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	<title>MargheraOnline.it &#187; Manifestazioni</title>
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		<title>Comunicati di commento al PAT</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 15:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[piano assetto territorio (PAT)]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo, uno di seguito all’altro, i commenti relativi alla recente approvazione del Piano di Assetto Territoriale che ci sono stati inviati da due gruppi partecipanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo, uno di seguito all’altro, i commenti relativi alla recente approvazione del Piano di Assetto Territoriale che ci sono stati inviati da due gruppi partecipanti al Consiglio del Comune di Venezia.</p>
<p>Condividiamo la posizione di forte dubbio circa la bocciatura di parecchi punti che, a nostro parere, sono invece importanti e, soprattutto, ben motivati. </em> <em></p>
<p>Vogliamo inoltre dare un messaggio ben chiaro: vogliamo porre fine a questa fase di “combutta” e si vada verso un clima di maggiore trasparenza e di consultazione popolare (vedi i recenti fatti successi anche al consiglio comunale di Dolo in occasione dell’approvazione dell’ecomostro Veneto City). Non vogliamo partecipare alle discussioni quando gli accordi sono già presi, in barba ai principi di democrazia partecipata, e combatteremo per raggiungere il nostro obiettivo con tutti i mezzi che avremo a disposizione.</em></p>
<p>Il pensiero ambientalista si sta dimostrando lungimirante e sarebbe un errore continuare a trascurarlo. Le tragedie cui siamo e siamo stati costretti ad assistere nel nostro presente e recente passato (Isola del Giglio &#8211; grandi navi e Fukushima &#8211; nucleare) ci stanno dicendo, ancora una volta, che probabilmente l’uomo sta sopravvalutando le proprie capacità a far fronte ai fenomeni naturali e che la mancanza di rispetto nei confronti della nostra casa Terra ci porterà inesorabilmente alla distruzione.</p>
<p><strong>COMUNICATO &#8220;NOGRANDINAVI A VENEZIA&#8221;</strong></p>
<p>Cari colleghi,</p>
<p>Con il voto di ieri sera sul Pat (Piano di assetto del territorio) il consiglio comunale ha fatto proprio l&#8217;emendamento per l&#8217;estromissione dalla laguna delle navi incompatibili, proposto da questo Comitato No Grandi Navi e accolto dalla giunta. Corollario dell&#8217;emendamento, la cancellazione di Porto Marghera come possibile futuro terminal croceristico.<br />
L&#8217;incompatibilità delle navi verrà definita entro 18 mesi &#8211; ma noi ovviamente speriamo prima &#8211; con una serie di studi sugli aspetti ambientali, sanitari, sulla morfologia lagunare prodotti dal crocerismo e dalla portualità che dovranno venire affidati dal Comune agli enti deputati (Arpav, Ulss 12) o a istituzioni scientifiche o a studiosi indipendenti e di assoluta credibilità. Sul rispetto di questi criteri tutti stiano certi che noi veglieremo con grande attenzione. La giunta ha voluto inserire nel testo del nostro emendamento un passaggio che porta l&#8217;attenzione anche sugli aspetti socio &#8211; economici e occupazionali, e ciò a noi va benissimo. E&#8217; stato proprio il Comitato a suggerire alla Commissione Ambiente del Senato di inserire nel testo della nuova legge speciale un articolo che preveda, come nel Pat, l&#8217;estromissione dalla laguna delle navi incompatibili, con l&#8217;eccezione però di quelle da costruirsi o da sottoporre a manutenzione nei cantieri lagunari (Fincantieri). Il Comitato è dunque attento alle esigenze del lavoro, purchè questo non diventi alibi per attentare alla sicurezza dell&#8217;ambiente e della città e alla salute dei cittadini: una attenta analisi dei costi e dei benefici della portualità è esattamente ciò che anche noi auspichiamo.<br />
Grazie all&#8217;emendamento del Comitato No Grandi Navi, per la prima volta il Comune dovrà anche determinare attraverso idonei studi la soglia massima di sostenibilità turistica giornaliera, assegnandone una quota al crocerismo, e ciò ha una valenza generale &#8211; bisogna fermare la deriva della città verso la trasformazione in un parco tematico &#8211; e una valenza contingente &#8211; il crocerismo non può crescere a dismisura ma essere riportato a livelli di compatibilità -. Ciò è un passaggio fondamentale anche per l&#8217;eventuale identificazione di terminal croceristici alternativi all&#8217;attuale Marittima: come è del tutto evidente, non sarà la stessa cosa trovare collocazione per cento navi all&#8217;anno o per mille.<br />
A giudizio del Comitato, grazie all&#8217;emendamento sul crocerismo la città si trova ora davanti a un passaggio epocale, con la possibilità di avviare la decrescita del turismo e di affrontare un vero riequilibrio morfologico della laguna. Se ciò finora non è avvenuto, nonostante le tante dichiarazioni al riguardo e addirittura nonostante le specifiche prescrizioni di legge, è perchè sul bene comune sono prevalsi gli interessi di parte, e non c&#8217;è ragione di pensare che ciò non avverrà anche in futuro,  come dimostra il piano per estromettere il crocerismo da Bacino San Marco proposto dal presidente dell&#8217;Autorità portuale, Paolo Costa, e accolto dal ministro dell&#8217;Ambiente, Corrado Clini, e dal sindaco, Giorgio Orsoni. L&#8217;idea di portare il Canale dei Petroli nel cuore della città è la reiterazione ossessiva della stessa logica che in cento anni ha devastato la laguna. Dunque, la battaglia del Comitato No Grandi Navi è appena all&#8217;inizio: la tragedia del Giglio ha mostrato i limiti, gli errori, il pressapochismo, i rischi insiti in un modello di turismo che nessuno, crediamo, potrà continuare a proporre come se nulla fosse successo. Soprattutto a Venezia</p>
<p>Silvio Testa, portavoce del Comitato &#8220;No Grandi Navi &#8211; Laguna Bene Comune&#8221;.</p>
<p><strong>PAT..TO COL PARTITO DEL &#8220;FARE, MA FARE MALE&#8221;</strong></p>
<p>Abbiamo assistito in Consiglio Comunale di Venezia ad una infinita serie di votazioni,  durata dalle 16 di lunedì 30 gennaio alle 4 del mattino, in cui un&#8217;aula dominata da una maggioranza di “soldatini&#8221; sordi, ciechi e muti, formata da una trentina scarsa di consiglieri di PD, IDV, PSI e UDC<br />
che aspettavano solo l&#8217;ordine del sergente di giornata su come schiacciare il pulsante.<br />
Sono state respinte, una ad una, tutte (fuorchè due) le decine di proposte, nessuna delle quali campata in aria o &#8220;ostruzionistica&#8221;, presentate dai consiglieri del Movimento 5 stelle, di Federazione della Sinistra, della Lega e del Gruppo Misto (usciti da Pd e IdV), quasi tutte appoggiate e sottolineate dagli applausi del folto pubblico di cittadini e rappresentanti delle 46 associazioni da mesi al lavoro &#8220;per un Altro Pat&#8221;.<br />
Nelle dieci ore di votazioni a raffica, sono stati approvati solo l&#8217;emendamento che esclude, nel futuro di Porto Marghera &#8220;nuovi inceneritori&#8221;, (suggeritomi da Fabio Ragazzo, da me girato ai consiglieri domenica sera e presentato da Gavagnin 5 stelle), e un secondo emendamento che precisa alcune condizioni per non peggiorare ulteriormente la già caotica situazione della stazione di Mestre.<br />
Solo sul tema della sub-lagunare, abbiamo sentito la voce di due consiglieri del PD (Molina e Conte) che ne criticavano pesantemente l&#8217;ipotesi; ma ciò non è bastato a impedire che di nuovo venga bocciata la proposta di precisare che il collegamento, questa volta tra S.Marco e il Lido, venga fatto &#8220;con mezzi di navigazione acquea&#8221;.<br />
L&#8217;ipotesi sub-lagunare, così, lungi da essere stata cancellata,  si è allargata anche ad un&#8217;altro tratto di laguna !!<br />
Ma è su Tessera City, che la maggioranza silenziosa PD-IDV-PSI-UDC ha dato il meglio di sè, allargandosi in questo caso anche al gruppo IN COMUNE di Bettin e Caccia: il maxi-emendamento di Giunta, con Tessera City imbellettata da &#8220;città dello sport&#8221;,  non localizzata e perciò pronta allo scambio di aree che permetteranno alla Save di Marchi di raddoppiare su altri 700 ettari l&#8217;area dell&#8217;aeroporto, è stato concordato con questi 5 gruppi e neppure scalfito dal minimo emendamento<br />
presentato in aula.<br />
L&#8217;odine della seduta è stato mantenuto da decine di vigili, anche armati di manganelli, e poliziotti che, ad un certo punto, hanno avuto l&#8217;ordine dal presidente Turetta di non far più entrare in aula chi era uscito per telefonare o altro, anche se munito di regolare Pass di identificazione. I vigili comunque sono stati utili almeno in una occasione: quella di fermare un energumeno che, sceso dal suo seggio del consiglio, si è scagliato contro un giovane del pubblico aggredendolo e gridandogli &#8221; Testa di ca..o!&#8221;.<br />
Tutto come da copione.<br />
Anche le dichiarazioni del  capogruppo del PD: &#8221; Abbiamo rspettato le promesse elettorali: siamo per il Fare e fare meglio&#8221;.<br />
Restano le due conquiste, già ottenute nei giorni scorsi:<br />
1. la cancellazione della incredibile fermata della TAV all&#8217;aeroporto<br />
2. L&#8217;impegno del comune,nel termine di 18 mesi, di studiare come eliminare la presenza delle Grandi Navi incompatibili con Venezia e la sua laguna.</p>
<p>Michele Boato, Ecoistituto del Veneto (presente in aula, non più a digiuno, ma sempre molto attento).</p>
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		<title>Nei boschi di Ramats c&#8217;ero anch&#8217;io. Il movimento No Tav non e&#8217; criminale.</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 09:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina su ordine della Procura di Torino è in corso un&#8217;operazione con arresti in diverse città d&#8217;Italia sulle mobilitazioni No Tav in particolare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questa mattina su ordine della Procura di Torino è in corso un&#8217;operazione con arresti in diverse città d&#8217;Italia sulle mobilitazioni No Tav in particolare la giornata di lotta del 3 di luglio in Val Di Susa. 25 fermi e 15 obblighi di dimora e 1 divieto di dimora a Torino sono stati finora notificati ed eseguiti.</em></p>
<p><strong><br />
Comunicato del Consigliere comunale Beppe Caccia</strong></p>
<p>Il consigliere comunale di Venezia, Beppe Caccia, ha così commentato l&#8217;operazione della Procura della Repubblica di Torino che ha portato questa mattina ad arresti e perquisizioni per la manifestazione dello scorso 3 luglio in Val di Susa:</p>
<p>&#8220;Insieme a migliaia di donne e uomini, a cittadini della Valle e arrivati da ogni dove per difendere il territorio come bene comune, il 3 luglio nei boschi di Ramats c&#8217;ero anch&#8217;io. A manifestare contro un&#8217;opera inutile e devastante, che sperpera miliardi di euro di risorse pubbliche, contro un cantiere che è stato imposto con la forza militare, nonostante la volontà, democraticamente espressa, di un&#8217;intera comunità. A raccogliere e soccorrere decine di manifestanti, giovani e meno giovani, feriti nelle cariche e dai lacrimogeni deliberatamente sparati ad altezza d&#8217;uomo e a distanza ravvicinata.&#8221;</p>
<p>&#8220;La Val di Susa siamo tutti noi, tutti noi che nel giugno scorso abbiamo votato per l&#8217;acqua bene comune e contro il nucleare, tutti noi che pensiamo che i beni comuni vengano prima degli affari di pochi. Per questo è folle, oltre che ingiusto, il tentativo in atto di criminalizzare l&#8217;intero movimento No Tav e con esso un&#8217;intera comunità. Tutte le persone oggi arrestate devono al più presto tornare in libertà. Tutte.&#8221;</p>
<p>&#8220;Ma il mio pensiero va in particolare a Zeno Rocca, giovane e brillante studente di Giurisprudenza dell&#8217;Università di Padova, generoso attivista strappato questa mattina ai suoi studi di diritto. E a Guido Fissore, consigliere comunale di Villar Focchiardo, un uomo delle istituzioni locali che sa correttamente svolgere il proprio ruolo a difesa del suo territorio e della sua gente, uno che ha molto da insegnare a tanti politicanti di mestiere.&#8221;</p>
<p>&#8220;Questi arresti vorrebbero far paura a chi non piega la testa e difende la democrazia. Dovrebbero servire ad imporre un progetto insostenibile. Come, in queste ore, sta cercando di fare Italferr, società delle Ferrovie, che ha avviato i sondaggi geognostici in tutta la provincia di Venezia per un tracciato di TAV in gronda lagunare e sulla costa, che tutti i Comuni interessati (a partire da Venezia) hanno già rifutato. Loro non riusciranno a fermarci, ma noi li dobbiamo fermare.&#8221;</p>
<p>Venezia, 26 gennaio 2012</p>
<p><a href="http://www.globalproject.info/it/in_movimento/Nei-boschi-di-Ramats-cero-anchio-Il-movimento-No-Tav-non-e-criminale/10594">Link al sito</a></p>
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		<title>Adesione dell&#8217;Assemblea Permanente alle attività &#8220;NO TAV &#8211; NO TESSERA CITY &#8211; NO GRANDI NAVI&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 12:47:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Marghera]]></category>
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		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Assemblea Permanente Contro il Rischio Chimico sta sostenendo in questo periodo una serie di iniziative (come il sit-in di venerdì scorso allo scalo aeroportuale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Assemblea Permanente Contro il Rischio Chimico sta sostenendo in questo periodo una serie di iniziative (come il sit-in di venerdì scorso allo scalo aeroportuale di Tessera) che hanno come riferimento il documento-appello “<a href="http://margheraonline.it/blog/venezia/ecco-la-citta%E2%80%99-e-il-territorio-che-vogliamo/">Ecco la città il territorio e che vogliamo</a>”, documento sottoscritto sia da molte associazioni conosciute a livello nazionale, come Legambiente, che da organizzazioni non identificabili in ambiti esclusivamente ambientali, come FIOM e FILT-CGIL Trasporti. Tale documento-appello sarà la nostra bandiera anche nella partecipazione alla manifestazione prevista per il 21 gennaio prossimo (<a href="http://margheraonline.it/events/per-la-citta-che-vogliamo-no-tav-no-tessera-city-no-grandi-navi">vedi l&#8217;evento</a>).<br />
Siamo fortemente convinti che grandi progetti come la TAV, la piattaforma logistica del porto e Veneto City determineranno pesanti cambiamenti e indirizzeranno in modo significativo lo sviluppo del nostro territorio. Porto Marghera è oggi un punto di snodo di tutto quello che avviene su scala regionale e nazionale.<br />
I progetti dell’Autorità Portuale sulla piattaforma logistica prevedono un incremento continuo dei volumi commerciali di passeggeri e merci, con attribuzione alla marittima di Venezia della funzione di approdo per le grandi navi passeggeri e spostamento a Fusina delle banchine di attracco per le grandi navi da trasporto ed i traghetti. Ovviamente la modifica ed espansione di queste attività dovrebbero essere supportate da un opportuno adeguamento delle infrastrutture e quindi acquisiscono importanza progetti che si ricollegano a Veneto City: una rete di strade che veicolerebbe chissà quante auto, camion e pullman (senza dimenticare le navi precedentemente citate) portando la concentrazione di PM10 a valori insostenibili.<br />
Questi mega progetti influiscono anche sulle bonifiche visto che i nostri Amministratori preferiscono investire nelle “grandi opere”, mostri di cemento che devastano il territorio come la TAV o la sublagunare, piuttosto che utilizzare le risorse finanziarie per recuperare territori che sono, come noto, tragicamente compromessi.<br />
La lista di progetti che interessano il nostro territorio è lunga ed è necessario avere una visione d’insieme per affrontare la sfida che ci impongono i poteri forti rappresentati dai privati (Italferr, Marchi) ma che passano per il Ministero e la Regione. Siamo convinti che la battaglia vada condotta con ferma determinazione perché si creino le condizioni a livello comunale per chiudere le porte a questi irrispettosi interessi.</p>
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		<title>Riviera del Brenta &#8211; No a Veneto City</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 08:45:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo il comunicato dei CAT di Dolo dopo la rumorosa contestazione al consiglio comunale di Dolo che vuole avvallare uno scempio ambientale
Comunicato dei Comitati Ambiente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff"><em>Pubblichiamo il comunicato dei CAT di Dolo dopo la rumorosa contestazione al consiglio comunale di Dolo che vuole avvallare uno scempio ambientale</em></span></p>
<p><strong>Comunicato dei Comitati Ambiente e Territorio sulla mobilitazione al consiglio comunale di Dolo</strong></p>
<p>Si è svolta ieri sera presso il Comune di Dolo la manifestazione promossa da CAT per contestare l&#8217;approvazione del progetto Veneto City, una vera e propria città artificiale che dovrebbe sorgere tra Padova e Venezia con effetti ambientali e socio-economici devastanti.</p>
<p>Questi i numeri: 715.000mq di superficie di intervento, un nuovo casello autostradale, una nuova stazione ferroviaria, 30.000 posti auto, 70.000 veicoli in più al giorno, il tutto in un&#8217;area a elevato rischio idraulico.</p>
<p>Cittadini Comitati e Associazioni bloccano Veneto City.</p>
<p>Una contestazione non violenta ma assordante ha reso impossibile l’approvazione dell’accordo di programma per il Polo del Terziario Avanzato. Tutto rinviato alla prossima settimana.</p>
<p>Un grande successo ma anche una lezione democratica a degli amministratori sempre più asseragliati nel “fortino” della politica.</p>
<p>Ora la mobilitazione continua con ancora più determinazione.</p>
<p>I Comitati non si arrendono.</p>
<p>Oltre 300 cittadini, attivisti e simpatizzanti di comitati, hanno “assediato” per ore in modo pacifico e non violento quello che ormai è diventato il simbolo del “fortino” della politica, ripristinando almeno per un po’ di ore il principio costituzionale secondo il quale “la sovranità appartiene al popolo” (Art. 1 Costituzione Italiana). La manifestazione organizzata ha determinato la mancata approvazione dell’Accordo di Programma su Veneto City. Un successo fatto di grande civiltà <em>(visto che non ci sono state reazioni all&#8217;atteggiamento delle forze dell&#8217;ordine, ndr).</em></p>
<p>Lo sgombero coatto degli attivisti presenti all’interno del Consiglio Comunale,imposto dal Sindaco di Dolo dopo 5 ore di assordante contestazione, dimostra una volta di più come la vicenda Veneto City sia diventata una questione di democrazia, e non solo una battaglia per la difesa dell’ambiente e della salute.</p>
<p>Una manciata di Consiglieri e Assessori di due comuni, votati da meno di 8.000 persone, decidono su un progetto che avrà conseguenze pesantissime per un territorio molto più vasto e popoloso (almeno 240.000 abitanti coinvolti).</p>
<p>Una decisione presa non tenendo in minima considerazione migliaia di osservazioni e prese di posizione contrarie di decine di Comuni, Enti autorevoli come ARPAV e USSL 13, Associazioni di Categoria (Confesercenti, ASCOM, Associazione Consumatori, Associazione artigiani), sindacati, rappresentanti della Chiesa, gruppi regionali di opposizione, esponenti politici di Lega e PDL, Sindaci (Orsoni e Zanonato), e ben 11.000 cittadini che hanno sottoscritto la petizione popolare promossa da CAT e associazioni.</p>
<p>Insomma a favore di Veneto City sono rimasti solo i proponenti e i due Sindaci ai quali pure il Presidente Luca Zaia ha addossato ogni responsabilità.</p>
<p>Per di più mancano i presupposti di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità dell’opera per applicare lo strumento dell’Accordo di Programma, e nemmeno la normativa nazionale ambientale in materia di Valutazione Ambientale Strategica è stata rispettata.</p>
<p>CAT – Comitati Ambiente e Territorio</p>
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		<title>“&#8230; i giorni delle NOSTRE VERITA&#8217; &#8230; ALTERNATIVE&#8230;”</title>
		<link>http://margheraonline.it/blog/manifestazioni/%e2%80%9c-i-giorni-delle-nostre-verita-alternative-%e2%80%9d/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 09:57:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 4 giugno 2011 ha avuto luogo la manifestazione organizzata da ben 32comitati e associazioni di tutto il Veneto (mancavno solo BL e RO) contro  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato 4 giugno 2011 ha avuto luogo la manifestazione organizzata da ben 32comitati e associazioni di tutto il Veneto (mancavno solo BL e RO) contro  la cementificazione, la moltiplicazione di inutili e dannose infrastrutture, l&#8217;uso dei veleni in agricoltura, la combustione dei rifiuti ecc. dal titolo &#8220;I giorni delle NOSTRE VERITA&#8217;&#8230;ALTERNATIVE&#8221;<br />
</strong><em><span style="color: #0000ff">La manifestazione ha avuto due articoli di presentazione su La Nuova Ve su Il Gazzettino.<br />
Rai3 Veneto ha girato un servizio specifico, che può essere visionato cliccando il link:</span></em><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=mH4WFM003UQ">Servizio RAI3 Veneto</a><br />
 <br />
Questo è il comunicato conclusivo:<br />
“&#8230; i giorni delle NOSTRE VERITA&#8217; &#8230; ALTERNATIVE&#8230;”<br />
Deliberato  finale dell&#8217;Assemblea delle Associazioni di Base  partecipanti alla  Manifestazione Regionale<br />
di sabato 4 Giugno 2011 in Campo San Geremia a Venezia,<br />
 <br />
Sulla base delle proprie sofferte esperienze, osservano che il  numero, l&#8217;entità planimetrica e volumetrica e le caratteristiche progettuali complessive delle grandi Opere Pubbliche e Private  annunciate, programmate o in via di esecuzione  in tutte le  Province del Veneto accentuano drammaticamente in tutta la nostra Regione anziché ridurle,  le nefaste tendenze di cui si preoccupa Unione Europea:   Asfalto e cemento mettono a rischio l&#8217;ambiente: dati UE: ogni anno in Europa una superficie più grande di Milano o Berlino cede il passo all’espansione urbana e a infrastrutture di trasporto. Questa tendenza rischia di compromettere la disponibilità di terreni fertili e riserve idriche per le generazioni future.  Tra il 1990 e il 2000 nell’UE sono stati cementificati almeno 275 ettari di terreno al giorno, per un equivalente di 1.000 km² all’anno. La metà di questa superficie è impermeabilizzata in via definitiva da edifici, strade e parcheggi.<br />
Ricchissimi speculatori immobiliari  propongono ed avviano NUOVE  “MEGA-CITY”  nel Pentagono Mestre &#8211; Padova &#8211; Vicenza – Castelfranco -Treviso – Mestre ed analoghi  immensi PROGETTI  COMMERCIALI &#8211; DIREZIONALI -  TURISTICI  anche nelle altre province,  invece che investire sul Restauro-Recupero- Razionalizzazione  del vecchio e del nuovo patrimonio residenziale, produttivo ed infrastrutturale esistente.<br />
 Veneto Strade promuove ed avvia a ritmo continuo  una immensa ragnatela di NUOVE AUTOSTRADE – SUPERSTRADE – COMPLANARI –  ROTONDE – CENTRI LOGISTICI – per ulteriori insostenibili trasporti privati  Invece che rettificare, potenziare, migliorare, mettere in sicurezza l&#8217;esistente rete viaria e  collegarla razionalmente con i sistemi tramviari, ferroviari, aerei e marittimi  di trasporti persone e merci da incentivare&#8230;<br />
 Confindustria, Industrie Energetiche, Cementifici  e Produttori  ed utilizzatori di Rifiuti Tossico-Nocivi  di tutti i tipi propongono ed avviano IMPIANTI DI INCENERIMENTO e trattamenti Chimici in Agricoltura destinati a rendere  in tempi brevi del tutto invivibili le arie e le acque dell&#8217;intera Regione.<br />
I puntuali racconti delle Associazioni oggi presenti a Venezia  descrivono  distruzioni di terreni  e di piccole e medie aziende agricole, di irripetibili sistemi naturalistici, di monumenti e  centri storici che si configurano  nel  loro insieme  come il più grande delitto ambientale, economico e sociale della storia del Veneto a memoria d&#8217;uomo, contro i principi cardine della SALUTE e della BIO-DIVERSITA’.<br />
 Perciò :<br />
1 &#8211; Invitano  formalmente la RAI  e tutti gli organi di informazione  del Veneto ad attivare al più presto  e con la necessaria continuità  spazi iinformativi dedicati a confronti approfonditi sull&#8217;USO ECO-COMPATIBILE DI TUTTE LE RISORSE AMBIENTALI  e  sul   merito delle singole Grandi Opere in Atto, su quelle annunciate  e sulle soluzioni ragionevolmente alternaive proposte dagli scriventi  Comitati di Base&#8230; riservando alcuni spazi di queste attività a  messaggi completamente autoprodotti dalle Associazioni stesse.<br />
2 – Invitano formalmente il Presidente della Giunta Regionale del Veneto e l&#8217; intero Consiglio Regionale ad aprire subito un approfondito dibattito sugli argomenti indicati,  con specifico riferimento al PTRC  votato dalla Giunta Galan  nel Giugno del 2009 e a tutti gli altri Strumenti Urbanistici e di Pianificazione Economica e Sociale che, di fatto, più di quanto afferma la Comunità Europea, stanno compromettendo tutti i principali BENI COMUNI del Veneto.</p>
<p>Ecoistituto del Veneto, Lipu, Amico Albero, Multimediarecords, Ambiente Venezia, Comitati No Mose e No Grandi Navi in Laguna, Spiazzi Verdi, Movimento dei Consumatori, Rete Ambiente Veneto, Collettivo Studenti IUAV Cà Tron, Venezia Città Aperta, Comitato contro l’incenerimento delle deiezioni Avicole di Motta d’Este, Comitato promotore Referendum sulla Sub-lagunare di Venezia, Movimento Decrescita Felice, Comitatto contro Antenna Selvaggia di Zerman-Mogliano, Ass.Aria Pulita di Marcon, Comitati Viabilità Sostenibile del Trevigiano, Cittadini e cittadine di Montecchio Magg.contro Pedemontana, Sindaco di Villaverla VI, Comitato Alternativa a Autostrada Pedemontana Veneta di Bassano, No Tav Venezia-Trieste, Gruppo Culturale Portogruaro Vive, Amici Parco Bissuola Mestre, Comitati Riuniti per il Riciclo Totale Rifiuti Zero di Tv e Ve, Medicina Democratica, Associazione Gabriele Bortolozzo, Assemblea contro il Rischio Chimico di Marghera, Comitati Naturisti Belluno, Comitato Salute e Ambiente contro l’inceneritore di Padova est, Comitato Alberi Marghera, Italia Nostra di Venezia,</p>
<p><strong>3 sintesi video del nostro&#8230; 4 Giugno a Venezia&#8230;</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=m-2TGTuyAl8&amp;feature=email">I giorni delle NOSTRE VERITA&#8217; ALTERNATIVE N. 1 Inquinamenti</a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=m-2TGTuyAl8&amp;feature=email"></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=RECJd8nzlrE&amp;feature=email">I giorni delle NOSTRE VERITA&#8217; ALTERNATIVE N.2 Trasporti</a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=RECJd8nzlrE&amp;feature=email"></a></p>
<p>I<a href="http://www.youtube.com/watch?v=-YMfyWUZ-28&amp;feature=email"> giorni delle NOSTRE VERITA&#8217; ALTERNATIVE  N. 3 VENEZIA</a></p>
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		<title>Godzilla is coming to Marghera</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 12:09:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GODZILLA STA ARRIVANDO A MARGHERA 27 Maggio e 4 Giugno, 28 Maggio da Marghera a Krsko.
Graffiti Writing e live music per difendere i beni comuni!
Tre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>GODZILLA STA ARRIVANDO A MARGHERA 27 Maggio e 4 Giugno, 28 Maggio da Marghera a Krsko.</strong></p>
<p>Graffiti Writing e live music per difendere i beni comuni!<br />
Tre muri dislocati nel centro di Marghera verranno attacati, non avverà in silenzio, ma con un allarmante sottofondo rumoroso.</p>
<p>PROGRAMMA:<br />
Venerdì 27 Maggio: Marghera: live painting di Graffiti Writing sui muri dell’Auditorium Monteverdi, in Piazzale Giovannacci.<br />
Sabato 28 Maggio: iniziativa alla centrale nucleare di Krsko.<br />
Sabato 4 Giugno: Marghera: live painting di Graffiti Writing in Piazza Mercato, sui muri della Biblioteca. Iniziativa e banchetti a sostegno della campagna contro il nucleare e per l’acqua bene comune.<br />
Live music and dj set con Big Mike e dj Rumble.</p>
<p>Godzilla è un enorme dinosauro che era ibernato al Polo Nord. A causa delle radiazioni prodotte da recenti esplosioni nucleari e lo scioglimento dei ghiacci si è risvegliato. Investito da una nube radioattiva, ha subito una mutazione genetica divenendo di dimensioni smisurate. Si alimenta assorbendo radiazioni emanate da centrali atomiche, armi ed esperimenti nucleari.<br />
E’ un mostro molto feroce e non tollera che il suo territorio venga invaso, ma non è nemico dell’umanità: però ha compreso le cause della sua mutazione che lo hanno condannato ad un’esistenza dolorosa e senza pace. Così vaga per il pianeta in cerca di sostentamento e si scaglia, accanendosi, contro coloro che individua come responsabili di questa sua condanna e le potenziali cause della sua degenerazione.<br />
L’ultimo avvistamento è avvenuto sulla costa occidentale del Giappone, nei pressi di Fukushima dove avrebbe distrutto 4 centrali nucleari, ma c’è chi giura di averlo visto risalire l’Adriatico. Diversi segnali confermano questa possibilità: alcune petroliere e un’enorme nave contenente soia transgenica dirette a Porto Marghera sono state attaccate presumibilmente dal mostro. Le paratoie del MOSE sono state distrutte. Gli scienziati dicono che la mutazione potrebbe aver modificato le caratteristiche del rettile radioattivo che, attirato ora anche da siti altamente inquinati, da centrali elettriche, da industrie chimiche, sembra dirigersi proprio a Marghera. Se ciò fosse vero potrebbe significare un disastro ambientale di enormi proporzioni.<br />
Il ministero della difesa ed i servizi segreti sono già mobilitati per bombardare il rettile e invitano tutta la popolazione a comunicare ogni fenomeno ritenuto anormale. Anche marina ed aeronautica sono mobilitati ed in stato d’allerta. Gli scienziati però invitano alla cautela poiché il mostro potrebbe venir rafforzato dagli attacchi. Il governo dichiara: “questo attacco è certamente stato architettato dai movimenti ambientalisti e contro la modernità”.</p>
<p>Si è formata un’unità di crisi che sta valutando tutte le opzioni e di cui fanno parte scienziati di ogni genere. Il loro portavoce dichiara: “Godzilla è il prodotto dell’inquinamento di acqua, aria e terra. L’uomo con l’attività nucleare, petrolchimica, con produzioni energetiche altamente inquinanti e nocive, l’incenerimento dei rifiuti, ha fatto degenerare la natura. Il modello di sviluppo che l’uomo sta portando avanti, nel corso degli ultimi secoli, sfrutta la natura, non più per vivere dei suoi frutti, ma oramai per il profitto, quindi in modo illimitato ed irrispettoso e ciò sta portando dei cambiamenti negli equilibri che permettono la vita in questo pianeta. Godzilla è l’espressione della rivincita della natura sull’uomo e della riaffermazione delle leggi della natura sulle leggi del neo-liberismo”. Affermano inoltre che per fermare il mostro serve cambiare radicalmente modello di sviluppo e consigliano che, se Marghera sarà distrutta, dovremo pensare ad una differente destinazione per quest’area.<br />
Concludono dichiarando che si ipotizza che la prossima tappa di Godzilla potrebbe essere la Slovenia, a Krsko, dove si trova la più vicina, vecchia e pericolosa centrale atomica d’Europa.</p>
<p>Aderiscono all’iniziativa:</p>
<p>Comitato referendario VOTA SI per fermare il NUCLEARE</p>
<p>Urban Code</p>
<p>Ass. perm. contro il rischio chimico</p>
<p>CSO Rivolta PVC</p>
<p>Lab. Morion</p>
<p>S.A.L.E. Docks</p>
<p>Ass. Gabriele Bortolozzo</p>
<p>Centro giovani Dedalo Mira</p>
<p>Coordinamento studenti universitari Venezia.</p>
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		<title>Mobilitazioni in vista per Porto Marghera</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 07:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clamarck</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Marghera]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Roberto Trevisan, dell&#8217;Assemblea permanente conto il rischio chimico
Da Carta, 3 maggio 2011, sezione Nord Est
La fine del ciclo del cloro a Porto Marghera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Intervista a Roberto Trevisan, dell&#8217;Assemblea permanente conto il rischio chimico</strong><br />
<em><span style="color: #0000ff">Da Carta, 3 maggio 2011, sezione Nord Est</span></em></p>
<p style="text-align: justify">La fine del ciclo del cloro a Porto Marghera era la richiesta di un referendum popolare del 2006 partecipato da 80mila persone. Ora che quella fine sta per diventare realtà non è aria di festeggiamenti. Per settembre è prevista una nuova mobilitazione: un sondaggio di massa attraverso questionari per capire che destino vogliono gli abitanti di Marghera per l’immensa zona industriale.<br />
«Stiamo arrivando al tramonto di quel tipo di produzione così come avevamo previsto – racconta Roberto Trevisan dell’assemblea contro il rischio chimico -, il mercato del pvc è crollato per la crisi, arriviamo a questo punto per inerzia, senza programmazione politica, senza alternative e con le bonifiche al palo».<br />
E’ dal 2009 che la Vinilys, la più grande industria chimica italiana – stabilimenti a Marghera, Ravenna e Porto Torres – è in crisi: nel 2008 l’inglese Ineos, azionista unico della Vinyls, ha abbandonato la produzione in Italia. L’industriale Fiorenzo Sartor, nel 2009, ha comprato la Vilnys, ma dopo meno di un mese ha gettato la spugna. Da qui il commissariamento e lo stop della produzione. Le offerte per l’acquisto non abbondano e, se ci sono, riguardano gli impianti di Ravenna e Porto Torres. Per i 160 operai dello stabilimento di porto Marghera, impegnati in una lotta disperata che gli ha condotti sulla cima della torre del petrolchimico un recente intervento della Regione dovrebbe garantire la copertura totale della cassa integrazione. Questa è l’unica buona notizia per gli operai del ciclo del cloro.<br />
Per gli abitanti di Marghera, reduci da decenni di nocività e lutti, nulla di chiaro e definito: «Porto Marghera oggi è come il far west, immense aree dismesse, un luogo strategico che fa gola a molti, c’è pure la possibilità che il peggio della vecchia gestione dell’area industriale ritorni realtà» sottolinea Trevisan. Come nel caso dell’inceneritore Sg31 che una cordata di discussi imprenditori come Jeroncich e Gaviol, vecchie conoscenze in zona, voleva utilizzare per bruciare rifiuti speciali e tossici da tutta Italia e «rispolverando l’idea di utilizzare Porto Marghera come immondezzaio» denuncia l’esponente ambientalista. Le mobilitazioni dei cittadini e l’azione dell’amministrazione comunale hanno tarpato le ali al progetto delimitando l’utilizzo ai soli rifiuti locali.<br />
La logistica sembra la chiave di volta per la riconversione della zona industriale e l’autorità portuale, guidata da Paolo Costa [il commissario del Dal Molin] sembra l’unico soggetto con le risorse economiche e le idee per intervenire concretamente. Di circa un anno fa l’acquisto dell’ex area Agrimont. «Diventare solo uno scalo per container non è detto che sia il destino migliore possibile per Porto Marghera – racconta Trevisan -, per questo è bene che la parola ritorni agli abitanti di Marghera e che le decisioni non rimangano appannaggio degli opachi poteri forti che si affacciano sulla laguna».</p>
<p style="text-align: justify">
<a href="http://www.carta.org/2011/05/mobilitazioni-in-vista-per-il-futuro-di-porto-marghera/">Link all&#8217;articolo</a></p>
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		<title>Liberiamo la Riviera del Brenta</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 16:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ssaturnini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Marghera]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 12 marzo anche Marghera sara’ presente alla manifestazione LIBERIAMO LA RIVIERA.
Parlare delle problematiche ambientali della Riviera del Brenta e Mirese significa confrontarsi anche con  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 12 marzo anche Marghera sara’ presente alla manifestazione LIBERIAMO LA RIVIERA.</p>
<p style="text-align: justify">Parlare delle problematiche ambientali della Riviera del Brenta e Mirese significa confrontarsi anche con  Porto Marghera, con i fumi inquinanti e cancerogeni che quasi quotidianamente, per effetto dei venti dominanti, attraversano i confini di Marghera per riversarsi a Mira, Dolo e gli altgri comuni della zona. Lo sanno bene  gli  abitanti di quel territorio che sempre di piu’ devono affidarsi alle cure dell’ospedale di Dolo per curarsi da tumori polmonari e altro, come quei bambini che soffrono in maniera esponenziale di asma e bronchiti croniche risultanti da un’esposizione prolungata all’inquinamento chimico.</p>
<p>Tra Marghera e Dolo la distanza non è grande: una decina di kilometri dove interessi potenti si applicano per consumare suolo e polmoni.</p>
<p style="text-align: justify">Ma un altro filo importante lega questi 10 km e sono i progetti comuni, il futuro che si vuole dare  a questa area. Uno per tutti il polo logistico di Dogaletto. Un progetto dell’Autorita’ portuale che potrebbe avere delle ripercussioni positive se indirizzato all’utilizzo delle aree dismesse di Porto Marghera invece che a quelle di pregio di Gambarare e d’intorni. Sono anni che la popolazione di Marghera chiede che nella nostra zona industriale vengano eliminate le produzioni più pericolose  e vengano effettuate le bonifiche per permettere l’introduzione di nuove attività ecocompatibili. Invece i progetti vanno in direzione opposta: riapertura della produzione cvm-pvc, nessuna bonifica, tentativi per fortuna impediti di farne la discarica di rifiuti tossico nocivi d’Italia dirottando la logistica verso altre aree. Sia ben chiaro che non immaginiamo per Porto Marghera un futuro fatto solo di camion che trasportano merci ma auspichiamo che il progetto “polo logistico” utilizzi non la gomma ma la rete fluviale (vedi idrovia per Padova) abolendo la nefasta romea commerciale.  Ripensare i progetti per la Riviera, non dimenticando la Città della moda  nell’ottica di riconvertire Porto Marghera, è perciò uno dei tanti motivi che ci porterà sabato 12 a manifestare insieme a tutti quegli uomini e donne che quotidianamente dal basso lottano e si impegnano per salvaguardare la propria salute e il proprio territorio.</p>
<p style="text-align: justify">RT</p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>ricorso del Comune di Venezia al TAR contro l&#8217;inceneritore SG31</title>
		<link>http://margheraonline.it/blog/manifestazioni/ricorso-del-comune-di-venezia-al-tar-contro-linceneritore-sg31/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 18:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ssaturnini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritore]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ASSEMBLEA PERMANENTE CONTRO IL RISCHIO CHIMICO organizza con le associazioni ambientaliste (Ass. Bortolozzo, Medicina democratica, Ambiente Venezia, Ecoistituto, WWF, Greenpeace, Comitati contro inceneritori Silea e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">L&#8217;ASSEMBLEA PERMANENTE CONTRO IL RISCHIO CHIMICO organizza con le associazioni ambientaliste (Ass. Bortolozzo, Medicina democratica, Ambiente Venezia, Ecoistituto, WWF, Greenpeace, Comitati contro inceneritori Silea e Mogliano) per giovedi 29 luglio alle 9,30 un presidio davanti al TAR in strada Nuova a Venezia (Cannaregio 2277) in occasione della udienza del TAR in merito alla richiesta del Comune di Venezia sulla sospensione dei lavori al forno inceneritore SG31, autorizzato dalla Regione a bruciare 100.000 tonellate all&#8217;anno di rifiuti pericolosi provenienti da fuori Marghera.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo il presidio del 1 luglio e il rinvio della sentenza al 29, ora i cittadini in rappresentanza delle associazioni, malgrado le vacanze, saranno presenti in un “happening” per ricordare  questo importante momento e la contrarietà della popolazione (ricordiamo che sono state raccolte  e consegnate in Regione 12.000 firme contro questo progetto e che i Consigli Comunale e Provinciale si sono espressi contro questo riavvio del forno inceneritore). Si invita la cittadinanza a partecipare e sono stati sollecitati a presenziare il Sindaco, l&#8217;Assessore all&#8217;ambiente e il Presidente della Municipalità di Marghera.</p>
<p style="text-align: justify">Un provvedimento giudiziale che intanto ordinasse la sospensione dei lavori sarebbe già un grande passo in avanti per fermare l&#8217;abominio dell&#8217;inceneritore, che con le sue emissioni peggiorerebbe sicuramente la qualità della vita del nostro territorio, e potrebbe segnare un primo freno alla nascita di un “polo rifiuti” a Marghera (ricordiamo che in commissione VIA sono in discussione le richieste di impianto di stoccaggio rifiuti speciali pericolosi STE per 100.000 t/a, di potenziamento dell&#8217;impianto trattamento rifiuti speciali pericolosi Alles, di aumento di volumi del trattamento di rifiuti speciali pericolosi Simar, di potenziamento dell&#8217;inceneritore rifiuti urbani di Fusina di Veritas).</p>
<p style="text-align: justify">Si riportano le motivazioni sostanziali addotte dal Comune per il ricorso :<br />
-    l&#8217;area dell&#8217;SG31 non è stata ancora bonificata come imposto dal Ministero dell&#8217;Ambiente nel 2008<br />
-    il Piano Regolatore comunale vieta impianti di trattamento rifiuti privati in conto terzi e industrie insalubri di prima classe, cioè con  sostanze cancerogene e tossiche come quelle che tratterebbe  l&#8217;SG31. La Regione, con la propria delibera, ha violato queste norme ampliando i codici di rifiuti conferibili e espandendo il bacino di utenza oltre il petrolchimico.<br />
-    Le opere edilizie nuove autorizzate sono variante allo strumento urbanistico vigente ed è competenza della Provincia , e non della Regione, autorizzare queste varianti in base alla Legge Regionale 11/04.<br />
-    la Regione ha giudicato non sostanziali le varianti all&#8217;impianto esistente, mentre le nuove strutture ricettive per i fanghi (vasche e serbatoi), l&#8217;essicatore di fanghi, il traffico di mezzi indotto dall&#8217;arrivo di rifiuti dal nord Italia, la nuova tipologia di rifiuti (non solo solidi ma anche liquidi) implicano modifiche sostanziali alle emissioni in aria e al rumore prodotto; la variante sostanziale avrebbe dovuto quindi seguire un iter di screening di VIA. Inoltre, se la modifica è sostanziale ricade anche nell&#8217;art. 16 della legge finanziaria regionale 11/10 che vieta ogni nuova autorizzazione finchè non venga approvato il Piano regionale rifiuti speciali.<br />
-    il Comune è già ampliamente fuori norma rispetto ai limiti di PM10 in aria, se partirà anche l&#8217;SG31 ci saranno nuove emissioni e un peggioramento dell&#8217;aria con diffusione di sostanze cancerogene e tossiche e ciò non è ammissibile per la tutela della salute pubblica. Oltretutto la Regione stessa, al termine della indagine epidemiologica condotta nel veneziano sugli effetti della diossina, conclude dicendo che bisogna cercare alternative all&#8217;incenerimento dei rifiuti per tutelare la salute.</p>
<p style="text-align: justify">Assemblea Permanente contro il rischio chimico</p>
<p style="text-align: justify">F. Rigosi</p>
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		<title>A Monselice, contro il cementificio che vuol bruciare i rifiuti</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 18:07:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ssaturnini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[inceneritore]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Carta &#8211; 27/05/2010 &#8211; Giulio Todescan &#8211; www.carta.org
Sabato 29 maggio a Monselice si gioca una partita importante nella battaglia contro il «revamping» dell&#8217;Italcementi, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Da Carta &#8211; 27/05/2010 &#8211; Giulio Todescan &#8211; <a href="http://www.carta.org/campagne/ambiente/19588">www.carta.org</a></p>
<p style="text-align: justify">Sabato 29 maggio a Monselice si gioca una partita importante nella battaglia contro il «revamping» dell&#8217;Italcementi, il progetto di ristrutturare l&#8217;esistente cementificio con una nuova torre alta 122 metri e l&#8217;apertura a nuovi materiali da bruciare, compreso il cdr, ovvero i rifiuti. La manifestazione [partenza alle 16.30 da piazza Mazzini] di sabato nella cittadina della bassa padovana arriva in un momento di forti contrapposizioni: negli ultimi giorni c&#8217;è stato il voto a sorpresa del consiglio comunale che ha bocciato il progetto Italcementi, spaccando la maggioranza del sindaco di centrodestra Francesco Lunghi; c&#8217;è stata poi la presa di posizione dei consigli pastorali di alcune parrocchie, contrarie; e infine il parere della commissione tecnica del Parco dei colli Euganei, che ha definito il nuovo cementificio «incompatibile» con le finalità del Parco stesso. Ma è esplosa anche la contraddizione più grande, quella fra la necessità di liberarsi di un modello di sviluppo insostenibile e la difesa dei posti di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify">La posizione dei sindacati e dei cento [duecento con l'indotto] lavoratori dei tre cementifici di Monselice si è andata polarizzando in favore del progetto, che prevede altri trent&#8217;anni di lavorazione del cemento. Ne parliamo con Francesco Miazzi, consigliere comunale di Città Futura, lo scorso anno sfidante al ballottaggio dell&#8217;attuale sindaco, e anima dei comitati che si oppongono al revamping. «Questa è fra le quattro aree più inquinate del Veneto insieme a Porto Marghera, Porto Tolle e la valle del Chiampo. Fra chi verrà alla manifestazione ci sono anche i consigli pastorali del quartiere vicino al cementificio, con i figli di chi ci lavora. Sono ragioni ben radicate quelle del territorio stanco di vivere in un ambiante inquinato – dice Miazzi -. Chiediamo di venire qui sabato perché qui si gioca una battaglia fra le più difficili, dove la contraddizione tra ambiente e lavoro si esprime in modo più doloroso, ma apre anche lo spiraglio per un dibattito finalmente serio sul modello di sviluppo. L&#8217;unico parallelo in Veneto si può fare con Porto Marghera, più in grande».</p>
<p style="text-align: justify">La piccola Marghera della bassa è fatta di tre inceneritori in cinque km quadrati [un record], con emissioni di polveri e diossine superiori in media del 30 per cento rispetto agli inceneritori, perché per fare il cemento si brucia un po&#8217; di tutto: sabbie di fonderia ricche di residui di metalli, gessi chimici provenienti da Marghera, tonnellate di ceneri da tutto il nord Italia. Il nostro paese ha una produzione annua di cemento di 800 kg per abitante, il Veneto 1200. La media europea 400. La crisi e l&#8217;aumento dei costi hanno comunque abbattuto la produzione negli ultimi anni, e la risposta per abbattere i costi è il revamping, che aprirebbe alla possibilità di usare il redditizio cdr, i rifiuti da bruciare per fare il cemento. Nel 1996 Italcementi provò ad usare i copertoni esausti, nel 2001 fu la volta delle farine animali, ipotesi sempre respinte. Bruciando i rifiuti, i cementifici ci guadagnerebbero e potrebbero «stare sul mercato» ancora per anni. «Uno dei cementifici di Monselice sta per siglare un accordo con centro trattamento rifiuti di Sarzano [Rovigo] che tratta i rifiuti meccanicamente e li porterà nel cementificio – spiega Miazzi -. Portare i rifiuti in discarica costa 100 euro a tonnellata. Portarla in cementificio solo 50 euro di tonnellata. Invece di usare carbone e pet coke il cementificio riceverebbe soldi per ogni tonnellata smaltita. Per sostituire una tonnellata di carbone servono 2 tonnellate di cdr: doppio guadagno al posto di una spesa».</p>
<p style="text-align: justify">I 27 comuni della zona, il Parco, le parrocchie, alcune categorie economiche e ora anche il consiglio comunale di Monselice pensano invece che questa crisi sia l&#8217;occasione per uscire dalla monocoltura del cemento, anche affrontando il ricatto dei posti di lavoro. «In paese si respira un clima di scontro sociale fortissimo. Ma c&#8217;è anche molta partecipazione: il consiglio comunale è stato seguito da 700 persone in in video da un&#8217;aula magna, ed è stato trasmesso in diretta tv su Tele Estense – prosegue Miazzi -. Tre quarti della sala era popolazione contraria al revamping, un quarto erano sindacalisti, operai e i loro familiari. L&#8217;unico strumento democratico sarebbe il referendum ma nessuno si è sognato di concederlo. D&#8217;altra parte nessuno vuole chiudere i cementifici da un giorno all&#8217;altro: il documento dei sindaci [di tutti i partiti] pone con forza il discorso di aprire un tavolo e verificare cosa si può fare per l&#8217;occupazione. Le mobilitazioni di questi giorni chiedono di sospendere l&#8217;iter del progetto per discutere togliendo la pistola dal tavolo».</p>
<p style="text-align: justify">Dall&#8217;altra parte però il sindacato, partendo da posizioni dialoganti, si è irrigidito negli ultimi tempi, appoggiando senza riserve il progetto Italcementi. «Ci sono parti del sindacato meno rigide, ma non si sono ancora evidenziate. Ora c&#8217;è un appiattimento tra Cisl e Cgil, che prima facevano dei distinguo, la Cgil è stata contraria all&#8217;uso combustibili alternativi, negli anni scorsi. Ma chi era contro copertoni e farine animali ora appoggia il cdr. Le persone però vivono un disagio pesante: quando in una via a ridosso del cementificio hai tre bambini con shock anafilattico, quando la gente chiude le finestre perché arrivano zaffate di aria irrespirabile, il discorso di salvare cento posti di lavoro passa in secondo piano».</p>
<p style="text-align: justify">La torre di 122 metri che campeggia nei rendering dei progetti Italcementi sarebbe più alta della casa del Petrarca ad Arquà, che si staglia sui colli poco lontani. La torre – che si propone elegante e «firmata» &#8211; è percepita da molti come la croce sopra alle speranze del Parco, che negli anni ha costruito una piccola economia di agriturismi, agricoltura di qualità e turismo. L&#8217;ultima parola sulla questione la dirà la giunta provinciale di Padova, fra tre mesi. Francesco Miazzi ricorda come trent&#8217;anni fa furono chiuse le cave, a Monselice, fra le proteste, e come ora nessuno si sognerebbe di riaprirle.</p>
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