di Spinea.
Si tratta di una mera operazione economica volta a coprire i costi delle operazioni di prelievo e raccolta del percolato, mascherata da “messa in sicurezza” che nasconde da una vera e propria riapertura.
Il parere favorevole della Commissione VIA ha aperto la strada al conferimento in loco di oltre 126 mila mc di rifiuti inerti, quali fanghi di dragaggio, terre e rocce di scavo: in altri termini, la discarica potrebbe venire riaperta.

Il sito in questione non sarebbe mai dovuto sorgere in quell’area per la presenza di un corso d’acqua sottoposto a vincolo ambientale e paesaggistico (il Menegon) che ha ripetutamente visto franare i propri argini proprio lungo il lato adiacente alla discarica. Inoltre, a meno di centro metri dal sito, sorge il popoloso quartiere di Fornase e nelle vicinanze corrono la strada provinciale n. 81 e un’importante arteria ferroviaria.

Durante tutto l’iter che ha portato all’espressione del parere della Commissione VIA, il Consorzio acque risorgive, l’ente di bonifica competente per area, non è mai stato interpellato. Il Comune di Spinea, il Comune di Mira e la Provincia di Venezia hanno deliberato parere contrario alla riapertura della discarica; le loro rilevazioni sulle criticità tecniche relative alla tenuta del fondo della struttura ed alla fragilità degli argini del Menegon sono state condivise anche dal dipartimento provinciale ARPAV. In alternativa alla discarica di rifiuti i comitati propongono l’installazione di un parco fotovoltaico: “in questo modo” – sostengono – “si può anche finanziare autonomamente il costo della messa in sicurezza, riducendo al massimo l’impatto ambientale e limitando il peso sopra l’impianto”. Sarebbe questa la soluzione per evitare il potenziale disastro ambientale che prevedibilmente si determinerebbe a causa del crollo delle rive del Menegon.

PATTO DIFESA BENI COMUNI

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Non vogliamo il ciclo del cloro a Marghera

Marzo 4, 2011

Lettera inviata alla GITA, società in trattative per l’acquisto (e potenziale riavvio) di Vinyls a Porto Marghera.

Alla GITA HOLDING e a VINYLS GROUP

PERCHE’ NON VOGLIAMO CHE RIPARTA IL CICLO DEL CLORO A MARGHERA

A voi che state per mettere piede nel Petrolchimico di Marghera inviamo questa lettera per informarvi che non siete i benvenuti per tutti . Nel 2006  i cittadini del comune di Venezia hanno indicato chiaramente a grande maggioranza (l’80 % dei votanti di quel sondaggio/referendum tenuto a luglio) che NON vogliono la permanenza del ciclo del cloro a Marghera per la sua pericolosità sanitaria e ambientale.

-        Siamo convinti e ribadiamo fortemente l’obbligo morale, sociale, politico e costituzionale da parte dei datori di lavoro privati e pubblici di salvaguardare i posti di lavoro per i lavoratori di Marghera. Le forze istituzionali, industriali e finanziarie debbono proporre alternative alla situazione attuale partendo dagli investimenti nelle bonifiche, nella logistica, nelle energie rinnovabili, nella chimica verde (plastiche biodegradabili), ecc., e utilizzando ovviamente gli ammortizzatori sociali. Troppo tempo, addirittura decenni,  si è già perso per mantenere l’esistente mentre in altre situazioni nazionali e internazionali si è riusciti a guardare al futuro e cambiare produzioni. Con la chiusura del ciclo del cloro non è in pericolo la chimica italiana e neppure tutti gli impianti chimici di Marghera (non chiuderebbero cracking, raffineria, Crion, ecc) come qualcuno vuol fare apparire. Per Fiat e Alitalia si riesce a  garantire la riconversione di migliaia di esuberi, qui a Marghera sarebbero 200 persone.

-        Per garantire questo lavoro del ciclo del cloro a 200 persone si mette a rischio la sicurezza di un’area circostante con 300.000 persone residenti più migliaia di turisti al giorno da tutto il mondo. Infatti:

* gli impianti sono fermi da un anno e mezzo e la fase di riavvio sarebbe oltremodo pericolosa per il deteriorarsi delle strutture (Bophal insegna)

* senza l’impianto del cloro-soda, ormai smontato, fino all’avvio del nuovo impianto dovrebbero arrivare navi di dicloroetano (infiammabile, esplosivo e cancerogeno) al porto e sarebbe necessaria una VIA e una Valutazione dei rischi di incidente rilevante per le enormi quantità in gioco con il nuovo cloro-soda; ci sarebbe inoltre un serbatoio di 400 tonnellate di cloro esposto ad attentati ed incidenti

* gli impianti del CVM e PVC a valle del cloro soda hanno 40 anni, sono obsoleti, hanno già avuto incidenti rilevanti negli ultimi 10 anni con fughe di gas cancerogeni e tossici e ci sarebbero enormi serbatoi di stoccaggio di CVM (cancerogeno). Continuerebbe poi l’emissione quotidiana di “piccole“ (?) quantità di cancerogeni autorizzati che, sommandosi giorno per giorno, causano effetti gravissimi sulla salute pubblica

-        l’area a bordo laguna è stata destinata dalla pianificazione regionale ad altre attività e tutti sono concordi per una riconversione industriale della zona privilegiando attività ecocompatibili o creando aree verdi, come previsto dal Piano regolatore di Marghera, a destra del ponte della Libertà specularmente al parco di S.Giuliano

-        dal punto di vista economico-commerciale è una follia credere di riavviare qui gli impianti se non dimezzando i lavoratori e riducendo le spese di manutenzione e sicurezza, imponendo un modello “cinese”, perchè :

* se una multinazionale come Ineos ha deciso che è antieconomico produrre qui, se Vinyls Italia non è riuscita a ripartire, se gli arabi di Ramco hanno deciso di ritirarsi, se 2 concorrenti su 3 dell’ultimo bando hanno detto che è impensabile far ripartire Marghera, qualche problema deve esserci!

* esiste una crisi mondiale del mercato del PVC (dato che è anche difficile smaltirlo perchè produce CVM e diossine e si sono diffusi i “comuni depivicizzati” che boicottano questo prodotto) e il suo prezzo è crollato. Inoltre cresce la concorrenza del PVC prodotto in paesi come la Cina e l’India che occupano sempre più spazi nel mercato globale

* dopo la fermata dell’impianto di Marghera sono stati persi i clienti che si sono già ovviamente rivolti ad altri fornitori, come si pensa di recuperare fette di mercato? Abbassare il prezzo sarebbe  impossibile per i costi di produzione a Marghera

* Marghera non ha più una sezione di ricerca che aggiorni i prodotti, le tecniche produttive, le applicazioni del PVC per cui è destinata a morire a breve termine per mancanza di innovazione

* il sogno del business con una centrale turbogas da 400 MW è una chimera perchè a Marghera si produce già molta più energia elettrica del necessario e si alimenta tutto il Veneto. Con la crisi attuale sono fermi perfino gli impianti esistenti. Inoltre l’inquinamento dell’aria nella nostra area per un centinaio di giorni all’anno è fuori limite per le polveri fini causa di malattie polmonari gravissime e una nuova turbogas accrescerebbe ancora l’inquinamento con ossidi di azoto e polveri fini secondarie.

-        esistono molti altri problemi per gli impianti di Marghera :

* qualsiasi intervento anche di piccola miglioria implica costi di bonifiche elevatissimi, il rifacimento del nuovo cloro soda risentirà di questi costi extra

* gli impianti DL1-2 che producono dicloroetano dal cloro e che sono stati in pratica raddoppiati come produzione nel 2007 attendono ancora una sentenza del TAR per un ricorso delle associazioni ambientaliste per l’incomprensibile e illegittimo non assoggettamento a VIA del potenziamento produttivo

* il bilanciamento del CVM e PVC, cioè il potenziamento produttivo di questi reparti, attende ancora una sentenza del TAR per il ricorso delle associazioni ambientaliste per una illegittima e irrituale autorizzazione di VIA concessa dal Consiglio dei Ministri senza parere del Ministero ambiente e senza presentazione al pubblico del nuovo assetto impiantistico

* in ottobre 2005 la delibera del presidente della Regione che autorizzava l’ammodernamento del cloro soda stabiliva il 31.12.2015 come  limite temporale per la presenza della chimica del cloro a Marghera

* continuano purtroppo le cause civili e penali di singoli lavoratori contro le esposizioni ai cancerogeni CVM e DCE  nei reparti di Marghera, un inesorabile stillicidio di malattie e morti dopo il processo tenutosi anni fa a Mestre conclusosi con la condanna delle multinazionali gestrici degli impianti.  Vi consigliamo di leggere “Processo a Marghera” edizioni Nuovedimensioni e “La fabbrica dei veleni“ di F. Casson. Diventando proprietari di quegli impianti rischiate il coinvolgimento in questi processi

* troppi sono stati gli incidenti nel ciclo del cloro negli ultimi 10 anni con fughe di gas (la più consistente addirittura nel luglio 2006), perdite, incendi e ogni volta sono scattati indagini, processi penali, sanzioni, condanne. Su questo sappiamo che Medicina Democratica vi ha già inviato il Diario degli incidenti. Sono tutti segnali che il rischio di incidente rilevante esiste e cresce con l’invecchiamento degli impianti.

Riteniamo che l’acquisizione a scopi speculativi per ricevere contributi pubblici e poi speculare sulle aree sia immorale e ingiustificabile e questa sembra l’ipotesi più plausibile per l’acquisto del ciclo del cloro da parte di una multinazionale come la Gita che è impegnata praticamente solo nel settore delle centrali elettriche. Si sposterebbe in avanti di qualche anno la data di una riconversione che sarà inevitabile per motivi impiantistici, tecnologici, economici e di sicurezza.

Riteniamo folle ambientalmente e per la sicurezza dell’area che qualcuno intenda riavviare il ciclo del cloro per continuare produzioni nocive e cancerogene a ridosso di un’area densamente abitata, sotto il cono di atterraggio di Tessera, sul bordo di una laguna unica al mondo e dove molto si è già dato in termini di morti e malattie (la nostra area ha record nazionali di tumori delle vie respiratorie).

Noi continueremo la nostra battaglia per la riconversione di Marghera che salvaguardi anche l’occupazione perché salute e ambiente e lavoro debbono e possono convivere. Venezia è un patrimonio dell’umanità e non si può metterla a rischio per una speculazione che si fa scudo della presunta  salvaguardia di pochi posti di lavoro.

Assemblea permanente contro il rischio chimico

Associazione Gabriele Bortolozzo

Italia Nostra di Venezia

Ecoistituto A.Langer

Ambiente Venezia

Medicina democratica nazionale

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Quale Porto Marghera Vogliamo?

Febbraio 18, 2011

Cosa, come, per chi produrre?  Quale chimica?…

Pensiamo sia utilissimo riprendere e rilanciare  un dibattito cittadino che in questi ultimi periodi si è inspiegabilmente anestetizzato e spento; siamo invece di fronte a scelte che condizioneranno in maniera irreversibile il futuro di cittadini, lavoratori  e ambiente per i prossimi 30 o 40 anni.
In questi ultimi mesi sono state presentate alcune Proposte di Nuova Legge Speciale per Venezia e il Comune di Venezia ha avviato l’iter di discussione e poi di approvazione del nuovo Piano di Assetto Territoriale (PAT). Due strumenti, questi, che disegneranno il futuro e il destino del nostro territorio.

Continua ad essere presente nelle pagine dei media locali e nazionali quella che noi consideriamo la tragica “telenovela” del Petrolchimico di Porto Marghera ed in particolare della chimica del ciclo del cloro.  Gli impianti ancora esistenti, vetusti e super sfruttati dal punto di vista produttivo e ormai fermi da diverso tempo, sono in attesa di qualche acquirente che abbia intenzione di investire cifre folli per far ripartire una produzione che, nel sondaggio postale/referendum del 2006, l’80% dei cittadini votanti ha respinto con un secco NO; questo il quesito proposto:

Il ciclo del cloro a Porto Marghera è costituito da alcuni impianti industriali collegati tra loro, costruiti sulla gronda lagunare agli inizi degli anni ’70. Tale ciclo, che ha alla base l’impianto CloroSoda è finalizzato alla produzione di TDI e PVC che prevedono come prodotti intermedi Cloro, CVM, Fosgene.

Volete voi che continuino la produzione e la lavorazione del cloro, del CVM e Fosgene?
SI        NO

I lavoratori chimici che in questi  anni hanno continuato a lottare in difesa dei loro diritti e che sono saliti a più riprese sulle torri/camini presentano giustissime e condivisibili rivendicazioni, come la richiesta di un reddito e di un lavoro sicuri e dignitosi, ma continuano testardamente a voler difendere quel ciclo di produzione  che ha creato enormi danni a lavoratori, cittadini ed ambiente e che continuerebbe ad essere un pericolo ed un rischio per l’intera collettività. D’altronde questa è da decenni la linea di difesa suicida portata avanti dal Sindacato dei Chimici che nella caparbia difesa di quegli impianti dice enormi falsità! Mente in maniera consapevole o inconsapevole quando continua a dire che quegli impianti sono ormai da molti anni sicuri e compatibili con l’ambiente?  Per chi è interessato ad approfondire  riportiamo  in ulteriori post una specie di diario di quanto è successo in questi ultimi 20 anni in questi impianti.
Ci si renderà conto di come i vari padroni che si sono succeduti abbiano gestito in maniera spregiudicata e criminale questi impianti, pensando solo a massimizzare i profitti risparmiando su manutenzioni e sicurezza. L’ovvia conseguenza è stata che questi impianti, che hanno ormai 40 anni,  hanno avuto diversi incidenti, anche in anni recenti, che hanno causato ripetute fughe di varie tonnellate di prodotti cancerogeni che sono ricadute sul territorio circostante. Per questi incidenti dirigenti e tecnici sono stati rinviati a giudizio e condannati.
Dal 1989 al 2006 sono stati sottoscritti lettere d’intenti e accordi della chimica che, se applicati, avrebbero potuto in qualche modo migliorare la sicurezza e le compatibilità ambientali di questi impianti,  ma i padroni hanno applicato ed attuato solo quelle parti che permettevano ristrutturazioni e riduzioni dei costi, senza mai fare quelle modifiche migliorative dei cicli produttivi che avevano promesso.
Ora noi riteniamo che questi impianti, che sono chiusi, debbano essere rottamati e non riavviati magari pensando ad aumenti produttivi.

Per chiudere questa parte introduttiva riportiamo i motivi, esposti dal Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente in un’intervista ad un giornale locale del 12 marzo 2008, per i quali la società Ineos non aveva ottenuto ancora il parere positivo della commissione VIA al progetto di Bilanciamento degli impianti di produzione CVM e PVC: piani di emergenza esterna non aggiornati; certificati di prevenzione incendi inesistenti; autoclavi vecchie di 38 anni che producono rifiuti tossici oltre i limiti previsti; carenze operative e di manutenzione che hanno determinato tra il 2004 e il 2008 otto incidenti alcuni con fughe di gas cancerogeni.

Riportiamo ora le proposte riguardanti Porto Marghera del documento che abbiamo presentato al confronto/dibattito sulle proposte di Legge Speciale per Venezia  tenutosi qualche giorno fa (12.02.2011) allo IUAV di Venezia, proposte che ribadiremo anche nell’ambito del  nuovo Piano di Assetto Territoriale del Comune di Venezia:

•    Riconversione produttiva e bonifica dei suoli di Porto Marghera, per insediarvi attività veramente eco-compatibili.  Bisogna cambiare modelli e sistemi produttivi.
•    Messa al bando dei cicli produttivi che utilizzano e producono prodotti cancerogeni e genotossici.
•    Messa al bando dei cicli produttivi e stoccaggi rientranti nelle “Direttive Seveso”.
•    Incentivazioni ed agevolazioni per attività ecocompatibili rientranti nel settore della “Green Economy “.
•    Riduzione al minimo e superamento dell’incenerimento dei rifiuti; privilegiando azioni, metodologie e tecnologie miranti alla riduzione dei rifiuti e imballaggi all’origine e  potenziando al massimo la selezione, recupero e riutilizzo.
•    Riduzione al minimo e superamento del sistema di produzione di energia elettrica derivante da carbone e derivati del petrolio; privilegiando la produzione di energia veramente pulita derivante da: solare termico, fotovoltaico, geotermico, eolico e uso delle correnti e onde marine.
•    Incentivazione e agevolazioni per attività relative alle bonifiche, al restauro e difesa del territorio, della laguna e della città storica.
•    Tutela per tutti i lavoratori coinvolti nelle chiusure e ristrutturazioni di impianti e cicli produttivi: a questi lavoratori quali dovranno essere date massime garanzie sul mantenimento del  reddito fino al loro reinserimento in altre attività dell’area industriale.

L’area industriale di Porto Marghera bonificata potrà avere un ruolo strategico fondamentale  per ospitare nuove attività economiche ecocompatibili  e di ricerca per evitare e neutralizzare nuovo consumo di suolo con cementificazioni per progetti estremamente discutibili come: Veneto City, Marco Polo City, Città della Moda.

Chiudiamo infine con una frase sentita ad un convegno di Medicina Democratica :
“ Non è mai esistito, ne mai esisterà, un posto di lavoro sicuro perché nocivo ed inquinante.  Dove non si affermano sicurezza e protezione, dell’uomo come dell’ambiente, non si costituiscono certezze occupazionali.  In ogni caso, le produzioni di morte devono essere bandite ed eliminate”.

Siamo convinti che se nel 2006, a fronte dei risultati del referendum  cittadino, politici, imprenditori e sindacati avessero avuto il coraggio chiudere con questa chimica indifendibile ed agonizzante, oggi le bonifiche dei suoli sarebbero in fase ultra avanzata e si potrebbero insediare senza alcun problema attività veramente compatibili.

Domandiamo infine:
- perché a Termini Imerese per la chiusura dello stabilimento FIAT le istituzioni pubbliche e i privati  hanno trovato subito modo di programmare la riconversione e gli investimenti mentre a Marghera è tutto fermo da anni?
- perché in Italia la chimica fine ha avuto uno sviluppo enorme con  boom di esportazione  (vedasi Corriere della Sera del 15-2-2011)  mentre a Porto Marghera vogliamo tenerci la chimica di base (anzi il ciclo del cloro, cioè la peggior chimica di base) che ormai vive solo nei paesi produttori di petrolio ?

AmbienteVenezia – Medicina Democratica – Associazione Gabriele Bortolozzo -  Ecoistituto del Veneto

Assemblea permanente contro il rischio chimico

Diario incidenti e fatti a Porto Marghera – premessa e anni 80

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Diario incidenti e fatti a Porto Marghera – 2006-gennaio 2011

Febbraio 18, 2011

16/05/2006    Il Consiglio Comunale di Venezia Blocca il Referendum per la chimica e lo trasforma in sondaggio postale ai cittadini del Comune

20/05/2006    La Cassazione conferma le condanne ed il verdetto della Corte D’Appello sul processo Petrolchimico – 1 anno e 6 mesi a 5 dirigenti per la morte di un lavoratore  e il pagamento dei danni ai familiari, tutte le altri morti di lavoratori sono cadute in prescrizione.

16/06/2006    Partono le schede per il Sondaggio Postale sulla chimica.  Il quesito è il seguente: “Il ciclo del cloro a Porto Marghera è costituito da alcuni impianti industriali collegati tra loro, costruiti sulla gronda lagunare agli inizi degli anni ’70. Tale ciclo, che ha alla base l’impianto CloroSoda è finalizzato alla produzione di TDI e PVC che prevedono come prodotti intermedi Cloro, CVM, Fosgene.
Volete voi che continuino la produzione e la lavorazione del cloro, del CVM e Fosgene?     SI        NO

06/07/2006    Incidente all’Impianto CV24-25 Ineos ex EVC – Falla ad una guarnizione di un filtro con fuoriuscita dichiarata di circa 8kg di CVM

15/07/2006     Al sondaggio Postale sulla chimica hanno risposto  circa 78mila cittadini e l’80% dei partecipanti si è schierata contro la continuazione del ciclo del Cloro.

24/08/2006    La Dow Chemical comunica agli enti locali l’intenzione di chiudere gli impianti di TDI di Porto Marghera

17/01/2007    Incidente all’impianto CV23 produzione dicloroetano – Blocco del termo combustore per blocco circolazione acqua di lavaggio dei fumi –per 54 minuti

30/01/2007    Avviate le procedure di Bonifica, chiusura e smontaggio degli Impianti TDI di Porto Marghera

05/02/2007    Impianto CV24 – Camini E24 ed E25 messa fuori servizio analizzatori CVM per manutenzione  per 19 ore.

26/02/2007    Impianto CV24 – Camini E24 ed E25 messa fuori servizio analizzatori CVM per guasto

03/04/2007    Un’interrogazione del PRC in Comune di Venezia e in Regione risolleva il caso dell’incidente del 6 luglio 2006 agli impianti CVM/PVC e si solleva il dubbio che non siano fuoriusciti pochi kg di CVM ma alcune tonnellate come sembra essere emerso dalle indagini che sono seguite all’evento .

29/06/2007    La Commissione VIA Nazionale autorizza senza peraltro averlo esaminato  l’aumento della produzione di Dicloroetano dell’impianto DL1-2 da 100.000 a 150.000 tonnellate anno. La commissione comunica che il progetto non è soggetto a procedura di VIA

11/07/2007    Interrogazione in Regione di Bettin sulla fuga del 6 luglio 2006. Forse sono uscite 6 tonnellate di CVM e non pochi kg (170 – 200 kg) come dichiarato da Ineos Evc … La più grande fuga di CVM al petrolchimico. Anche Rifondazione solleva il caso.

08/08/2007    Impianto CV23 –Produzione Dicloroetano – Blocco termo combustore per black out elettrico durata 6 ore – riallineamento off gas e vent gas dopo 6 ore – dichiarata dall’azienda emissioni di 50-60kg di Dicloroetano dal camino E13 (dati sicuramente sottostimati NdR)

11/12/2007    Le associazioni ambientaliste denunciano pressioni politiche sulla commissione VIA che deve valutare il progetto di Bilanciamento CVM-PVC

01/02/2008    Impianto CV23 – produzione Dicloroetano- Blocco termo combustore per blocco alta temperatura. Durata evento 2ore e mezzo- azienda dichiara emissione di 43 kg di Dicloroetano e 12 kg di CVM ( dati sicuramente sottostimati NdR)

05/02/2008    Continua la telenovela infinita intorno alla chimica di porto Marghera: gli ambientalisti denunciano pressioni politiche sulla Commissione VIA che deve valutare il progetto di Bilanciamento PVC-CVM; i lavoratori chimici continuano la mobilitazione con manifestazioni e blocchi stradali; Ineos minaccia di abbandonare Marghera se non ottiene le autorizzazioni.

12/03/2008    In un’intervista alla Nuova Venezia il direttore generale del ministero all’Ambiente spiega i motivi per i quali Ineos non ha ottenuto ancora il parere positivo della commissione VIA ; i motivi sono: Piani di emergenza esterna non aggiornati; certificati di prevenzione incendi inesistenti; autoclavi vecchie di 38 anni che producono rifiuti tossici oltre i limiti previsti; carenze operative e di manutenzione che hanno determinato tra il 2004 e il 2008 otto incidenti alcuni con fughe di gas cancerogeni.

20/03/2008    Il Consiglio dei Ministri approva il Progetto CVM/PVC con alcune prescrizioni. Non sono serviti i molti dubbi tecnici esplicitati dai tecnici del Ministero dell’Ambiente e le opposizioni delle associazioni ambientaliste e delle popolazioni che si erano chiaramente espresse contro la chimica del cloro con il sondaggio postale. PRODI ha deluso ancora una volta la componente ambientalista che ha permesso la sua vittoria alle elezioni.

09/04/2008    Impianto CV24 – operaio durante manutenzione di una valvola viene colpito in faccia da schizzi di acido con effetto di leggera intossicazione pur avendo indossato la maschera.

30/07/2008    Ineos Vinyls approva il bilancio in perdita del 2007 – Annuncia di voler vendere gli impianti italiani e afferma che se entro due mesi non trova chi acquirenti chiuderà gli impianti.

27/09/2008    Compare l’imprenditore Fiorenzo Sartor che vorrebbe acquistare gli impianti CVM/PVC

02/01/2009    Dopo mesi di telenovela sulla vendita a Sartor degli impianti CVM/PVC il 31 dicembre 2008 si è firmato accordo Ineos e Sartor.

14/02/2009    Tutti felicissimi per l’acquisto della chimica del cloro di Sartor …. Berlusconi, Cacciari, Galan, Zoggia, Sindacati …. Tutti Esultano!!!!

31/03/2009    Firma definitiva Accordo Sartor Ineos

21/04/2009    Articoli sui giornali titolano: Già al fallimento la società di Sartor     – Impianti chimici verso la chiusura – Vinyls pronta a portare libri in tribunale – Ennesimo colpo di scena nella tormentata cessione di Ineos.

29/05/2009    La Vinyls di Sartor in mano ai giudici Presentata in tribunale l’istanza di amministrazione straordinaria.

01/08/2009    I giornali danno notizia di una piccola perdita di CVM il 30 luglio all’impianto CV22-23 . Gli impianti sono in stand by da mesi “ gli impianti, purtroppo sono vecchi e la manutenzione non viene più eseguita con la frequenza di un tempo. Si tratta di impianti ad alto rischio”

14/08/2009    Incidente sul lavoro alla Vinyls di Marghera : vittima un dipendente di una ditta di subappalto – cortocircuito, operaio ustionato – le fiamme lo colpiscono a mani e viso, è grave – ricoverato a Padova

25/09/2009    I giornali riportano la notizia di un ricorso al TAR presentato dall’Associazione Gabriele Bortolozzo e dall’Ecoistituto Veneto contro l’aumento di Produzione degli impianti CVM/PVC

15/11/2009    Manifestazione dei chimici per minaccia di CIG alla Vinyls – alcuni operai si arrampicano per protesta sulle torri/camini del CV22 e CV24 – la protesta sulle torri dura 4 giorni.

14/01/2010    Telenovela Vinyls  continua….. forse la società araba Ranko è interessata all’acquisto degli impianti CVM/PVC

18/03/2010    Interrogazione parlamentare del senatore Casson sulla vicenda Vinyls

13/05/2010    Gli arabi della Ranko mollano miseramente trattative Vinyls

04/06/2010    Nuovi controlli dell’ARPAV agli impianti Vinyls di P.Marghera, ispezionati depositi e impianti pericolosi fermi da un anno.

10/06/2010    Petrolchimico a giudizio – Processo per 3 dirigenti Polimeri Europa del 3 luglio 2007 – Principio d’incendio e nuvola tossica – Manifestazioni lavoratori Vinyls fino a piazza S.Marco – croci di legno in Piazza per la Morte dei posti di Lavoro

25/11/2010    Manifestazione dei chimici in CIG di Vinyls – alcuni operai si arrampicano per protesta sulle torri/camini del CV22 e CV24 – la protesta sulle torri dura tutta la giornata

13/12/2010    Manifestazione dei chimici in CIG di Vinyls – alcuni operai si arrampicano per protesta sulle torri/camini del CV22 e CV24 – la protesta sulle torri dura per molti giorni fino a dopo natale – I lavoratori oltre a voler garanzie sul pagamento della CIG chiedono garanzie perché la trattativa con la Holding svizzera Gita interessata all’acquisto degli impianti del ciclo del cloro vada a buon fine . Vogliono che gli impianti che loro considerano sicuri e compatibili dal punto di vista ambientale vengano rimessi in marcia e vogliono tornare a lavorarci .

19/01/2011    Al TAR del Veneto vengono discussi i due ricorsi delle associazioni Gabriele Bortolozzo e Ecoistituto Veneto contro i progetti di Bilanciamento degli impianti di produzione CVM e Pvc e dell’aumento di produzione dell’impianto DL1 e 2 per la produzione di Dicloroetano – la sentenza verrà emessa entro 60 giorni.

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Diario incidenti e fatti a Porto Marghera – 2002-2005

Febbraio 18, 2011

18/03/2002    Reparto CV 22  – EVC – Ore 8 – Manutenzione – Fuori servizio dell’analizzatore dei CO sul forno B 401/E segnalato il

19/3/2002. Il ripristino è avvenuto il 20/3/2002 e comunicato il 21/3.

31/03/2002    Reparto CV 22 – EVC- Ore 8 – Manutenzione – Fuori servizio dell’analizzatore dei CO sul forno B 401/E segnalato il 2/4/2002. Il ripristino è avvenuto il 3/4/2002 alle ore 18.

30/04/2002    Reparto CV 23 – EVC- ore 15e30- Incidente – Fermata per foratura di serpentina caldaia recupero tecnico del termocombustore. Riduzione del carico con fermata di due forni e due reattori. Ventgass all’E13 e offgas al CS28. Riavviamento alle ore 4 del 3/5/2002 con rinvio del ventgas al termocombustore .
Evc dichiara una fuoriuscita di circa 500 chili di clorurati (DCE e CVM) ma si sospetta che i quantitativi siano molto più alti.

22/06/2002    Inizio del Processo per la fuga di CVM dell’8 giugno 1999 dall’impianto CV22/23

15/07/2002    Reparto CV 23 – EVC spa – ore 9 – Manutenzione – Fuori servizio dell’analizzatore di ossigeno sul camino E79. Ripristinato in data 17/7/2002 alle 15:00.

31/07/2002    Reparto CV 23 – EVC spa – ore 15 e 30 – Manutenzione – Dopo aver completato le operazioni di bonifica del reparto CV22/23  per la manutenzione generale sono iniziate le operazioni di fermata del termocombustore. Gli sfiati residui sono stati convogliati al CS28.

11/08/2002    La Commissione VIA in riunione Plenaria boccia per incompatibilità ambientale il piano di EVC di Bilanciamento degli impianti di CVM e PVC di porto Marghera. La commissione VIA articola il suo parere negativo in 145 pagine che verranno sequestrate successivamente dal Giudice Casson per altre indagini che coinvolgono anche gli impianti EVC. Dal materiale sequestrato risulterebbero essere stati fatti  aumenti di produzione non autorizzati (da 175.000 a 250.000 tonnellate) e anomalie impiantistiche realizzate prima di essere valutati dalla commissione VIA (la Nuova Venezia 7 febbraio 2003)

18/08/2002     Reparto CV 22 – EVC spa – ore 10 e 25 – Incidente – Blocco in fase di warmup del termocombustore che ha emesso in atmosfera i prodotti di combustione del solvente (kerosene) per lo più nerofumo. Il blocco è stato eliminato alle 14.30 con l’alimentazione degli off-gas. Viene Classificato con codice relativo a: Errore umano, errata manovra, montaggio errato componenti in fase di manutenzione.

07/09/2002    Reparto CV 22 – EVC spa – ore 11 – Manutenzione – Fuori servizio dell’analizzatore CO e HCl  su camino E79. Ripristinato il 13/9/2002.

21/01/2003    Reparto CV 23 – EVC – ore 9 e 25 – Incidente – Un fuori servizio  dalla rete elettrica di reparto ha comportato l’interruzione dell’alimentazione dei reagenti al reattore di ossiclorurazione, ed il blocco del termocombustore con deviazioni dell’aria di fluidizzazione (vent gas contenenti CVN e DCE) del reattore al camino E 13 fino al riavvio del medesimo. Gli off gas sono stati inviati all’inceneritore del CS28.  Durata Evento 4 ore.

14/03/2003    Reparto CV 23 – EVC – ore 9 e 40 – Incidente – Blocco del termocombustore con scarico all’aria vent gas (camino E13)  e off gas deviati all’inceneritore CS28. Marcia ripresa alle ore 13 . Off gas e vent gas riallineati  all’inceneritore CS 28 dalle 15 e 30 . durata incidente 3 ore e 20.

03/04/2003    Reparto CV 23 – EVC – ore 2, 00 – Incidente – Un fuori servizio  dalla rete elettrica di reparto ha comportato fuoriservizio non meglio specificato con riparazione entro il giorno 5aprile. Dunque 48 ore nelle quali si dichiara attuato piano di campionamento ed analisi fino a riparazione del danno. Quali sono stati i risultati delle analisi? C’è stata solita deviazione a camino dei Vent Gas e Off Gas?

10/04/2003    Reparto CV 23 – EVC – ore10 e 15 – Incidente – Blocco del termocombustore con scarico all’aria vent gas (camino E13)  e off gas deviati all’inceneritore CS28.
Marcia ripresa alle 12 e 30 e il riallineamento  dei gas all’inceneritore CS 28 c’è stato alle 14 e 30.

25/05/2003    Il gruppo PRC della Provincia di Venezia presenta un documento con valutazioni negative ed emendamenti contro il progetto di Bilanciamento degli impianti EVC.

11/06/2003    Reparto CV 22/23 – EVC- Ore 23 e 05 – Incidente – Fermata del termocombustore per blocco fornitura energia elettrica; come al solito vent gas all’aria e off gas al CS 28. Durata fuoriservizio 5 ore.

20/09/2003    Reparto CV 22/23 – EVC – Ore 9 e 35 – Incidente – Guasto ad un elemento elettrico pneumatico di controllo; come al solito vent gas all’aria tramite E13 e off gas al CS 28. Durata fuoriservizio 6 ore.

24/09/2003    Reparto CV 22/23 – EVC – Ore 18 e 05 – Incidente – Fuoriservizio e blocco del termocombustore ; come al solito vent gas all’aria tramite E13 e off gas al CS 28. Durata fuoriservizio 2 ore.

28/09/2003    Reparto CV 22/23 – EVC – Ore 3 e 40 – Incidente – Black Out Nazionale – Fermata termocombustore – Secondo relazione tecnica presentata nessuna emissione  anomala ???!!!!???? Durata evento 15 ore

23/10/2003    Processo all’EVC  per la maxifuga di CVM al Cv22-23 dell’8 giugno 1999 – il legale di EVC tenta di scaricare tutte le responsabilità sull’errore umano di un lavoratore dell’impianto che non aveva capito un ordine e aveva sbagliato l’operazione – Solite e puerili scuse, si tenta come al solito di scaricare le colpe sui più deboli!

24/10/2003    Processo all’EVC  per la maxifuga di CVM al Cv22-23 dell’8 giugno 1999 –Condanna a otto mesi di reclusione per i vertici di Evc Italia (4 dirigenti) per la fuga di circa tre tonnellate di cloruro di vinile monomero da un impianto del Petrolchimico del 8 giugno 1999. L’azienda è anche condannata ad un risarcimento dei danni per 457.500 euro

05/11/2003    Processo per la fuga del 9 marzo 2001 all’impianto CV22-23 – Il Giudice Manduzio ha accolto la richiesta del gip Casson di rinviare a giudizio di 5 dirigenti e tecnici e ha fissato la prima udienza del processo che inizierà il 17 febbraio 2004 – secondo l’accusa “nelle rispettive qualità e secondo i rispettivi ruoli i cinque, omettevano di collocare o far collocare apparecchi e segnali idonei e adeguati, destinati a prevenire disasti ed infortuni”

13/11/2003    Reparto CV 22/23 – EVC – Ore 14 e 32 – Incidente – Blocco termocombustore; come al solito vent gas all’aria tramite E13 e off gas al CS 28.
Durata fuoriservizio 3 ore

20/01/2004    Aula Bunker di Mestre – Prima udienza del Processo di Appello Petrolchimico.

08/02/2004    Le nuove udienze del processo di appello al Petrolchimico riaccendono le polemiche: EVC dichiara: “…i nostri impianti sono sicuri e conformi alle direttive europee….. le nostre certezze si basano su dati scientifici certi e controllabili”(Diego Carmello direttore stabilimento EVC di P.Marghera sulla Nuova Venezia)
Manifestazioni lavoratori chimici in difesa degli impianti e delle Produzioni …. Ambientalisti mobilitati contro la chimica di morte.

06/03/2004    Sui giornali viene pubblicata indagine del magistrato alle Acque di Venezia sull’inquinamento delle acque nei canali industriali di Porto Marghera. La penisola della chimica continua ad avvelenare la laguna. Oltre ai normali scarichi considerati “controllati” di CVM e altri inquinanti del ciclo del cloro vengono rilasciati dai suoli contaminati delle industrie chimiche sostanze che attraverso le falde arrivano in laguna.

06/04/2004    Manifestazioni e blocchi stradali dei lavoratori chimici in difesa del ciclo di produzione PVC-CVM e in appoggio del Progetto di Bilanciamento Produttivo.

24/05/2004    Audizione della Commissione Regionale VIA – Palazzo Linetti – Venezia  Vengono presentate alla commissione le osservazioni contro il progetto di ampliamento dell’impianto EVC di produzione CVM/PVC ; tra gli altri presentano le osservazioni Luciano Mazzolin per il gruppo PRC della Provincia di Venezia e per Medicina Democratica e agenzia Coorlach; Beatrice Bortolozzo e Franco Rigosi per Associazione Gabriele Bortolozzo; intervengono inoltre anche rappresentanti Assemblea Permanente contro il Rischio Chimico.

20/07/2004    INEOS Vinyls Italia S.p.A. Reparto CV 25 Essicamento e stoccaggio PVC – INEOS Vinyls-
Ore 22.00 – Manutenzione     – Fuori servizio per manutenzione dello spettrometro analisi CVM all’emissione Funzionalità ripristinata il 31/07/2004

05/08/2004    Reparto  CV 23 – Produzione Dicloroetano – INEOS Vinyls – Ore 22.00 Incidente – Cedimento elemento strutturale, rottura guarnizioni, avaria pompe, precaria manutenzione.    ”Rottura su linea di adduzione DCE dal Parco Serbatoi Sud di Polimeri Europa.
Versati 150 m3 di acqua contenenti circa 100 kg di DCE. Presenza di vapori di DCE nell’ambiente circostante rilevati dalle sonde. Nei giorni successivi dai giornali emerge la notizia di un’indagine della magistratura per accertare le cause dell’incidente.

13/08/2004    Articolo della Nuova Venezia titoli : “ Petrolchimico – Tre chilometri di tubi a rischio” Gli ispettori ASL all’EVC: “ per continuare a produrre sostituite le condutture”

06/10/2004    Continua il Processo EVC per la fuga del 9 Marzo 2001

15/10/2004    Reparto CV 23 Produzione Dicloroetano – INEOS Vinyls – Manutenzione Fuori servizio analizzatore CO e HCl di E79 Ripristinati con comunicazione del 15.03.2005

20/10/2004    Il Gip Casson ha aperto un’indagine nei confronti di 6 tra dirigenti e tecnici EVC per l’incidente del 5 agosto 2004 – da uno squarcio di oltre 3 metri aperto su una tubatura aerea sono fuoriusciti 15000 litri di acqua miscelati con 100kg di Dicloroetano(cancerogeno).

28/10/2004    Il Magistrato alle Acque ha presentato i dati rilevati dai deposi metri installati in punti strategici della laguna, questi strumenti hanno rilevato che nei giorni a cavallo della fuga di dicloroetano dalla tubazione che collega l’impianto CV22-23 al parco serbatoi avvenuta il 5 agosto 2004, sono ricadute diossine nel territorio che provengono inequivocabilmente dal ciclo del cloro che da origine alla produzione del CVM,del PVC, del fosgene e del TDI.

26/11/2004    Parte la raccolta di Firme per il Referendum – Per una Marghera senza rischio chimico

15/12/2004    Si chiude il Processo di appello Petrolchimico con la lettura della sentenza.  La sentenza presenta alcuni punti positivi anche se non accoglie tutte le tesi accusatorie. Ci sono alcune condanne: 1 anno e 6 mesi di reclusione ciascuno a 5 dirigenti per la morte di un lavoratore Tullio Faggian non caduta in prescrizione; vengono condannati a pagare i danni ai parenti della vittima e a pagare le spese legali del processo; tutti gli altri capi di imputazione decadono solo per “intervenuta prescrizione”. In parte la sentenza del primo grado totalmente assolutoria viene rivista e modificata.

22/03/2005    Reparto CV 23 Produzione DCE    INEOS Vinyls ore    11.30    Incidente        Cedimento elemento strutturale, rottura guarnizioni, avaria pompe, precaria manutenzione.    Spanto di 1-2 m3 di DCE
07/04/2005    Reparto CV 23 Produzione DCE    INEOS Vinyls Manutenzione
Fermata programmata CV22/23 fino al 28/04/2005

03/05/2005    Reparto CV 23 Produzione DCE    INEOS Vinyls ore    9.45    Incidente
Nessuna emissione anomala per azzeramento portata vent gas e contenimento off gas nei collettori

04/05/2005    I giornali Locali danno la notizia di un balck out elettrico che ha coinvolto tutto il petrolchimico che ha mandato in tilt tutti gli impianti di produzione del petrolchimico con l’accensione delle fiaccole che hanno bruciato sostanze tossiche – decine di telefonate di cittadini a protezione civile e vigili del fuoco preoccupati per l’evento -  le fiaccole accese sono quelle degli impianti di EVC e del Craking- i fumi di combustione sono stati spinti dai venti in direzione di Venezia e del Lido
04/05/2005    Reparto CV 23 Produzione DCE    INEOS Vinyls ore 10.30    Incidente
Nessuna emissione anomala per azzeramento portata vent gas e contenimento off gas nei collettori

07/07/2005    Reparto CV 23 Produzione DCE    INEOS Vinyls     Incidente
Fuori servizio strumentazione, del DCS, mancanza di energia elettrica o vapore.    Fuori servizio analizzatore CO e HCl all’E79

11/10/2005    La commissione Regionale VIA “approva” il Progetto di rifacimento dell’impianto CloroSoda. Ma il presidente della Regione Galan temporeggia e non firma la delibera motivando: “ La chimica continua a rappresentare una grave minaccia per ambiente e salute, bisogna darsi un orizzonte temporale entro il quale progettare quanto di meglio e nuovo può essere fatto in campo urbanistico, architettonico e Ambientale”  . Intanto i lavoratori del Petrolchimico continuano la mobilitazione in difesa della chimica di Porto Marghera.

20/10/2005    Il Presidente della Regione firma la delibera per l’ammodernamento dell’impianto CloroSoda approvato in commissione VIA con 11 prescrizioni e 2 raccomendazioni. Ma la delibera stabilisce un termine il 31/12/2015 alla presenza della chimica del Cloro a Porto Marghera . I Lavoratori chimici continuano le loro mobilitazioni .

16/11/2005    Reparto CV 23 Produzione DCE    INEOS Vinyls INEOS ore 19.10
Incidente    Fuori servizio strumentazione, del DCS, mancanza di energia elettrica o vapore.    Nessuna emissione anomala per azzeramento portata vent gas e contenimento off gas nei collettori. Termocombustore rimesso in marcia alle ore 20.30

23/12/2005    Le pressioni delle Lobbies chimiche a Roma e a livello locale ottengono il risultato di spostare al 2018-2020 la data per la presenza della chimica del cloro a Marghera. Il 27 dicembre viene firmata la delibera; ora l’autorizzazione finale passa al Ministero dell’Ambiente.

Diario incidenti e fatti a Porto Marghera – 2006-gennaio 2011

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Diario incidenti e fatti a Porto Marghera – 2000-2001

Febbraio 18, 2011

18/01/2000    Reparto CV23 – ore 15e45 manutenzione- Fuori servizio dell’analizzatore dell’ossigeno in continuo del termocombustore (E79)

19/01/2000    Reparto CV23 – ore 21 e 28 Manutenzione- Deviazione degli sfiati al camino E13 per blocco della colonna lavaggio  fumi del termocombustore(E79). Deviazione fino alle 5. L’impianto al minimo tecnico. Dopo gli sfiati inviati al CS28. Sostituzione degli anelli, ripristinata il 24/01/2000 alle 12.

18/02/2000    Reparto CV23 – ore 10 Manutenzione – Sporcamente della finestra di trasmissione raggi IR. Reinserimento avvenuto il 24/02/2000

27/02/2000    Reparto CV22 – ore23 e 29 Incidente – Apertura valvola di sicurezza su colonna di assorbimento acido cloridrico dal CVM. Probabilmente errore di manovra su cambio serbatoio CVM da parte di Enichem. Verifica in corso. Quantità stimata di prodotto emesso dalla guardia idraulica, circa 8 kg di CVM e azoto.

22/07/2000    15 dirigenti di Enichem, EVC e Ambiente chiedono il patteggiamento per l’indagine del PM Ramacci che nel 1998 aveva sequestrato lo scarico SM15 per inquinamento delle acque della laguna (diossine, composti clorurati e metalli pesanti)

AGOSTO 2000    INCIDENTE TACIUTO in base alle nuove disposizioni del Prefetto. Presso reparto dell’EVC foratura di una colonna e fuoriuscita di DICLOROETANO (prodotto cancerogeno) non si conosce ne il giorno ne la quantità di prodotto disperso!

04/09/2000    INCIDENTE TACIUTO in base alle nuove disposizioni del Prefetto. Presso reparto dell’EVC viene tagliato un tubo che contiene ancora prodotti tossici, viene fatto evacuare tutto il personale dell’impianto e delle imprese. Non si conoscono altri particolari.

11/09/2000    Viene presentata Relazione sulle “caratteristiche degli scarichi idrici dell’area di Porto Marghera. Acque” realizzata dalla Sezione antinquinamento del Magistrato alle Acque diretto dal dott. Giorgio Ferrari. In sintesi ci sono 19 scarichi sempre attivi e altri 100 che entrano in funzione solo per situazioni particolari ed eccezionali. Si riversano ogni anno un miliardo e settecento milioni di metri cubi di reflui, la maggior parte di essi sono acque di raffreddamento. Gli scarichi vengono depurati ma nonostante questo una notevole quantità di inquinanti entra nel sistema lagunare, si calcola un totale di 32000 tonnellate di prodotti vari.
Riportiamo di seguito un elenco di prodotti e relative tonnellate anno:
Azoto 450 ton; Fosforo 14 ton; Floruri 328 ton; Solfati 23.869 ton; Ferro 54 ton; Zinco 12 ton; Nichel 1 ton; Cloro 19 ton; Cadmio 63kg; Arsenico 131kg; Cromo 258kg; Mercurio 8kg; Piombo 313kg; Rame 394kg; Solidi Sospesi 1160 ton; Sostanze oleose totali 73 ton; Composti Organici totali 4 ton.
Relazione 1999 visionabile nel sito www.magisacque.it

19/09/2000    Tavola Rotonda – conferenza Stampa nella sala Comunale di Mestre su: Petrolchimico e Montefibre di P.Marghera – Impianti obsoleti, mancanza di manutenzioni, inquinamenti ambientali, esposizioni lavorative ai cancerogeni: le responsabilità aziendali per la malattia e la morte operaia.
Intervengono:
Luigi Mara Medicina Democratica; Gianfranco Bettin Prosindaco di Mestre; Luigi Scatturin avvocato di parte civile; Gianni Sgnaolin sindacato Allca-Cub; Franco Rigosi e Luciano Mazzolin Associazione G.Bortolozzo; Paolo Cacciari Rifondazione Comunista.

26/09/2000    Chiuse le indagini del PM Casson sulla fuga di 3 tonnellate di CVM dall’impianto CV22/23 dell’ 8 giugno 1999, con la richiesta di rinvio a giudizio di 7 tra dirigenti e tecnici. Gli indagati oltre ad aver denunciato in ritardo l’incidente, hanno tentato di sottovalutare l’evento e hanno occultato e distrutto documentazione tecnica delle rilevazioni della fuga. Durante le udienze del processo emerge che la diossina emessa durante questo evento( ma anche in quello del 1998) venne rilevata in un’area vastissima che va da Valle Figheri, Dogaletto e Giardini della Biennale a Venezia.

28/09/2000    Reparto CV23 – ore 8 manutenzione – Fuori servizio dell’analizzatore del tenore di ossigeno dei fumi all’uscita del termocombustore E79. Probabile reinserimento entro una settimana. In funzione comunque lo stesso strumento in camera di combustione, mentre sui fumi si analizza in discontinuo con un’analisi ogni 3 giorni. Ripristinato il 4/10/2000 alle ore 16.

08/11/2000    Reparto CV23 -. Ore 18 e 34 Manutenzione. Manutenzione straordinaria dell’analizzatore del CO e dell’HCL. L’analizzatore dell’ossigeno continua regolarmente. Reinserito alle ore 10 del 10/11/2000.

22/12/2000    Reparto CV23 – ore 14 Manutenzione. Fuori servizio dell’analizzatore del tenore di CO nei fumi del termocombustore E79. Ripristinato il 27/12/2000 alle ore 12.

09/03/2001     Reparto CV23 – ore 9 e 45 Incidente – Foratura di una tubazione della rete degli sfiati acidi in zona 800 con fuoriuscita di gas acidi per acido cloridrico. Quantità stimata 37 kg di HCl.
Nota: cedimento elemento strutturale, rottura guarnizioni, avaria pompe, precaria manutenzione

09/03/2001    Reparto CV22 – ore 9 e 45 Incidente – Foratura tubazione rete di raccolta sfiati acidi per acido cloridrico con fuoriuscita in atmosfera. Rottura nei pressi dell’assorbitore D805. Stimata una fuoriuscita di circa 40 kg di acido cloridrico e azoto.
Qui finisce comunicazione aziendale, quello che sembra un insignificante incidente nel territorio fa nascere il caos senza che vengano suonate sirene o che vengano dati segnali di preallarme.
Qualche dipendente del reparto avverte via telefono la scuola dove c’è il figlio e inizia il tam tam caotico e incontrollato. In alcune situazioni è il vero e proprio panico.
I giorni successivi vengono riempite pagine intere di giornali, la polemica è totale ancora una volta è evidente che il sistema di allarme e comunicazione è del tutto inadeguato.
Viene aperta un’indagine dalla magistratura e il giudice Casson affida a dei periti del tribunale le verifiche impiantistiche. Ci sarà poi il rinvio a giudizio di 5 responsabili EVC.

11/03/2001    Reparto CV22 – ore 11 Manutenzione- Fuoriservizio dell’analizzatore del CO sul forno B401/E. Il ripristino è avvenuto il 23/03/2001.

05/05/2001    Danni anche fuori dalle fabbriche – Dall’Aula Bunker di Mestre il giudice Casson  afferma che anche le popolazione che risiedono intorno alle fabbriche potrebbero essere soggette al rischio CVM. Questo allarme e l’indagine partita a Mantova sulle morti da tumore causate dalla diossina dell’inceneritore industriale, dovrebbero dare un’accelerata all’indagine epidemiologica che stenta a partire e richiesta ormai da anni da : Medicina Democratica, Associazione Bortolozzo, diversi comitati locali e da Rifondazione Comunista.

10/05/2001    Processo Petrolchimico – Da indagine del Corpo Forestale dello Stato in 8 pozzi a Malcontenta, Marghera, Mira, Campagna Lupia emerge uno stato di grave inquinamento per sostanze cancerogene tra cui CVM, Dicloroetano, e altri prodotti tossici.

11/05/2001    Reparto CV23 – ore 10 e 05 Incidente – Repentina variazione sul collettore di raccolta sfiati e deviazione dei gas automatica all’E13 che ha scaricato in atmosfera per circa 20 minuti. Stimata fuoriuscita di circa 45 kg di DCE
Note: Anomalie di processo con intervento automatico dei dispositivi di sicurezza (intasamento filtri, colonne, ecc)

25/05/2001    Reparto CV23 –ore 14 e 30 Incidente – Blocco improvviso del termocombustore, i vent gas sono stati deviati all’E13 mentre gli off gas al combustore del CS28. Il ripristino è avvenuto dopo circa due ore. L’azienda stima una fuoriuscita in atmosfera di 460 kg di DCE
Note: Anomalie di processo con intervento automatico dei dispositivi di sicurezza (intasamento filtri, colonne, ecc)

30/05/2001    Concluso Processo sull’inquinamento della laguna tramite lo scarico SM15 (gip Ramacci Luglio 1997) con il patteggiamento di 15 dirigenti e tecnici con multe di 6milioni e mezzo a testa. Tra i condannati Gaiba Responsabile dell’impianto CV22/23, Mariotti direttore dell’EVC di P.Marghera e Petulla Responsabile Ambiente EVC.

05/06/2001    Reparto CV23 – ore 15 e 10 Incidente  – Blocco improvviso del termocombustore, i vent gas sono stati deviati all’E13 mentre gli off gas al combustore del CS28. Il ripristino è avvenuto alle 16e37. Il 18/6 arrivano ulteriori informazioni; il blocco è stato causato dalla sostituzione di una valvola addetta alla regolazione del metano al termocombustore che aveva  precedentemente dimostrato un problema di controllo.
Nota: cedimento elemento strutturale, rottura guarnizioni, avaria pompe, precaria manutenzione

06/06/2001    Reparto CV23 – ore 13 Incidente – Blocco del termocombustore a causa di un disservizio del regolatore di livello di minima della colonna di lavaggio dei fumi in uscita al camino E79. Probabile causa del problema  la presenza di sali sull’apparecchio che ha causato il blocco. Il blocco è durato fino alle 15 circa, la quantità stimata di DCE all’atmosfera è stimata in 28Kg
Nota: cedimento elemento strutturale, rottura guarnizioni, avaria pompe, precaria manutenzione

14/06/2001    Interpellanza di Rifondazione Comunista in Provincia, Comune di Venezia e Regione su: Emissioni di prodotti cancerogeni dai camini E13 di EVC e avvio dell’indagine epidemiologica sugli effetti delle ricadute di sostanze emesse dalla zona industriale di P.Marghera.
Partendo da alcuni dati tecnici illustrati da EVC nella sua richiesta di potenziamento degli impianti presentata alla commissione VIA Regionale, emerge  quando si blocca il termocombustore degli impianti EVC una parte  di fumi escono senza alcun trattamento dal camino E13 con un flusso che varia da 70 a 220 kg ora di clorurati; ora prendendo questi dati ed applicandoli al solo episodio di fuoriservizio del 19/1/2000 in cui il termocombustore è stato bloccato per 110 ore emergerebbe che siano stati emesse dalle 7 alle 21 tonnellate di clorurati che contengono in prevalenza DCE prodotto cancerogeno.
Visto che i casi di disservizio di questo termocombustore si susseguono con una certe frequenza nell’interpellanza si chiede l’introduzione di modifiche tecniche per far si che le emissioni di cancerogeni finiscano.
Si ricorda che per il disservizio dell’8/7/99 in cui uscirono 3 tonnellate di Cvm ci fu un’indagine ed un rinvio a giudizio.

25/06/2001    Intervista sul Gazzettino a Corrado Clini attuale direttore generale del Ministero dell’Ambiente e responsabile di Medicina del lavoro a P.Marghera a cavallo degli anni 70 e 80.
Titolo: “Procura, Uls e autorità hanno ignorato le denuncie di rischio cancro nelle fabbriche”
Riportiamo solo alcuni stralci:
“…… avevamo segnalato a ripetizione, dal 1978 al 1982 e negli anni seguenti tutti i rischi di un’epidemia diffusa nella zona industriale da sostanze chimiche……    alla Procura, all’Uls, a tutte le autorità che avevano competenza……  non hanno fatto niente di pratico.     ……..          Dico di più, nonostante in tanti sapessero non è cambiato niente. Ma il pericolo è vivo ancora adesso, non solo a P.Marghera ma in tutto il paese.
…..nella zona industriale veneziana c’erano 8 delle 18 sostanze sicuramente cancerogene conosciute al mondo.    …..”

28/07/2001    Reparto CV 22 – ore 10 e 49 Incidente – Durante le operazioni di manutenzione programmata dell’impianto si è verificato uno sfondamento della guardia idraulica P705/A. Durata dell’evento di due minuti con emissione dal camino E10 di azoto, con HCl acido cloridrico e tracce di CVM.
Inviata il 30/7 relazione sull’evento in cui vengono stimate le emissioni di 1,3Kg di CVM e 0,5 Kg di HCl
20/09/2001    Tribunale di Venezia – Udienza per il processo preliminare per la fuga di 3 tonnellate di CVM avvenuta l’8 ottobre 1999 dagli impianti EVC di Porto Marghera – Il giudice Carla Maria Majolino ha accolto la costituzione di parte civile di  Comune, Provincia, Regione , Ministero dell’Ambiente e Medicina Democratica .
La prossima udienza è fissata per il 18 gennaio 2002.

25/09/2001    Reparto CV23 – ore 21 e 20 Incidente – Blocco per cause in via di accertamento del termocombustore. Riduzione di carico con fermata di due forni e due reattori. Ventgas all’E13 e offgas al CS28.  Riavvio alle 23 e 20 con rinvio dei ventgas al termocombustore.

11/10/2001    Aula Bunker di Mestre – Processo petrolchimico – Replica del PM Casson alle tesi dei difensori degli imputati. “Questo è un disastro dell’era moderna, di fronte al quale è difficile fare indagini, ma non mancano certo le norme che lo sanzionano. L’accusa di disastro si fonda sul numero dei morti che continua a crescere, sul pericolo per l’incolumità causato anche alla popolazione, sui danni provocati all’ambiente al punto tale da avvelenare la catena alimentare in particolare tramite le vongole.

12/10/2001    Reparto CV 23 – ore 9 Manutenzione – Fuori servizio dell’analizzatore di ossigeno sul camino E79. Ripristino in data 15/10.
17/10/2001    Presentato dal Comune di Venezia il SIS Sistema Informativo ambientale Suolo.
Uno studio dettagliato delle concentrazioni degli inquinanti nel suolo e sottosuolo della penisola chimica di Porto Marghera.
Risultati:
1100 ettari di terreno inquinato (50%del totale) e 270 ettari di canali industriali.
Sono state effettuate 1149 perforazioni (carotaggi) 262 ettari hanno rilevato concentrazioni superiori ai limiti di legge.
Nella falda superficiale in alcune zone c’è una concentrazione di CVM che arriva 20.000 volte superiore ai limiti.
In prima falda per i clorurati si arriva al superamento con concentrazioni superiori  a 32000 volte.
Confermata la connessione tra falda superficiale e prima falda in pressione con travaso degli inquinanti in canale industriale ovest.
Concentrazione di metalli pesanti nei suoli alla profondità di 2 – 5 metri in alcuni casi con superamenti di oltre 100 volte i limiti.

02/11/2001    Aula Bunker di Mestre ore 16 – lettura sentenza del Processo Petrolchimico, entrano puntualissimi in aula i giudici Salvarani, Manduzio e Liguori, e con velocità paurosa (4 minuti) leggono sentenza di assoluzione totale nei confronti di tutti gli imputati, rigettando tutti i capi di imputazione, girano i tacchi ed escono in una sala attonita che non ha il tempo nemmeno di reagire prontamente tanta è la sorpresa ed il dolore. Ci vuole qualche minuto per rendersi veramente conto di quanto sta succedendo e per reagire in qualche modo.
Le reazioni di sgomento, sdegno, condanna, rabbia prenderanno le pagine di tutti i giornali italiani per molti giorni.
Riportiamo solo alcuni titoli di articoli:
Libertà di uccidere; La vita vale meno dello sviluppo; Li hanno uccisi una seconda volta; Vergogna! Assassini!; Suicidio di massa! Marghera non sussiste.; Giustizia di classe; La vergogna del Petrolchimico;

03/11/2001    Sui giornali compare la notizia dell’accordo raggiunto qualche giorno prima della sentenza tra Stato e Montedison che si accordano per una sanatoria totale di 525miliardi contro qualsiasi rivalsa di danni sul passato. La sproporzione è allucinante, durante la requisitoria finale l’Avvocatura di Stato aveva richiesto la cifra di 72.000 miliardi per i danni subiti. Nonostante sia evidente la sproporzione ed il ridicolo molti ritengono la cosa come una vittoria.

29/11/2001    In due giorni vengono raccolte 20.000 firme di cittadini per il Processo di Appello sul Petrolchimico

Diario incidenti e fatti a Porto Marghera – 2002-2005

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Diario incidenti e fatti a Porto Marghera – 1999

Febbraio 18, 2011

20/02/1999    Vigili Provinciali e Corpo Forestale dello Stato denunciano Enichem per depositi di rifiuti non autorizzati all’interno del Petrolchimico. Nelle vicinanze dell’ex impianto CV 15 erano state scavate buche e vi era stato versato dentro rifiuti non meglio precisati senza alcuna autorizzazione.

24/02/1999    Ore 12 – Reparto CV24 – Piccola fuga di CVM da una tasca termometrica sul reattore n°13 (nuovo) segnalata dallo spettrometro di massa. Modifica meccanica sulla tasca anche sul reattore n.12.

24/04/1999    Ore 17 e 03 – Reparto CV24 –Fuga di CVM dalla polimerizzazione vicina al reattore n°5. Quantità stimata 100 gr di CVM. Causa della fuga : mancata tenuta della valvola a sfera tra autoclave e sistema del telescopio di lavaggio. L’azienda comunica che si è trattato di una modesta quantità  senza conseguenze per i lavoratori.   Forse è vero ma gli incidenti in questo reparto continuano con una frequenza molto sospetta.

14/05/1999    Ore 8 – Reparto CV22 – (manutenzione) Fuori servizio dell’analizzatore automatico di ossigeno.  Durante il periodo di manutenzione si effettueranno analisi in discontinuo con frequenza settimanale.

24/05/1999    Ore 8 – Reparto CV23 – Deviazione degli sfiati al camino E13 per procedere alla manutenzione sul termocombustore relativo al camino E79. Durata delle operazioni circa 24 ore, l’impianto è a carico ridotto per minimizzare le emissioni.

08/06/1999    Ore 20 e 20 – Reparto CV22 – Apertura valvola di sicurezza sul filtro a carboni attivi D505 purificazione finale CVM. In candela (E10) circa 900 Kg di CVM. Causa allarme di livello in colonna C504 ignorato dagli operatori. (Questa è la versione aziendale dell’incidente in parte taciuto che diventerà di dominio pubblico solo in data 12/06/99)

11/06/1999    Ore 9 – Reparto CV23 – – Deviazione degli sfiati al camino E13 per procedere alla manutenzione sul termocombustore relativo al camino E79. Durata delle operazioni circa 5 ore, l’impianto è a carico ridotto per minimizzare le emissioni.

12/06/1999    Gli stessi giornali che avevano dato spazio alle affermazioni del Direttore Raimondi il giorno prima rivelano che l’8/6/99 alle ore 20 e 20 al CV22 è fuoriuscita senza che nessuno allertasse nessuno una tonnellata di CVM puro dal camino spento.
La sputtanata è evidente e non ha bisogno di commenti !!!!
Ma successivamente la polemica che si sviluppa fa emergere che oltre alla tonnellata emessa in atmosfera (qualcuno la considera innocua: sindacalisti vari, e industriali) nel forno inceneritore di reparto sono andate a finire altre tre tonnellate che nessuno aveva dichiarato. Parte inoltre la solita indagine della Magistratura che porterà poi ad un rinvio a giudizio i responsabili di EVC.

23/06/1999    Il Ministro dell’Ambiente Ronchi firma il decreto  che obbliga EVC società proprietaria degli impianti di produzione del ciclo PVC/CVM  a chiudere entro il 30 agosto e predisporre tutti i lavori per mettersi a norma, e che garantiscano la sicurezza di lavoratori e cittadini.

01/07/1999    Manifestazione dei Lavoratori Chimici – EVC chiede scusa alla popolazione per i disagi causati dall’incidente  dell’8 luglio e promette interventi per migliorare ambiente e sicurezza.

16/07/1999    Reparto CV23 – ore 8 manutenzione- Deviazione degli sfiati dei due reattori di ossiclorurazione al camino E13 a causa del fermo impianti (Ordinanza Ministero Ambiente) e quindi del termocombustore relativo al camino E79. Durata delle operazioni circa 48 ore.

28/07/1999    Reparto CV23 – ore 12 e 30 manutenzione- Deviazione degli sfiati  al camino E13  per procedere alla manutenzione del termocombustore relativo al camino E79. Durata delle operazioni circa 4 ore , l’impianto è a carico ridotto per minimizzare le emissioni.

30/07/1999    Reparto CV25 – ore 11 e 48 incidente – Emissione fuori dai limiti (max74ppm = 190gr/metro cubo) durante prove di by-pass automatico dello slurry da strippare. Causa montaggio non corretto di due valvole a tre vie che hanno messo in collegamento i due serbatoi di slurry strippato e da strippare.

12/08/1999    Reparto CV22 – ore 9 e 45 Incidente- Fuga di DCE (dicloroetano) da una tasca termometrica dei cracking B401E duranti le fasi di riavvio. L’azienda stima la fuga di DCE in circa 150 Kg, e la causa viene imputata alla cattiva realizzazione meccanica della tasca termometrica che si è rotta.

26/08/1999    Reparto CV25 – ore 18 incidente – Emissioni fuori dai limiti circa 9Kg di CVM dalla sezione di essicazione. Causa foratura dello scambiatore torbida da strippare e torbida già strippata.

01/09/1999      Reparto CV23 – ore 12 e 30 manutenzione- Deviazione degli sfiati  al camino E13  per procedere alla manutenzione del termocombustore relativo al camino E79. Durata delle operazioni circa 4 ore , l’impianto è a carico ridotto per minimizzare le emissioni.

10/09/1999    Reparto CV22 – ore 13 e 34 manutenzione- Fuori servizio dell’analizzatore CO (ossidi di carbonio) del camino E05. L’analizzatore è rimasto fuoriservizio fino al 17/09/99.

13/09/1999      Reparto CV23 – ore 12 e 30 manutenzione- Deviazione degli sfiati  al camino E13  per procedere alla manutenzione del termocombustore relativo al camino E79. Durata delle operazioni circa 4 ore , l’impianto è a carico ridotto per minimizzare le emissioni.

17/09/1999    Reparto CV23 – ore 11 manutenzione – Manutenzione straordinaria dell’analizzatore sui fumi di combustione. Durata prevista del fuori servizio una settimana.

24/09/1999    Reparto CV23 – ore 8 manutenzione – Pulizia e sostituzione del rompifiamma del termocombustore per circa 12 ore. Per minimizzare le emissioni, l’impianto marcerà a carico ridotto .

25/10/1999    Reparto CV 23 – ore 13 e 30 Manutenzione- Pulizia e sostituzione del rompifiamma del termocombustore per circa 4 ore. Per minimizzare le emissioni, l’impianto marcerà a carico ridotto .

27/10/1999    Reparto CV 25 – ore 8 e 52 Incidente -  Emissioni fuori dai limiti – circa 12,5 Kg di CVM della sezione di essicazione (E25) Causa del mal funzionamento: manovra non corretta di chiusura di una valvola che ha permesso l’invio di slurry non strippato all’essicatore.

31/10/1999    Reparto CV23 – Incidente ore 22- Mancanza energia elettrica di stabilimento. Entrata in blocco del termocombustore e delle emissioni ad esso collegate. Riavvio alle ore 2.

23/11/1999    Reparto CV22 – ore 17 e 10 manutenzione- Fuori servizio dell’analizzatore CO (ossidi di carbonio) del camino E05. L’analizzatore è rimasto fuoriservizio fino al 30/11/99.

15/12/1999    Conferenza Stampa in aula bunker di Mestre dell’associazione Gabriele Bortolozzo e Medicina Democratica; durante un’udienza del Processo Petrolchimico; viene fatto una specie di bilancio su quanto successo in questi ultimi due anni di iter giudiziario: sono morti da quando il processo è iniziato altri 27 lavoratori e gli impianti dell’EVC continuano ad essere pericolosi sia per i lavoratori che per la popolazione circostante, come dimostrano i continui fuoriservizi e la fuga di 3 tonnellate di CVM del giugno scorso, e come dimostrano le perizie tecniche presentate nel corso del processo. Si lancia una proposta difficile ma necessaria: “L’unica soluzione praticabile è quella di studiare un progetto di riconversione e di uscire al più presto dalla produzione di cancerogeni, cioè dalla filiera del cloro: dicloroetano, cloruro di vinile monomero, policloruro di vinile e quant’altro.” È ora di dire basta e guardare al futuro con scelte simili a quella del governo svedese che ha deciso di bandire i materiali plastici al PVC dando alle industrie sette anni di tempo per effettuare la riconversione degli impianti. Alla conferenza stampa erano presenti inoltre i consiglieri regionali Michele Boato e Paolo Cacciari, l’assessore provinciale Sabiucciu e il consigliere provinciale Mazzolin.

Diario incidenti e fatti a Porto Marghera – 2000-2001

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