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	<title>MargheraOnline.it &#187; politica</title>
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		<title>Per i candidati &#8230; domanda N.3 &#8211; Gestione dell’emergenza PM10</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 22:16:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anthony</dc:creator>
				<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Gent. Candidato,
 
 in qualità di  candidato Sindaco del Comune di Venezia riteniamo  opportuno rivolgerle  alcune specifiche domande sulle sue  proposte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gent. Candidato,</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> in qualità di  candidato Sindaco del Comune di Venezia riteniamo  opportuno rivolgerle  alcune <strong>specifiche domande</strong> sulle sue  proposte che riguardano la  relazione tra la <strong>salute</strong> ed il critico  contesto <strong>ambientale</strong> del territorio veneziano. </em></p>
<p><em>Per quanto riguarda il quadro  complessivo delle interazioni  salute ambiente con un focus specifico sul  nostro Comune la rimandiamo  agli approfondimenti di autorevoli esperti  medici riportati sui  Quaderni della Salute N.1, 4 e 5. Gli aspetti  critici di tali  interazioni, su scala locale e globale sono riportati  nel contributo  “La sfida politica. Inquinamento e danni alla salute. Un  cambiamento è  urgente nel nostro modello di vita”, nel Quaderno N.5;  un’analisi  puntuale delle fonti di impatto è invece presente nel  contributo “La  mappa dell’inquinamento veneziano. Dal ciclo del cloro  allo smog.”, nel  Quaderno N.1.</em></p>
<p><em>Di seguito sono riportate  le domande che le poniamo.  Cordialmente,  Anthony Candiello</em></p>
<p><strong>Domanda n.3 – Gestione dell’emergenza PM10</strong></p>
<p>L’inquinante più evidente nell’intera Pianura Padana, in Veneto ed in particolare a Venezia, è rappresentato dalle <strong>polveri fini</strong>. Tra queste, la frazione pm10 è sotto attenzione per via dei gravi impatti sulla popolazione.</p>
<p>Le centraline di Arpav riportano medie annuali di pm10 che oscillano tra <strong>43</strong> e <strong>57</strong> μg/mc, che si sono tradotti nel superamento delle soglie di legge in quasi metà dei giorni negli ultimi anni. Similmente avviene per le centraline di Marghera dell’Ente Zona Industriale, che oscillano tra 31 e 63, con picchi di 123 μg/mc. Valori mediamente elevati sono presenti da tempo nel veneziano: le concentrazioni medie giornaliere di pm10 nel territorio veneziano sono <strong>mediamente prossime</strong> al valore limite di <strong>50 μg/mc</strong> ed associate ad alti valori di ozono.  Non sono solo le medie, ma anche i valori assoluti a preoccupare.</p>
<p><strong>Dati scientifici</strong> indicano che agli attuali valori di <strong>50</strong><strong>mg/mc</strong> si ha un <strong>3%</strong> di mortalità generale da attribuirsi alle polveri sottili nel <em>breve termine</em>, ovvero nel giorno stesso o entro qualche giorno dall’esposizione. Studi sistematici di <em>lungo termine</em> hanno invece stimato che i livelli correnti di polveri sottili in aree urbane comporterebbero un aumento della mortalità generale di circa il (!!!) <strong>15%</strong>.</p>
<p>Il dato in sé potrebbe suggerire i soliti interventi palliativi quali le (pur meritevoli) domeniche ecologiche, che si traducono in 2-3 giornate l’anno nel quale si fermano i veicoli leggeri in transito urbano, o in interventi leggermente più ampi che coinvolgono i mezzi leggeri meno ecologici. L’analisi del dato fornito da Arpav nel 2007 sulle responsabilità emissive da pm10 nel Comune di Venezia suggerisce però interventi di tutt’altra tipologia: valori <strong>residuali</strong>, prossimi al 3% del pm10 sono attribuibili ai <strong>mezzi leggeri</strong>.</p>
<p>Mentre si trascurano percentuali che <strong>sfiorano il 50% </strong>per quanto riguarda le <strong>centrali a carbone</strong>, percentuali <strong>a due cifre</strong> per quanto riguarda gli <strong>inceneritori</strong> e responsabilità per circa <strong>un terzo</strong> del totale per le attività industriali. Di qui la proposta: non è che sia il caso, nelle domeniche ecologiche, di fermare invece le centrali a carbone?</p>
<p><em>D3. Quali sono gli <strong>interventi immediati</strong> che propone per la futura Amministrazione al fine di <strong>incidere</strong> con <strong>efficacia</strong> nel merito delle alte concentrazioni presenti tutto l’anno a Venezia di <strong>pm10</strong>? Avete in programma interventi a riduzione della produzione di pm10 di <strong>centrali elettriche</strong>, <strong>inceneritori</strong> ed <strong>attività industriali</strong>?</em></p>
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		<title>Per i candidati &#8230; domanda N.2 &#8211; Intervento sulle fonti</title>
		<link>http://margheraonline.it/blog/politica/per-i-candidati-domanda-n-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 22:15:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anthony</dc:creator>
				<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Gent. Candidato,
 
 in qualità di  candidato Sindaco del Comune di Venezia riteniamo opportuno rivolgerle  alcune specifiche domande sulle sue proposte che riguardano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gent. Candidato,</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> in qualità di  candidato Sindaco del Comune di Venezia riteniamo opportuno rivolgerle  alcune <strong>specifiche domande</strong> sulle sue proposte che riguardano la  relazione tra la <strong>salute</strong> ed il critico contesto <strong>ambientale</strong> del territorio veneziano. </em></p>
<p><em>Per quanto riguarda il quadro  complessivo delle interazioni salute ambiente con un focus specifico sul  nostro Comune la rimandiamo agli approfondimenti di autorevoli esperti  medici riportati sui Quaderni della Salute N.1, 4 e 5. Gli aspetti  critici di tali interazioni, su scala locale e globale sono riportati  nel contributo “La sfida politica. Inquinamento e danni alla salute. Un  cambiamento è urgente nel nostro modello di vita”, nel Quaderno N.5;  un’analisi puntuale delle fonti di impatto è invece presente nel  contributo “La mappa dell’inquinamento veneziano. Dal ciclo del cloro  allo smog.”, nel Quaderno N.1.</em></p>
<p><em>Di seguito sono riportate  le domande che le poniamo. Cordialmente,  Anthony Candiello</em></p>
<p><strong>Domanda n.2 – Intervento strutturale sulle fonti</strong></p>
<p>È dagli anni ’70 che il modello industriale, basato su elevati volumi di produzioni <strong>ad alto impatto ambientale</strong>, ha dimostrato una strutturale incapacità di sostenere lo sviluppo economico (e sociale) del territorio veneziano, come evidenziano tutte le analisi economiche ed occupazionali – senza considerare i <strong>gravissimi danni</strong> arrecati al territorio sul piano ambientale, urbanistico e sanitario. La monocultura che lo ha guidato è tuttavia ancora pienamente operativa, molta dell’attuale classe dirigente che guida amministrazioni, società pubbliche e private si è formata in un tale humus ed è spesso non in grado anche solo di immaginare percorsi diversi e più avanzati.</p>
<p>Un intervento strategico di elevato profilo, quale quello che sarebbe lecito aspettarsi dalle massime responsabilità amministrative locali, dovrebbe considerare prioritaria l’individuazione di un <strong>modello sostenibile di sviluppo</strong> che trascenda dalle facili logiche di conservazione dell’esistente oltre ogni ragionevole limite (la strategia finora perseguita) o della transizione facile verso comparabili produzioni massive ad elevato impatto ambientale e basso contenuto competenziale con l’aggravante di avere una bassa intensità di lavoro. Di cui sono esempi recenti l’allungamento dei tempi di permanenza della <strong>raffineria</strong>, il business in espansione delle <strong>centrali elettriche</strong> a combustibili fossili (in particolare a carbone), il nuovo <strong>modello “pattumiera”</strong> centrato su trattamento ed incenerimento di altissimi volumi (dell’ordine di centinaia di migliaia di tonnellate) di rifiuti in gran parte pericolosi, provenienti da fuori comune; ed anche le <strong>varianti meno qualificate della logistica</strong>, dove si sposta merce senza alcuna lavorazione aggiunta, con il risultato di un ennesimo ciclo ad elevati volumi con il suo enorme impatto rappresentato da grandi e grandissime navi ed un traffico continuo di autotreni pesanti.</p>
<p><em>D2. <strong>Quali</strong> sono le <strong>strategie</strong> proposte dalla coalizione da lei guidata in merito a <strong>modelli di sviluppo sostenibili</strong> per la terraferma veneziana in grado di rendere <strong>concreto</strong> e <strong>fattuale</strong> il processo di riconversione e di ridurre progressivamente l’inquinamento?</em></p>
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		<title>Per i candidati &#8230; domanda N.1 &#8211; Misura degli effetti</title>
		<link>http://margheraonline.it/blog/politica/per-i-candidati-domanda-n-1/</link>
		<comments>http://margheraonline.it/blog/politica/per-i-candidati-domanda-n-1/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 22:13:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anthony</dc:creator>
				<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Gent. Candidato,
 
 in qualità di candidato Sindaco del Comune di Venezia riteniamo opportuno rivolgerle alcune specifiche domande sulle sue proposte che riguardano la relazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gent. Candidato,</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> in qualità di candidato Sindaco del Comune di Venezia riteniamo opportuno rivolgerle alcune <strong>specifiche domande</strong> sulle sue proposte che riguardano la relazione tra la <strong>salute</strong> ed il critico contesto <strong>ambientale</strong> del territorio veneziano. </em></p>
<p><em>Per quanto riguarda il quadro complessivo delle interazioni salute ambiente con un focus specifico sul nostro Comune la rimandiamo agli approfondimenti di autorevoli esperti medici riportati sui Quaderni della Salute N.1, 4 e 5. Gli aspetti critici di tali interazioni, su scala locale e globale sono riportati nel contributo “La sfida politica. Inquinamento e danni alla salute. Un cambiamento è urgente nel nostro modello di vita”, nel Quaderno N.5; un’analisi puntuale delle fonti di impatto è invece presente nel contributo “La mappa dell’inquinamento veneziano. Dal ciclo del cloro allo smog.”, nel Quaderno N.1.</em></p>
<p><em>Di seguito sono riportate le domande che le poniamo. Cordialmente,  Anthony Candiello</em></p>
<p><strong>Domanda n.1 – Misura degli effetti</strong></p>
<p>Il contesto veneziano, stanti le innumerevoli fonti di impatto in termini di inquinamento (trasporti e logistica, porto, aeroporto, produzione elettrica, inceneritori, industria chimica, tangenziale e mobilità urbana, inquinamento pregresso) e stanti le caratteristiche territoriali (dei suoli e delle acque, che non consentono di limitare la diffusione degli inquinanti, geografico-morfologiche, che impediscono agli inquinanti in aria di disperdersi efficacemente, dell’ecosistema lagunare nelle sue relazioni pericolose con il ciclo alimentare), dovrebbe richiedere agli Amministratori una particolare attenzione agli <strong>effetti sulla salute dei cittadini</strong>.</p>
<p>Gli inquinanti cui sono esposti i cittadini veneziani sono <strong>pm10</strong>, ossidi di azoto e di zolfo, in misura massiva, ma anche <strong>diossine</strong>, cloroderivati, idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti, ed in definitiva praticamente <strong>l’intera tassonomia di inquinanti</strong> che le attività umane sono in grado di produrre quale sottoprodotto non desiderato, vista l’ampiezza e la durata delle produzioni di ogni tipo che sono state o sono tuttora insediate a Porto Marghera.</p>
<p>Il paradosso è che, invece, <strong>non</strong> vi è alcun <strong>Osservatorio Epidemiologico Permanente</strong> che si occupi di <strong>quantificare</strong>, <strong>qualificare</strong> e <strong>storicizzare</strong> gli effetti sulla salute dei <strong>cittadini</strong> e dei <strong>lavoratori</strong> che possa confrontare gli effetti con le informazioni sui percorsi lavorativi, di mobilità, di spostamento di abitazione e con altre informazioni utili per avere una rilevazione oggettiva di quanto nella salute è indotto dai fattori esterni <em>antropogenici</em> – sui quali è pertanto <em>possibile intervenire</em>. Le analisi svolte sul territorio veneziano, pur di valore, sono <strong>sporadiche</strong>, <strong>specifiche</strong>, <strong>estemporanee</strong> e paragonabili in volume a quelle svolte in comuni Italiani collocati in aree prive di fonti di impatto.</p>
<p>Fino ad arrivare al caso-limite dell’incomprensibile <strong>black-out informativo</strong> che ha oscurato per il quinquennio 2003-2009 i dati sulle patologie degenerative veneziane al Registro Tumori del Veneto.</p>
<p><em>D1. <strong>Quante</strong> e <strong>quali</strong> <strong>risorse</strong> economiche verranno impegnate per condurre un programma di <strong>indagini epidemiologiche</strong> in grado di dare misura e correlazione tra gli effetti sulla salute e le fonti di impatto, considerando anche gli aspetti professionali?</em></p>
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		<title>Le firme di 10.000 cittadini bruceranno nell&#8217;SG31?</title>
		<link>http://margheraonline.it/blog/inceneritore/le-firme-di-10-000-cittadini-buceranno-nellsg31/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 17:20:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ssaturnini</dc:creator>
				<category><![CDATA[inceneritore]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Marghera]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ieri mattina la Giunta Regionale ha concesso le autorizzazioni per il riavvio dell&#8217;inceneritore di rifiuti chimico-nocivi SG31. Immaginiamo che le firme dei 10.000 e più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">Ieri mattina la Giunta Regionale ha concesso le autorizzazioni per il riavvio dell&#8217;inceneritore di rifiuti chimico-nocivi SG31. Immaginiamo che le firme dei 10.000 e più cittadini che hanno espresso la propria contrarietà al progetto verranno bruciate nell&#8217;inceneritore in quanto rifiuto estremamente tossico, tossico per i nostri amministratori in quanto prova dello scollamento ormai esistente tra gli amministratori stessi ed i cittadini amministrati.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">Oltre ad esprimere tristezza e sdegno di fronte all&#8217;evidenza che la Giunta Regionale abbia ignorato l&#8217;opinione di una parte non trascurabile della popolazione, popolazione che si respirerà i fumi    venefici dell&#8217;inceneritore SG31, utilizziamo questo canale per effettuare delle osservazioni su alcune dichiarazioni apparse sulla stampa (vedi articolo sottostante):</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">
<ul>
<li>giudicare l&#8217;atto di volontà di oltre 10.000 cittadini una strumentalizzazione politica significa nel migliore dei casi miopia e nel peggiore voler ostinatamente negare quello che i cittadini stanno<span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%"> esprimendo</span></li>
<li><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%">la piattaforma ambientale SG31 esiste e funziona da tempo ma l&#8217;inceneritore è fermo da oltre un anno per carenza di materiale da bruciare; avere la fortuna di non dover più smaltire sostanze tossico-nocive dopo che ce le siamo respirate per quarant&#8217;anni e andare ora a cercarcele in giro ci pare quanto meno “darsi la zappa sui piedi”</span></li>
<li><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%">vorremmo sapere a che percentuale corrisponda l&#8217;espressione “prioritariamente fanghi biologici” e da quali sostanze sarà costituita la percentuale rimanente; vorremmo inoltre capire se il fatto che un fango sia biologico escluda automaticamente che possa essere inquinato o radioattivo</span></li>
<li><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%">oltre alla quantità dei rifiuti che verranno inceneriti nell&#8217;SG31 (e, in ogni caso, passare da 0 a 100.000 tonnellate di veleni all&#8217;anno non ci pare così indifferente) la questione che si pone è quella della “qualità”: crediamo che nessuno di noi, avendo in casa un caminetto e trovandosi senza legna, andrebbe mai dai vicini a farsi dare della spazzatura per alimentare il fuoco&#8230;</span></li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%"><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify">Dalla Nuova di Venezia — 03 marzo 2010   pagina 17   sezione: CRONACA</p>
<p>SI&#8217; DELLA REGIONE AL MEGA-INCENERITORE</p>
<p>Vigilia elettorale infuocata, all’insegna di un tema scottante come la gestione di grandi quantità di rifiuti pericolosi da incenerire o trattare in un’area già martoriata dal punto di vista ambientale e sanitario come Marghera.</p>
<p>Con due delibere presentate dagli assessori Renzo Marangon e Giancarlo Conta, la Giunta regionale &#8211; riunita ieri per una delle ultime volte &#8211; ha dato il via libera all’acquisizione, da parte della concessionaria della Regione (Sifa), della piattaforma ambientale del Petrolchimico e al riavvio del forno inceneritore SG31 da 100 mila tonnellate che sarà interessato anche da un «revamping» per ottimizzare il controllo dal punto di vista delle emissioni inquinanti. Sarà gestita da una società privata (Simagest).</p>
<p>L’assessore alla Tutela del Territorio, Renzo Marangon &#8211; che ha presentato la delibera relativa alla convenzione Sifa/Regione &#8211; parla di un «atto dovuto e previsto dalle già esistenti autorizzazioni, concesse dalle conferenze di servizio a cui hanno partecipato e deliberato anche Comune e Provincia di Venezia». «Non capisco le critiche che ci vengono fatte se non come una strumentalizzazione politica in periodo elettorale &#8211; dice Marangon &#8211; Abbiamo semplicemente permesso il pieno riutilizzo della piattaforma ambientale dell’SG31, che già esisteva ed operava con tanto di autorizzazione e gestione privata, per ottimizzare il ciclo dei rifiuti in laguna nell’ambito del Progetto integrato di Fusina». «E per chi si preoccupa che possano arrivare rifiuti pericolosi da fuori, abbiamo aggiunto nella delibera l’indicazione che nell’SG31 dovranno essere prioritariamente inceneriti fanghi biologici, con opportuni controlli per garantirne il rispetto». La delibera, infatti, dà il via libera all’adeguamento della convenzione tra la Regione e la sua concessionaria, Sifa &#8211; che gestisce il Pif (piano integrato di Fusina per la depurazione delle acque civili e industriali) &#8211; per l’acquisto della piattaforma ambientale SG31 del Petrolchimico di proprietà del consorzio privato Spm controllato da Eni.</p>
<p>Gli ambientalisti parlano, invece, di una «scelta scellerata sulla pelle dei cittadini». Per l’ex assessore provinciale all’Ambiente, Ezio Da Villa, si tratta di una scelta «indecente e non discussa con la popolazione interessata, fatta dalla Giunta regionale di centrodestra che resuscita e potenzia il più grande inceneritore del Veneto già in perdita economica e che costa ben 15 milioni di euro, cedendolo in gestione ad una ditta privata che fa capo al Gruppo Mantovani per fare il loro business a scapito di un ambiente già compromesso e della popolazione già esposta ad alte quantità di emissioni nocive in atmosfera emesse da camini e fumaioli di Porto Marghera». Anche per Gianfranco Bettin, consigliere regionale dei Verdi, la decisione della Regione «presa con il sostegno diretto del candidato della Lega, Zaia, è un colpo violento all’ambiente e alla salute della popolazione e un colpo altrettanto duro all’evoluzione economica e industriale dell’intero polo di Marghera e di Venezia perché ne riporta indietro la storia di decenni».  «Ma l’operazione non passerà ugualmente &#8211; avverte Bettin &#8211; Con il ricorso alla magistratura e con la disobbedienza civile bloccheremo sia le entrate all’inceneritore che gli automezzi che porteranno le decine di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici da bruciare nell’aria e da riversare, in cenere, nei nostri polmoni e nell’ambiente».  Protestano contro la delibera il fronte ambientalista (Vas, Assemblea Permanente di Marghera, Ecoistituto Veneto, Medicina Democratica, Associazione Bortolozzo, NoMose) e anche il Pd che per bocca di Alessandro Maggioni dice: «Gli amici di Brunetta vogliono ammazzare il futuro di Venezia». Andrea Ferrazzi, capogruppo Pd in Provincia, fa notare che il riavvio dell’SG31 era stato bocciato da Comune e Provincia in occasione della valutazione del progetto della Ste». Gianni Favarato</p>
<p><a href="http://ricerca.gelocal.it/nuovavenezia/archivio/nuovavenezia/2010/03/03/VMAPO_VMA01.html">link all&#8217;articolo</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Alles in Giunta Provinciale</title>
		<link>http://margheraonline.it/blog/politica/alles-in-giunta-provinciale/</link>
		<comments>http://margheraonline.it/blog/politica/alles-in-giunta-provinciale/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 17:59:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ssaturnini</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Avrebbe dovuto essere discussa oggi, ma è stata rinviata a martedì prossimo, la richiesta di Alles S.p.A. di ampliamento dell&#8217;impianto di via dell’Elettronica a Marghera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="text-align: justify">Avrebbe dovuto essere discussa oggi, ma è stata rinviata a martedì prossimo, la richiesta di Alles S.p.A. di ampliamento dell&#8217;impianto di via dell’Elettronica a Marghera attualmente utilizzato esclusivamente per il trattamento dei fanghi degli escavi lagunari.</p>
<p>Riportiamo il contenuto del documento presentato da<br />
PD – IDV – UDC &#8211; PRC<br />
in merito alla questione e invitiamo alles (“tutti”in tedesco, ndr) a manifestare il proprio dissenso presenziando alla riunione della Giunta Provinciale</p>
<p style="text-align: justify">martedì 10 marzo, ore 15.00, presso Ca&#8217; Corner, Venezia.</p>
<p style="text-align: justify">_________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________</p>
<p>Provincia di Venezia – Protocollo numero 6011160 del 02/03/1010</p>
<p>DOCUMENTO ALLEGATO ALLA DELIBERA DI ESPRESSIONE DI PARERE VIA REGIONALE EX ART.24 DLGS 152/2006<br />
ALLES SPA – Revamping dell&#8217;impianto di ricondizionamento di rifiuti speciali anche pericolosi</p>
<p>Il Consiglio Provinciale di Venezia</p>
<p>PREMESSA<br />
L&#8217;assenza di una attualizzata legislazione regionale volta a pianificare di concerto con le istituzioni locali l&#8217;avviamento e/o il potenziamento di impianti di stoccaggio, trattamento e smaltimento di rifiuti speciali compatibili con la vigente normativa ambientale ed urbanistica</p>
<p>CONSIDERATO CHE<br />
Le competenze istituzionalmente riservate alla Provincia in materia di procedimento di Valutazione d&#8217;Impatto Ambientale (VIA) regionale si limitano all&#8217;espressione di un parere consultivo sulla sostenibilità ambientale dei progetti oggetto di istruttoria oltre che sulla coerenza dello strumento pianificatorio dell&#8217;ente medesimo.</p>
<p>CONSTATATO CHE<br />
La Giunta Comunale di Venezia in virtù delle competenze attribuitele dalla L.R.10/99 con delibera del 25.02 u.s. ha formalizzato il proprio parere negativo all&#8217;intervento oggetto di istruttoria ai senti della L.R. 10/99, stante le incompatibilità dell&#8217;intervento con la destinazione urbanistica del sito, soggetto ad un procedimento di bonifica dei suoli e delle falde ai sensi del D.Lgs 22/97 nell&#8217;ambito del sito di interesse nazionale (SIN) di Porto Marghera</p>
<p>L&#8217;ammodernamento dell&#8217;impianto oggetto di istruttoria risulterebbe in particolare in contrasto con il <em>combinato disposto degli artt. 14-26-27 della variante al PRG di Porto Marghera</em> approvata con delibera comunale del 22-23 luglio 1996</p>
<p>Le previsioni ivi contenute “escludono quali destinazioni incompatibili le industrie insalubri di I classe e le attività basate su produzioni e lavorazioni e stoccaggio di sostanze cancerogene” salvo si configuri la fattispecie di miglioramento di produzioni esistenti, contemplando per l&#8217;area suddetta esclusivamente “attività di destinazione portuale o industriale” ed “attività di raccolta e di trattamento di rifiuti da parte di enti pubblici ovvero relativi ai soli rifiuti prodotti dalla propria attività in sito da parte di soggetti privati”</p>
<p>RILEVATO CHE<br />
Il Ministero dell&#8217;Ambiente e della Tutela del Territorio, al quale sono attribuite le procedure di <em>bonifica del SIN ha preso atto nella Conferenza dei servizi del 28.07.09 del superamento dei limiti di concentrazione soglia</em> di contaminazione di cui alle tabelle 1 e 2 dell&#8217;allegato 5 del D.Lgs 152/96 per l&#8217;area in oggetto e ha “diffidato l&#8217;azienda” &#8230;dal realizzare qualsiasi intervento che interferisca con le matrici ambientali (suolo, sottosuolo, acque di falda) potenzialmente contaminate e/o contaminate fino all&#8217;approvazione del progetto di bonifica.</p>
<p>Ad oggi non risulta essere intervenuta alcuna approvazione di progetti di bonifica riguardanti l&#8217;area in parola</p>
<p>RITIENE<br />
di dover manifestare la propria preoccupazione per la <strong>crescente richiesta di ammodernamenti e nuovi insediamenti nell&#8217;area suddetta di aziende operanti in un settore che non si concilia con l&#8217;auspicata riqualificazione complessiva del territorio legata a produzioni non inquinanti</strong> ed allo sviluppo potenziale di comparti strategici quali logistica e portualità.</p>
<p>IMPEGNA<br />
La Presidente della Giunta Provinciale di Venezia ad esprimere pertanto tramite il proprio rappresentante in commissione VIA regionale <strong>parere negativo</strong> al suddetto <span style="text-decoration: underline">progetto di “revamping” dell&#8217;impianto di ricondizionamento di rifiuti speciali presentato dalla ditta Alles spa sito in Comune di Venezia</span> e ad attivarsi presso il Consiglio Regionale del Veneto affinché in coerenza con le proprie recenti deliberazioni in tema di rifiuti sospenda ogni procedimento autorizzativo in materia di nuovi avviamenti e/o adeguamenti di impianti in attesa dell&#8217;approvazione del Piano Regionale dei rifiuti speciali.</p>
<p>PD      Partito Democratico<br />
IDV     Italia dei Valori<br />
UDC    Unione di Centro<br />
PRC    Partito della Rifondazione Comunista</p>
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