Comunicati di commento al PAT
Febbraio 2, 2012Pubblichiamo, uno di seguito all’altro, i commenti relativi alla recente approvazione del Piano di Assetto Territoriale che ci sono stati inviati da due gruppi partecipanti al Consiglio del Comune di Venezia.
Condividiamo la posizione di forte dubbio circa la bocciatura di parecchi punti che, a nostro parere, sono invece importanti e, soprattutto, ben motivati.
Vogliamo inoltre dare un messaggio ben chiaro: vogliamo porre fine a questa fase di “combutta” e si vada verso un clima di maggiore trasparenza e di consultazione popolare (vedi i recenti fatti successi anche al consiglio comunale di Dolo in occasione dell’approvazione dell’ecomostro Veneto City). Non vogliamo partecipare alle discussioni quando gli accordi sono già presi, in barba ai principi di democrazia partecipata, e combatteremo per raggiungere il nostro obiettivo con tutti i mezzi che avremo a disposizione.
Il pensiero ambientalista si sta dimostrando lungimirante e sarebbe un errore continuare a trascurarlo. Le tragedie cui siamo e siamo stati costretti ad assistere nel nostro presente e recente passato (Isola del Giglio – grandi navi e Fukushima – nucleare) ci stanno dicendo, ancora una volta, che probabilmente l’uomo sta sopravvalutando le proprie capacità a far fronte ai fenomeni naturali e che la mancanza di rispetto nei confronti della nostra casa Terra ci porterà inesorabilmente alla distruzione.
COMUNICATO “NOGRANDINAVI A VENEZIA”
Cari colleghi,
Con il voto di ieri sera sul Pat (Piano di assetto del territorio) il consiglio comunale ha fatto proprio l’emendamento per l’estromissione dalla laguna delle navi incompatibili, proposto da questo Comitato No Grandi Navi e accolto dalla giunta. Corollario dell’emendamento, la cancellazione di Porto Marghera come possibile futuro terminal croceristico.
L’incompatibilità delle navi verrà definita entro 18 mesi – ma noi ovviamente speriamo prima – con una serie di studi sugli aspetti ambientali, sanitari, sulla morfologia lagunare prodotti dal crocerismo e dalla portualità che dovranno venire affidati dal Comune agli enti deputati (Arpav, Ulss 12) o a istituzioni scientifiche o a studiosi indipendenti e di assoluta credibilità. Sul rispetto di questi criteri tutti stiano certi che noi veglieremo con grande attenzione. La giunta ha voluto inserire nel testo del nostro emendamento un passaggio che porta l’attenzione anche sugli aspetti socio – economici e occupazionali, e ciò a noi va benissimo. E’ stato proprio il Comitato a suggerire alla Commissione Ambiente del Senato di inserire nel testo della nuova legge speciale un articolo che preveda, come nel Pat, l’estromissione dalla laguna delle navi incompatibili, con l’eccezione però di quelle da costruirsi o da sottoporre a manutenzione nei cantieri lagunari (Fincantieri). Il Comitato è dunque attento alle esigenze del lavoro, purchè questo non diventi alibi per attentare alla sicurezza dell’ambiente e della città e alla salute dei cittadini: una attenta analisi dei costi e dei benefici della portualità è esattamente ciò che anche noi auspichiamo.
Grazie all’emendamento del Comitato No Grandi Navi, per la prima volta il Comune dovrà anche determinare attraverso idonei studi la soglia massima di sostenibilità turistica giornaliera, assegnandone una quota al crocerismo, e ciò ha una valenza generale – bisogna fermare la deriva della città verso la trasformazione in un parco tematico – e una valenza contingente – il crocerismo non può crescere a dismisura ma essere riportato a livelli di compatibilità -. Ciò è un passaggio fondamentale anche per l’eventuale identificazione di terminal croceristici alternativi all’attuale Marittima: come è del tutto evidente, non sarà la stessa cosa trovare collocazione per cento navi all’anno o per mille.
A giudizio del Comitato, grazie all’emendamento sul crocerismo la città si trova ora davanti a un passaggio epocale, con la possibilità di avviare la decrescita del turismo e di affrontare un vero riequilibrio morfologico della laguna. Se ciò finora non è avvenuto, nonostante le tante dichiarazioni al riguardo e addirittura nonostante le specifiche prescrizioni di legge, è perchè sul bene comune sono prevalsi gli interessi di parte, e non c’è ragione di pensare che ciò non avverrà anche in futuro, come dimostra il piano per estromettere il crocerismo da Bacino San Marco proposto dal presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa, e accolto dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, e dal sindaco, Giorgio Orsoni. L’idea di portare il Canale dei Petroli nel cuore della città è la reiterazione ossessiva della stessa logica che in cento anni ha devastato la laguna. Dunque, la battaglia del Comitato No Grandi Navi è appena all’inizio: la tragedia del Giglio ha mostrato i limiti, gli errori, il pressapochismo, i rischi insiti in un modello di turismo che nessuno, crediamo, potrà continuare a proporre come se nulla fosse successo. Soprattutto a Venezia
Silvio Testa, portavoce del Comitato “No Grandi Navi – Laguna Bene Comune”.
PAT..TO COL PARTITO DEL “FARE, MA FARE MALE”
Abbiamo assistito in Consiglio Comunale di Venezia ad una infinita serie di votazioni, durata dalle 16 di lunedì 30 gennaio alle 4 del mattino, in cui un’aula dominata da una maggioranza di “soldatini” sordi, ciechi e muti, formata da una trentina scarsa di consiglieri di PD, IDV, PSI e UDC
che aspettavano solo l’ordine del sergente di giornata su come schiacciare il pulsante.
Sono state respinte, una ad una, tutte (fuorchè due) le decine di proposte, nessuna delle quali campata in aria o “ostruzionistica”, presentate dai consiglieri del Movimento 5 stelle, di Federazione della Sinistra, della Lega e del Gruppo Misto (usciti da Pd e IdV), quasi tutte appoggiate e sottolineate dagli applausi del folto pubblico di cittadini e rappresentanti delle 46 associazioni da mesi al lavoro “per un Altro Pat”.
Nelle dieci ore di votazioni a raffica, sono stati approvati solo l’emendamento che esclude, nel futuro di Porto Marghera “nuovi inceneritori”, (suggeritomi da Fabio Ragazzo, da me girato ai consiglieri domenica sera e presentato da Gavagnin 5 stelle), e un secondo emendamento che precisa alcune condizioni per non peggiorare ulteriormente la già caotica situazione della stazione di Mestre.
Solo sul tema della sub-lagunare, abbiamo sentito la voce di due consiglieri del PD (Molina e Conte) che ne criticavano pesantemente l’ipotesi; ma ciò non è bastato a impedire che di nuovo venga bocciata la proposta di precisare che il collegamento, questa volta tra S.Marco e il Lido, venga fatto “con mezzi di navigazione acquea”.
L’ipotesi sub-lagunare, così, lungi da essere stata cancellata, si è allargata anche ad un’altro tratto di laguna !!
Ma è su Tessera City, che la maggioranza silenziosa PD-IDV-PSI-UDC ha dato il meglio di sè, allargandosi in questo caso anche al gruppo IN COMUNE di Bettin e Caccia: il maxi-emendamento di Giunta, con Tessera City imbellettata da “città dello sport”, non localizzata e perciò pronta allo scambio di aree che permetteranno alla Save di Marchi di raddoppiare su altri 700 ettari l’area dell’aeroporto, è stato concordato con questi 5 gruppi e neppure scalfito dal minimo emendamento
presentato in aula.
L’odine della seduta è stato mantenuto da decine di vigili, anche armati di manganelli, e poliziotti che, ad un certo punto, hanno avuto l’ordine dal presidente Turetta di non far più entrare in aula chi era uscito per telefonare o altro, anche se munito di regolare Pass di identificazione. I vigili comunque sono stati utili almeno in una occasione: quella di fermare un energumeno che, sceso dal suo seggio del consiglio, si è scagliato contro un giovane del pubblico aggredendolo e gridandogli ” Testa di ca..o!”.
Tutto come da copione.
Anche le dichiarazioni del capogruppo del PD: ” Abbiamo rspettato le promesse elettorali: siamo per il Fare e fare meglio”.
Restano le due conquiste, già ottenute nei giorni scorsi:
1. la cancellazione della incredibile fermata della TAV all’aeroporto
2. L’impegno del comune,nel termine di 18 mesi, di studiare come eliminare la presenza delle Grandi Navi incompatibili con Venezia e la sua laguna.
Michele Boato, Ecoistituto del Veneto (presente in aula, non più a digiuno, ma sempre molto attento).