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Medicina Democratica contro il decreto Monti sui depositi di scorie nucleari

Gennaio 31, 2012

COMUNICATO STAMPA DI MEDICINA DEMOCRATICA – movimento di lotta per la salute Onlus:

Un piccolo comma, di un articolo del decreto MONTI, contiene anche la possibilità di instaurare i depositi radioattivi in qualsiasi luogo, senza ottenere le dovute autorizzazioni da parte dei comuni interessati. Ovvero un coinvolgimento della popolazione al seguito di una corretta e diffusa, aperta alla critica e alla discussione di tutti.

Sotterrare rifiuti non ci va bene, e ancora di più se si tratta di rifiuti nucleari che resistono centinaia di anni.

1. Non è accettabile inserire in un testo legislativo onnicomprensivo “piccole” norme che risultano di difficile comprensione ed hanno una vasta portata;

2. E’ inaccettabile, come è stato inaugurato in Val Susa, adottare provvedimenti di extraterritorialità della democrazia.

La salute è un bene assoluto, costituzionalmente garantito, che non può essere messo in discussione per presunte necessità “comuni”.

Sono i soggetti che subiscono o possono subire un attentato certo o presunto alla loro salute che devono avere la possibilità di decidere.

Una decisione che va rivista e sostanzialmente modificata.

Le amministrazioni locali, i movimenti, i cittadini organizzati , i cui territori sono a rischio, devono mobilitarsi.

MEDICINA DEMOCRATICA, che si batte dal suo inizio contro il nucleare e i suoi effetti deleteri non farà mancare il suo apporto sul piano della solidarietà umana, non meno, sul piano scientifico.

IL DIRETTIVO NAZIONALE di Medicina Democratica

Milano, 27 gennaio 2011

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Adesione dell’Assemblea Permanente alle attività “NO TAV – NO TESSERA CITY – NO GRANDI NAVI”

Gennaio 16, 2012

L’Assemblea Permanente Contro il Rischio Chimico sta sostenendo in questo periodo una serie di iniziative (come il sit-in di venerdì scorso allo scalo aeroportuale di Tessera) che hanno come riferimento il documento-appello “Ecco la città il territorio e che vogliamo”, documento sottoscritto sia da molte associazioni conosciute a livello nazionale, come Legambiente, che da organizzazioni non identificabili in ambiti esclusivamente ambientali, come FIOM e FILT-CGIL Trasporti. Tale documento-appello sarà la nostra bandiera anche nella partecipazione alla manifestazione prevista per il 21 gennaio prossimo (vedi l’evento).
Siamo fortemente convinti che grandi progetti come la TAV, la piattaforma logistica del porto e Veneto City determineranno pesanti cambiamenti e indirizzeranno in modo significativo lo sviluppo del nostro territorio. Porto Marghera è oggi un punto di snodo di tutto quello che avviene su scala regionale e nazionale.
I progetti dell’Autorità Portuale sulla piattaforma logistica prevedono un incremento continuo dei volumi commerciali di passeggeri e merci, con attribuzione alla marittima di Venezia della funzione di approdo per le grandi navi passeggeri e spostamento a Fusina delle banchine di attracco per le grandi navi da trasporto ed i traghetti. Ovviamente la modifica ed espansione di queste attività dovrebbero essere supportate da un opportuno adeguamento delle infrastrutture e quindi acquisiscono importanza progetti che si ricollegano a Veneto City: una rete di strade che veicolerebbe chissà quante auto, camion e pullman (senza dimenticare le navi precedentemente citate) portando la concentrazione di PM10 a valori insostenibili.
Questi mega progetti influiscono anche sulle bonifiche visto che i nostri Amministratori preferiscono investire nelle “grandi opere”, mostri di cemento che devastano il territorio come la TAV o la sublagunare, piuttosto che utilizzare le risorse finanziarie per recuperare territori che sono, come noto, tragicamente compromessi.
La lista di progetti che interessano il nostro territorio è lunga ed è necessario avere una visione d’insieme per affrontare la sfida che ci impongono i poteri forti rappresentati dai privati (Italferr, Marchi) ma che passano per il Ministero e la Regione. Siamo convinti che la battaglia vada condotta con ferma determinazione perché si creino le condizioni a livello comunale per chiudere le porte a questi irrispettosi interessi.

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Commento sullo “Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento”

Gennaio 12, 2012

COMUNICATO STAMPA ASSEMBLEA PERMANENTE CONTRO IL RISCHIO CHIMICO MARGHERA

L’indagine epidemiologica promossa del Ministero della salute sul sito di Marghera evidenzia, conferendo forma e sostanza, quello che si può considerare un “massacro” perpetuato per decenni dalle multinazionali della chimica sulla pelle di migliaia di abitanti di questo territorio.

L’indagine traduce in numeri (impressionanti per la differenza rispetto alla media nazionale) la sofferenza, la precarietà sanitaria, il dolore provato negli anni nei riguardi di amici, parenti e conoscenti che abbiamo visto ammalarsi e morire per essere stati a contatto, per lavoro o perché residenti, con l’inquinamento di Porto Marghera.

L’indagine però conferma che la richiesta formulata da decine di migliaia di cittadini tramite la consultazione popolare sul ciclo del cloro, che chiedeva la chiusura delle produzioni più inquinanti e la riconversione eco-compatibile dell’industria di Porto Marghera, era giusta.

Come abitanti di Marghera-Mestre-Venezia invitiamo perciò gli amministratori locali e nazionali a leggere questa indagine affinchè si rendano conto che l’emergenza sanitaria non è finita, perché la latenza di molte malattie è decennale e perciò, anche per i prossimi anni, dobbiamo prepararci  a fronteggiare quella che può essere definita una emergenza sanitaria.

Oltre a questo problema bisogna cominciare a prendere in considerazione la situazione del territorio perché, anche se molte fabbriche sono state chiuse e il sistema produttivo a Porto Marghera sta radicalmente cambiando, il suolo è ormai compromesso da decenni di sversamenti incontrollati e da discariche, abusive o autorizzate, dentro e fuori il perimetro della penisola della chimica.

Al Ministro dell’Ambiente chiediamo pertanto di accelerare la soluzione della questione delle bonifiche, sapendo che l’aspetto del reperimento delle risorse è fondamentale per mandare avanti i tanti progetti che sono stati elaborati per il recupero delle aree di Porto Marghera.

Alla Regione Veneto, alla Provincia e al Comune di Venezia chiediamo di non considerare la riconversione di Porto Marghera esclusivamente come un’opportunità per l’Autorità Portuale di sviluppare attività legate solo al settore della logistica (non vogliamo infatti che alla mono-cultura della chimica si sostituisca la mono-cultura della logistica), ma di orientare il proprio impegno alla realizzazione di un’area bonificata e produttivamente diversificata, che utilizzi processi più eco-compatibili e nella quale, magari, possano trovare spazio anche strutture per servizi utili alla città.

Link al documento

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L’Efsa indaghi sugli inceneritori

Novembre 8, 2011

Il deputato europeo Zanoni lo chiede a Catherine Geslain-Laneelle
Comunicato dell’Associazione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma – GCR. Parma

La notizia è clamorosa e sta facendo il giro del web.
In Commissione Ambiente al Parlamento Europeo, il deputato dell’Italia dei Valori Andrea Zanoni ha portato al centro dell’Europa la questione inceneritori, chiedendo all’Authority sulla sicurezza alimentare uno studio sugli effetti degli impianti sulle colture agricole.
Geslain-Lanéelle ha ringraziato Zanoni per aver portato alla sua attenzione la situazione: “E’ importante difendere la salute dei cittadini, per questo l’agenzia monitora costantemente i prodotti alimentari del Paesi membri”. La direttrice Efsa si è dimostrata disponibile a raccogliere e valutare le segnalazioni fatte dall’eurodeputato che promette di “interessare le autorità europee ogni volta che quelle italiane falliscono nel proteggere la nostra salute”.
Un petardo che sta scatenando il putiferio e che porta le dovute conseguenze a Parma, visto che nella richiesta dell’eurodeputato si fa espresso riferimento all’inceneritore di Ugozzolo, citandolo come “impianto in costruzione a fianco di Barilla”.
La notizia viene riportata dai siti web: Parma Today, Gazzetta di Parma on line, Ansa, Qui Brescia, proprio mentre Iren conferma l’investimento parmigiano e l’intenzione di accendere il camino tra un anno. E’ in prima pagina sul sito web dell’eurodeputato: www.andreazanoni.it
Lo studio sugli effetti delle emissioni degli inceneritori sul comparto agricolo non è ancora stato affrontato a livello comunitario ed è la prima volta che viene tirata in ballo direttamente l’Efsa, che ha sede proprio a Parma e che finora non si era interessata alla vicenda, pur avendo come mission la sicurezza degli alimenti e quindi anche il controllo su tutti gli aspetti antropici che potrebbero mettere a rischio le produzioni alimentari.
Non a caso Zanone cita il colosso della pasta che dista circa un km dall’impianto, un camino che a regime emetterà 144mila metri cubi di aria sporca all’ora, ponendo tanti quesiti e preoccupazioni all’importante dirimpettaio.
La richiesta di indagare sugli effetti delle emissioni degli inceneritori era venuta proprio un anno,m era il 5 novembre, al convegno organizzato a Mezzocorona da Nimby Trentino, la nostra associazione (Gcr) e il Comitato Ambiente Salute e Legalità di Verona.
Da Parma era intervenuto Mario Schianchi della Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli.
Il guru dei vini Mario Fregoni aveva lanciato un forte allarme sui rischi che corre la viticoltura vicina a questo tipo di impianti. Ora finalmente la svolta al Parlamento Europeo, che siamo sicuri porterà un nuovo importante tassello nella lotta contro gli inceneritori di ogni tipo e latitudine.
Fregoni, docente alla Cattolica di Piacenza, presidente del Comitato Italiano Vini Doc, è considerato il maggior esperto a livello mondiale di viticoltura, avendo pubblicato 300 ricerche e 11 libri sul tema.
Il Gcr ha chiesto durante la serata all’Astra, in cui hanno partecipato Ezio Orzes, Jack Macy e da Napoli Raphael Rossi, una moratoria di 5 anni sull’inceneritore in costruzione a Parma.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma – GCR

-29 giorni alla sentenza nel merito del Tar di Parma sul cantiere dell’inceneritore
+526 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l’inceneritore costa 315 milioni di euro?

Mancherebbero 180 giorni all’accensione del forno. Se ancora lo si farà.

www.reteambienteparma.org
www.gestionecorrettarifiuti.it

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“… i giorni delle NOSTRE VERITA’ … ALTERNATIVE…”

Giugno 10, 2011

Sabato 4 giugno 2011 ha avuto luogo la manifestazione organizzata da ben 32comitati e associazioni di tutto il Veneto (mancavno solo BL e RO) contro  la cementificazione, la moltiplicazione di inutili e dannose infrastrutture, l’uso dei veleni in agricoltura, la combustione dei rifiuti ecc. dal titolo “I giorni delle NOSTRE VERITA’…ALTERNATIVE”
La manifestazione ha avuto due articoli di presentazione su La Nuova Ve su Il Gazzettino.
Rai3 Veneto ha girato un servizio specifico, che può essere visionato cliccando il link:

Servizio RAI3 Veneto
 
Questo è il comunicato conclusivo:
“… i giorni delle NOSTRE VERITA’ … ALTERNATIVE…”
Deliberato  finale dell’Assemblea delle Associazioni di Base  partecipanti alla  Manifestazione Regionale
di sabato 4 Giugno 2011 in Campo San Geremia a Venezia,
 
Sulla base delle proprie sofferte esperienze, osservano che il  numero, l’entità planimetrica e volumetrica e le caratteristiche progettuali complessive delle grandi Opere Pubbliche e Private  annunciate, programmate o in via di esecuzione  in tutte le  Province del Veneto accentuano drammaticamente in tutta la nostra Regione anziché ridurle,  le nefaste tendenze di cui si preoccupa Unione Europea:   Asfalto e cemento mettono a rischio l’ambiente: dati UE: ogni anno in Europa una superficie più grande di Milano o Berlino cede il passo all’espansione urbana e a infrastrutture di trasporto. Questa tendenza rischia di compromettere la disponibilità di terreni fertili e riserve idriche per le generazioni future.  Tra il 1990 e il 2000 nell’UE sono stati cementificati almeno 275 ettari di terreno al giorno, per un equivalente di 1.000 km² all’anno. La metà di questa superficie è impermeabilizzata in via definitiva da edifici, strade e parcheggi.
Ricchissimi speculatori immobiliari  propongono ed avviano NUOVE  “MEGA-CITY”  nel Pentagono Mestre – Padova – Vicenza – Castelfranco -Treviso – Mestre ed analoghi  immensi PROGETTI  COMMERCIALI – DIREZIONALI -  TURISTICI  anche nelle altre province,  invece che investire sul Restauro-Recupero- Razionalizzazione  del vecchio e del nuovo patrimonio residenziale, produttivo ed infrastrutturale esistente.
 Veneto Strade promuove ed avvia a ritmo continuo  una immensa ragnatela di NUOVE AUTOSTRADE – SUPERSTRADE – COMPLANARI –  ROTONDE – CENTRI LOGISTICI – per ulteriori insostenibili trasporti privati  Invece che rettificare, potenziare, migliorare, mettere in sicurezza l’esistente rete viaria e  collegarla razionalmente con i sistemi tramviari, ferroviari, aerei e marittimi  di trasporti persone e merci da incentivare…
 Confindustria, Industrie Energetiche, Cementifici  e Produttori  ed utilizzatori di Rifiuti Tossico-Nocivi  di tutti i tipi propongono ed avviano IMPIANTI DI INCENERIMENTO e trattamenti Chimici in Agricoltura destinati a rendere  in tempi brevi del tutto invivibili le arie e le acque dell’intera Regione.
I puntuali racconti delle Associazioni oggi presenti a Venezia  descrivono  distruzioni di terreni  e di piccole e medie aziende agricole, di irripetibili sistemi naturalistici, di monumenti e  centri storici che si configurano  nel  loro insieme  come il più grande delitto ambientale, economico e sociale della storia del Veneto a memoria d’uomo, contro i principi cardine della SALUTE e della BIO-DIVERSITA’.
 Perciò :
1 – Invitano  formalmente la RAI  e tutti gli organi di informazione  del Veneto ad attivare al più presto  e con la necessaria continuità  spazi iinformativi dedicati a confronti approfonditi sull’USO ECO-COMPATIBILE DI TUTTE LE RISORSE AMBIENTALI  e  sul   merito delle singole Grandi Opere in Atto, su quelle annunciate  e sulle soluzioni ragionevolmente alternaive proposte dagli scriventi  Comitati di Base… riservando alcuni spazi di queste attività a  messaggi completamente autoprodotti dalle Associazioni stesse.
2 – Invitano formalmente il Presidente della Giunta Regionale del Veneto e l’ intero Consiglio Regionale ad aprire subito un approfondito dibattito sugli argomenti indicati,  con specifico riferimento al PTRC  votato dalla Giunta Galan  nel Giugno del 2009 e a tutti gli altri Strumenti Urbanistici e di Pianificazione Economica e Sociale che, di fatto, più di quanto afferma la Comunità Europea, stanno compromettendo tutti i principali BENI COMUNI del Veneto.

Ecoistituto del Veneto, Lipu, Amico Albero, Multimediarecords, Ambiente Venezia, Comitati No Mose e No Grandi Navi in Laguna, Spiazzi Verdi, Movimento dei Consumatori, Rete Ambiente Veneto, Collettivo Studenti IUAV Cà Tron, Venezia Città Aperta, Comitato contro l’incenerimento delle deiezioni Avicole di Motta d’Este, Comitato promotore Referendum sulla Sub-lagunare di Venezia, Movimento Decrescita Felice, Comitatto contro Antenna Selvaggia di Zerman-Mogliano, Ass.Aria Pulita di Marcon, Comitati Viabilità Sostenibile del Trevigiano, Cittadini e cittadine di Montecchio Magg.contro Pedemontana, Sindaco di Villaverla VI, Comitato Alternativa a Autostrada Pedemontana Veneta di Bassano, No Tav Venezia-Trieste, Gruppo Culturale Portogruaro Vive, Amici Parco Bissuola Mestre, Comitati Riuniti per il Riciclo Totale Rifiuti Zero di Tv e Ve, Medicina Democratica, Associazione Gabriele Bortolozzo, Assemblea contro il Rischio Chimico di Marghera, Comitati Naturisti Belluno, Comitato Salute e Ambiente contro l’inceneritore di Padova est, Comitato Alberi Marghera, Italia Nostra di Venezia,

3 sintesi video del nostro… 4 Giugno a Venezia…

I giorni delle NOSTRE VERITA’ ALTERNATIVE N. 1 Inquinamenti

I giorni delle NOSTRE VERITA’ ALTERNATIVE N.2 Trasporti

I giorni delle NOSTRE VERITA’ ALTERNATIVE  N. 3 VENEZIA

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S.O.S. LA LEGGE VIENE CALPESTATA ANCHE IN TRIBUNALE. DATECI UNA MANO A RACCOGLIERE 19MILA EURO

Maggio 31, 2011

Pubblichiamo la lettera che ci ha inviato Michele Boato dell’Ecoistituto Veneto “Alex Langer”, un ambientalista “storico” e conosciutissimo per le battaglie in difesa del territorio.

Confidiamo nel buon cuore dei nostri lettori: basta una piccola donazione per far sopravvivere queste organizzazioni no-profit, che hanno la sola ”pretesa” di tutelare il territorio e la salute pubblica.

Il TAR con due sentenze sulla chimica del cloro a Marghera ha sposato le scelte delle aziende e ha dato torto ad Ecoistituto del Veneto e Associazione Bortolozzo:

1)  Sull’aumento produttivo del cancerogeno dicloroetano (DCE) da 100 a 170 mila tonnellate all’anno non serve la Via , il ministero dice che non cambiano le emissioni, in realtà non cambiano le concentrazioni a camino, ma quasi raddoppiano i metri cubi emessi e quindi le quantità di mg di DCE che ricadono sulle nostre teste. Si è scelto di essere deboli coi forti e forti coi deboli, il VIA lasciamolo fare con carte e costi e coinvolgimento della popolazione su un nuovo silos di mais a Ceggia, sull’aumento del 25 % di produzione di mangimi per cani a Portogruaro o su 2 km di strada a Jesolo o su una darsena da 50 posti barca a Cavallino, ma chi produce e sparge cancerogeni lasciamoli lavorare senza disturbarli. Anche se nella nostra provincia abbiamo record di tumori alle vie respiratorie, del fegato, della pelle e delle mammelle, e la gente vede attorno a se esplodere sempre nuovi casi di cancro.

2)  Sul “bilanciamento”, cioè aumento produttivo di CVM e PVC, decide il Consiglio dei ministri dopo che il Ministero ambiente ha bocciato il progetto in commissione VIA e ne è stato presentato un altro senza seguire le regole della legge. Ma, come ribadisce la sentenza del TAR, si è tenuto conto soprattutto “delle ripercussioni negative sull’occupazione, con conseguenti forti tensioni sociali, derivanti da una eventuale mancata autorizzazione del progetto di bilanciamento.”

La legge sulla VIA viene calpestata da volontà partitiche chiare, che però poi cozzano contro le valutazioni economiche di mercato perché potenziare impianti obsoleti del 1970 è finanziariamente un suicidio; così non è la tutela dell’ambiente e della salute a fermare questi impianti ma la globalizzazione.

Non presenteremo ricorso al Consiglio di Stato perché è troppo costoso per le nostre casse di associazioni di volontariato, la giustizia è una cosa per ricchi; inoltre è quasi impossibile che il consiglio di Stato dia torto alle scelte di chi rappresenta lo Stato (Min. ambiente e Consiglio dei Ministri) e dia ragione ad associazioni ambientaliste che chiedono l’applicazione delle leggi.

A questo proposito è bene che si sappia cosa ci è costata questa iniziativa:

all’inizio, nel 2007, eravamo tre associazioni: Ecoistituto del Veneto, ass.Bortolozzo e Airis, e due avvocati: Marco Giacomini e Silvia Manderino.

Con Giacomini si era concordato che le associazioni avrebbero pagato le spese vive (bolli per i ricorsi ecc.), mentre gli avvocati (come è successo in decine di altri processi politici e ambientali, con gli avvocati Battain, Scatturin, Caburazzi, Zaffalon, ecc.) avrebbero prestato la loro opera gratuitamente.

Questo era stato detto, ma purtroppo mai in forma scritta o in presenza di testimoni, se non i rappresentanti delle associazioni.

Alla prima richiesta di 1000 euro Airis si è ritirata. Dopo circa un anno, purtroppo, l’avv. Giacomini è stato colpito da grave malattia e ci ha lasciati.

Nei tre anni successivi l’Ecoistituto ha versato 3.000 euro di spese e l’ass. Bortolozzo 4.000.

I due procedimenti hanno richiesto un grande lavoro all’avvocato che, anche grazie alla consulenza tecnica dell’urbanista Carlo Giacomini (che aveva fatto parte per anni della Commissione VIA presso il Ministero Ambiente) e dell’ing. chimico Franco Rigosi (grande conoscitore della tecnologia di Marghera, in qualità di impiantista dell’Arpav), aveva presentato una quindicina di elaborati tra ricorsi e memorie tecniche.

Ci preparavamo perciò, una volta conclusi i processi, ad aggiungere ai 7.000 euro già versati per le spese, circa altrettanto come ringraziamento all’avvocato.

Dopo il deposito delle sentenze, che ci hanno dato torto in entrambi i procedimenti, l’avv. Silvia Manderino invece ci ha presentato la parcella di euro 43.956, di cui circa 7.000 di Iva e diritti di segreteria. Detratte le cifre già versate significa che l’Ecoistituto deve pagare all’avv. Manderino, nei prossimi mesi, altri 19.000 euro e l’ass.Bortolozzo altri 18.000.

Per questo motivo l’ass.Bortolozzo ha già rinunciato di indire nel 2011 il concorso che da 11 anni premiava le migliori tesi di laurea delle università (venete) a carattere ambientalista; inoltre, svuotata la cassa e tirati fuori altri soldi tra i soci per pagare l’avvocato, sta discutendo se chiudere l’attività.

L’Ecoistituto ha in cassa circa 3.000 euro, che dovevano servire per pagare il numero di Gaia uscito a primavera. Ovviamente non abbiamo alcuna intenzione di chiudere baracca per pagare la parcella all’avvocato. Apriamo una sottoscrizione e chiediamo a tutti voi di darci una mano:

1. col bollettino di Conto Corrente postale n. 29119880

2. con bonifico bancario IBAN  IT90 S063 4502 0220 7400 0757 60P – CaRiVe Mestre via Piave

entrambi intestati a “Ecoistituto del Veneto – Mestre “            Causale “Spese legali Chimica”

Intanto prosciughiamo il conto dell’Ecoistituto, chiediamo alla tipografia Eurooffset di pazientare alcuni mesi, prosciugo anche il mio conto familiare (rinviando di due anni l’acquisto della Dacia Megan da 7 posti e 11.000 euro, che doveva sostituire la nostra Skoda del 1998, che ormai fatica ad arrivare a Pieve d’Alpago, anche andando a 80 Km l’ora…).

La giustizia ingiusta e i giochi del potere per sottometterla danno anche in questi giorni spettacolo inverecondo e mostrano a quali livelli di stravolgimento delle regole si può arrivare.

La mancanza di fiducia nella giustizia porta solo a diventare sudditi-schiavi o a farsi giustizia da soli.

Non condividiamo nessuna delle due strade: continueremo a lottare perché la gente si ribelli e perché siano difesi i diritti democratici fondamentali.

Terremo conto di tutto e chiederemo conto di tutto. Michele Boato

Inseriamo anche gli estremi dell’Associazione Bortolozzo, che è stata, come è noto, parte fondamentale e catalizzatore della battaglia contro l’Enichem nel processo di Porto Marghera:

ASSOCIAZIONE G. BORTOLOZZO

IBAN   IT 64 F 05336 02041 000046281977   presso  Friuladria di Mestre via Pepe

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Acqua avvelenata nei rubinetti di casa

Maggio 14, 2011

Zanoni (Paeseambiente): “Ci sono troppe discariche con rifiuti illegali e cave a falda acquifera affiorante.”

In merito all’allarme lanciato in queste ore dall’USL n.9 relativo al mercurio contenuto nell’acqua dei rubinetti di Treviso, Casier e Preganziol interviene Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente e candidato a consigliere provinciale con Italia dei Valori per Floriana Casellato Presidente.

“Questo avvelenamento – ha dichiarato Zanoni – è la conseguenza dello sfruttamento del territorio da parte di un manipolo di loschi figuri che hanno smaltito illegalmente rifiuti di tutti i tipi guadagnando montagne di danaro e lasciando danni irreparabili all’ambiente con effetti nocivi sulla salute di adulti e soprattutto bambini.

Mancano leggi che tutelino severamente ambiente e salute e ciò è dimostrato dai troppi casi di inquinamento registrati intorno al Comune di  Treviso ormai circondato.

A monte di Treviso troviamo la discarica Tiretta di Padernello che ha contaminato i pozzi di Quinto con il cancerogeno bromacile, poi c’è il percloroetilene, un pericoloso solvente organo clorurato, che ha contaminato le falde tra Paese e Treviso con epicentro la discarica di via Orsenigo, va poi  ricordato il materiale non ancora identificato depositato nel fondo della cava Morganella tra Paese e Ponzano, poi ci sono i rifiuti pericolosi ritrovati dall’ARPAV nella discarica di Istrana a fine 2010,  infine i 700 carichi di rifiuti illegali (ben 30.000 tonnellate) arrivati alla discarica SEV di Padernello.

Bisogna assolutamente prevenire questi inquinamenti, ciò è possibile tramite seri controlli; mi chiedo come sia possibile che a Padernello siano arrivati 700 camion senza che l’assessorato provinciale all’ambiente di quegli anni, retto da Muraro, non si accorgesse di nulla.

Bisogna poi porre fine alle autorizzazioni facili da parte della Provincia di Treviso di nuove discariche e nuovi rifiuti provenienti da ogni dove.

L’altro grosso problema di contaminazione delle falde riguarda le cave sottofalda, ad esempio in merito alla Morganella, cava ubicata tra Ponzano e Paese, ritengo che invece di scavare ancora più sotto come vogliono i titolari si vada a vedere cosa c’è sotto, dato che risulta esserci depositato del materiale non ancora ben identificato.

L’acqua oggi è minacciata da più pericoli, da una parte i gravi inquinamenti, dall’altra la privatizzazione, invito pertanto i cittadini a votare per chi si batte per la sua difesa da ogni inquinamento e a votare i referendum contro la sua privatizzazione”.

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LA LEGGE VIENE CALPESTATA ANCHE IN TRIBUNALE

Aprile 15, 2011

Pubblichiamo questo comunicato dell’Associazione Gabriele Bortolozzo e dell’Ecoistituto del Veneto Alex Langer, condividendo la delusione  per la mancanza di tutela della salute pubblica e la preoccupazione per l’utilizzo arbitrario delle leggi.

Il TAR con le sue due sentenze sulla chimica del cloro a Marghera ha sposato le scelte dello stato e delle aziende.

Così sull’aumento produttivo del cancerogeno dicloroetano (DCE) da 100 a 170 mila tonnellate all’anno non serve la Via : il Ministero dice che non cambiano le emissioni; in realtà non cambiano le concentrazioni a camino, ad esempio i mg/mc di DCE, ma purtroppo cambiano molto, quasi raddoppiano, i metri cubi emessi e quindi le quantità di mg di DCE che ricadono sulle nostre teste.

Si è scelto di essere deboli coi forti e forti coi deboli, il VIA lasciamolo fare con carte e costi e coinvolgimento della popolazione su un nuovo silos di mais a Ceggia, sull’aumento del 25 % di produzione di mangimi per cani a Portogruaro, su 2 km di strada a Jesolo o su una darsena da 50 posti barca a Cavallino, ma chi produce e sparge cancerogeni lasciamoli lavorare senza disturbarli.

Anche se nella nostra provincia abbiamo record nazionali e internazionali di tumori delle vie respiratorie, del fegato, della pelle e delle mammelle, e la gente vede attorno a se esplodere sempre nuovi casi di cancro.

Cosi sul bilanciamento, cioè l’aumento produttivo di CVM e PVC, decide il Consiglio dei Ministri dopo che il Ministero adell’Ambiente ha bocciato il progetto in commissione VIA e un altro ne viene presentato senza seguire le regole della legge. Ma, come ribadisce anche la sentenza del TAR, si è tenuto conto soprattutto “delle ripercussioni negative sull’occupazione, con conseguenti forti tensioni sociali, derivanti da una eventuale mancata autorizzazione del progetto di bilanciamento.”

E’ questo il nodo politico della sentenza: la legge sulla VIA viene superata da volontà politiche e partitiche chiare che, però, poi cozzano contro le valutazioni economiche di mercato, perchè potenziare impianti obsoleti del 1970 è finanziariamente un suicidio;  così non è la tutela dell’ambiente e della salute a fermare questi impianti ma la globalizzazione.

Speriamo che vengano rimossi gli impianti e bonificate le aree e che su quei terreni trovino posto lavorazioni ecocompatibili che diano ai lavoratori e ai nostri figli lavori sicuri e salubri.

NON presenteremo ricorso al Consiglio di Stato perchè :

- è troppo costoso per le nostre casse di associazioni di volontariato, la giustizia è una cosa per ricchi

- crediamo illusorio chiedere che il consiglio di STATO dia torto alle scelte di  chi rappresenta lo Stato (Ministero Ambiente e Consiglio dei Ministri) e dia ragione ad associazioni ambientaliste che chiedono l’applicazione delle leggi.

Ringraziamo gli avvocati Marco Giacomini e Silvia Manderino che ci hanno rappresentato impegnandosi senza risparmiare energie.

La giustizia ingiusta e i giochi del potere  per sottometterla danno anche in questi giorni spettacolo inverecondo e mostrano a quali livelli di stravolgimento delle regole si può arrivare. La mancanza di fiducia nella giustizia porta solo a diventare sudditi- schiavi o a farsi giustizia da soli.

Noi non vogliamo  condividere nessuna delle due strade, continueremo a lottare perchè la gente si ribelli e perchè siano difesi i diritti democratici fondamentali .

Terremo conto di tutto e chiederemo conto di tutto.

Associazione Gabriele Bortolozzo           Ecoistituto del Veneto Alex Langer

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