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	<title>MargheraOnline.it &#187; salute</title>
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		<title>Medicina Democratica  contro il decreto Monti sui depositi di scorie nucleari</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 09:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
				<category><![CDATA[discariche]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA DI MEDICINA DEMOCRATICA – movimento di lotta per la salute Onlus:
Un piccolo comma, di un articolo del decreto MONTI, contiene anche la possibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>COMUNICATO STAMPA DI MEDICINA DEMOCRATICA – movimento di lotta per la salute Onlus:</strong></p>
<p>Un piccolo comma, di un articolo del decreto MONTI, contiene anche la possibilità di instaurare i depositi radioattivi in qualsiasi luogo, senza ottenere le dovute autorizzazioni da parte dei comuni interessati. Ovvero un coinvolgimento della popolazione al seguito di una corretta e diffusa, aperta alla critica e alla discussione di tutti.</p>
<p>Sotterrare rifiuti non ci va bene, e ancora di più se si tratta di rifiuti nucleari che resistono centinaia di anni.</p>
<p>1. Non è accettabile inserire in un testo legislativo onnicomprensivo “piccole” norme che risultano di difficile comprensione ed hanno una vasta portata;</p>
<p>2. E’ inaccettabile, come è stato inaugurato in Val Susa, adottare provvedimenti di extraterritorialità della democrazia.</p>
<p>La salute è un bene assoluto, costituzionalmente garantito, che non può essere messo in discussione per presunte necessità “comuni”.</p>
<p>Sono i soggetti che subiscono o possono subire un attentato certo o presunto alla loro salute che devono avere la possibilità di decidere.</p>
<p>Una decisione che va rivista e sostanzialmente modificata.</p>
<p>Le amministrazioni locali, i movimenti, i cittadini organizzati , i cui territori sono a rischio, devono mobilitarsi.</p>
<p>MEDICINA DEMOCRATICA, che si batte dal suo inizio contro il nucleare e i suoi effetti deleteri non farà mancare il suo apporto sul piano della solidarietà umana, non meno, sul piano scientifico.</p>
<p>IL DIRETTIVO NAZIONALE di Medicina Democratica</p>
<p>Milano, 27 gennaio 2011</p>
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		<title>Adesione dell&#8217;Assemblea Permanente alle attività &#8220;NO TAV &#8211; NO TESSERA CITY &#8211; NO GRANDI NAVI&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 12:47:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Marghera]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
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		<description><![CDATA[L’Assemblea Permanente Contro il Rischio Chimico sta sostenendo in questo periodo una serie di iniziative (come il sit-in di venerdì scorso allo scalo aeroportuale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Assemblea Permanente Contro il Rischio Chimico sta sostenendo in questo periodo una serie di iniziative (come il sit-in di venerdì scorso allo scalo aeroportuale di Tessera) che hanno come riferimento il documento-appello “<a href="http://margheraonline.it/blog/venezia/ecco-la-citta%E2%80%99-e-il-territorio-che-vogliamo/">Ecco la città il territorio e che vogliamo</a>”, documento sottoscritto sia da molte associazioni conosciute a livello nazionale, come Legambiente, che da organizzazioni non identificabili in ambiti esclusivamente ambientali, come FIOM e FILT-CGIL Trasporti. Tale documento-appello sarà la nostra bandiera anche nella partecipazione alla manifestazione prevista per il 21 gennaio prossimo (<a href="http://margheraonline.it/events/per-la-citta-che-vogliamo-no-tav-no-tessera-city-no-grandi-navi">vedi l&#8217;evento</a>).<br />
Siamo fortemente convinti che grandi progetti come la TAV, la piattaforma logistica del porto e Veneto City determineranno pesanti cambiamenti e indirizzeranno in modo significativo lo sviluppo del nostro territorio. Porto Marghera è oggi un punto di snodo di tutto quello che avviene su scala regionale e nazionale.<br />
I progetti dell’Autorità Portuale sulla piattaforma logistica prevedono un incremento continuo dei volumi commerciali di passeggeri e merci, con attribuzione alla marittima di Venezia della funzione di approdo per le grandi navi passeggeri e spostamento a Fusina delle banchine di attracco per le grandi navi da trasporto ed i traghetti. Ovviamente la modifica ed espansione di queste attività dovrebbero essere supportate da un opportuno adeguamento delle infrastrutture e quindi acquisiscono importanza progetti che si ricollegano a Veneto City: una rete di strade che veicolerebbe chissà quante auto, camion e pullman (senza dimenticare le navi precedentemente citate) portando la concentrazione di PM10 a valori insostenibili.<br />
Questi mega progetti influiscono anche sulle bonifiche visto che i nostri Amministratori preferiscono investire nelle “grandi opere”, mostri di cemento che devastano il territorio come la TAV o la sublagunare, piuttosto che utilizzare le risorse finanziarie per recuperare territori che sono, come noto, tragicamente compromessi.<br />
La lista di progetti che interessano il nostro territorio è lunga ed è necessario avere una visione d’insieme per affrontare la sfida che ci impongono i poteri forti rappresentati dai privati (Italferr, Marchi) ma che passano per il Ministero e la Regione. Siamo convinti che la battaglia vada condotta con ferma determinazione perché si creino le condizioni a livello comunale per chiudere le porte a questi irrispettosi interessi.</p>
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		<title>Commento sullo &#8220;Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento&#8221;</title>
		<link>http://margheraonline.it/blog/documenti/comunicato-stampa-assemblea-permanente-contro-il-rischio-chimico-marghera/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 08:10:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
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		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA ASSEMBLEA PERMANENTE CONTRO IL RISCHIO CHIMICO MARGHERA
L’indagine epidemiologica promossa del Ministero della salute sul sito di Marghera evidenzia, conferendo forma e sostanza, quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>COMUNICATO STAMPA ASSEMBLEA PERMANENTE CONTRO IL RISCHIO CHIMICO MARGHERA</strong></p>
<p>L’indagine epidemiologica promossa del Ministero della salute sul sito di Marghera evidenzia, conferendo forma e sostanza, quello che si può considerare un “massacro” perpetuato per decenni dalle multinazionali della chimica sulla pelle di migliaia di abitanti di questo territorio.</p>
<p>L’indagine traduce in numeri (impressionanti per la differenza rispetto alla media nazionale) la sofferenza, la precarietà sanitaria, il dolore provato negli anni nei riguardi di amici, parenti e conoscenti che abbiamo visto ammalarsi e morire per essere stati a contatto, per lavoro o perché residenti, con l’inquinamento di Porto Marghera.</p>
<p>L’indagine però conferma che la richiesta formulata da decine di migliaia di cittadini tramite la consultazione popolare sul ciclo del cloro, che chiedeva la chiusura delle produzioni più inquinanti e la riconversione eco-compatibile dell’industria di Porto Marghera, era giusta.</p>
<p>Come abitanti di Marghera-Mestre-Venezia invitiamo perciò gli amministratori locali e nazionali a leggere questa indagine affinchè si rendano conto che l’emergenza sanitaria non è finita, perché la latenza di molte malattie è decennale e perciò, anche per i prossimi anni, dobbiamo prepararci  a fronteggiare quella che può essere definita una emergenza sanitaria.</p>
<p>Oltre a questo problema bisogna cominciare a prendere in considerazione la situazione del territorio perché, anche se molte fabbriche sono state chiuse e il sistema produttivo a Porto Marghera sta radicalmente cambiando, il suolo è ormai compromesso da decenni di sversamenti incontrollati e da discariche, abusive o autorizzate, dentro e fuori il perimetro della penisola della chimica.</p>
<p>Al Ministro dell’Ambiente chiediamo pertanto di accelerare la soluzione della questione delle bonifiche, sapendo che l’aspetto del reperimento delle risorse è fondamentale per mandare avanti i tanti progetti che sono stati elaborati per il recupero delle aree di Porto Marghera.</p>
<p>Alla Regione Veneto, alla Provincia e al Comune di Venezia chiediamo di non considerare la riconversione di Porto Marghera esclusivamente come un’opportunità per l’Autorità Portuale di sviluppare attività legate solo al settore della logistica (non vogliamo infatti che alla mono-cultura della chimica si sostituisca la mono-cultura della logistica), ma di orientare il proprio impegno alla realizzazione di un’area bonificata e produttivamente diversificata, che utilizzi processi più eco-compatibili e nella quale, magari, possano trovare spazio anche strutture per servizi utili alla città.</p>
<p><a href="http://www.epiprev.it/sites/default/files/EP2011Sentieri2_lr_bis.pdf">Link al documento</a></p>
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		<title>Gavioli e la STE</title>
		<link>http://margheraonline.it/blog/inceneritore/gavioli-e-la-ste/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 13:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marghera]]></category>
		<category><![CDATA[Materiale]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritore]]></category>
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		<category><![CDATA[trattamento rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato stampa dell&#8217;Assemblea Permanente contro il rischio chimico Marghera
La vicenda giudiziaria, che ha portato agli arresti il sig. Gavioli per evasione fiscale e violazione delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Comunicato stampa dell&#8217;Assemblea Permanente contro il rischio chimico Marghera</strong></p>
<p>La vicenda giudiziaria, che ha portato agli arresti il sig. Gavioli per evasione fiscale e violazione delle norme ambientali legate al traffico di rifiuti, pone in primo piano anche gli interessi legati a società e progetti che Gavioli ha nel nostro territorio, STE (Servizi Tecnologici per l’Ecologia con sede a Marghera) in testa.<br />
Ricordiamo che Gavioli dirige questa società con il socio Jaroncic e che ambedue sono già stati in passato inquisiti per traffico illecito di rifiuti.<br />
Nel 2009 STE ha presentato il progetto di stoccare e trattare nell’area petrolchimico – inceneritore Sg31 oltre 100.000 t/a di rifiuti tossico-nocivi provenienti da tutta Italia.<br />
La forte mobilitazione popolare unita ad un’incisiva presa di posizione del comune di Venezia fino ad oggi hanno impedito che questo progetto, che avrebbe trasformato Marghera nella pattumiera d’Italia, si avverasse. Il congelamento di questo progetto ha permesso agli enti pubblici di ripensare all’uso dell’Sg31, legandolo ad un nuovo piano rifiuti che utilizzi transitoriamente l’Sg31 per i fanghi industriali di Porto Marghera e per la combustione di CDR.<br />
Gavioli, però, non ha mai ritirato il suo progetto tanto che l’iter burocratico sta continuando in commissione VIA, che questa estate ha iniziato ad esaminarlo.<br />
I reati contestati a Gavioli confermano che, se passa questo progetto, anche Marghera subirà lo sporco businnes dei rifiuti con impianti in mano a professionisti della truffa pronti a tutto pur di asservire ambiente e salute al proprio profitto.<br />
Dopo la chiusura della Sirma operata da Gavioli non possiamo ridare in mano parti importanti di Porto Marghera a chi ormai, a detta di cittadini e lavoratori, è persona indesiderata a Venezia.<br />
A fronte di queste considerazioni chiediamo alla Regione e alla Commissione VIA di <strong>bloccare per sempre il progetto STE</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Efsa indaghi sugli inceneritori</title>
		<link>http://margheraonline.it/blog/inceneritore/lefsa-indaghi-sugli-inceneritori/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 10:44:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
				<category><![CDATA[inceneritore]]></category>
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		<description><![CDATA[Il deputato europeo Zanoni lo chiede a Catherine Geslain-Laneelle
Comunicato dell&#8217;Associazione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma &#8211; GCR. Parma
La notizia è clamorosa e sta facendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il deputato europeo Zanoni lo chiede a Catherine Geslain-Laneelle<br />
</strong><em><span style="color: #0000ff">Comunicato dell&#8217;Associazione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma &#8211; GCR. Parma</span></em></p>
<p>La notizia è clamorosa e sta facendo il giro del web.<br />
In Commissione Ambiente al Parlamento Europeo, il deputato dell&#8217;Italia dei Valori Andrea Zanoni ha portato al centro dell&#8217;Europa la questione inceneritori, chiedendo all&#8217;Authority sulla sicurezza alimentare uno studio sugli effetti degli impianti sulle colture agricole.<br />
Geslain-Lanéelle ha ringraziato Zanoni per aver portato alla sua attenzione la situazione: “E’ importante difendere la salute dei cittadini, per questo l’agenzia monitora costantemente i prodotti alimentari del Paesi membri”. La direttrice Efsa si è dimostrata disponibile a raccogliere e valutare le segnalazioni fatte dall’eurodeputato che promette di “interessare le autorità europee ogni volta che quelle italiane falliscono nel proteggere la nostra salute”.<br />
Un petardo che sta scatenando il putiferio e che porta le dovute conseguenze a Parma, visto che nella richiesta dell&#8217;eurodeputato si fa espresso riferimento all&#8217;inceneritore di Ugozzolo, citandolo come “impianto in costruzione a fianco di Barilla”.<br />
La notizia viene riportata dai siti web: Parma Today, Gazzetta di Parma on line, Ansa, Qui Brescia, proprio mentre Iren conferma l&#8217;investimento parmigiano e l&#8217;intenzione di accendere il camino tra un anno. E&#8217; in prima pagina sul sito web dell&#8217;eurodeputato: <a href="http://www.andreazanoni.it/">www.andreazanoni.it</a><br />
Lo studio sugli effetti delle emissioni degli inceneritori sul comparto agricolo non è ancora stato affrontato a livello comunitario ed è la prima volta che viene tirata in ballo direttamente l&#8217;Efsa, che ha sede proprio a Parma e che finora non si era interessata alla vicenda, pur avendo come mission la sicurezza degli alimenti e quindi anche il controllo su tutti gli aspetti antropici che potrebbero mettere a rischio le produzioni alimentari.<br />
Non a caso Zanone cita il colosso della pasta che dista circa un km dall&#8217;impianto, un camino che a regime emetterà 144mila metri cubi di aria sporca all&#8217;ora, ponendo tanti quesiti e preoccupazioni all&#8217;importante dirimpettaio.<br />
La richiesta di indagare sugli effetti delle emissioni degli inceneritori era venuta proprio un anno,m era il 5 novembre, al convegno organizzato a Mezzocorona da Nimby Trentino, la nostra associazione (Gcr) e il Comitato Ambiente Salute e Legalità di Verona.<br />
Da Parma era intervenuto Mario Schianchi della Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli.<br />
Il guru dei vini Mario Fregoni aveva lanciato un forte allarme sui rischi che corre la viticoltura vicina a questo tipo di impianti. Ora finalmente la svolta al Parlamento Europeo, che siamo sicuri porterà un nuovo importante tassello nella lotta contro gli inceneritori di ogni tipo e latitudine.<br />
Fregoni, docente alla Cattolica di Piacenza, presidente del Comitato Italiano Vini Doc, è considerato il maggior esperto a livello mondiale di viticoltura, avendo pubblicato 300 ricerche e 11 libri sul tema.<br />
Il Gcr ha chiesto durante la serata all&#8217;Astra, in cui hanno partecipato Ezio Orzes, Jack Macy e da Napoli Raphael Rossi, una moratoria di 5 anni sull&#8217;inceneritore in costruzione a Parma.</p>
<p>Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma &#8211; GCR</p>
<p>-29 giorni alla sentenza nel merito del Tar di Parma sul cantiere dell&#8217;inceneritore<br />
+526 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l&#8217;inceneritore costa 315 milioni di euro?</p>
<p>Mancherebbero 180 giorni all&#8217;accensione del forno. Se ancora lo si farà.</p>
<p><a href="http://www.reteambienteparma.org/">www.reteambienteparma.org</a><br />
<a href="http://www.gestionecorrettarifiuti.it/">www.gestionecorrettarifiuti.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>S.O.S. Naufraghiamo – Dateci una mano a raccogliere 19.000 Euro.</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 14:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Marghera]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Ripubblichiamo l&#8217;appello di Michele Boato, il quale ci ha inviato anche i risvolti della vicenda (che potete trovare nel nostro sito).
Il 31.5.2011, gentilmente ha risposto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #008000">Ripubblichiamo l&#8217;appello di Michele Boato, il quale ci ha inviato anche i risvolti della vicenda (che potete trovare nel </span></em><a href="http://margheraonline.it/blog/marghera/s-o-s-la-legge-viene-calpestata-anche-in-tribunale-dateci-una-mano-a-raccogliere-19mila-euro/"><em><span style="color: #008000">nostro sito</span></em></a><em><span style="color: #008000">).</span></em></p>
<p>Il 31.5.2011, gentilmente ha risposto l&#8217;avvocato Manderino, con la lettera che riportiamo sotto:</p>
<p>Mestre, 31.5.2011<br />
                                                                                                                A:  MICHELE BOATO<br />
                                                                                                                       Presidente Associazione Ecoistituto del Veneto<br />
                                                                                                                       Direttore Responsabile del trimestrale “Gaia”<br />
                                                                                                                       Viale Venezia, 7    30171         MESTRE<br />
                                                                                                                         Raccomandata a.r. anticipata via email<br />
                                                                                              </p>
<p>                                                                                                          e, p.c.  Gianluca Bortolozzo, Pres. Associazione Gabriele Bortolozzo<br />
                                                                                                                        Beatrice Bortolozzo, Luciano Mazzolin, Franco Rigosi<br />
                                                                                                                        via email                    <br />
                <br />
Hai diffuso in Rete, inserita in “Gaia news – notizie dall’Ecoistituto del Veneto”, una menzogna, con il proposito di diffamare la mia persona.<br />
La bassezza del tuo comportamento non meriterebbe considerazione.<br />
Veniamo ai fatti.<br />
Nell’ estate 2007 tu e Franco Rigosi, a nome delle vostre rispettive associazioni (l’Associazione Airis è del tutto estranea alle vertenze in discussione), avete chiesto il mio patrocinio per promuovere un ricorso al TAR Veneto contro il Ministero dell’Ambiente relativo all’impianto DL 1 / 2 dicloroetano del Petrolchimico di Porto Marghera.                <br />
Ho chiesto all’ Marco Giacomini, che accettò, la disponibilità a darmi il suo aiuto, nei limiti consentiti dal lavoro del suo studio.<br />
Nella primavera 2008 avete nuovamente richiesto la mia opera professionale per un secondo ricorso avanti il TAR contro il Consiglio dei Ministri (e altri) in relazione al cosiddetto “bilanciamento cvm-pvc” degli impianti ex Ineos e poi Vinyls del Petrolchimico di Porto Marghera.<br />
In accordo con Marco Giacomini, vi ho chiesto un contributo iniziale per pagare l’avvio delle vertenze, riservando a tempi successivi la corresponsione del compenso per il lavoro professionale; dopo di che, nei successivi tre anni e mezzo, ho più volte dovuto anticipare io stessa le spese vive occorse, ricevendone la restituzione a distanza di mesi.<br />
Marco Giacomini si è ammalato e a maggio 2009  è mancato.<br />
Ho continuato da sola, affrontando due vicende giudiziarie la cui estrema complessità è stata fondamento della decisione del TAR di compensare le spese di lite.<br />
Ho sollecitato più volte a te e a Rigosi la questione relativa al compenso per il lavoro professionale, senza averne riscontro: questione che ho ribadito nella riunione del 17 gennaio scorso – presenti anche coloro che mi leggono -, alla vigilia della discussione in pubblica udienza delle due vertenze.<br />
A quella stessa riunione si concordò che vi avrei consegnato le notule dell’attività  svolta per i due giudizi una volta conosciute le decisioni del TAR.<br />
Il che è avvenuto il 27 aprile scorso, due settimane dopo il deposito delle sentenze.<br />
I preavvisi di parcella in vostre mani sono la fotografia del lavoro svolto dall’anno 2007 in poi.<br />
Trascorso un mese, rivolgendoti via internet ad un numero indeterminato di persone, tu diffondi la “notizia” che il lavoro &#8211; mio, e in parte di Marco Giacomini – non andasse onorato, sostenendo di avere concordato con Giacomini “che le associazioni avrebbero pagato le spese vive (bolli per i ricorsi ecc.) mentre gli avvocati (come successo in decine di altri processi politici e ambientali, con gli avvocati Battain, Scatturin, Caburazzi, Zaffalon, ecc.) davano la loro opera gratuitamente. Questo era stato detto, ma purtroppo mai in forma scritta o in presenza di testimoni, se non i rappresentanti delle associazioni”.<br />
La troppo facile menzogna è smentibile da un fatto elementare: Marco Giacomini non poteva raggiungere accordi di gratuità senza concordarli con me.<br />
La tua bassezza è chiamare in causa una persona che non è più in grado né di darti ragione né di darti una lezione morale, esercizio che vedo applichi anche per altri due avvocati, Battain e Scatturin, anche loro scomparsi.<br />
Cosa ti spinga a compiere questa operazione non può essere che instillare, in chi legge il tuo S.O.S. in rete, il discredito verso la mia persona.<br />
Un discredito presente e futuro, quando scrivi: “mi auguro che prendiate buona nota dei fatti e delle persone per non incorrere negli stessi inconvenienti in caso di iniziative giudiziarie”.<br />
Non pago, ti rivedo nuovamente al lavoro nell’opera di diffamazione con un articolo a sei colonne pubblicato su La Nuova Venezia del 24 maggio scorso dal titolo “I legali “sbancano” due associazioni”, articolo che così conclude: “prendete nota dell’ in questione, per non incorrere nei nostri stessi inconvenienti”.<br />
Come scrive il cronista, chiedi e ottieni che il mio nome non venga indicato; è però evidente che chi è stato raggiunto dal tuo S.O.S. in Rete &#8211; quello stesso che il quotidiano in parte riproduce &#8211; non ha alcuna difficoltà ad associare me alle affermazioni di cui mi fai bersaglio.               <br />
Da tutto ciò emerge molto chiara la diffamazione a mezzo stampa.<br />
Ti evidenzio che per il versamento della quota spettante alla tua Associazione per l’attività svolta negli anni 2007-2008-2009-2010-2011 nei due procedimenti avanti al TAR Veneto (NN. 2220/07 e 1160/08) attendo entro e non oltre il 15 giugno 2011.<br />
Sei invitato a rendere pubblica questa lettera nei termini e modi previsti dalle leggi sulla stampa, dandomene conoscenza.<br />
                                                                     avv. Silvia Manderino<br />
<strong>Michele Boato osserva che nella lettera dell&#8217; ci sono molte offese e inesattezze:</strong><br />
“- si rivolge a me dicendo &#8220;hai diffuso una menzogna&#8221; riferendosi al punto dove ricordo che avevamo concordato con l&#8217;avv.Giacomini &#8220;che le associazioni avrebbero pagato solo le spese vive&#8221;; più avanti ribadisce che di tratterebbe di una &#8220;troppo facile menzogna&#8221; e che &#8220;la tua bassezza è chiamare in causa una persona che non è più in grado di darti ragione nè di darti una lezione morale&#8221;;<br />
ma l&#8217;avv.Manderino viene smentita dalle parole della madre dell&#8217;avv.Giacomini pubblicate tre giorni prima della sua lettera sulla Nuova Venezia:<br />
&#8220;né Marco prima della morte né tantomeno gli eredi in seguito alla tragica scomparsa hanno mai ricevuto e men che meno richiesto alcuna somma di denaro per l&#8217;attività professionale svolta dall&#8217;avv. Giacomini, che infatti si era impegnato a svolgere la propria opera a titolo assolutamente gratuito attesa la natura della questione.<br />
Si segnala peraltro che l’avv.Giacomini ha altresì sostenuto spese vive di cui non ha mai voluto chiedere alle associazioni di cui sopra nemmeno il rimborso. Nell&#8217;articolo si dà atto che, come conferma lo stesso Michele Boato, l&#8217;avvocato Giacomini si era impegnato a svolgere la sua attivita professionale a titolo gratuito ma che non vi era un accordo scritto in tal senso. La parola di mio figlio valeva certamente più di ogni scritto&#8221;<br />
- più avanti l&#8217;avv.Manderino riferisce lo stesso argomento anche ai due purtroppo deceduti dei quattro avvocati da me citati per averci difeso in cause politiche e ambientali senza nulla richiedere; avvocato Battain, avvocato Scatturin, avvocato Caburazzi, avvocato Zaffalon: devo solo aggiungerene almeno altri due: l&#8217;avv.Sandro Canestrini e l&#8217;avv. Partesotti, che ha patrocinato del tutto gratuitamente una decina di cause sull&#8217;incidente all&#8217;impianto di fosgene del 2002.<br />
- inoltre l&#8217;avv.Manderino ricorda di aver &#8220;più volte dovuto anticipare io stessa le spese vive occorse, ricevendone la restituzione a distanza di mesi&#8221;; dimentica però che, a conclusione di un precedente processo (relativo all&#8217;incendio all&#8217;impianto TDI del fosgene del 28.112002), in cui Ecoistituto e Ass.Bortolozzo si sono costituiti parte civile assieme ad altri, la Dow Polimeri è stata condannata molto velocemente (senza quasi dibattimento, nè importanti memorie da parte nostra) alla &#8220;rifusione delle spese di costituzione e di rappresentanza nei confronti delle parti civili che liquida in (&#8230;) euro 9.000 quanto all&#8217;associazione &#8220;Gabriele Bortolozzo Onlus&#8221; e in &#8220;euro 9.000 quanto all&#8217;associazione Ecoistituto del Veneto Alex Langer&#8221;. Questi 18.000 euro sono andati tutti all&#8217;avv.Manderino, che quindi, grazie anche a noi, si era costituito un discreto fondo cassa.<br />
 <br />
<em><span style="color: #008000">Inseriamo, per completezza, anche la lettera della madre dell&#8217;avv.Marco Giacomini, pubblicata precedentemente il 28.5.2011 su “La Nuova Venezia”, pagina 27, sezione Altre</span></em></p>
<p><strong>“Non abbiamo mai chiesto la parcella”</strong></p>
<p> Quale madre ed erede dell’avvocato Marco Giacomini da voi citato nell’articolo «I legali sbancano due associazioni» del 24 maggio scorso relativo ai procedimenti instaurati avanti al Tar Veneto dall’Associazione Gabriele Bortolozzo e dall’Ecoistituto Veneto Alexander Langer, intendo precisare quanto segue.<br />
 Le associazioni di cui sopra sono state patrocinate nei giudizi citati da mio figlio Marco Giacomini e da un altro avvocato a partire dall’anno 2007. Mio figlio è purtroppo deceduto nel maggio del 2009. Ebbene, né Marco prima della morte né tantomeno gli eredi in seguito alla tragica scomparsa hanno mai ricevuto e men che meno richiesto alcuna somma di denaro per l’attività professionale svolta dall’avv. Giacomini, che infatti si era impegnato a svolgere la propria opera a titolo assolutamente gratuito attesa la natura della questione.<br />
 Si segnala peraltro che l’avvocato Marco Giacomini ha altresì sostenuto spese vive di cui non ha mai voluto chiedere alle associazioni di cui sopra nemmeno il rimborso. Nell’articolo si dà atto che, come conferma lo stesso Michele Boato, l’avvocato Giacomini si era impegnato a svolgere la sua attività professionale a titolo gratuito ma che non vi era un accordo scritto in tal senso. La parola di mio figlio valeva certamente più di ogni scritto. E così è stato. Qualsiasi richiesta di denaro relativa al contenzioso tra l’Associazione Gabriele Bortolozzo, l’Ecoistituto Veneto Alexander Langer e Syndial, dunque, nulla ha a che vedere né con mio figlio Marco Giacomini, né con gli eredi, né con altri professionisti che proseguono la loro attività nei locali dello studio già di mio figlio. Noi tutti siamo assolutamente estranei a tale spiacevolissima vicenda.</p>
<p>Edda Zampieri Giacomini<br />
Mestre</p>
<p><a href="http://ricerca.gelocal.it/nuovavenezia/archivio/nuovavenezia/2011/05/28/VD1PO_VD105.html">Link all&#8217;articolo</a></p>
<p><em><span style="color: #008000">Ricordiamo ancora gli estremi delle associazioni che chiedono al Vostro buon cuore un’aiuto economico per continuare a portare avanti la battaglia del rispetto dell’ambiente. Di tutti.</span></em><br />
Finora sono stati raccolti 1800 euro da una ventina di persone.</p>
<p><strong>Estremi per effettuare versamento in favore dell’Ecoistituto del Veneto “Alex Langer”:</strong><br />
1. col bollettino di Conto Corrente postale n. 29119880<br />
2. con bonifico bancario: IBAN  IT90 S063 4502 0220 7400 0757 60P – CaRiVe Mestre via Piave<br />
entrambi intestati a “Ecoistituto del Veneto – Mestre “ &#8211; Causale “Spese legali Chimica”</p>
<p><strong>Estremi per effettuare versamento in favore dell’Associazione G. Bortolozzo</strong><br />
 - con bonifico bancario: IBAN   IT 64 F 05336 02041 000046281977   presso  Friuladria di Mestre &#8211; via Pepe</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Acqua avvelenata nei rubinetti di casa</title>
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		<pubDate>Sat, 14 May 2011 16:49:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ssaturnini</dc:creator>
				<category><![CDATA[discariche]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Zanoni (Paeseambiente): “Ci sono   troppe discariche con rifiuti illegali e cave a falda acquifera affiorante.”
In merito all’allarme lanciato in queste ore dall’USL  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Zanoni (Paeseambiente): <em>“Ci sono   troppe discariche con rifiuti illegali e cave a falda acquifera affiorante.”</em></strong></p>
<p style="text-align: justify">In merito all’allarme lanciato in queste ore dall’USL   n.9   relativo   al mercurio contenuto nell’acqua dei rubinetti di Treviso, Casier e   Preganziol interviene   Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente e candidato a consigliere provinciale   con Italia dei Valori per Floriana Casellato Presidente.</p>
<p style="text-align: justify">“Questo avvelenamento – ha   dichiarato   Zanoni &#8211; è   la conseguenza dello sfruttamento del territorio da parte di un manipolo di   loschi figuri che hanno smaltito illegalmente rifiuti di tutti i tipi   guadagnando montagne di danaro e lasciando danni irreparabili all’ambiente con   effetti nocivi sulla salute di adulti e soprattutto bambini.</p>
<p style="text-align: justify">Mancano leggi che tutelino severamente   ambiente e salute e   ciò è   dimostrato dai troppi casi di inquinamento registrati intorno al Comune di    Treviso ormai circondato.</p>
<p style="text-align: justify">A monte di Treviso troviamo la discarica   Tiretta di   Padernello che   ha contaminato i pozzi di Quinto con il cancerogeno bromacile, poi c’è   il percloroetilene, un pericoloso solvente organo clorurato, che ha contaminato   le falde tra Paese e Treviso con epicentro la discarica di via Orsenigo, va poi    ricordato il materiale non ancora   identificato depositato nel fondo della cava Morganella tra Paese e Ponzano, poi ci sono   i rifiuti pericolosi ritrovati dall’ARPAV nella discarica di Istrana a   fine 2010,  infine i 700 carichi di   rifiuti illegali (ben 30.000 tonnellate) arrivati alla discarica SEV di Padernello.</p>
<p style="text-align: justify">Bisogna assolutamente prevenire questi   inquinamenti, ciò è   possibile tramite seri controlli; mi chiedo come sia possibile che a Padernello   siano arrivati 700 camion senza che l’assessorato provinciale all’ambiente di   quegli anni, retto da Muraro, non si accorgesse di nulla.</p>
<p style="text-align: justify">Bisogna poi porre fine alle autorizzazioni   facili da parte   della   Provincia di Treviso di nuove discariche e nuovi rifiuti provenienti da ogni dove.</p>
<p style="text-align: justify">L’altro grosso problema di contaminazione   delle falde   riguarda le   cave sottofalda, ad esempio in merito alla Morganella, cava ubicata tra Ponzano   e Paese, ritengo che invece di scavare ancora più sotto come vogliono i   titolari si vada a vedere cosa c’è sotto, dato che risulta esserci depositato   del materiale non ancora ben identificato.</p>
<p style="text-align: justify">L’acqua oggi   è minacciata da più pericoli, da   una parte i   gravi inquinamenti, dall’altra la privatizzazione, invito pertanto i cittadini   a votare per chi si batte per la sua difesa da ogni inquinamento e a votare   i referendum contro la sua privatizzazione”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>LA LEGGE VIENE CALPESTATA ANCHE IN TRIBUNALE</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 11:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
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		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo questo comunicato dell&#8217;Associazione Gabriele Bortolozzo e dell&#8217;Ecoistituto del Veneto Alex Langer, condividendo la delusione  per la mancanza di tutela della salute pubblica e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff"><em>Pubblichiamo questo comunicato dell&#8217;Associazione Gabriele Bortolozzo e dell&#8217;Ecoistituto del Veneto Alex Langer, condividendo la delusione  per la mancanza di tutela della salute pubblica e la preoccupazione per l&#8217;utilizzo arbitrario delle leggi.</em></span></p>
<p><strong>Il TAR con le sue due sentenze sulla chimica del cloro a Marghera ha sposato le scelte dello stato e delle aziende.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Così sull&#8217;aumento produttivo del cancerogeno dicloroetano (DCE) da 100 a 170 mila tonnellate all&#8217;anno non serve la Via : il Ministero dice che non cambiano le emissioni; in realtà non cambiano le concentrazioni a camino, ad esempio i mg/mc di DCE, ma purtroppo cambiano molto, quasi raddoppiano, i metri cubi emessi e quindi le quantità di mg di DCE che ricadono sulle nostre teste.</p>
<p style="text-align: justify">Si è scelto di essere deboli coi forti e forti coi deboli, il VIA lasciamolo fare con carte e costi e coinvolgimento della popolazione su un nuovo silos di mais a Ceggia, sull&#8217;aumento del 25 % di produzione di mangimi per cani a Portogruaro, su 2 km di strada a Jesolo o su una darsena da 50 posti barca a Cavallino, ma chi produce e sparge cancerogeni lasciamoli lavorare senza disturbarli.</p>
<p style="text-align: justify">Anche se nella nostra provincia abbiamo record nazionali e internazionali di tumori delle vie respiratorie, del fegato, della pelle e delle mammelle, e la gente vede attorno a se esplodere sempre nuovi casi di cancro.</p>
<p style="text-align: justify">Cosi sul bilanciamento, cioè l&#8217;aumento produttivo di CVM e PVC, decide il Consiglio dei Ministri dopo che il Ministero adell&#8217;Ambiente ha bocciato il progetto in commissione VIA e un altro ne viene presentato senza seguire le regole della legge. Ma, come ribadisce anche la sentenza del TAR, si è tenuto conto soprattutto “delle ripercussioni negative sull’occupazione, con conseguenti forti tensioni sociali, derivanti da una eventuale mancata autorizzazione del progetto di bilanciamento.”</p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; questo il nodo politico della sentenza: la legge sulla VIA viene superata da volontà politiche e partitiche chiare che, però, poi cozzano contro le valutazioni economiche di mercato, perchè potenziare impianti obsoleti del 1970 è finanziariamente un suicidio;  così non è la tutela dell&#8217;ambiente e della salute a fermare questi impianti ma la globalizzazione.</p>
<p style="text-align: justify">Speriamo che vengano rimossi gli impianti e bonificate le aree e che su quei terreni trovino posto lavorazioni ecocompatibili che diano ai lavoratori e ai nostri figli lavori sicuri e salubri.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>NON</strong><strong> presenteremo ricorso al Consiglio di Stato perchè :</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>- è troppo costoso per le nostre casse di associazioni di volontariato, la giustizia è una cosa per ricchi</strong></p>
<p style="text-align: justify">- crediamo illusorio chiedere che il consiglio di STATO dia torto alle scelte di  chi rappresenta lo Stato (Ministero Ambiente e Consiglio dei Ministri) e dia ragione ad associazioni ambientaliste <strong>che chiedono l&#8217;applicazione delle leggi.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Ringraziamo gli avvocati Marco Giacomini e Silvia Manderino che ci hanno rappresentato impegnandosi senza risparmiare energie.</p>
<p style="text-align: justify">La giustizia ingiusta e i giochi del potere  per sottometterla danno anche in questi giorni spettacolo inverecondo e mostrano a quali livelli di stravolgimento delle regole si può arrivare. La mancanza di fiducia nella giustizia porta solo a diventare sudditi- schiavi o a farsi giustizia da soli.</p>
<p style="text-align: justify">Noi non vogliamo  condividere nessuna delle due strade, continueremo a lottare perchè la gente si ribelli e perchè siano difesi i diritti democratici fondamentali .</p>
<p>Terremo conto di tutto e chiederemo conto di tutto.</p>
<p>Associazione Gabriele Bortolozzo           Ecoistituto del Veneto Alex Langer</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IL PICCO DELLA SALUTE</title>
		<link>http://margheraonline.it/blog/inquinamento/il-picco-della-salute/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 17:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ssaturnini</dc:creator>
				<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Patrizia Gentilini &#8211; Medico Oncologo ed Ematologo, Presidente ISDE Forlì &#8211; Forlì 30 marzo 2011
Una delle più frequenti obiezioni che viene mossa a noi medici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Patrizia Gentilini &#8211; Medico Oncologo ed Ematologo, Presidente ISDE Forlì &#8211; Forlì 30 marzo 2011</h3>
<p style="text-align: justify">Una delle più frequenti obiezioni che viene mossa a noi medici “allarmisti” è che, in barba ai rischi ambientali, la speranza di vita – almeno nei paesi occidentali – non solo è cresciuta, ma sta ulteriormente aumentando. Sembrerebbe quindi che i veleni ( metalli pesanti , agenti cancerogeni, diossine, particolato ultrafine, pesticidi, radiazioni&#8230;) per i quali tanto ci agitiamo, non fossero poi così pericolosi nè in grado di danneggiarci più di tanto.</p>
<p style="text-align: justify">Forse, ancora una volta, siamo invece proprio noi ad avere ragione: andate sul sito della Commissione Europea per la Salute ) e scegliete, come indicatore, l’aspettativa di vita alla nascita (Life expectancy at birth) e l’aspettativa di salute alla nascita (Health life years at birth), cliccate in corrispondenza di “Italia” e visualizzerete dei grafici dai quali è chiaro per tutti che nel nostro paese, a partire dal 2003 vi è un crollo dell’aspettativa di vita in salute, crollo che è ancora più repentino nelle donne che non nei maschi: la vita continua ad allungarsi ma la vita in salute si accorcia drasticamente come, tra l’altro, non aveva mai fatto prima. Cosa sta succedendo? E’ evidente che l<strong>a nostra salute sta rapidamente deteriorandosi per l’aumentare di patologie cronico-degenerative fra cui, in primo luogo il cancro, che purtroppo colpisce non solo gli anziani, ma sempre più spesso giovani e bambini.</strong> Questo dato, del resto perfettamente coerente con l’aumento del 60%, nel consumo di farmaci di classe A nel nostro paese dal 2000 al 2009, dovrebbe suscitare estrema attenzione non solo fra cittadini e addetti ai lavori, ma ai più alti livelli istituzionali se non altro per i costi economici ed assistenziali che tutto ciò comporta. E’ questo crollo della speranza di vita in salute che il Prof Ugo Bardi, ha definito, analogamente al picco del petrolio, il “picco della salute”. Le riflessioni che tutto ciò , in qualità di medico oncologo mi suscita sono tante, ma la prima è che mi sembra davvero paradossale che non ci si interroghi adeguatamente sulle cause di questo fenomeno, quasi che noi medici (ed in particolare noi oncologi che pure abbiamo sviluppato tanta sensibilità nei confronti della qualità della vita dei nostri pazienti), abbiamo di fatto dimenticato che la miglior qualità di vita si gode semplicemente quando non si ha bisogno di noi, nè delle nostre cure, esami o farmaci anche se sempre più “intelligenti”&#8230;.<br />
In questo periodo poi in cui da ogni dove siamo bersagliati da richieste di fondi per la ricerca sul cancro, vorrei fare a tutti una domanda: pensiamo davvero che sia questa la strada da battere per vincere questa malattia o non sarà che così facendo puntiamo a cronicizzare il cancro, ma non a debellarlo? Il Presidente Nixon firmò nel 1971 il National Cancer Act, un solenne atto con cui dichiarava di voler sconfiggere il cancro, e Gaylord Nelson fu l’unico membro del Senato a votare contro, quando gli fu chiesto ragione di ciò disse: <em>”semplicemente non riuscivo a vedere quale era la logica; pensavo che stessimo promettendo alla gente cose che non saremmo mai stati in grado di mantenere”</em>. Oggi, nel 2011, dopo 40 anni a chi dobbiamo dare ragione? In U.S.A fino al 2005 sono stati investiti oltre 50 miliardi di dollari nella guerra contro il cancro, ma è sotto gli occhi di tutti che, se da un lato diminuisce l’incidenza di alcuni tipi di tumore (specie quelli correlati al tabagismo, abitudine fortunatamente in diminuzione specie nei maschi), dall’altro ci si ammala sempre di più per tumori alla prostata, testicolo, mammella, tiroide, linfomi , melanoma, pancreas, fegato… <strong>e soprattutto si ammalano sempre più giovani e giovanissimi.</strong><br />
Proprio in questi giorni è comparso sui giornali di Brescia che in quella città vi sono state in un solo anno ben 60 nuove diagnosi di cancro fra bambini ed adolescenti, con un aumento dell’8% rispetto all’anno precedente: chi non si preoccuperebbe davanti a tali numeri? Certo, per alcuni tipi di tumore, anche in stadi avanzati, qualche miglioramento della sopravvivenza è stato raggiunto: ma a che prezzo, sia in termini di<br />
effetti collaterali che economici? Un articolo recente ha valutato che a New York negli anni ’90 si poteva prolungare di 11,5 mesi la vita di un paziente affetto da tumore al costo di 500 $, nel 2004, per lo stesso tipo di cancro e nel medesimo stadio, erano disponibili cure in grado di prolungare la vita di 22,5 mesi al costo di 250.000 $. Il ricercatore R.W Clapp che riporta questi dati si spinge oltre ed afferma: <em>”C’è uno straordinario profitto dell’industria farmaceutica in generale e la chemioterapia attualmente in uso o all’orizzonte è uno dei campi più promettenti&#8230;.[...] La “target therapy” ( terapia mirata o intellligente n.d.r.) come descritta da Hanahan e Weinberg è il Santo Graal delle multinazionali del farmaco e ci si aspetta che il numero di persone affetta da cancro in U.S.A raddoppierà nelle due prossime decadi”.</em><br />
Davvero possiamo onestamente pensare di poter sostenere questi costi e, soprattutto, che così facendo si apra un reale spiraglio nella guerra contro il cancro? Siamo in tanti fra “addetti” e “non addetti” ai lavori a ritenere che questo approccio sia perdente e vorremmo che si invertisse al più presto la rotta, o che per lo meno la ricerca di efficaci terapie fosse accompagnata da pari investimenti per la rimozione delle cause del cancro: in U.S.A. il National Cancer Institute investe meno del 3% per la reale prevenzione della malattia e l’America Cancer Society addirittura meno dello 0.1 %&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Qualcuno può onestamente ritenere che nel nostro paese siamo messi meglio? <strong>E’ davvero sensato puntare tutta l’attenzione sulla ricerca di nuovi farmaci, senza di fatto mai puntare l’attenzione sulle cause di queste malattie</strong>, evitando fra l’altro di fornire ai cittadini informazioni scientificamente corrette, chiare, complete e dettagliate sui tanti agenti cancerogeni presenti nel nostro habitat? E’ ora di passare dalle parole alle azioni: <strong>guardiamoci intorno, chiediamoci che ruolo hanno pesticidi, diossine, nichel, cadmio, cromo, piombo, mercurio, benzene, PCB, IPA &#8230; e gli altri numerosissimi veleni presenti ormai stabilmente non solo in aria, acqua, cibo, ma nel nostro stesso corpo. E’ ora di intraprendere azioni decise per ridurre la presenza di tali sostanze nell’ambiente, evitando ad esempio, di bruciare rifiuti o di inzuppare le nostre terre di pesticidi.</strong> Non sto inventando nulla di nuovo: nella lettera al Presidente Obama del 10 Aprile 2010 che accompagna il Report commissionato dal governo americano ad un Panel di Oncologi <em>”Reducing Environmental Cancer Risk, what we can do now”</em> troviamo scritte queste parole: <em>”il popolo americano, ancor prima di nascere, è bombardato continuamente da una miriade di combinazioni di esposizioni tossiche. Il Panel La esorta [ Presidente Obama] ad esercitare con forza tutto il potere della Sua carica per rimuovere le sostanze cancerogene e gli altri agenti tossici dal nostro cibo, dall’acqua e dall’aria, perché tutto ciò aumenta a dismisura i costi per la sanità, danneggia la produttività della nostra Nazione e devasta la vita degli Americani”.</em><br />
Non mi sembrano cose difficili da capire; di certo, senza tema di smentita, posso affermare che il cancro da cui certamente &#8211; nel 100% dei casi &#8211; si guarisce è quello di cui NON ci si ammala! <strong>Riscopriamo quindi la Prevenzione Primaria, investiamo risorse per ridurre l’esposizione delle popolazioni agli agenti inquinant</strong>i e difendiamo una informazione rigorosa, indipendente, scientificamente corretta sui rischi ambientali, solo così potremo sperare di invertire la rotta e risalire la china.</p>
<p>Bibliografia:<br />
<a href="http://ec.europa.eu/health/indicators/healthy_life_years/data/index_en.htm">http://ec.europa.eu/health/indicators/healthy_life_years/data/index_en.htm</a><br />
Agenzia nazionale del Farmaco AIFA –Osmed<br />
<a href="http://ugobardi.blogspot.c">http://ugobardi.blogspot.c</a><br />
Danei G.: Causes of cancer in the world: comparative risk assessment of nine behavioural and environmental risk factors Lancet 366: 1784-1793, 2003<br />
Clapp RW et al: Environmental and Occupational Causes of Cancer, Lowell Center for Sustainable Production, 2007<br />
Devra Davis: La Storia Segreta della Guerra al Cancro<br />
Samuel S. Epstein: How to win the war against cancer, 2005 <a href="http://www.preventcancer.com/">http://www.preventcancer.com/</a><br />
2008-2009 Annual Report Presidet’s Cancer Panel Reducing Environmental</p>
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		<title>Una centrale a biomassa in via Porto di Cavergnago</title>
		<link>http://margheraonline.it/blog/inquinamento/una-centrale-a-biomassa-in-via-porto-di-cavergnago/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 22:21:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ssaturnini</dc:creator>
				<category><![CDATA[centrali a biomassa]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[UN ALTRO ATTACCO AL TERRITORIO DELLA GRONDA LAGUNARE
Sta per essere attivata una centrale a biomassa in via Porto di Cavergnago, presso il centro multiraccolta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>UN ALTRO ATTACCO AL TERRITORIO DELLA GRONDA LAGUNARE</p>
<p style="text-align: justify">Sta per essere attivata una centrale a biomassa in via Porto di Cavergnago, presso il centro multiraccolta di Veritas della Municipalità di Mestre centro.</p>
<p style="text-align: justify">Si bruceranno 3000 tonnellate di cippato (legno triturato con umidità fino al 60%) proveniente per due terzi dalle potature locali, preparato a Martellago, e per un terzo dalla provincia di Belluno.</p>
<p>La centrale a biomasse è integrata in un sistema di cogenerazione energetica tra:</p>
<ol>
<li>l&#8217;energia prodottaq da 840 pannelli fotovoltaivi (= 1400 mq di superficie &#8211; potenza complessiva annua 210.000 KW)</li>
<li>l&#8217;energia prodotta dalla centrale a biomasse stessa (che ha una ciminiera alta 15 metri in un edificio di 14&#215;21 metri) che ha le seguenti caratteristiche tecniche:</li>
</ol>
<ul>
<li>produzione di energia elettrica fino a 160 kWe</li>
<li>produzione di energia termicaq da 40.000 a 580.000 kWe tramite la produzione di acqua calda fino a 90°</li>
<li>tipo di combustibile: biomasse con percentuale di umidità fino al 60%. Consumo annuo di biomassa vergine: 3000 tonnellate.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Confrontando la concentrazione massima nei fumi prevista dalla legge con le emissioni previste per una centrale a biomassa di queste dimensioni (con potenza nominale complessiva superiore a 1,5 MW ed inferiore a 3 MW) si rileva che ci sono dei valori di inquinamento vicini ai limiti consentiti (NO2 ossidi di azoto: 400 mg/m3 dell&#8217;impianto Veritas rispetto ai 350 mg/m3, valore massimo consentito dal D. Lgs 152/06) ed altri, come le PM10, che andrebbero valutati sommando quanto prodotto dalla centrale con i dati territoriali rilevati da ARPAV (la centralina di Bissuola ha rilevato già in questi giorni il superamento del limite massimo annuo consentito). Inoltre, come dimenticare che via Martiri ha un alto tasso di traffico veicolare e che via Orlanda vedrà un innalzamento del flusso di transito se sarà realizzato il by-pass di Campalto?</p>
<p style="text-align: justify">Forse questa centrale ridurrà del 30% il costo energetico dell&#8217;azienda Veritas, fornirà tramite teleriscaldamento energia termica e refrigerante agli uffici ed alle palazzine annesse, ma quale costo pagheranno i cittadini? Come giustifica Veritas questo piano di &#8220;risparmio energetico&#8221; con il forte incremento della tassa sui rifiuti che stanno per subire i cittadini e che è stato appena deliberato dal Consiglio Comunale?</p>
<p style="text-align: justify">CHI ha autorizzato questa centrale? Qualcuno doveva essere informato: sono previsti DIA completa si relazione Legge 10/91, omologazione ISPESL della caldaia, certificato di prevenzione incendi&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">CHI ha verificato sul piano urbanistico il reale impatto ambientale? Le centrali a biomassa sono funzionali per le aziende agricole e industriali che utilizzano per la combustione i propri scarti di lavorazione mentre la centrale Veritas importerà materiale legnoso che verrà trasportato con camion: dove sta la convenienza? Come dimenticare che l&#8217;emissione di fumi e polveri, per quanto ne sia formalmente garantito l&#8217;abbattimento con filtri specifici, va ad abbattersi sulla citta di Mestre che deve già difendersi quotidianamente dagli altissimi valori di PM1&#8242;?</p>
<p style="text-align: justify">CHI tutela la salute dei cittadini? Le prime abitazioni sono a 40 metri!</p>
<p style="text-align: justify">Quale Comune ha mai consentito di realizzare una centrale a biomassa nel proprio centro urbano? E&#8217; la prima centrale in Europa realizzata in un centro urbano!</p>
<p style="text-align: justify">Quando si potrà parlare di riqualificazione urbanistica delle aree periferiche di Mestre e di tutela ambientale?</p>
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