2.0 Community



L' "Assemblea Permanente contro il Pericolo Chimico" e l'associato circuito Margheraonline, emersi all'indomani dell'incidente del novembre 2002 che ha lambito il serbatoio del gas letale fosgene, ai tempi improvvidamente stoccato in stretta prossimità delle aree urbane, rapresenta la parte più recente di un percorso virtuoso e di emancipazione effettuato dalla comunità di Marghera che, come in un impeto di orgoglio, si è risvegliata d’improvviso, si è ricollegata con alcuni preesistenti percorsi personali (in primis quello di Gabriele Bortolozzo) ed associativi ed ha deciso di affrontare con serietà e rispetto il difficile e controverso tema della relazione tra produzioni chimiche e città residente.
La rinascita civile della comunità di Marghera è il risultato profondo di un impegno profuso dai cittadini più sensibili e dell'associazione "informale" che si muove attorno a Margheraonline che, nel tempo, ne dimostra l’efficacia sia nel mantenere una relazione salda con la cittadinanza – un vero e proprio catalizzatore di partecipazione democratica – sia nell’efficacia come entità di contrattazione esterna alla politica tradizionale e quindi da questa meno controllabile ed in definitiva più libera e maggiormente finalizzata al raggiungimento degli obiettivi concreti (fosgene, cvm, bonifiche).
Forse nemmeno noi residenti sappiamo “cosa è” Marghera. Talvolta, distratti come siamo, ci dimentichiamo di come abbiamo maltrattato questa “Venezia a rovescio”, il suo fronte d’acqua, i suoi ampi spazi verdi. Cosa è divenuta ce lo dicono fuori città, appena ne facciamo il nome. “Marghera” sembra un ignominio, un paradosso, un caso “triste”, viverci appare all’esterno impossibile, così, in mezzo alle fabbriche. Bisogna, questo è il punto, riappropriarsi con forza della nostra città. Bisogna mettere a nudo le sue contraddizioni, magari non pretendere di cambiarla così in fretta ma sicuramente ripensare gli obiettivi ed il significato che dovrà avere questa città – che porta in sé le ferite di un dispregio reiterato negli anni nei confronti della nostra terra ed in definitiva a danno di noi stessi.