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Forse nemmeno noi residenti sappiamo “cosa è” Marghera. Talvolta, distratti come siamo, ci dimentichiamo di come abbiamo maltrattato questa “Venezia a rovescio”, il suo fronte d’acqua, i suoi ampi spazi verdi. Cosa è divenuta ce lo dicono fuori città, appena ne facciamo il nome. “Marghera” sembra un ignominio, un paradosso, un caso “triste”, viverci appare all’esterno impossibile, così, in mezzo alle fabbriche. Bisogna, questo è il punto, riappropriarsi con forza della nostra città. Bisogna mettere a nudo le sue contraddizioni, magari non pretendere di cambiarla così in fretta ma sicuramente ripensare gli obiettivi ed il significato che dovrà avere questa città – che porta in sé le ferite di un dispregio reiterato negli anni nei confronti della nostra terra ed in definitiva a danno di noi stessi.