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	<title>MargheraOnline.it &#187; inceneritore</title>
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		<title>ricorso del Comune di Venezia al TAR contro l&#8217;inceneritore SG31</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 18:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ssaturnini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritore]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">L&#8217;ASSEMBLEA PERMANENTE CONTRO IL RISCHIO CHIMICO organizza con le associazioni ambientaliste (Ass. Bortolozzo, Medicina democratica, Ambiente Venezia, Ecoistituto, WWF, Greenpeace, Comitati contro inceneritori Silea e Mogliano) per giovedi 29 luglio alle 9,30 un presidio davanti al TAR in strada Nuova a Venezia (Cannaregio 2277) in occasione della udienza del TAR in merito alla richiesta del Comune di Venezia sulla sospensione dei lavori al forno inceneritore SG31, autorizzato dalla Regione a bruciare 100.000 tonellate all&#8217;anno di rifiuti pericolosi provenienti da fuori Marghera.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo il presidio del 1 luglio e il rinvio della sentenza al 29, ora i cittadini in rappresentanza delle associazioni, malgrado le vacanze, saranno presenti in un “happening” per ricordare  questo importante momento e la contrarietà della popolazione (ricordiamo che sono state raccolte  e consegnate in Regione 12.000 firme contro questo progetto e che i Consigli Comunale e Provinciale si sono espressi contro questo riavvio del forno inceneritore). Si invita la cittadinanza a partecipare e sono stati sollecitati a presenziare il Sindaco, l&#8217;Assessore all&#8217;ambiente e il Presidente della Municipalità di Marghera.</p>
<p style="text-align: justify">Un provvedimento giudiziale che intanto ordinasse la sospensione dei lavori sarebbe già un grande passo in avanti per fermare l&#8217;abominio dell&#8217;inceneritore, che con le sue emissioni peggiorerebbe sicuramente la qualità della vita del nostro territorio, e potrebbe segnare un primo freno alla nascita di un “polo rifiuti” a Marghera (ricordiamo che in commissione VIA sono in discussione le richieste di impianto di stoccaggio rifiuti speciali pericolosi STE per 100.000 t/a, di potenziamento dell&#8217;impianto trattamento rifiuti speciali pericolosi Alles, di aumento di volumi del trattamento di rifiuti speciali pericolosi Simar, di potenziamento dell&#8217;inceneritore rifiuti urbani di Fusina di Veritas).</p>
<p style="text-align: justify">Si riportano le motivazioni sostanziali addotte dal Comune per il ricorso :<br />
-    l&#8217;area dell&#8217;SG31 non è stata ancora bonificata come imposto dal Ministero dell&#8217;Ambiente nel 2008<br />
-    il Piano Regolatore comunale vieta impianti di trattamento rifiuti privati in conto terzi e industrie insalubri di prima classe, cioè con  sostanze cancerogene e tossiche come quelle che tratterebbe  l&#8217;SG31. La Regione, con la propria delibera, ha violato queste norme ampliando i codici di rifiuti conferibili e espandendo il bacino di utenza oltre il petrolchimico.<br />
-    Le opere edilizie nuove autorizzate sono variante allo strumento urbanistico vigente ed è competenza della Provincia , e non della Regione, autorizzare queste varianti in base alla Legge Regionale 11/04.<br />
-    la Regione ha giudicato non sostanziali le varianti all&#8217;impianto esistente, mentre le nuove strutture ricettive per i fanghi (vasche e serbatoi), l&#8217;essicatore di fanghi, il traffico di mezzi indotto dall&#8217;arrivo di rifiuti dal nord Italia, la nuova tipologia di rifiuti (non solo solidi ma anche liquidi) implicano modifiche sostanziali alle emissioni in aria e al rumore prodotto; la variante sostanziale avrebbe dovuto quindi seguire un iter di screening di VIA. Inoltre, se la modifica è sostanziale ricade anche nell&#8217;art. 16 della legge finanziaria regionale 11/10 che vieta ogni nuova autorizzazione finchè non venga approvato il Piano regionale rifiuti speciali.<br />
-    il Comune è già ampliamente fuori norma rispetto ai limiti di PM10 in aria, se partirà anche l&#8217;SG31 ci saranno nuove emissioni e un peggioramento dell&#8217;aria con diffusione di sostanze cancerogene e tossiche e ciò non è ammissibile per la tutela della salute pubblica. Oltretutto la Regione stessa, al termine della indagine epidemiologica condotta nel veneziano sugli effetti della diossina, conclude dicendo che bisogna cercare alternative all&#8217;incenerimento dei rifiuti per tutelare la salute.</p>
<p style="text-align: justify">Assemblea Permanente contro il rischio chimico</p>
<p style="text-align: justify">F. Rigosi</p>
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		<title>A Monselice, contro il cementificio che vuol bruciare i rifiuti</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 18:07:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ssaturnini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[trattamento rifiuti]]></category>
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		<description><![CDATA[Da Carta &#8211; 27/05/2010 &#8211; Giulio Todescan &#8211; www.carta.org
Sabato 29 maggio a Monselice si gioca una partita importante nella battaglia contro il «revamping» dell&#8217;Italcementi, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Da Carta &#8211; 27/05/2010 &#8211; Giulio Todescan &#8211; <a href="http://www.carta.org/campagne/ambiente/19588">www.carta.org</a></p>
<p style="text-align: justify">Sabato 29 maggio a Monselice si gioca una partita importante nella battaglia contro il «revamping» dell&#8217;Italcementi, il progetto di ristrutturare l&#8217;esistente cementificio con una nuova torre alta 122 metri e l&#8217;apertura a nuovi materiali da bruciare, compreso il cdr, ovvero i rifiuti. La manifestazione [partenza alle 16.30 da piazza Mazzini] di sabato nella cittadina della bassa padovana arriva in un momento di forti contrapposizioni: negli ultimi giorni c&#8217;è stato il voto a sorpresa del consiglio comunale che ha bocciato il progetto Italcementi, spaccando la maggioranza del sindaco di centrodestra Francesco Lunghi; c&#8217;è stata poi la presa di posizione dei consigli pastorali di alcune parrocchie, contrarie; e infine il parere della commissione tecnica del Parco dei colli Euganei, che ha definito il nuovo cementificio «incompatibile» con le finalità del Parco stesso. Ma è esplosa anche la contraddizione più grande, quella fra la necessità di liberarsi di un modello di sviluppo insostenibile e la difesa dei posti di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify">La posizione dei sindacati e dei cento [duecento con l'indotto] lavoratori dei tre cementifici di Monselice si è andata polarizzando in favore del progetto, che prevede altri trent&#8217;anni di lavorazione del cemento. Ne parliamo con Francesco Miazzi, consigliere comunale di Città Futura, lo scorso anno sfidante al ballottaggio dell&#8217;attuale sindaco, e anima dei comitati che si oppongono al revamping. «Questa è fra le quattro aree più inquinate del Veneto insieme a Porto Marghera, Porto Tolle e la valle del Chiampo. Fra chi verrà alla manifestazione ci sono anche i consigli pastorali del quartiere vicino al cementificio, con i figli di chi ci lavora. Sono ragioni ben radicate quelle del territorio stanco di vivere in un ambiante inquinato – dice Miazzi -. Chiediamo di venire qui sabato perché qui si gioca una battaglia fra le più difficili, dove la contraddizione tra ambiente e lavoro si esprime in modo più doloroso, ma apre anche lo spiraglio per un dibattito finalmente serio sul modello di sviluppo. L&#8217;unico parallelo in Veneto si può fare con Porto Marghera, più in grande».</p>
<p style="text-align: justify">La piccola Marghera della bassa è fatta di tre inceneritori in cinque km quadrati [un record], con emissioni di polveri e diossine superiori in media del 30 per cento rispetto agli inceneritori, perché per fare il cemento si brucia un po&#8217; di tutto: sabbie di fonderia ricche di residui di metalli, gessi chimici provenienti da Marghera, tonnellate di ceneri da tutto il nord Italia. Il nostro paese ha una produzione annua di cemento di 800 kg per abitante, il Veneto 1200. La media europea 400. La crisi e l&#8217;aumento dei costi hanno comunque abbattuto la produzione negli ultimi anni, e la risposta per abbattere i costi è il revamping, che aprirebbe alla possibilità di usare il redditizio cdr, i rifiuti da bruciare per fare il cemento. Nel 1996 Italcementi provò ad usare i copertoni esausti, nel 2001 fu la volta delle farine animali, ipotesi sempre respinte. Bruciando i rifiuti, i cementifici ci guadagnerebbero e potrebbero «stare sul mercato» ancora per anni. «Uno dei cementifici di Monselice sta per siglare un accordo con centro trattamento rifiuti di Sarzano [Rovigo] che tratta i rifiuti meccanicamente e li porterà nel cementificio – spiega Miazzi -. Portare i rifiuti in discarica costa 100 euro a tonnellata. Portarla in cementificio solo 50 euro di tonnellata. Invece di usare carbone e pet coke il cementificio riceverebbe soldi per ogni tonnellata smaltita. Per sostituire una tonnellata di carbone servono 2 tonnellate di cdr: doppio guadagno al posto di una spesa».</p>
<p style="text-align: justify">I 27 comuni della zona, il Parco, le parrocchie, alcune categorie economiche e ora anche il consiglio comunale di Monselice pensano invece che questa crisi sia l&#8217;occasione per uscire dalla monocoltura del cemento, anche affrontando il ricatto dei posti di lavoro. «In paese si respira un clima di scontro sociale fortissimo. Ma c&#8217;è anche molta partecipazione: il consiglio comunale è stato seguito da 700 persone in in video da un&#8217;aula magna, ed è stato trasmesso in diretta tv su Tele Estense – prosegue Miazzi -. Tre quarti della sala era popolazione contraria al revamping, un quarto erano sindacalisti, operai e i loro familiari. L&#8217;unico strumento democratico sarebbe il referendum ma nessuno si è sognato di concederlo. D&#8217;altra parte nessuno vuole chiudere i cementifici da un giorno all&#8217;altro: il documento dei sindaci [di tutti i partiti] pone con forza il discorso di aprire un tavolo e verificare cosa si può fare per l&#8217;occupazione. Le mobilitazioni di questi giorni chiedono di sospendere l&#8217;iter del progetto per discutere togliendo la pistola dal tavolo».</p>
<p style="text-align: justify">Dall&#8217;altra parte però il sindacato, partendo da posizioni dialoganti, si è irrigidito negli ultimi tempi, appoggiando senza riserve il progetto Italcementi. «Ci sono parti del sindacato meno rigide, ma non si sono ancora evidenziate. Ora c&#8217;è un appiattimento tra Cisl e Cgil, che prima facevano dei distinguo, la Cgil è stata contraria all&#8217;uso combustibili alternativi, negli anni scorsi. Ma chi era contro copertoni e farine animali ora appoggia il cdr. Le persone però vivono un disagio pesante: quando in una via a ridosso del cementificio hai tre bambini con shock anafilattico, quando la gente chiude le finestre perché arrivano zaffate di aria irrespirabile, il discorso di salvare cento posti di lavoro passa in secondo piano».</p>
<p style="text-align: justify">La torre di 122 metri che campeggia nei rendering dei progetti Italcementi sarebbe più alta della casa del Petrarca ad Arquà, che si staglia sui colli poco lontani. La torre – che si propone elegante e «firmata» &#8211; è percepita da molti come la croce sopra alle speranze del Parco, che negli anni ha costruito una piccola economia di agriturismi, agricoltura di qualità e turismo. L&#8217;ultima parola sulla questione la dirà la giunta provinciale di Padova, fra tre mesi. Francesco Miazzi ricorda come trent&#8217;anni fa furono chiuse le cave, a Monselice, fra le proteste, e come ora nessuno si sognerebbe di riaprirle.</p>
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		<title>Inceneritori, ora basta</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 17:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ssaturnini</dc:creator>
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Riuscita la manifestazione a Parma
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<p>da Terra &#8211; 18/4/2010 &#8211; Rossella Anitori &#8211; <a href="http://www.terranews.it/news/2010/04/inceneritori-ora-basta">www.terranews.it</a></p>
<h2>Riuscita la manifestazione a Parma</h2>
<p style="text-align: justify">MOBILITAZIONE.<br />
Ieri a Parma la prima manifestazione nazionale contro gli impianti di incenerimento dei rifiuti. Alla giornata di protesta hanno aderito centinaia di comitati provenienti da ogni parte d’Italia.<br />
La loro è una lotta impopolare. Non incontra il favore della politica e le istituzioni preferiscono non sentirne parlare. Portarla avanti è difficile e richiede un grande impegno. Una presenza costante, caparbietà, competenza e coraggio. Eppure, il numero di cittadini disposti a mobilitarsi contro gli inceneritori cresce di giorno in giorno. Ieri, a Parma c’è stata la prima manifestazione nazionale, un appuntamento convocato dal coordinamento locale a cui hanno risposto le tante realtà attive sul territorio. Da Aosta a Palermo i comitati cittadini contro gli impianti di incenerimento rifiuti si contano a centinaia.   E la dinamica con cui entrano in scena è sempre la stessa: in difesa del territorio dove abitano, minacciato dalla mire affaristiche dell’imprenditore di turno, interessato a realizzare l’ennesimo forno in cui bruciare i rifiuti. Del resto <strong>in Italia questo tipo di impianti assorbe la maggior parte dei fondi destinati alle energie rinnovabili</strong> (Cip 6). Chi investe nella costruzione di un inceneritore è destinato a guadagnare: basti pensare che il proprietario di un impianto può rivendere al Gestore dei servizi elettrici l’energia prodotta a un costo maggiore rispetto a quello di mercato. Usufruendo di tutte le agevolazioni previste per le fonti rinnovabili, anche se di alternativo ha ben poco.   Anzi disincentivano la prevenzione nella produzione dei rifiuti e la raccolta differenziata: per funzionare hanno bisogno, infatti, di un apporto di immondizia costante e, insieme al resto, per facilitare la combustione, bruciano anche carta, legno e plastica, proprio quella parte di rifiuti che i cittadini selezionano a monte pensando di contribuire alla catena del riciclaggio. <strong>E se nell’ottica della riduzione e del risparmio questo tipo di impianti, il cui costo rimane estremamente alto, risulta a dir poco sconveniente, se si considerano anche i danni alla salute e all’ambiente, appare difficile capire perché ci si ostini a percorrere questa strada.</strong> Gli impianti di incenerimento rifiuti emettono, infatti, sostanze altamente contaminanti, mettendo in serio pericolo la salute dei cittadini.   Diossine, furani, piombo, cadmio, mercurio e una miriade di altri inquinanti che i dispositivi preposti al controllo neanche riescono a monitorare. <strong>La maggior parte dei composti dispersi nell’aria sono persistenti, rimangono nei tessuti degli animali e si trasferiscono da un organismo all’altro accumulandosi nella catena alimentare</strong>. Sono causa di numerose patologie, dai disturbi respiratori ai tumori più comuni, nel nostro Paese in aumento. In Italia di impianti del genere ce ne sono oltre 50.   La Regione con il numero più alto è la Lombardia, poi vengono l’Emilia Romagna e la Toscana. Nel Lazio è prevista la costruzione dell’inceneritore più grande. Ma il fronte del dissenso continua a crescere, le realtà locali non smettono di incontrarsi e ieri, da Parma è arrivato unitario un nuovo “basta”.</p>
<p style="text-align: justify">
<p><a href="http://margheraonline.it/files/inceneritore_pinocchio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-330" title="inceneritore_pinocchio" src="http://margheraonline.it/files/inceneritore_pinocchio.jpg" alt="inceneritore_pinocchio" width="420" height="336" /></a></p>
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		<title>Appello dei pediatri di famiglia di Mestre e Venezia</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 10:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ssaturnini</dc:creator>
				<category><![CDATA[inceneritore]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Riportiamo il testo dell&#8217;appello firmato dai pediatri del nostro territorio; come professionisti constatano in prima persona gli effetti deleteri dell&#8217;avvelenamento dell&#8217;aria sui bambini e sono, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Riportiamo il testo dell&#8217;appello firmato dai pediatri del nostro territorio; come professionisti constatano in prima persona gli effetti deleteri dell&#8217;avvelenamento dell&#8217;aria sui bambini e sono, giustamente, preoccupati sia dall&#8217;aumento dell&#8217;inquinamento che  dalla  riattivazione dell&#8217;inceneritore di rifiuti tossico-nocivi SG31.</p>
<p style="text-align: justify">&#8220;Apprendiamo con preoccupazione la notizia della decisione della Regione Veneto di autorizzare il potenziamento dell&#8217;inceneritore SG31 nella zona ­­ industriale di Marghera.<br />
Come pediatri ci permettiamo di porre in evidenza come i bambini siano, per la durata di esposizione, le caratteristiche somatiche, le peculiarità metabolico-nutrizionali, i soggetti che in modo più marcato e duraturo sono esposti agli effetti dannosi dell&#8217;inquinamento, sin dal concepimento nel grembo materno.<br />
Tenendo conto dei numerosi studi scientifici che indagano  il possibile collegamento tra l&#8217;esposizione ai prodotti dell&#8217;incenerimento di rifiuti e lo sviluppo di gravi patologie, sentiamo il dovere di chiedere ai nostri Amministratori di porre in atto una approfondita valutazione scientifica sui rischi che il potenziamento di tale impianto può comportare  per la salute della nostra popolazione prima di avviarne la definitiva messa in funzione.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify">Francesco Baldin<br />
Cinzia Cecchinato<br />
Enrico Ferrara<br />
Silvia Girotto<br />
Lucia Magagnato<br />
Gabriella Medico<br />
Enrico Paradiso<br />
Andrea Passarella<br />
Maria Pellosio<br />
Monica Penzo<br />
Gianna Pettenà<br />
Paolo Regini<br />
Andrea Schiavon<br />
Flavio Semenzato<br />
Annarosa Tessari</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><a href="http://margheraonline.it/rassegna-stampa/la-nuova-venezia/sos-dei-pediatri-%C2%ABcancro-e-allergie-in-aumento-nei-bimbi%C2%BB/">SOS dei pediatri</a></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://margheraonline.it/rassegna-stampa/la-nuova-venezia/sos-dei-pediatri-%C2%ABcancro-e-allergie-in-aumento-nei-bimbi%C2%BB/"> </a><a href="http://margheraonline.it/rassegna-stampa/la-nuova-venezia/sos-dei-pediatri-%C2%ABcancro-e-allergie-in-aumento-nei-bimbi%C2%BB/"><span style="text-decoration: underline"></span></a><a href="http://margheraonline.it/rassegna-stampa/il-gazzettino/anche-i-pediatri-contro-linceneritore/">Anche i pediatri contro l&#8217;inceneritore</a></p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
]]></content:encoded>
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		<title>Le firme di 10.000 cittadini bruceranno nell&#8217;SG31?</title>
		<link>http://margheraonline.it/blog/inceneritore/le-firme-di-10-000-cittadini-buceranno-nellsg31/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 17:20:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ssaturnini</dc:creator>
				<category><![CDATA[inceneritore]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Marghera]]></category>

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Ieri mattina la Giunta Regionale ha concesso le autorizzazioni per il riavvio dell&#8217;inceneritore di rifiuti chimico-nocivi SG31. Immaginiamo che le firme dei 10.000 e più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">Ieri mattina la Giunta Regionale ha concesso le autorizzazioni per il riavvio dell&#8217;inceneritore di rifiuti chimico-nocivi SG31. Immaginiamo che le firme dei 10.000 e più cittadini che hanno espresso la propria contrarietà al progetto verranno bruciate nell&#8217;inceneritore in quanto rifiuto estremamente tossico, tossico per i nostri amministratori in quanto prova dello scollamento ormai esistente tra gli amministratori stessi ed i cittadini amministrati.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">Oltre ad esprimere tristezza e sdegno di fronte all&#8217;evidenza che la Giunta Regionale abbia ignorato l&#8217;opinione di una parte non trascurabile della popolazione, popolazione che si respirerà i fumi    venefici dell&#8217;inceneritore SG31, utilizziamo questo canale per effettuare delle osservazioni su alcune dichiarazioni apparse sulla stampa (vedi articolo sottostante):</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">
<ul>
<li>giudicare l&#8217;atto di volontà di oltre 10.000 cittadini una strumentalizzazione politica significa nel migliore dei casi miopia e nel peggiore voler ostinatamente negare quello che i cittadini stanno<span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%"> esprimendo</span></li>
<li><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%">la piattaforma ambientale SG31 esiste e funziona da tempo ma l&#8217;inceneritore è fermo da oltre un anno per carenza di materiale da bruciare; avere la fortuna di non dover più smaltire sostanze tossico-nocive dopo che ce le siamo respirate per quarant&#8217;anni e andare ora a cercarcele in giro ci pare quanto meno “darsi la zappa sui piedi”</span></li>
<li><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%">vorremmo sapere a che percentuale corrisponda l&#8217;espressione “prioritariamente fanghi biologici” e da quali sostanze sarà costituita la percentuale rimanente; vorremmo inoltre capire se il fatto che un fango sia biologico escluda automaticamente che possa essere inquinato o radioattivo</span></li>
<li><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%">oltre alla quantità dei rifiuti che verranno inceneriti nell&#8217;SG31 (e, in ogni caso, passare da 0 a 100.000 tonnellate di veleni all&#8217;anno non ci pare così indifferente) la questione che si pone è quella della “qualità”: crediamo che nessuno di noi, avendo in casa un caminetto e trovandosi senza legna, andrebbe mai dai vicini a farsi dare della spazzatura per alimentare il fuoco&#8230;</span></li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%"><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify">Dalla Nuova di Venezia — 03 marzo 2010   pagina 17   sezione: CRONACA</p>
<p>SI&#8217; DELLA REGIONE AL MEGA-INCENERITORE</p>
<p>Vigilia elettorale infuocata, all’insegna di un tema scottante come la gestione di grandi quantità di rifiuti pericolosi da incenerire o trattare in un’area già martoriata dal punto di vista ambientale e sanitario come Marghera.</p>
<p>Con due delibere presentate dagli assessori Renzo Marangon e Giancarlo Conta, la Giunta regionale &#8211; riunita ieri per una delle ultime volte &#8211; ha dato il via libera all’acquisizione, da parte della concessionaria della Regione (Sifa), della piattaforma ambientale del Petrolchimico e al riavvio del forno inceneritore SG31 da 100 mila tonnellate che sarà interessato anche da un «revamping» per ottimizzare il controllo dal punto di vista delle emissioni inquinanti. Sarà gestita da una società privata (Simagest).</p>
<p>L’assessore alla Tutela del Territorio, Renzo Marangon &#8211; che ha presentato la delibera relativa alla convenzione Sifa/Regione &#8211; parla di un «atto dovuto e previsto dalle già esistenti autorizzazioni, concesse dalle conferenze di servizio a cui hanno partecipato e deliberato anche Comune e Provincia di Venezia». «Non capisco le critiche che ci vengono fatte se non come una strumentalizzazione politica in periodo elettorale &#8211; dice Marangon &#8211; Abbiamo semplicemente permesso il pieno riutilizzo della piattaforma ambientale dell’SG31, che già esisteva ed operava con tanto di autorizzazione e gestione privata, per ottimizzare il ciclo dei rifiuti in laguna nell’ambito del Progetto integrato di Fusina». «E per chi si preoccupa che possano arrivare rifiuti pericolosi da fuori, abbiamo aggiunto nella delibera l’indicazione che nell’SG31 dovranno essere prioritariamente inceneriti fanghi biologici, con opportuni controlli per garantirne il rispetto». La delibera, infatti, dà il via libera all’adeguamento della convenzione tra la Regione e la sua concessionaria, Sifa &#8211; che gestisce il Pif (piano integrato di Fusina per la depurazione delle acque civili e industriali) &#8211; per l’acquisto della piattaforma ambientale SG31 del Petrolchimico di proprietà del consorzio privato Spm controllato da Eni.</p>
<p>Gli ambientalisti parlano, invece, di una «scelta scellerata sulla pelle dei cittadini». Per l’ex assessore provinciale all’Ambiente, Ezio Da Villa, si tratta di una scelta «indecente e non discussa con la popolazione interessata, fatta dalla Giunta regionale di centrodestra che resuscita e potenzia il più grande inceneritore del Veneto già in perdita economica e che costa ben 15 milioni di euro, cedendolo in gestione ad una ditta privata che fa capo al Gruppo Mantovani per fare il loro business a scapito di un ambiente già compromesso e della popolazione già esposta ad alte quantità di emissioni nocive in atmosfera emesse da camini e fumaioli di Porto Marghera». Anche per Gianfranco Bettin, consigliere regionale dei Verdi, la decisione della Regione «presa con il sostegno diretto del candidato della Lega, Zaia, è un colpo violento all’ambiente e alla salute della popolazione e un colpo altrettanto duro all’evoluzione economica e industriale dell’intero polo di Marghera e di Venezia perché ne riporta indietro la storia di decenni».  «Ma l’operazione non passerà ugualmente &#8211; avverte Bettin &#8211; Con il ricorso alla magistratura e con la disobbedienza civile bloccheremo sia le entrate all’inceneritore che gli automezzi che porteranno le decine di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici da bruciare nell’aria e da riversare, in cenere, nei nostri polmoni e nell’ambiente».  Protestano contro la delibera il fronte ambientalista (Vas, Assemblea Permanente di Marghera, Ecoistituto Veneto, Medicina Democratica, Associazione Bortolozzo, NoMose) e anche il Pd che per bocca di Alessandro Maggioni dice: «Gli amici di Brunetta vogliono ammazzare il futuro di Venezia». Andrea Ferrazzi, capogruppo Pd in Provincia, fa notare che il riavvio dell’SG31 era stato bocciato da Comune e Provincia in occasione della valutazione del progetto della Ste». Gianni Favarato</p>
<p><a href="http://ricerca.gelocal.it/nuovavenezia/archivio/nuovavenezia/2010/03/03/VMAPO_VMA01.html">link all&#8217;articolo</a></p>
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		<title>Il progetto Alles in Provincia, in Giunta regionale l&#8217;SG31</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 11:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ssaturnini</dc:creator>
				<category><![CDATA[inceneritore]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento rifiuti]]></category>
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		<description><![CDATA[Dalla Nuova di Venezia — 02 marzo 2010   pagina 21   sezione: CRONACA
IL PROGETTO ALLES IN PROVINCIA, IN GIUNTA REGIONALE L&#8217; SG31
MARGHERA. Il Consiglio provinciale esprime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla Nuova di Venezia — 02 marzo 2010   pagina 21   sezione: CRONACA</p>
<p>IL PROGETTO ALLES IN PROVINCIA, IN GIUNTA REGIONALE L&#8217; SG31</p>
<p>MARGHERA. Il Consiglio provinciale esprime oggi il suo parere sul progetto di Alles spa che vuol trattare a Marghera 300 mila tonnellate annue di rifiuti pericolosi. Intanto, l’ex assessore Da Villa denuncia: «La Regione si prepara a dare l’ok al riavvio dell’inceneritore SG31».  L’esame del progetto di Alles spa &#8211; già bocciato dalla Giunta comunale &#8211; torna oggi in Consiglio provinciale dopo la presa di posizione dell’assessore provinciale Paolo Dalla Vecchia &#8211; contrario al progetto di Alles spa &#8211; che aveva spaccato il centrodestra al Governo a Ca’ Corner e fatto saltare la votazione nella seduta precedente. Il fatto nuovo dovrebbero essere la presentazione di un emendamento «politico» alla delibera &#8211; messo a punto dal capogruppo del Pdl, Piero Bortoluzzi &#8211; in cui si esprime un parere negativo, seppur di natura consultiva, all’ennesimo progetto che, in assenza di «un piano regionale» vuole portare ancora rifiuti pericolosi a Marghera. «Non posso che rallegrarmi &#8211; dice Andrea Ferrazzi, capogruppo del Pd &#8211; se la maggioranza ha deciso di non nascondersi più dietro un dito e votare contro questo progetto che la giunta regionale vuole imporci, al pari di quello dell’SG31 e di un terzo per l’ampliamento dell’impianto di Simar, che prospettano per Porto Marghera l’arrivo di un totale di quasi 500 mila tonnellate di rifiuti pericolosi all’anno e altre decine di migliaia di camion».  Intanto l’ex assessore provinciale all’Ambiente, Ezio Da Villa, denuncia che oggi la Giunta regionale «potrebbe deliberare il riavvio dell’inceneritore SG31 del Petrolchimico, in barba alla salute pubblica e all’impegno alla trasparenza e al coinvolgimento della partecipazione, attraverso l’Agenda 21 adottata per il Moranzani, su un progetto che è moralmente e ambientalmente inaccettabile». (g.fav.)</p>
<p><a href="http://ricerca.gelocal.it/nuovavenezia/archivio/nuovavenezia/2010/03/02/VMHPO_VMH01.html">link all&#8217;articolo</a></p>
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		<title>Corteo acqueo contro l&#8217;inceneritore di Marghera</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 16:02:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ssaturnini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla Nuova di Venezia — 16 febbraio 2010
Venezia, corteo acqueo contro l&#8217;inceneritore di Marghera
I manifestanti erano a bordo di tre imbarcazioni con striscioni contro il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla Nuova di Venezia — 16 febbraio 2010</p>
<p><a href="http://Venezia, corteo acqueo contro l"></a><a href="http://mmedia.kataweb.it/foto/23103249/1/venezia-corteo-acqueo-contro-l-inceneritore-di-marghera">Venezia, corteo acqueo contro l&#8217;inceneritore di Marghera</a></p>
<p>I manifestanti erano a bordo di tre imbarcazioni con striscioni contro il trattamento dei rifuti tossico-nocivi e una finta ciminiera da cui usciva fumo grigio. Alla sede della giunta regionale sono state portate oltre 10.000 firme di cittadini di Marghera, Mestre e Venezia che chiedono alla Regione di rinunciare al progetto sull&#8217;inceneritore Sg31</p>
<p>VENEZIA. Corteo acqueo a Venezia di una delegazione dell&#8217;Assemblea permanente contro il rischio chimico di Marghera e di esponenti delle associazioni ambientaliste per protestare contro il progetto della Regione sull&#8217;inceneritore Sg31. Il corteo è partito da piazzale Roma e ha raggiunto palazzo Balbi, sede della Regione.</p>
<p>I manifestanti erano a bordo di tre imbarcazioni con striscioni contro il trattamento dei rifuti tossico-nocivi provenienti da tutta Italia nell&#8217;impianto di Marghera e una finta ciminiera da cui usciva fumo grigio. Fra musica e slogan contrari alla riapertura dell&#8217;Sg31, sono state portate alla sede della giunta regionale oltre 10.000 firme di cittadini di Marghera, Mestre e Venezia &#8211; sottolineano i promotori &#8211; che chiedono alla Regione di rinunciare al progetto. &#8220;Farebbe del nostro territorio la pattumiera dell&#8217;intero Veneto&#8221;, dicono infatti gli ambientalisti.</p>
<p>Assente l&#8217;assessore Marangon, trattenuto a Rovigo da impegni istituzionali, una piccola delegazione è stata ricevuta dal capo di gabinetto della giunta Regionale e da un dirigente del settore Ambiente, ai quali, dopo aver espresso soddisfazione per il nuovo rinvio della delibera che avrebbe dato il via libera al riavvio dell&#8217;SG 31, i manifestanti hanno presentato due richieste:</p>
<p><strong> la prima, che la Regione si presenti a Marghera per illustrare pubblicamente le proprie intenzioni sull&#8217;SG 31, confrontandosi con la popolazione, prima di approvare qualsiasi atto;</strong></p>
<p><strong>la seconda, che in ogni caso la convenzione contenga l&#8217;obbligo di trattare a Marghera esclusivamente fanghi biologici provenienti dal ciclo integrato delle acque del bacino locale, vietando esplicitamente la possibilità di alimentare la piattaforma SG 31 con fanghi o altri rifiuti speciali e tossico-nocivi provenienti dall&#8217;esterno.</strong></p>
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		<title>10.000 firme non sono uno scherzo!</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 19:05:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ssaturnini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa mattina una delegazione ha consegnato in Regione le 10.000 firme della popolazione contro la riattivazione ed il potenziamento dell&#8217;inceneritore SG31, inceneritore di rifiuti chimici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina una delegazione ha consegnato in Regione le 10.000 firme della popolazione contro la riattivazione ed il potenziamento dell&#8217;inceneritore SG31, inceneritore di rifiuti chimici e industriali tossico-nocivi.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=y6cB1qPSKGk">Consegna 10000 firme NO SG31 in Regione Veneto</a></p>
<p>La Giunta Regionale, ormai agli sgoccioli del mandato, sta ballando il proprio &#8220;canto del cigno&#8221;: con una velocità ed una solerzia che stupirebbero perfino il Ministro della Pubblica Amministrazione, sta cercando in tutti i modi di portare a compimento l&#8217;iter di autorizzazione per la riattivazione dell&#8217;inceneritore. Trafile burocratiche che normalmente si svolgono nell&#8217;arco di mesi si stanno compiendo di settimana in settimana, in modo da poter consegnare alla prossima giunta un bell&#8217;impianto vecchio (del 1972) e fumante (diossine).</p>
<p>Tutto questo sta avvenendo tentando di tenere i cittadini il più possibile all&#8217;oscuro: difficilissimo sapere le date e gli orari delle riunioni di Giunta, impossibile conoscere gli ordini del giorno. Sospetta inoltre la coincidenza col periodo del carnevale, argomento che a Venezia in questi giorni riempie le testate giornalistiche e  manifestazione nella quale una delegazione diretta agli uffici della Regione rischia di essere confusa con un corteo qualsiasi.</p>
<p>Ma nessuno sta scherzando. Diecimila persone hanno espresso la propria volontà, diecimila persone chiedono di vivere in un ambiente migliore, diecimila persone rivendicano il proprio diritto alla salute e questi argomenti non sono burle.</p>
<p>Anche se domani è martedì grasso 10.000 firme non sono uno scherzo.</p>
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		<title>Tra più litiganti il cittadino gode?</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 18:13:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ssaturnini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marghera]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritore]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla vigilia delle elezioni sono iniziate le usuali battaglie fra i vari esponenti politici. Un tema importante per l&#8217;area veneziana (sia per il territorio comunale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla vigilia delle elezioni sono iniziate le usuali battaglie fra i vari esponenti politici. Un tema importante per l&#8217;area veneziana (sia per il territorio comunale che per le zone limitrofe) è l&#8217;inquinamento chimico e industriale.  Altrettanto importante è che noi cittadini siamo informati delle posizioni dei vari candidati: dobbiamo sapere chi è disposto a svendere la nostra salute per il profitto dei soliti &#8220;amici&#8221; e chi invece è favorevole a cercare di costruire un ambiente migliore.</p>
<p>Dalla Nuova di Venezia — 17 gennaio 2010   pagina 29   sezione: CRONACA</p>
<p>«BENVENUTI, MA SULL&#8217;INCENERITORE NIENTE SCONTI»</p>
<p>MARGHERA. L’apertura della sede di via Mezzacapo non è passata inosservata e ha stuzzicato i commenti di alcuni personaggi politici. «Zaia e i suoi non pensino di trasformare Porto Marghera nell’inceneritore dei rifiuti del Trevigiano &#8211; dice Gianfranco Bettin, candidato alle Primarie del Pd &#8211; L’inaugurazione della sede di un partito è una buona notizia, perché la partecipazione politica fa bene alla democrazia. Ma Zaia e gli altri leghisti non saranno altrettanto benvenuti se verranno a inaugurare gli inceneritori di rifiuti che vorrebbero trasferire a Marghera. È quanto dichiarato più volte di recente sia da Zaia che da altri esponenti della Lega e del Pdl. Vorrebbero fare di Marghera il loro inceneritore e la loro pattumiera. Ci provino a portare qui i loro rifiuti, per tener puliti i loro bei giardinetti trevigiani. Non sarà così facile come aprire una sede di partito». Simili le posizioni di Simone Venturini dell’Udc: «Ricordo alla gente le affermazioni di Zaia sull’inceneritore di Fusina. La nostra città non vuole diventare pattumiera né di Treviso né del Veneto. I cittadini di Marghera non hanno bisogno degli slogan privi di contenuto della Lega. A Marghera serve una nuova classe di politici che sappia affrontare con serietà i temi della legalità, del lavoro e della solidarietà, senza usare demagogia e senza ricorrere a estremismi. La Lega non ha mai lavorato per il bene della città e non basterà l’inaugurazione di una sede per conquistare i voti di Marghera». (mi.bu.)</p>
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		<title>SG31 non brucerà il nostro futuro</title>
		<link>http://margheraonline.it/blog/manifestazioni/sg31-non-brucera-il-nostro-futuro/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 18:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ssaturnini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritore]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>

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		<description><![CDATA[manifestazione contro la riapertura dell&#8217;inceneritore SG31
LA REGIONE USA I NOSTRI SOLDI PER AVVELENARCI

Nel 1972 viene attivato l’inceneritore SG31, progettato e costruito per trattare i rifiuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=2iYFvTI3osc">manifestazione contro la riapertura dell&#8217;inceneritore SG31</a></p>
<p>LA REGIONE USA I NOSTRI SOLDI PER AVVELENARCI</p>
<ul>
<li>Nel 1972 viene attivato l’inceneritore SG31, progettato e costruito per trattare i rifiuti chimici e industriali di Porto Marghera</li>
<li>Nel 2008 l’inceneritore SG31 viene fermato perché il polo chimico di Porto Marghera non produce abbastanza rifiuti per alimentarlo</li>
<li>Oggi la Regione vuole acquistare dai privati l’inceneritore, un impianto attualmente fermo ed economicamente in perdita</li>
<li>Domani la Regione intende lucrare riattivando e potenziando l’impianto SG31 per bruciare rifiuti tossici provenienti da tutta Italia</li>
</ul>
<p>DIOSSINA_________________________ Seveso<br />
ISOCIANATO DI  METILE___________ Bhopal<br />
AMIANTO_________________________Casale Monferrato<br />
CVM (cloruro di vinile monomero)__Marghera<br />
&#8230;</p>
<p>FERMIAMOLI SUBITO!!!  <strong> NO A MARGHERA PATTUMIERA CHIMICA D’ITALIA</strong></p>
<p>La riattivazione dell’inceneritore SG31 comporta lo stoccaggio ed il trattamento di 100.000 tonnellate di rifiuti tossici l’anno, trasportati da circa 16.000 autotreni con conseguente aumento delle polveri sottili.<br />
La società che gestisce il trasporto e lo stoccaggio dei rifiuti è la S.T.E. (Servizi Tecnologici per l’Ecologia) di Jeroncich, indagato in passato per traffico di rifiuti, e Gavioli, che ha appena chiuso la SIRMA per sfruttarne i terreni lasciando senza lavoro 200 persone.<br />
Il piano regolatore regionale vieta l’insediamento di questi impianti a Marghera ma la commissione V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) può superare il divieto e dare il via libera alla Regione.<br />
La Regione sta pensando anche di potenziare l’impianto SG31 del 25% mettendo in funzione un forno gemello di quello attualmente esistente.</p>
<p>E’ QUESTA LA RICONVERSIONE ECOCOMPATIBILE DELLA VECCHIA AREA INDUSTRIALE  DI  PORTO MARGHERA  CHE TUTTI  PROMETTONO?</p>
<p>Altro che bonifiche e salvaguardia dei posti di lavoro, business per i soliti e tumori per molti!!!</p>
<p>Incontro cittadini ogni giovedì alle 21.00 a Marghera &#8211; piazza del Municipio 14</p>
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