Ripubblichiamo l’appello di Michele Boato, il quale ci ha inviato anche i risvolti della vicenda (che potete trovare nel nostro sito).
Il 31.5.2011, gentilmente ha risposto l’avvocato Manderino, con la lettera che riportiamo sotto:
Mestre, 31.5.2011
A: MICHELE BOATO
Presidente Associazione Ecoistituto del Veneto
Direttore Responsabile del trimestrale “Gaia”
Viale Venezia, 7 30171 MESTRE
Raccomandata a.r. anticipata via email
e, p.c. Gianluca Bortolozzo, Pres. Associazione Gabriele Bortolozzo
Beatrice Bortolozzo, Luciano Mazzolin, Franco Rigosi
via email
Hai diffuso in Rete, inserita in “Gaia news – notizie dall’Ecoistituto del Veneto”, una menzogna, con il proposito di diffamare la mia persona.
La bassezza del tuo comportamento non meriterebbe considerazione.
Veniamo ai fatti.
Nell’ estate 2007 tu e Franco Rigosi, a nome delle vostre rispettive associazioni (l’Associazione Airis è del tutto estranea alle vertenze in discussione), avete chiesto il mio patrocinio per promuovere un ricorso al TAR Veneto contro il Ministero dell’Ambiente relativo all’impianto DL 1 / 2 dicloroetano del Petrolchimico di Porto Marghera.
Ho chiesto all’ Marco Giacomini, che accettò, la disponibilità a darmi il suo aiuto, nei limiti consentiti dal lavoro del suo studio.
Nella primavera 2008 avete nuovamente richiesto la mia opera professionale per un secondo ricorso avanti il TAR contro il Consiglio dei Ministri (e altri) in relazione al cosiddetto “bilanciamento cvm-pvc” degli impianti ex Ineos e poi Vinyls del Petrolchimico di Porto Marghera.
In accordo con Marco Giacomini, vi ho chiesto un contributo iniziale per pagare l’avvio delle vertenze, riservando a tempi successivi la corresponsione del compenso per il lavoro professionale; dopo di che, nei successivi tre anni e mezzo, ho più volte dovuto anticipare io stessa le spese vive occorse, ricevendone la restituzione a distanza di mesi.
Marco Giacomini si è ammalato e a maggio 2009 è mancato.
Ho continuato da sola, affrontando due vicende giudiziarie la cui estrema complessità è stata fondamento della decisione del TAR di compensare le spese di lite.
Ho sollecitato più volte a te e a Rigosi la questione relativa al compenso per il lavoro professionale, senza averne riscontro: questione che ho ribadito nella riunione del 17 gennaio scorso – presenti anche coloro che mi leggono -, alla vigilia della discussione in pubblica udienza delle due vertenze.
A quella stessa riunione si concordò che vi avrei consegnato le notule dell’attività svolta per i due giudizi una volta conosciute le decisioni del TAR.
Il che è avvenuto il 27 aprile scorso, due settimane dopo il deposito delle sentenze.
I preavvisi di parcella in vostre mani sono la fotografia del lavoro svolto dall’anno 2007 in poi.
Trascorso un mese, rivolgendoti via internet ad un numero indeterminato di persone, tu diffondi la “notizia” che il lavoro – mio, e in parte di Marco Giacomini – non andasse onorato, sostenendo di avere concordato con Giacomini “che le associazioni avrebbero pagato le spese vive (bolli per i ricorsi ecc.) mentre gli avvocati (come successo in decine di altri processi politici e ambientali, con gli avvocati Battain, Scatturin, Caburazzi, Zaffalon, ecc.) davano la loro opera gratuitamente. Questo era stato detto, ma purtroppo mai in forma scritta o in presenza di testimoni, se non i rappresentanti delle associazioni”.
La troppo facile menzogna è smentibile da un fatto elementare: Marco Giacomini non poteva raggiungere accordi di gratuità senza concordarli con me.
La tua bassezza è chiamare in causa una persona che non è più in grado né di darti ragione né di darti una lezione morale, esercizio che vedo applichi anche per altri due avvocati, Battain e Scatturin, anche loro scomparsi.
Cosa ti spinga a compiere questa operazione non può essere che instillare, in chi legge il tuo S.O.S. in rete, il discredito verso la mia persona.
Un discredito presente e futuro, quando scrivi: “mi auguro che prendiate buona nota dei fatti e delle persone per non incorrere negli stessi inconvenienti in caso di iniziative giudiziarie”.
Non pago, ti rivedo nuovamente al lavoro nell’opera di diffamazione con un articolo a sei colonne pubblicato su La Nuova Venezia del 24 maggio scorso dal titolo “I legali “sbancano” due associazioni”, articolo che così conclude: “prendete nota dell’ in questione, per non incorrere nei nostri stessi inconvenienti”.
Come scrive il cronista, chiedi e ottieni che il mio nome non venga indicato; è però evidente che chi è stato raggiunto dal tuo S.O.S. in Rete – quello stesso che il quotidiano in parte riproduce – non ha alcuna difficoltà ad associare me alle affermazioni di cui mi fai bersaglio.
Da tutto ciò emerge molto chiara la diffamazione a mezzo stampa.
Ti evidenzio che per il versamento della quota spettante alla tua Associazione per l’attività svolta negli anni 2007-2008-2009-2010-2011 nei due procedimenti avanti al TAR Veneto (NN. 2220/07 e 1160/08) attendo entro e non oltre il 15 giugno 2011.
Sei invitato a rendere pubblica questa lettera nei termini e modi previsti dalle leggi sulla stampa, dandomene conoscenza.
avv. Silvia Manderino
Michele Boato osserva che nella lettera dell’ ci sono molte offese e inesattezze:
“- si rivolge a me dicendo “hai diffuso una menzogna” riferendosi al punto dove ricordo che avevamo concordato con l’avv.Giacomini “che le associazioni avrebbero pagato solo le spese vive”; più avanti ribadisce che di tratterebbe di una “troppo facile menzogna” e che “la tua bassezza è chiamare in causa una persona che non è più in grado di darti ragione nè di darti una lezione morale”;
ma l’avv.Manderino viene smentita dalle parole della madre dell’avv.Giacomini pubblicate tre giorni prima della sua lettera sulla Nuova Venezia:
“né Marco prima della morte né tantomeno gli eredi in seguito alla tragica scomparsa hanno mai ricevuto e men che meno richiesto alcuna somma di denaro per l’attività professionale svolta dall’avv. Giacomini, che infatti si era impegnato a svolgere la propria opera a titolo assolutamente gratuito attesa la natura della questione.
Si segnala peraltro che l’avv.Giacomini ha altresì sostenuto spese vive di cui non ha mai voluto chiedere alle associazioni di cui sopra nemmeno il rimborso. Nell’articolo si dà atto che, come conferma lo stesso Michele Boato, l’avvocato Giacomini si era impegnato a svolgere la sua attivita professionale a titolo gratuito ma che non vi era un accordo scritto in tal senso. La parola di mio figlio valeva certamente più di ogni scritto”
- più avanti l’avv.Manderino riferisce lo stesso argomento anche ai due purtroppo deceduti dei quattro avvocati da me citati per averci difeso in cause politiche e ambientali senza nulla richiedere; avvocato Battain, avvocato Scatturin, avvocato Caburazzi, avvocato Zaffalon: devo solo aggiungerene almeno altri due: l’avv.Sandro Canestrini e l’avv. Partesotti, che ha patrocinato del tutto gratuitamente una decina di cause sull’incidente all’impianto di fosgene del 2002.
- inoltre l’avv.Manderino ricorda di aver “più volte dovuto anticipare io stessa le spese vive occorse, ricevendone la restituzione a distanza di mesi”; dimentica però che, a conclusione di un precedente processo (relativo all’incendio all’impianto TDI del fosgene del 28.112002), in cui Ecoistituto e Ass.Bortolozzo si sono costituiti parte civile assieme ad altri, la Dow Polimeri è stata condannata molto velocemente (senza quasi dibattimento, nè importanti memorie da parte nostra) alla “rifusione delle spese di costituzione e di rappresentanza nei confronti delle parti civili che liquida in (…) euro 9.000 quanto all’associazione “Gabriele Bortolozzo Onlus” e in “euro 9.000 quanto all’associazione Ecoistituto del Veneto Alex Langer”. Questi 18.000 euro sono andati tutti all’avv.Manderino, che quindi, grazie anche a noi, si era costituito un discreto fondo cassa.
Inseriamo, per completezza, anche la lettera della madre dell’avv.Marco Giacomini, pubblicata precedentemente il 28.5.2011 su “La Nuova Venezia”, pagina 27, sezione Altre
“Non abbiamo mai chiesto la parcella”
Quale madre ed erede dell’avvocato Marco Giacomini da voi citato nell’articolo «I legali sbancano due associazioni» del 24 maggio scorso relativo ai procedimenti instaurati avanti al Tar Veneto dall’Associazione Gabriele Bortolozzo e dall’Ecoistituto Veneto Alexander Langer, intendo precisare quanto segue.
Le associazioni di cui sopra sono state patrocinate nei giudizi citati da mio figlio Marco Giacomini e da un altro avvocato a partire dall’anno 2007. Mio figlio è purtroppo deceduto nel maggio del 2009. Ebbene, né Marco prima della morte né tantomeno gli eredi in seguito alla tragica scomparsa hanno mai ricevuto e men che meno richiesto alcuna somma di denaro per l’attività professionale svolta dall’avv. Giacomini, che infatti si era impegnato a svolgere la propria opera a titolo assolutamente gratuito attesa la natura della questione.
Si segnala peraltro che l’avvocato Marco Giacomini ha altresì sostenuto spese vive di cui non ha mai voluto chiedere alle associazioni di cui sopra nemmeno il rimborso. Nell’articolo si dà atto che, come conferma lo stesso Michele Boato, l’avvocato Giacomini si era impegnato a svolgere la sua attività professionale a titolo gratuito ma che non vi era un accordo scritto in tal senso. La parola di mio figlio valeva certamente più di ogni scritto. E così è stato. Qualsiasi richiesta di denaro relativa al contenzioso tra l’Associazione Gabriele Bortolozzo, l’Ecoistituto Veneto Alexander Langer e Syndial, dunque, nulla ha a che vedere né con mio figlio Marco Giacomini, né con gli eredi, né con altri professionisti che proseguono la loro attività nei locali dello studio già di mio figlio. Noi tutti siamo assolutamente estranei a tale spiacevolissima vicenda.
Edda Zampieri Giacomini
Mestre
Link all’articolo
Ricordiamo ancora gli estremi delle associazioni che chiedono al Vostro buon cuore un’aiuto economico per continuare a portare avanti la battaglia del rispetto dell’ambiente. Di tutti.
Finora sono stati raccolti 1800 euro da una ventina di persone.
Estremi per effettuare versamento in favore dell’Ecoistituto del Veneto “Alex Langer”:
1. col bollettino di Conto Corrente postale n. 29119880
2. con bonifico bancario: IBAN IT90 S063 4502 0220 7400 0757 60P – CaRiVe Mestre via Piave
entrambi intestati a “Ecoistituto del Veneto – Mestre “ – Causale “Spese legali Chimica”
Estremi per effettuare versamento in favore dell’Associazione G. Bortolozzo
- con bonifico bancario: IBAN IT 64 F 05336 02041 000046281977 presso Friuladria di Mestre – via Pepe