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	<title>MargheraOnline.it &#187; Marghera</title>
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		<title>Adesione dell&#8217;Assemblea Permanente alle attività &#8220;NO TAV &#8211; NO TESSERA CITY &#8211; NO GRANDI NAVI&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 12:47:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Marghera]]></category>
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		<description><![CDATA[L’Assemblea Permanente Contro il Rischio Chimico sta sostenendo in questo periodo una serie di iniziative (come il sit-in di venerdì scorso allo scalo aeroportuale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Assemblea Permanente Contro il Rischio Chimico sta sostenendo in questo periodo una serie di iniziative (come il sit-in di venerdì scorso allo scalo aeroportuale di Tessera) che hanno come riferimento il documento-appello “<a href="http://margheraonline.it/blog/venezia/ecco-la-citta%E2%80%99-e-il-territorio-che-vogliamo/">Ecco la città il territorio e che vogliamo</a>”, documento sottoscritto sia da molte associazioni conosciute a livello nazionale, come Legambiente, che da organizzazioni non identificabili in ambiti esclusivamente ambientali, come FIOM e FILT-CGIL Trasporti. Tale documento-appello sarà la nostra bandiera anche nella partecipazione alla manifestazione prevista per il 21 gennaio prossimo (<a href="http://margheraonline.it/events/per-la-citta-che-vogliamo-no-tav-no-tessera-city-no-grandi-navi">vedi l&#8217;evento</a>).<br />
Siamo fortemente convinti che grandi progetti come la TAV, la piattaforma logistica del porto e Veneto City determineranno pesanti cambiamenti e indirizzeranno in modo significativo lo sviluppo del nostro territorio. Porto Marghera è oggi un punto di snodo di tutto quello che avviene su scala regionale e nazionale.<br />
I progetti dell’Autorità Portuale sulla piattaforma logistica prevedono un incremento continuo dei volumi commerciali di passeggeri e merci, con attribuzione alla marittima di Venezia della funzione di approdo per le grandi navi passeggeri e spostamento a Fusina delle banchine di attracco per le grandi navi da trasporto ed i traghetti. Ovviamente la modifica ed espansione di queste attività dovrebbero essere supportate da un opportuno adeguamento delle infrastrutture e quindi acquisiscono importanza progetti che si ricollegano a Veneto City: una rete di strade che veicolerebbe chissà quante auto, camion e pullman (senza dimenticare le navi precedentemente citate) portando la concentrazione di PM10 a valori insostenibili.<br />
Questi mega progetti influiscono anche sulle bonifiche visto che i nostri Amministratori preferiscono investire nelle “grandi opere”, mostri di cemento che devastano il territorio come la TAV o la sublagunare, piuttosto che utilizzare le risorse finanziarie per recuperare territori che sono, come noto, tragicamente compromessi.<br />
La lista di progetti che interessano il nostro territorio è lunga ed è necessario avere una visione d’insieme per affrontare la sfida che ci impongono i poteri forti rappresentati dai privati (Italferr, Marchi) ma che passano per il Ministero e la Regione. Siamo convinti che la battaglia vada condotta con ferma determinazione perché si creino le condizioni a livello comunale per chiudere le porte a questi irrispettosi interessi.</p>
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		<title>Commento sullo &#8220;Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 08:10:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA ASSEMBLEA PERMANENTE CONTRO IL RISCHIO CHIMICO MARGHERA
L’indagine epidemiologica promossa del Ministero della salute sul sito di Marghera evidenzia, conferendo forma e sostanza, quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>COMUNICATO STAMPA ASSEMBLEA PERMANENTE CONTRO IL RISCHIO CHIMICO MARGHERA</strong></p>
<p>L’indagine epidemiologica promossa del Ministero della salute sul sito di Marghera evidenzia, conferendo forma e sostanza, quello che si può considerare un “massacro” perpetuato per decenni dalle multinazionali della chimica sulla pelle di migliaia di abitanti di questo territorio.</p>
<p>L’indagine traduce in numeri (impressionanti per la differenza rispetto alla media nazionale) la sofferenza, la precarietà sanitaria, il dolore provato negli anni nei riguardi di amici, parenti e conoscenti che abbiamo visto ammalarsi e morire per essere stati a contatto, per lavoro o perché residenti, con l’inquinamento di Porto Marghera.</p>
<p>L’indagine però conferma che la richiesta formulata da decine di migliaia di cittadini tramite la consultazione popolare sul ciclo del cloro, che chiedeva la chiusura delle produzioni più inquinanti e la riconversione eco-compatibile dell’industria di Porto Marghera, era giusta.</p>
<p>Come abitanti di Marghera-Mestre-Venezia invitiamo perciò gli amministratori locali e nazionali a leggere questa indagine affinchè si rendano conto che l’emergenza sanitaria non è finita, perché la latenza di molte malattie è decennale e perciò, anche per i prossimi anni, dobbiamo prepararci  a fronteggiare quella che può essere definita una emergenza sanitaria.</p>
<p>Oltre a questo problema bisogna cominciare a prendere in considerazione la situazione del territorio perché, anche se molte fabbriche sono state chiuse e il sistema produttivo a Porto Marghera sta radicalmente cambiando, il suolo è ormai compromesso da decenni di sversamenti incontrollati e da discariche, abusive o autorizzate, dentro e fuori il perimetro della penisola della chimica.</p>
<p>Al Ministro dell’Ambiente chiediamo pertanto di accelerare la soluzione della questione delle bonifiche, sapendo che l’aspetto del reperimento delle risorse è fondamentale per mandare avanti i tanti progetti che sono stati elaborati per il recupero delle aree di Porto Marghera.</p>
<p>Alla Regione Veneto, alla Provincia e al Comune di Venezia chiediamo di non considerare la riconversione di Porto Marghera esclusivamente come un’opportunità per l’Autorità Portuale di sviluppare attività legate solo al settore della logistica (non vogliamo infatti che alla mono-cultura della chimica si sostituisca la mono-cultura della logistica), ma di orientare il proprio impegno alla realizzazione di un’area bonificata e produttivamente diversificata, che utilizzi processi più eco-compatibili e nella quale, magari, possano trovare spazio anche strutture per servizi utili alla città.</p>
<p><a href="http://www.epiprev.it/sites/default/files/EP2011Sentieri2_lr_bis.pdf">Link al documento</a></p>
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		<title>ECCO LA CITTA’ E IL TERRITORIO CHE VOGLIAMO</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 11:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marghera]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[piano assetto territorio (PAT)]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Inseriamo il comunicato che ci è arrivato dalle associazioni  che stanno presidiando il dibattito sul nuovo piano di assetto territoriale del comune di Venezia.
SINTESI DI [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff"><em>Inseriamo il comunicato che ci è arrivato dalle associazioni  che stanno presidiando il dibattito sul nuovo piano di assetto territoriale del comune di Venezia.</em></span></p>
<p>SINTESI DI PROPOSTE PER IL DIBATTITO SUL PIANO DI ASSETTO TERRITORIALE E SULLA  NUOVA LEGGE SPECIALE PER VENEZIA<br />
MODELLI DI SVILUPPO SCELLERATI HANNO PRODOTTO LA DEVASTAZIONE AMBIENTALE E SOCIALE CHE È SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI !<br />
SOLO LA PRESA DI COSCIENZA E LA MOBILITAZIONE DEI CITTADINI PUÒ MODIFICARE E MIGLIORARE QUESTA SITUAZIONE.</p>
<p>Le associazioni AmbienteVenezia &#8211; Assemblea Permanente NOMOSE -Coordinamento Cittadino contro le grandi navi &#8211; Medicina Democratica -Associazione Gabriele Bortolozzo  auspicano l’approvazione di un Piano di Assetto Territoriale  e di una nuova una legge  speciale per Venezia in grado di recepire le seguenti proposte:</p>
<p>Venezia e la laguna sono un bene comune del mondo intero e non una merce e come tale va sottratto alla privatizzazione ed a ogni speculazione. Per la salvaguardia della laguna, oggi soggetta ad un drammatico processo erosivo, che le opere del MoSE rischiano di rendere irreversibile, va redatto un nuovo piano per un riequilibrio idrogeologico e morfologico che inverta i processi in atto che altrimenti a breve la trasformeranno in un braccio di mare.<br />
Il Parco dell&#8217;intera laguna potrebbe esserne lo strumento di gestione attiva.</p>
<p>L’attività e lo sviluppo portuale, in un sistema di rete con gli altri porti dell’alto Adriatico  in virtù di una selezione dei traffici e delle carattersiche-dimensioni degli scafi, vanno sempre rapportati con il riequilibrio lagunare.  Navi crociera, petroliere, porta containers, molte delle quali  con stazze già incompatibili con la laguna, diventeranno sempre più grandi e  non possono più attraversarla perché richiedono lo scavo di canali che aumenteranno l’erosione e distruggono la morfologia dei fondali.<br />
In un quadro di differenziazione portuale delle tre bocche ( Lido passeggeri, Malamocco commerciale , traghetti ,Chioggia pescherecci ) è auspicabile la realizzazione di un sistema di strutture a mare con basso impatto ambientale per quelle navi che richiederebbero profondità di canali incompatibile con l’equilibrio lagunare ( un apposito terminal passeggeri in prossimità della bocca di Lido e boe  galleggianti a mare con collegamento pipelines per petroliere e gasiere evitando così attraversamenti lagunari pericolosissimi ).</p>
<p>Il sistema  MoSE è inutile perché esistono efficienti alternative, pericoloso come dimostrano gli studi di “Principia” sul rischio di  tenuta delle paratoie in particolari condizioni di mare, (pericolo di collasso), dannoso e incompatibile con il sistema lagunare e le attività portuali per  le previsioni sul numero delle chiusure e sui danni alle attività portuali e sull’aumento dei livelli di inquinamento delle acque lagunari. Bisogna bloccare i lavori del MoSE, con varianti in corso d’opera, riconvertendo le opere marittime realizzate, attraverso soluzioni progettuali delle bocche sperimentali, graduali e reversibili.  Se il drammatico trend di aumento del livello medio marino risultasse confermato non c’è progetto alle bocche di porto e in laguna che tenga! Bisognerebbe chiudere le paratie quasi tutti i giorni (due volte al giorno d’inverno). Quindi per la riduzione dei livelli di marea in laguna vanno innalzati i fondali alle bocche (che possono ridurre tutte le maree fino a 28 centimetri) e perseguite quelle ricerche sulla iniezione di fluidi negli strati geologici profondi (insufflamento di acqua salata a 700-900 metri di profondità ) volti al sollevamento  di grandi porzioni di territorio. Queste tecniche vengono già utilizzate per immagazzinare ed estrarre gas nei depositi profondi con conseguenti innalzamenti e abbassamenti dei suoli come risulta da una ricerca del dipartimento di Geologia di Padova: con questa tecnica  si può, in 5 anni e in sicurezza, alzare tutta la città fino 35 centimetri.</p>
<p>Il turismo a Venezia da risorsa è divenuto, con i suoi 21 milioni e mezzo di turisti annui (in crescita) una distruzione, anche fisica, della città e l&#8217;espulsione continua degli abitanti. E&#8217; necessario non solo un governo dei flussi ma la costruzione di una politica territoriale conseguente (PAT e nuovi strumenti urbanistici) e una revisione radicale della mobilità. Al fine di velocizzare il traffico locale e di decentrare quello turistico vanno ristrutturati in ragione degli utenti (turisti da un lato, residenti, pendolari per lavoro e studenti dall&#8217;altro) i punti di penetrazione, d&#8217;arrivo e di attraversamento: Fusina, Tessera e Punta Sabbioni per i turisti, metropolitana di superficie (SFRM) e riorganizzazione dei vettori acquei, ove serva con linee veloci con meno fermate, per tutti gli altri. Non é possibile alcuna metropolitana sotto la laguna o la città sia  per la pericolosità distruttiva del fondo (caranto), della morfologia lagunare e delle falde acquee sotterrane. Ma soprattutto perché, di fatto -come dimostrano ormai tutti gli studi- al solo servizio di un aumento turistico incontrollato collegato ad una fermata dell&#8217;alta velocità  a Tessera. Un attraversamento in galleria sotto tutta la gronda lagunare del treno per la TAV, è altrettanto distruttivo della metropolitana subacquea.</p>
<p>Una diversa politica territoriale deve innanzitutto bloccare ed invertire la trasformazione della città in un albergo diffuso (hotel, pensioni bed&amp;breakfast) ripristinando le norme che governano i cambiamenti d&#8217;uso degli immobili. Debbono essere incentivata invece tutta la residenzialità, sociale e studentesca, con un governo del mercato immobiliare ora selvaggio e devono essere garantite le possibilità manutentive degli immobili di residenza locale con opportune agevolazioni.</p>
<p>E&#8217; necessario  un welfare municipale fiscale che garantisca casa, reddito, cultura e servizi a tutti,  all’insegna di un nuovo patto solidale tra generazioni come il mantenimento e potenziamento delle strutture universitarie legandole alle funzioni della città e incentivandone la distribuzione in ogni sestiere. Venezia deve essere anche città per i giovani ed i bambini con gli opportuni servizi servizi scolastici e culturali: luoghi di aggregazione (non solo di consumo) in spazi (spesso ora dismessi) per il gioco, la musica, il teatro e i concerti e, in genere, le attività autoprodotte.</p>
<p>La democrazia partecipata da esigenza è divenuta una necessità: le decisioni importanti sulle scelte amministrative -soprattutto quelle problematiche- devono prevedere procedure informative fin dall&#8217;inizio e di consultazione popolare prima delle decisioni amministrative.</p>
<p>Federalismo solidale, anche fiscale, che non sia un nuovo centralismo delle Regioni, ma una democrazia partecipata a livello di municipi, con piena cittadinanza di tutti, compresi gli immigrati, a cui garantire il diritto di voto amministrativo.</p>
<p>Riconversione produttiva e bonifica dei suoli di Porto Marghera , per insediarvi attività veramente eco-compatibili.  Bisogna cambiare modelli e sistemi produttivi:<br />
•    messa al bando dei cicli produttivi che utilizzano e producono prodotti cancerogeni e genotossici,<br />
•    messa al bando dei cicli produttivi e stoccaggi rientranti nelle “Direttive Seveso”,<br />
•    Incentivazioni ed agevolazioni per attività ecocompatibili rientranti nel settore della “Green Economy<br />
•    Riduzione al minimo e superamento dell’incenerimento dei rifiuti; privilegiando azioni, metodologie e tecnologie miranti alla riduzione dei rifiuti e imballaggi all’origine e  potenziando al massimo la selezione, recupero e riutilizzo.<br />
•    Riduzione al minimo e superamento del sistema di produzione di energia elettrica derivante da carbone e derivati del petrolio; privilegiando la produzione di energia veramente pulita derivante da: solare termico, fotovoltaico, geotermico, eolico e uso delle correnti e onde marine.<br />
•    Incentivazione e agevolazioni per attività relative alle bonifiche, al restauro e difesa del territorio, della laguna e della città storica.<br />
•    Tutti i lavoratori coinvolti nelle chiusure e ristrutturazioni di impianti e cicli produttivi dovranno avere massima garanzie sul mantenimento del  reddito fino al loro reinserimento in altre attività dell’area industriale.<br />
L’area industriale di Porto Marghera bonificata avrà un ruolo strategico fondamentale  per ospitare nuove attività economiche ecocompatibili  e di ricerca per evitare e neutralizzare nuovo consumo di suolo con cementificazioni per progetti estremamente discutibili come:Veneto City, Marco Polo City, Città della Moda.</p>
<p>AmbienteVenezia -  &#8211; Medicina Democratica -Associazione Gabriele Bortolozzo<br />
Assemblea Permanente NOMOSE -Coordinamento Cittadino contro le grandi navi</p>
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		<title>Gavioli e la STE</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 13:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marghera]]></category>
		<category><![CDATA[Materiale]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritore]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato stampa dell&#8217;Assemblea Permanente contro il rischio chimico Marghera
La vicenda giudiziaria, che ha portato agli arresti il sig. Gavioli per evasione fiscale e violazione delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Comunicato stampa dell&#8217;Assemblea Permanente contro il rischio chimico Marghera</strong></p>
<p>La vicenda giudiziaria, che ha portato agli arresti il sig. Gavioli per evasione fiscale e violazione delle norme ambientali legate al traffico di rifiuti, pone in primo piano anche gli interessi legati a società e progetti che Gavioli ha nel nostro territorio, STE (Servizi Tecnologici per l’Ecologia con sede a Marghera) in testa.<br />
Ricordiamo che Gavioli dirige questa società con il socio Jaroncic e che ambedue sono già stati in passato inquisiti per traffico illecito di rifiuti.<br />
Nel 2009 STE ha presentato il progetto di stoccare e trattare nell’area petrolchimico – inceneritore Sg31 oltre 100.000 t/a di rifiuti tossico-nocivi provenienti da tutta Italia.<br />
La forte mobilitazione popolare unita ad un’incisiva presa di posizione del comune di Venezia fino ad oggi hanno impedito che questo progetto, che avrebbe trasformato Marghera nella pattumiera d’Italia, si avverasse. Il congelamento di questo progetto ha permesso agli enti pubblici di ripensare all’uso dell’Sg31, legandolo ad un nuovo piano rifiuti che utilizzi transitoriamente l’Sg31 per i fanghi industriali di Porto Marghera e per la combustione di CDR.<br />
Gavioli, però, non ha mai ritirato il suo progetto tanto che l’iter burocratico sta continuando in commissione VIA, che questa estate ha iniziato ad esaminarlo.<br />
I reati contestati a Gavioli confermano che, se passa questo progetto, anche Marghera subirà lo sporco businnes dei rifiuti con impianti in mano a professionisti della truffa pronti a tutto pur di asservire ambiente e salute al proprio profitto.<br />
Dopo la chiusura della Sirma operata da Gavioli non possiamo ridare in mano parti importanti di Porto Marghera a chi ormai, a detta di cittadini e lavoratori, è persona indesiderata a Venezia.<br />
A fronte di queste considerazioni chiediamo alla Regione e alla Commissione VIA di <strong>bloccare per sempre il progetto STE</strong>.</p>
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		<title>S.O.S. Naufraghiamo – Dateci una mano a raccogliere 19.000 Euro.</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 14:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Marghera]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Ripubblichiamo l&#8217;appello di Michele Boato, il quale ci ha inviato anche i risvolti della vicenda (che potete trovare nel nostro sito).
Il 31.5.2011, gentilmente ha risposto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #008000">Ripubblichiamo l&#8217;appello di Michele Boato, il quale ci ha inviato anche i risvolti della vicenda (che potete trovare nel </span></em><a href="http://margheraonline.it/blog/marghera/s-o-s-la-legge-viene-calpestata-anche-in-tribunale-dateci-una-mano-a-raccogliere-19mila-euro/"><em><span style="color: #008000">nostro sito</span></em></a><em><span style="color: #008000">).</span></em></p>
<p>Il 31.5.2011, gentilmente ha risposto l&#8217;avvocato Manderino, con la lettera che riportiamo sotto:</p>
<p>Mestre, 31.5.2011<br />
                                                                                                                A:  MICHELE BOATO<br />
                                                                                                                       Presidente Associazione Ecoistituto del Veneto<br />
                                                                                                                       Direttore Responsabile del trimestrale “Gaia”<br />
                                                                                                                       Viale Venezia, 7    30171         MESTRE<br />
                                                                                                                         Raccomandata a.r. anticipata via email<br />
                                                                                              </p>
<p>                                                                                                          e, p.c.  Gianluca Bortolozzo, Pres. Associazione Gabriele Bortolozzo<br />
                                                                                                                        Beatrice Bortolozzo, Luciano Mazzolin, Franco Rigosi<br />
                                                                                                                        via email                    <br />
                <br />
Hai diffuso in Rete, inserita in “Gaia news – notizie dall’Ecoistituto del Veneto”, una menzogna, con il proposito di diffamare la mia persona.<br />
La bassezza del tuo comportamento non meriterebbe considerazione.<br />
Veniamo ai fatti.<br />
Nell’ estate 2007 tu e Franco Rigosi, a nome delle vostre rispettive associazioni (l’Associazione Airis è del tutto estranea alle vertenze in discussione), avete chiesto il mio patrocinio per promuovere un ricorso al TAR Veneto contro il Ministero dell’Ambiente relativo all’impianto DL 1 / 2 dicloroetano del Petrolchimico di Porto Marghera.                <br />
Ho chiesto all’ Marco Giacomini, che accettò, la disponibilità a darmi il suo aiuto, nei limiti consentiti dal lavoro del suo studio.<br />
Nella primavera 2008 avete nuovamente richiesto la mia opera professionale per un secondo ricorso avanti il TAR contro il Consiglio dei Ministri (e altri) in relazione al cosiddetto “bilanciamento cvm-pvc” degli impianti ex Ineos e poi Vinyls del Petrolchimico di Porto Marghera.<br />
In accordo con Marco Giacomini, vi ho chiesto un contributo iniziale per pagare l’avvio delle vertenze, riservando a tempi successivi la corresponsione del compenso per il lavoro professionale; dopo di che, nei successivi tre anni e mezzo, ho più volte dovuto anticipare io stessa le spese vive occorse, ricevendone la restituzione a distanza di mesi.<br />
Marco Giacomini si è ammalato e a maggio 2009  è mancato.<br />
Ho continuato da sola, affrontando due vicende giudiziarie la cui estrema complessità è stata fondamento della decisione del TAR di compensare le spese di lite.<br />
Ho sollecitato più volte a te e a Rigosi la questione relativa al compenso per il lavoro professionale, senza averne riscontro: questione che ho ribadito nella riunione del 17 gennaio scorso – presenti anche coloro che mi leggono -, alla vigilia della discussione in pubblica udienza delle due vertenze.<br />
A quella stessa riunione si concordò che vi avrei consegnato le notule dell’attività  svolta per i due giudizi una volta conosciute le decisioni del TAR.<br />
Il che è avvenuto il 27 aprile scorso, due settimane dopo il deposito delle sentenze.<br />
I preavvisi di parcella in vostre mani sono la fotografia del lavoro svolto dall’anno 2007 in poi.<br />
Trascorso un mese, rivolgendoti via internet ad un numero indeterminato di persone, tu diffondi la “notizia” che il lavoro &#8211; mio, e in parte di Marco Giacomini – non andasse onorato, sostenendo di avere concordato con Giacomini “che le associazioni avrebbero pagato le spese vive (bolli per i ricorsi ecc.) mentre gli avvocati (come successo in decine di altri processi politici e ambientali, con gli avvocati Battain, Scatturin, Caburazzi, Zaffalon, ecc.) davano la loro opera gratuitamente. Questo era stato detto, ma purtroppo mai in forma scritta o in presenza di testimoni, se non i rappresentanti delle associazioni”.<br />
La troppo facile menzogna è smentibile da un fatto elementare: Marco Giacomini non poteva raggiungere accordi di gratuità senza concordarli con me.<br />
La tua bassezza è chiamare in causa una persona che non è più in grado né di darti ragione né di darti una lezione morale, esercizio che vedo applichi anche per altri due avvocati, Battain e Scatturin, anche loro scomparsi.<br />
Cosa ti spinga a compiere questa operazione non può essere che instillare, in chi legge il tuo S.O.S. in rete, il discredito verso la mia persona.<br />
Un discredito presente e futuro, quando scrivi: “mi auguro che prendiate buona nota dei fatti e delle persone per non incorrere negli stessi inconvenienti in caso di iniziative giudiziarie”.<br />
Non pago, ti rivedo nuovamente al lavoro nell’opera di diffamazione con un articolo a sei colonne pubblicato su La Nuova Venezia del 24 maggio scorso dal titolo “I legali “sbancano” due associazioni”, articolo che così conclude: “prendete nota dell’ in questione, per non incorrere nei nostri stessi inconvenienti”.<br />
Come scrive il cronista, chiedi e ottieni che il mio nome non venga indicato; è però evidente che chi è stato raggiunto dal tuo S.O.S. in Rete &#8211; quello stesso che il quotidiano in parte riproduce &#8211; non ha alcuna difficoltà ad associare me alle affermazioni di cui mi fai bersaglio.               <br />
Da tutto ciò emerge molto chiara la diffamazione a mezzo stampa.<br />
Ti evidenzio che per il versamento della quota spettante alla tua Associazione per l’attività svolta negli anni 2007-2008-2009-2010-2011 nei due procedimenti avanti al TAR Veneto (NN. 2220/07 e 1160/08) attendo entro e non oltre il 15 giugno 2011.<br />
Sei invitato a rendere pubblica questa lettera nei termini e modi previsti dalle leggi sulla stampa, dandomene conoscenza.<br />
                                                                     avv. Silvia Manderino<br />
<strong>Michele Boato osserva che nella lettera dell&#8217; ci sono molte offese e inesattezze:</strong><br />
“- si rivolge a me dicendo &#8220;hai diffuso una menzogna&#8221; riferendosi al punto dove ricordo che avevamo concordato con l&#8217;avv.Giacomini &#8220;che le associazioni avrebbero pagato solo le spese vive&#8221;; più avanti ribadisce che di tratterebbe di una &#8220;troppo facile menzogna&#8221; e che &#8220;la tua bassezza è chiamare in causa una persona che non è più in grado di darti ragione nè di darti una lezione morale&#8221;;<br />
ma l&#8217;avv.Manderino viene smentita dalle parole della madre dell&#8217;avv.Giacomini pubblicate tre giorni prima della sua lettera sulla Nuova Venezia:<br />
&#8220;né Marco prima della morte né tantomeno gli eredi in seguito alla tragica scomparsa hanno mai ricevuto e men che meno richiesto alcuna somma di denaro per l&#8217;attività professionale svolta dall&#8217;avv. Giacomini, che infatti si era impegnato a svolgere la propria opera a titolo assolutamente gratuito attesa la natura della questione.<br />
Si segnala peraltro che l’avv.Giacomini ha altresì sostenuto spese vive di cui non ha mai voluto chiedere alle associazioni di cui sopra nemmeno il rimborso. Nell&#8217;articolo si dà atto che, come conferma lo stesso Michele Boato, l&#8217;avvocato Giacomini si era impegnato a svolgere la sua attivita professionale a titolo gratuito ma che non vi era un accordo scritto in tal senso. La parola di mio figlio valeva certamente più di ogni scritto&#8221;<br />
- più avanti l&#8217;avv.Manderino riferisce lo stesso argomento anche ai due purtroppo deceduti dei quattro avvocati da me citati per averci difeso in cause politiche e ambientali senza nulla richiedere; avvocato Battain, avvocato Scatturin, avvocato Caburazzi, avvocato Zaffalon: devo solo aggiungerene almeno altri due: l&#8217;avv.Sandro Canestrini e l&#8217;avv. Partesotti, che ha patrocinato del tutto gratuitamente una decina di cause sull&#8217;incidente all&#8217;impianto di fosgene del 2002.<br />
- inoltre l&#8217;avv.Manderino ricorda di aver &#8220;più volte dovuto anticipare io stessa le spese vive occorse, ricevendone la restituzione a distanza di mesi&#8221;; dimentica però che, a conclusione di un precedente processo (relativo all&#8217;incendio all&#8217;impianto TDI del fosgene del 28.112002), in cui Ecoistituto e Ass.Bortolozzo si sono costituiti parte civile assieme ad altri, la Dow Polimeri è stata condannata molto velocemente (senza quasi dibattimento, nè importanti memorie da parte nostra) alla &#8220;rifusione delle spese di costituzione e di rappresentanza nei confronti delle parti civili che liquida in (&#8230;) euro 9.000 quanto all&#8217;associazione &#8220;Gabriele Bortolozzo Onlus&#8221; e in &#8220;euro 9.000 quanto all&#8217;associazione Ecoistituto del Veneto Alex Langer&#8221;. Questi 18.000 euro sono andati tutti all&#8217;avv.Manderino, che quindi, grazie anche a noi, si era costituito un discreto fondo cassa.<br />
 <br />
<em><span style="color: #008000">Inseriamo, per completezza, anche la lettera della madre dell&#8217;avv.Marco Giacomini, pubblicata precedentemente il 28.5.2011 su “La Nuova Venezia”, pagina 27, sezione Altre</span></em></p>
<p><strong>“Non abbiamo mai chiesto la parcella”</strong></p>
<p> Quale madre ed erede dell’avvocato Marco Giacomini da voi citato nell’articolo «I legali sbancano due associazioni» del 24 maggio scorso relativo ai procedimenti instaurati avanti al Tar Veneto dall’Associazione Gabriele Bortolozzo e dall’Ecoistituto Veneto Alexander Langer, intendo precisare quanto segue.<br />
 Le associazioni di cui sopra sono state patrocinate nei giudizi citati da mio figlio Marco Giacomini e da un altro avvocato a partire dall’anno 2007. Mio figlio è purtroppo deceduto nel maggio del 2009. Ebbene, né Marco prima della morte né tantomeno gli eredi in seguito alla tragica scomparsa hanno mai ricevuto e men che meno richiesto alcuna somma di denaro per l’attività professionale svolta dall’avv. Giacomini, che infatti si era impegnato a svolgere la propria opera a titolo assolutamente gratuito attesa la natura della questione.<br />
 Si segnala peraltro che l’avvocato Marco Giacomini ha altresì sostenuto spese vive di cui non ha mai voluto chiedere alle associazioni di cui sopra nemmeno il rimborso. Nell’articolo si dà atto che, come conferma lo stesso Michele Boato, l’avvocato Giacomini si era impegnato a svolgere la sua attività professionale a titolo gratuito ma che non vi era un accordo scritto in tal senso. La parola di mio figlio valeva certamente più di ogni scritto. E così è stato. Qualsiasi richiesta di denaro relativa al contenzioso tra l’Associazione Gabriele Bortolozzo, l’Ecoistituto Veneto Alexander Langer e Syndial, dunque, nulla ha a che vedere né con mio figlio Marco Giacomini, né con gli eredi, né con altri professionisti che proseguono la loro attività nei locali dello studio già di mio figlio. Noi tutti siamo assolutamente estranei a tale spiacevolissima vicenda.</p>
<p>Edda Zampieri Giacomini<br />
Mestre</p>
<p><a href="http://ricerca.gelocal.it/nuovavenezia/archivio/nuovavenezia/2011/05/28/VD1PO_VD105.html">Link all&#8217;articolo</a></p>
<p><em><span style="color: #008000">Ricordiamo ancora gli estremi delle associazioni che chiedono al Vostro buon cuore un’aiuto economico per continuare a portare avanti la battaglia del rispetto dell’ambiente. Di tutti.</span></em><br />
Finora sono stati raccolti 1800 euro da una ventina di persone.</p>
<p><strong>Estremi per effettuare versamento in favore dell’Ecoistituto del Veneto “Alex Langer”:</strong><br />
1. col bollettino di Conto Corrente postale n. 29119880<br />
2. con bonifico bancario: IBAN  IT90 S063 4502 0220 7400 0757 60P – CaRiVe Mestre via Piave<br />
entrambi intestati a “Ecoistituto del Veneto – Mestre “ &#8211; Causale “Spese legali Chimica”</p>
<p><strong>Estremi per effettuare versamento in favore dell’Associazione G. Bortolozzo</strong><br />
 - con bonifico bancario: IBAN   IT 64 F 05336 02041 000046281977   presso  Friuladria di Mestre &#8211; via Pepe</p>
]]></content:encoded>
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		<title>S.O.S.  LA LEGGE VIENE CALPESTATA ANCHE IN TRIBUNALE.  DATECI UNA MANO A RACCOGLIERE 19MILA EURO</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 07:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marghera]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo la lettera che ci ha inviato Michele Boato dell&#8217;Ecoistituto Veneto &#8220;Alex Langer&#8221;, un ambientalista &#8220;storico&#8221; e conosciutissimo per le battaglie in difesa del territorio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo la lettera che ci ha inviato Michele Boato dell&#8217;Ecoistituto Veneto &#8220;Alex Langer&#8221;, un ambientalista &#8220;storico&#8221; e conosciutissimo per le battaglie in difesa del territorio. </em></p>
<p><em>Confidiamo nel buon cuore dei nostri lettori: basta una piccola donazione per far sopravvivere queste organizzazioni no-profit, che hanno la sola ”pretesa” di tutelare il territorio e la salute pubblica. </em></p>
<p>Il TAR con due sentenze sulla chimica del cloro a Marghera ha sposato le scelte delle aziende e ha dato torto ad Ecoistituto del Veneto e Associazione Bortolozzo:</p>
<p>1)  Sull&#8217;aumento produttivo del cancerogeno dicloroetano (DCE) da 100 a 170 mila tonnellate all&#8217;anno non serve la Via , il ministero dice che non cambiano le emissioni, in realtà non cambiano le concentrazioni a camino, ma quasi raddoppiano i metri cubi emessi e quindi le quantità di mg di DCE che ricadono sulle nostre teste. Si è scelto di essere deboli coi forti e forti coi deboli, il VIA lasciamolo fare con carte e costi e coinvolgimento della popolazione su un nuovo silos di mais a Ceggia, sull&#8217;aumento del 25 % di produzione di mangimi per cani a Portogruaro o su 2 km di strada a Jesolo o su una darsena da 50 posti barca a Cavallino, ma chi produce e sparge cancerogeni lasciamoli lavorare senza disturbarli. Anche se nella nostra provincia abbiamo record di tumori alle vie respiratorie, del fegato, della pelle e delle mammelle, e la gente vede attorno a se esplodere sempre nuovi casi di cancro.</p>
<p>2)  Sul &#8220;bilanciamento&#8221;, cioè aumento produttivo di CVM e PVC, decide il Consiglio dei ministri dopo che il Ministero ambiente ha bocciato il progetto in commissione VIA e ne è stato presentato un altro senza seguire le regole della legge. Ma, come ribadisce la sentenza del TAR, si è tenuto conto soprattutto “delle ripercussioni negative sull’occupazione, con conseguenti forti tensioni sociali, derivanti da una eventuale mancata autorizzazione del progetto di bilanciamento.”</p>
<p>La legge sulla VIA viene calpestata da volontà partitiche chiare, che però poi cozzano contro le valutazioni economiche di mercato perché potenziare impianti obsoleti del 1970 è finanziariamente un suicidio; così non è la tutela dell&#8217;ambiente e della salute a fermare questi impianti ma la globalizzazione.</p>
<p>Non presenteremo ricorso al Consiglio di Stato perché è troppo costoso per le nostre casse di associazioni di volontariato, la giustizia è una cosa per ricchi; inoltre è quasi impossibile che il consiglio di Stato dia torto alle scelte di chi rappresenta lo Stato (Min. ambiente e Consiglio dei Ministri) e dia ragione ad associazioni ambientaliste che chiedono l&#8217;applicazione delle leggi.</p>
<p>A questo proposito è bene che si sappia cosa ci è costata questa iniziativa:</p>
<p>all&#8217;inizio, nel 2007, eravamo tre associazioni: Ecoistituto del Veneto, ass.Bortolozzo e Airis, e due avvocati: Marco Giacomini e Silvia Manderino.</p>
<p>Con Giacomini si era concordato che le associazioni avrebbero pagato le spese vive (bolli per i ricorsi ecc.), mentre gli avvocati (come è successo in decine di altri processi politici e ambientali, con gli avvocati Battain, Scatturin, Caburazzi, Zaffalon, ecc.) avrebbero prestato la loro opera gratuitamente.</p>
<p>Questo era stato detto, ma purtroppo mai in forma scritta o in presenza di testimoni, se non i rappresentanti delle associazioni.</p>
<p>Alla prima richiesta di 1000 euro Airis si è ritirata. Dopo circa un anno, purtroppo, l&#8217;avv. Giacomini è stato colpito da grave malattia e ci ha lasciati.</p>
<p>Nei tre anni successivi l&#8217;Ecoistituto ha versato 3.000 euro di spese e l&#8217;ass. Bortolozzo 4.000.</p>
<p>I due procedimenti hanno richiesto un grande lavoro all&#8217;avvocato che, anche grazie alla consulenza tecnica dell&#8217;urbanista Carlo Giacomini (che aveva fatto parte per anni della Commissione VIA presso il Ministero Ambiente) e dell&#8217;ing. chimico Franco Rigosi (grande conoscitore della tecnologia di Marghera, in qualità di impiantista dell&#8217;Arpav), aveva presentato una quindicina di elaborati tra ricorsi e memorie tecniche.</p>
<p>Ci preparavamo perciò, una volta conclusi i processi, ad aggiungere ai 7.000 euro già versati per le spese, circa altrettanto come ringraziamento all&#8217;avvocato.</p>
<p>Dopo il deposito delle sentenze, che ci hanno dato torto in entrambi i procedimenti, l&#8217;avv. Silvia Manderino invece ci ha presentato la parcella di euro 43.956, di cui circa 7.000 di Iva e diritti di segreteria. Detratte le cifre già versate significa che l&#8217;Ecoistituto deve pagare all&#8217;avv. Manderino, nei prossimi mesi, altri 19.000 euro e l&#8217;ass.Bortolozzo altri 18.000.</p>
<p>Per questo motivo l&#8217;ass.Bortolozzo ha già rinunciato di indire nel 2011 il concorso che da 11 anni premiava le migliori tesi di laurea delle università (venete) a carattere ambientalista; inoltre, svuotata la cassa e tirati fuori altri soldi tra i soci per pagare l&#8217;avvocato, sta discutendo se chiudere l&#8217;attività.</p>
<p>L&#8217;Ecoistituto ha in cassa circa 3.000 euro, che dovevano servire per pagare il numero di Gaia uscito a primavera. Ovviamente non abbiamo alcuna intenzione di chiudere baracca per pagare la parcella all&#8217;avvocato. Apriamo una sottoscrizione e chiediamo a tutti voi di darci una mano:</p>
<p>1. col bollettino di Conto Corrente postale n. 29119880</p>
<p>2. con bonifico bancario IBAN  IT90 S063 4502 0220 7400 0757 60P &#8211; CaRiVe Mestre via Piave</p>
<p>entrambi intestati a “Ecoistituto del Veneto &#8211; Mestre “            Causale “Spese legali Chimica”</p>
<p>Intanto prosciughiamo il conto dell&#8217;Ecoistituto, chiediamo alla tipografia Eurooffset di pazientare alcuni mesi, prosciugo anche il mio conto familiare (rinviando di due anni l&#8217;acquisto della Dacia Megan da 7 posti e 11.000 euro, che doveva sostituire la nostra Skoda del 1998, che ormai fatica ad arrivare a Pieve d&#8217;Alpago, anche andando a 80 Km l&#8217;ora&#8230;).</p>
<p>La giustizia ingiusta e i giochi del potere per sottometterla danno anche in questi giorni spettacolo inverecondo e mostrano a quali livelli di stravolgimento delle regole si può arrivare.</p>
<p>La mancanza di fiducia nella giustizia porta solo a diventare sudditi-schiavi o a farsi giustizia da soli.</p>
<p>Non condividiamo nessuna delle due strade: continueremo a lottare perché la gente si ribelli e perché siano difesi i diritti democratici fondamentali.</p>
<p>Terremo conto di tutto e chiederemo conto di tutto.<span> </span>Michele Boato</p>
<p><em>Inseriamo anche gli estremi dell’Associazione Bortolozzo, che è stata, come è noto, parte fondamentale e catalizzatore della battaglia contro l’Enichem nel processo di Porto Marghera: </em></p>
<p><em>ASSOCIAZIONE G. BORTOLOZZO </em></p>
<p><em>IBAN   IT 64 F 05336 02041 000046281977   presso  Friuladria di Mestre via Pepe</em></p>
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		<title>Godzilla is coming to Marghera</title>
		<link>http://margheraonline.it/blog/manifestazioni/godzilla-is-coming-to-marghera/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 12:09:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Marghera]]></category>

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		<description><![CDATA[GODZILLA STA ARRIVANDO A MARGHERA 27 Maggio e 4 Giugno, 28 Maggio da Marghera a Krsko.
Graffiti Writing e live music per difendere i beni comuni!
Tre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>GODZILLA STA ARRIVANDO A MARGHERA 27 Maggio e 4 Giugno, 28 Maggio da Marghera a Krsko.</strong></p>
<p>Graffiti Writing e live music per difendere i beni comuni!<br />
Tre muri dislocati nel centro di Marghera verranno attacati, non avverà in silenzio, ma con un allarmante sottofondo rumoroso.</p>
<p>PROGRAMMA:<br />
Venerdì 27 Maggio: Marghera: live painting di Graffiti Writing sui muri dell’Auditorium Monteverdi, in Piazzale Giovannacci.<br />
Sabato 28 Maggio: iniziativa alla centrale nucleare di Krsko.<br />
Sabato 4 Giugno: Marghera: live painting di Graffiti Writing in Piazza Mercato, sui muri della Biblioteca. Iniziativa e banchetti a sostegno della campagna contro il nucleare e per l’acqua bene comune.<br />
Live music and dj set con Big Mike e dj Rumble.</p>
<p>Godzilla è un enorme dinosauro che era ibernato al Polo Nord. A causa delle radiazioni prodotte da recenti esplosioni nucleari e lo scioglimento dei ghiacci si è risvegliato. Investito da una nube radioattiva, ha subito una mutazione genetica divenendo di dimensioni smisurate. Si alimenta assorbendo radiazioni emanate da centrali atomiche, armi ed esperimenti nucleari.<br />
E’ un mostro molto feroce e non tollera che il suo territorio venga invaso, ma non è nemico dell’umanità: però ha compreso le cause della sua mutazione che lo hanno condannato ad un’esistenza dolorosa e senza pace. Così vaga per il pianeta in cerca di sostentamento e si scaglia, accanendosi, contro coloro che individua come responsabili di questa sua condanna e le potenziali cause della sua degenerazione.<br />
L’ultimo avvistamento è avvenuto sulla costa occidentale del Giappone, nei pressi di Fukushima dove avrebbe distrutto 4 centrali nucleari, ma c’è chi giura di averlo visto risalire l’Adriatico. Diversi segnali confermano questa possibilità: alcune petroliere e un’enorme nave contenente soia transgenica dirette a Porto Marghera sono state attaccate presumibilmente dal mostro. Le paratoie del MOSE sono state distrutte. Gli scienziati dicono che la mutazione potrebbe aver modificato le caratteristiche del rettile radioattivo che, attirato ora anche da siti altamente inquinati, da centrali elettriche, da industrie chimiche, sembra dirigersi proprio a Marghera. Se ciò fosse vero potrebbe significare un disastro ambientale di enormi proporzioni.<br />
Il ministero della difesa ed i servizi segreti sono già mobilitati per bombardare il rettile e invitano tutta la popolazione a comunicare ogni fenomeno ritenuto anormale. Anche marina ed aeronautica sono mobilitati ed in stato d’allerta. Gli scienziati però invitano alla cautela poiché il mostro potrebbe venir rafforzato dagli attacchi. Il governo dichiara: “questo attacco è certamente stato architettato dai movimenti ambientalisti e contro la modernità”.</p>
<p>Si è formata un’unità di crisi che sta valutando tutte le opzioni e di cui fanno parte scienziati di ogni genere. Il loro portavoce dichiara: “Godzilla è il prodotto dell’inquinamento di acqua, aria e terra. L’uomo con l’attività nucleare, petrolchimica, con produzioni energetiche altamente inquinanti e nocive, l’incenerimento dei rifiuti, ha fatto degenerare la natura. Il modello di sviluppo che l’uomo sta portando avanti, nel corso degli ultimi secoli, sfrutta la natura, non più per vivere dei suoi frutti, ma oramai per il profitto, quindi in modo illimitato ed irrispettoso e ciò sta portando dei cambiamenti negli equilibri che permettono la vita in questo pianeta. Godzilla è l’espressione della rivincita della natura sull’uomo e della riaffermazione delle leggi della natura sulle leggi del neo-liberismo”. Affermano inoltre che per fermare il mostro serve cambiare radicalmente modello di sviluppo e consigliano che, se Marghera sarà distrutta, dovremo pensare ad una differente destinazione per quest’area.<br />
Concludono dichiarando che si ipotizza che la prossima tappa di Godzilla potrebbe essere la Slovenia, a Krsko, dove si trova la più vicina, vecchia e pericolosa centrale atomica d’Europa.</p>
<p>Aderiscono all’iniziativa:</p>
<p>Comitato referendario VOTA SI per fermare il NUCLEARE</p>
<p>Urban Code</p>
<p>Ass. perm. contro il rischio chimico</p>
<p>CSO Rivolta PVC</p>
<p>Lab. Morion</p>
<p>S.A.L.E. Docks</p>
<p>Ass. Gabriele Bortolozzo</p>
<p>Centro giovani Dedalo Mira</p>
<p>Coordinamento studenti universitari Venezia.</p>
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		<title>Mobilitazioni in vista per Porto Marghera</title>
		<link>http://margheraonline.it/blog/manifestazioni/mobilitazioni-in-vista-per-porto-marghera/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 07:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Marghera]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Roberto Trevisan, dell&#8217;Assemblea permanente conto il rischio chimico
Da Carta, 3 maggio 2011, sezione Nord Est
La fine del ciclo del cloro a Porto Marghera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Intervista a Roberto Trevisan, dell&#8217;Assemblea permanente conto il rischio chimico</strong><br />
<em><span style="color: #0000ff">Da Carta, 3 maggio 2011, sezione Nord Est</span></em></p>
<p style="text-align: justify">La fine del ciclo del cloro a Porto Marghera era la richiesta di un referendum popolare del 2006 partecipato da 80mila persone. Ora che quella fine sta per diventare realtà non è aria di festeggiamenti. Per settembre è prevista una nuova mobilitazione: un sondaggio di massa attraverso questionari per capire che destino vogliono gli abitanti di Marghera per l’immensa zona industriale.<br />
«Stiamo arrivando al tramonto di quel tipo di produzione così come avevamo previsto – racconta Roberto Trevisan dell’assemblea contro il rischio chimico -, il mercato del pvc è crollato per la crisi, arriviamo a questo punto per inerzia, senza programmazione politica, senza alternative e con le bonifiche al palo».<br />
E’ dal 2009 che la Vinilys, la più grande industria chimica italiana – stabilimenti a Marghera, Ravenna e Porto Torres – è in crisi: nel 2008 l’inglese Ineos, azionista unico della Vinyls, ha abbandonato la produzione in Italia. L’industriale Fiorenzo Sartor, nel 2009, ha comprato la Vilnys, ma dopo meno di un mese ha gettato la spugna. Da qui il commissariamento e lo stop della produzione. Le offerte per l’acquisto non abbondano e, se ci sono, riguardano gli impianti di Ravenna e Porto Torres. Per i 160 operai dello stabilimento di porto Marghera, impegnati in una lotta disperata che gli ha condotti sulla cima della torre del petrolchimico un recente intervento della Regione dovrebbe garantire la copertura totale della cassa integrazione. Questa è l’unica buona notizia per gli operai del ciclo del cloro.<br />
Per gli abitanti di Marghera, reduci da decenni di nocività e lutti, nulla di chiaro e definito: «Porto Marghera oggi è come il far west, immense aree dismesse, un luogo strategico che fa gola a molti, c’è pure la possibilità che il peggio della vecchia gestione dell’area industriale ritorni realtà» sottolinea Trevisan. Come nel caso dell’inceneritore Sg31 che una cordata di discussi imprenditori come Jeroncich e Gaviol, vecchie conoscenze in zona, voleva utilizzare per bruciare rifiuti speciali e tossici da tutta Italia e «rispolverando l’idea di utilizzare Porto Marghera come immondezzaio» denuncia l’esponente ambientalista. Le mobilitazioni dei cittadini e l’azione dell’amministrazione comunale hanno tarpato le ali al progetto delimitando l’utilizzo ai soli rifiuti locali.<br />
La logistica sembra la chiave di volta per la riconversione della zona industriale e l’autorità portuale, guidata da Paolo Costa [il commissario del Dal Molin] sembra l’unico soggetto con le risorse economiche e le idee per intervenire concretamente. Di circa un anno fa l’acquisto dell’ex area Agrimont. «Diventare solo uno scalo per container non è detto che sia il destino migliore possibile per Porto Marghera – racconta Trevisan -, per questo è bene che la parola ritorni agli abitanti di Marghera e che le decisioni non rimangano appannaggio degli opachi poteri forti che si affacciano sulla laguna».</p>
<p style="text-align: justify">
<a href="http://www.carta.org/2011/05/mobilitazioni-in-vista-per-il-futuro-di-porto-marghera/">Link all&#8217;articolo</a></p>
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		<title>La moltiplicazione dei pani e dei pesci</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2011 14:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ssaturnini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marghera]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[piano assetto territorio (PAT)]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Triste parodia del biblico racconto, la speculazione che si sta cercando di effettuare nell&#8217;area di Tessera narra della moltiplicazione del valore di terreni agricoli e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Triste parodia del biblico racconto, la speculazione che si sta cercando di effettuare nell&#8217;area di Tessera narra della moltiplicazione del valore di terreni agricoli e del numero di metri cubi di cemento pronti ad essere riversati sul nostro territorio. In due filmati la spiegazione di come passare dalla costruzione di uno stadio a quella di una città includendo anche alta velocità, sublagunare e stravolgimento dell&#8217;intero sistema di mobilità del nostro territorio, senza tralasciare l&#8217;aumento del rischio idrico e della distruzione del caranto (la base su cui poggia Venezia) -&gt;</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=obHLlm6uQXM">TESSERA CITY &#8211; la speculazione &#8211; 1^ parte</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0_Yxper8nTs&amp;feature=related">TESSERA CITY &#8211; la speculazione &#8211; 2^ parte</a></p>
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		<title>LA LEGGE VIENE CALPESTATA ANCHE IN TRIBUNALE</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 11:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marghera]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo questo comunicato dell&#8217;Associazione Gabriele Bortolozzo e dell&#8217;Ecoistituto del Veneto Alex Langer, condividendo la delusione  per la mancanza di tutela della salute pubblica e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff"><em>Pubblichiamo questo comunicato dell&#8217;Associazione Gabriele Bortolozzo e dell&#8217;Ecoistituto del Veneto Alex Langer, condividendo la delusione  per la mancanza di tutela della salute pubblica e la preoccupazione per l&#8217;utilizzo arbitrario delle leggi.</em></span></p>
<p><strong>Il TAR con le sue due sentenze sulla chimica del cloro a Marghera ha sposato le scelte dello stato e delle aziende.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Così sull&#8217;aumento produttivo del cancerogeno dicloroetano (DCE) da 100 a 170 mila tonnellate all&#8217;anno non serve la Via : il Ministero dice che non cambiano le emissioni; in realtà non cambiano le concentrazioni a camino, ad esempio i mg/mc di DCE, ma purtroppo cambiano molto, quasi raddoppiano, i metri cubi emessi e quindi le quantità di mg di DCE che ricadono sulle nostre teste.</p>
<p style="text-align: justify">Si è scelto di essere deboli coi forti e forti coi deboli, il VIA lasciamolo fare con carte e costi e coinvolgimento della popolazione su un nuovo silos di mais a Ceggia, sull&#8217;aumento del 25 % di produzione di mangimi per cani a Portogruaro, su 2 km di strada a Jesolo o su una darsena da 50 posti barca a Cavallino, ma chi produce e sparge cancerogeni lasciamoli lavorare senza disturbarli.</p>
<p style="text-align: justify">Anche se nella nostra provincia abbiamo record nazionali e internazionali di tumori delle vie respiratorie, del fegato, della pelle e delle mammelle, e la gente vede attorno a se esplodere sempre nuovi casi di cancro.</p>
<p style="text-align: justify">Cosi sul bilanciamento, cioè l&#8217;aumento produttivo di CVM e PVC, decide il Consiglio dei Ministri dopo che il Ministero adell&#8217;Ambiente ha bocciato il progetto in commissione VIA e un altro ne viene presentato senza seguire le regole della legge. Ma, come ribadisce anche la sentenza del TAR, si è tenuto conto soprattutto “delle ripercussioni negative sull’occupazione, con conseguenti forti tensioni sociali, derivanti da una eventuale mancata autorizzazione del progetto di bilanciamento.”</p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; questo il nodo politico della sentenza: la legge sulla VIA viene superata da volontà politiche e partitiche chiare che, però, poi cozzano contro le valutazioni economiche di mercato, perchè potenziare impianti obsoleti del 1970 è finanziariamente un suicidio;  così non è la tutela dell&#8217;ambiente e della salute a fermare questi impianti ma la globalizzazione.</p>
<p style="text-align: justify">Speriamo che vengano rimossi gli impianti e bonificate le aree e che su quei terreni trovino posto lavorazioni ecocompatibili che diano ai lavoratori e ai nostri figli lavori sicuri e salubri.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>NON</strong><strong> presenteremo ricorso al Consiglio di Stato perchè :</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>- è troppo costoso per le nostre casse di associazioni di volontariato, la giustizia è una cosa per ricchi</strong></p>
<p style="text-align: justify">- crediamo illusorio chiedere che il consiglio di STATO dia torto alle scelte di  chi rappresenta lo Stato (Ministero Ambiente e Consiglio dei Ministri) e dia ragione ad associazioni ambientaliste <strong>che chiedono l&#8217;applicazione delle leggi.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Ringraziamo gli avvocati Marco Giacomini e Silvia Manderino che ci hanno rappresentato impegnandosi senza risparmiare energie.</p>
<p style="text-align: justify">La giustizia ingiusta e i giochi del potere  per sottometterla danno anche in questi giorni spettacolo inverecondo e mostrano a quali livelli di stravolgimento delle regole si può arrivare. La mancanza di fiducia nella giustizia porta solo a diventare sudditi- schiavi o a farsi giustizia da soli.</p>
<p style="text-align: justify">Noi non vogliamo  condividere nessuna delle due strade, continueremo a lottare perchè la gente si ribelli e perchè siano difesi i diritti democratici fondamentali .</p>
<p>Terremo conto di tutto e chiederemo conto di tutto.</p>
<p>Associazione Gabriele Bortolozzo           Ecoistituto del Veneto Alex Langer</p>
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